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Archive for 28 gennaio 2021

La Shoah e la Memoria: ricordare per capirne l’unicità

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

By Ugo Volli. Come sempre, nel periodo intorno al 27 gennaio, i vecchi e nuovi media si riempiono di rievocazioni della Shoah, di spiegazioni ma anche di discussioni, che quest’anno sono state particolarmente accese. E’ un effetto positivo della Giornata della Memoria: per non essere solo un’occasione rituale priva di impatto pedagogico, il ricordo del genocidio dev’essere confrontato con l’attualità e visto secondo ottiche diverse. Vi sono altre date per il ricordo puramente rituale e religioso che il popolo ebraico si è dato, dal digiuno del 10 del mese di Tevet (quest’anno è stato il 25 dicembre), istituito inizialmente per ricordare l’inizio dell’assedio di Gerusalemme da parte dei Babilonesi, a Yom ha Shoah, stabilito dallo Stato di Israele (quest’anno sarà l’8 aprile). Il 27 gennaio, che ricorda la liberazione del campo di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, è una data civile e pedagogica, adottata dall’Onu e prima dall’Unione Europea, rivolta non tanto agli ebrei quanto a tutti i cittadini. Per fa sì che sia davvero un mezzo di ricordo efficace, è importante che sia utilizzata per far capire che cos’è stato il genocidio degli ebrei e dunque anche discutere sulle sue cause, sulle complicità, su ciò che vi si connette oggi.Ma quest’anno il dibattito ho preso una strana piega. In diversi ambienti, da chi promuove il Giardino dei Giusti a Milano, ma anche da alcune forze politiche in Svizzera e da ambienti in vario modo di sinistra, è arrivata insistente la proposta di modificare il senso della Giornata della Memoria dal ricordo della Shoah a una celebrazione universale delle vittime della violenza e dell’oppressione. In questa spinta universalista si è arrivati a parlare addirittura dell’opportunità di usare il 27 gennaio per il lutto delle vittime della pandemia di Covid. Si tratta evidentemente di una sciocchezza. Ricordare le sofferenze e le stragi subite da varie popolazioni, in particolare quelle provocate dall’oppressione, dal razzismo, dalla violenza politica è naturalmente giusto. La schiavitù dei neri, l’espropriazione delle tribù amerindie, il costo umano dell’imperialismo britannico in India e di quello belga nell’Africa centrale, le persecuzioni dei Rom e dei gay, i veri e propri genocidi dei Tutsi e dei cristiani in terra ottomana, in particolare degli Armeni, meritano la nostra attenzione e la nostra memoria. E’ certamente giusto anche, su un altro piano, ricordare le vittime di disastri collettivi, come i terremoti o il Covid e portarne il lutto collettivo. Mettere assieme tutte queste memorie in un’unica occasione cerimoniale è però un po’ come riassorbire il ricordo dei nostri cari scomparsi in un’unica giornata uguale per tutti, oppure nel verso opposto festeggiare tutti i compleanni in un unico giorno arbitrario, per esempio quello in cui è nato Einstein, il presidente della Repubblica o Ronaldinho. I ricordi messi assieme non si sommano, ma al contrario si elidono e perdono rilevanza. La memoria è sempre identità, distinzione. La morale di una giornata universale dei crimini collettivi sarebbe estremamente generica: l’umanità è spesso ingiusta e violenta, bisogna cercare di non caderci e di “restare umani”. Se poi ci si mettono anche i disastri naturali, non c’è nessun insegnamento da trarre, solo la consapevolezza che il mondo può essere terribile e che la nostra condizione è la fragilità e la mortalità: siamo polvere e polvere torneremo. Verità morale e religiosa, ma storicamente irrilevante. Il solo modo per trarre un insegnamento chiaro dal ricordo è distinguere, capire l’unicità di ogni evento, studiarne le cause per cercare di rimuoverle e di impedire la ripetizione del crimine.Questo vale in particolare per la Shoah. Tutti coloro che conoscono un po’ la storia sanno che non si tratta di una violenza o di una strage fra le tante che purtroppo costellano la storia dell’umanità. La Shoah è un genocidio, cioè il tentativo organizzato di eliminare completamente un popolo. Crimini così terribili sono piuttosto rari, anche se nella storia è accaduto non di rado che nazioni fossero travolte da guerre e distruzioni, scomparendo – ma per lo più come risultato non programmato di guerre e invasioni che miravano a sconfiggerli, a sottrarre loro il territorio, a costringerli al lavoro per gli oppressori. La differenza è l’intenzionalità, il progetto criminale, la volontà di annichilire completamente un popolo, che nel caso della Shoah si è esteso anche a donne e bambini, sulla base di un’impostazione razziale che non c’era per esempio nell’altro terribile genocidio commesso da uno stato europeo nel Novecento, quello commesso dalla Turchia di cui furono vittime principali gli armeni. In questo caso molte donne non furono sterminate, ma usate come schiave sessuali da parte dei carnefici: un crimine orrendo, che mostra però una differenza fondamentale. Il progetto del genocidio armeno era di eliminare politicamente e culturalmente il popolo armeno e la sua identità, non di sterminarne ogni singolo essere umano appartenente a quel popolo, come fu il caso della Shoah. Anche i neonati e coloro che non avevano più nessun legame con l’ebraismo, essendo convertiti da generazioni, furono sterminati, perché portatore del “sangue” che si voleva distruggere. La caccia si estese all’estero, in tutto il mondo. Né la cittadinanza, né la religione fecero schermo a una volontà di distruzione bestialmente biologica, del tutto indifferente alla dimensione umana delle vittime. L’altro aspetto per cui la Shoah è unica è la dimensione moderna e industriale del genocidio (che in verità riguarda soprattutto la sua fase più matura, perché prima di Auschwitz e dei campi di sterminio, vi fu un periodo abbastanza lungo di stragi programmate ma eseguite “artigianalmente” vicino agli insediamenti ebraici, con armi individuali). Questo dev’essere ricordato, senza confonderlo con altre stragi, altri crimini.
La Shoah è unica per la sua dimensione, per la determinazione razziale delle vittime, per l’organizzazione. Ma non è un fenomeno isolato nella storia ebraica, non è affatto l’invenzione di un “pazzo” al vertice dello stato tedesco, seguito da burocrati “banali” e “senza pensiero” (questa è in estrema sintesi l’analisi sbagliata di Hannah Arendt, che è diventata luogo comune). La Shoah è invece il culmine di un odio per gli ebrei che spesso è diventato sanguinosissimo. L’inizio di questo processo è individuato dalla Bibbia nel momento stesso in cui si formò il popolo ebraico, 3500 anni fa in Egitto, quando il Faraone decise di uccidere i neonati ebrei per evitare che gli ebrei diventassero troppo numerosi. E poi, fra numerosi altri episodi, ci fu la deportazione babilonese, che fece scomparire tutta la popolazione del Nord di Israele, il tentativo di assimilazione forzata da parte dei sovrani ellenisti, le terribili rappresaglie romane per le rivolte. Infine venne tutta la lunga storia dell’antigiudaismo cristiano, con stragi, imprigionamenti nei ghetti, roghi di libri e di uomini. Alcuni episodi di questa storia, come le stragi dei crociati in Renania, quelle dei Cosacchi in Polonia e in Ucraina, le espulsioni da Spagna e Portogallo furono quasi altrettanto traumatiche della Shoah. A fianco vi è stata la storia, anch’essa lunghissima dell’antigiudaismo islamico, che inizia con le stragi di Maometto, i ripetuti pogrom della Spagna musulmana, dell’Africa del Nord, dello Yemen e della Mesopotamia e dura fino a oggi, almeno a livello del terrorismo e della propaganda.Una memoria corretta sulla Shoah include la consapevolezza del suo legame con l’antisemitismo precedente: senza le pagine terribili di Lutero, del Corano, di molti padri della Chiesa, anche di intellettuali laici illuminati come Voltaire e Kant, senza l’esempio dei roghi dell’inquisizione e delle stragi di Medina, Hitler non avrebbe avuto i suoi modelli e le SS la larga complicità di cui hanno goduto. Per questa ragione il rischio che il genocidio degli ebrei sia di nuovo tentato dipende dall’antisemitismo attuale, che ha per lo più la forma di odio per Israele. Questo va spiegato il 27 gennaio e anche tutti gli altri giorni dell’anno – dato che il pericolo della violenza contro gli ebrei è tornato drammaticamente attuale.Naturalmente questa specificità non è quella del genocidio armeno, che ha altre radici, né dell’odio contro gay e Rom, né dello schiavismo dei neri. Tutte queste storie hanno le loro cause, che vanno individuate con cura e combattute. Ma non sarebbe giusto né produttivo annegare la Shoah in queste storie, e neppure sussumere queste sotto l’etichetta della Shoah. Gli armeni, per esempio, hanno il 24 aprile come data di inizio del loro genocidio, sono oggi ancora sotto attacco culturale e fisico da parte del panturchismo di Erdogan e dei suoi alleati, le cui ragioni sono soprattutto geopolitiche, derivano dalla volontà di fare pulizia etnica di uno spazio “turanico” e musulmano dal Mediterraneo fino alla Cina. Non sarebbe sensato farne una variante della Shoah, né avrebbe senso ricomprendere nella Shoah una memoria così diversa, anche si i crimini dei due genocidi sono altrettanto immensi e incommensurabili.Insomma discutere sulla Shoah è giusto e opportuno. Ma non per negarla: i negazionisti non hanno diritto di parola su questo tema perché non avanzano problemi storici ma sono complici del crimine, come chiunque aiuti a occultare le tracce di un delitto, magari per avere la libertà di ripeterlo. E neppure per confonderla con tutti i mali del mondo. Certo, chi oggi propone una giornata universale di ricordo di tutte le vittime non è un negazionista, non vuole esserlo e non va considerato come tale. Ma, al di là delle buone intenzioni, l’universalismo del male occulta le dinamiche storiche vere e impedisce la comprensione del processo profondo (l’odio per gli ebrei, la negazione dei loro diritti, compresa l’autodeterminazione politica e religiosa”) di cui la Shoah fu la manifestazione più terribile e atroce. (fonte: https://www.progettodreyfus.com/shoah-memoria-giornata/

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Mobilitazione nazionale studentesca venerdì 29 gennaio

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Sono previste più di 20 piazze con mobilitazioni studentesche in tutta Italia questo venerdì 29 gennaio per rivendicare scuole sicure e affermare la contrarietà alla DAD. Gli studenti si mobilitano aderendo alla giornata di sciopero generale proclamato dal SICobas e SlaiCobas nel quadro dell’Assemblea dei lavoratori combattivi. È prevista la partecipazione allo sciopero di diverse categorie, compresi i lavoratori della scuola. La principale rivendicazione studentesca della giornata di protesta è la maggiore sicurezza nelle scuole con l’aumento degli spazi scolastici, l’assunzione del personale docente per cancellare le classi pollaio, un trasporto pubblico sicuro e gratuito e per un reale tracciamento dei contagi implementando un sistema efficace tamponi gratuiti per professori e studenti. Gli studenti denunciano la DAD fatta senza dispositivi sufficienti e senza diritti. Questa forma di didattica ormai strutturale è diventata l’ennesima barriera classista per il diritto allo studio che gli studenti delle classi popolari e delle periferie devono affrontare per portare a termine gli studi.Gli studenti si mobilitano contro il Governo Conte II e il suo operato in materia d’istruzione pubblica che è stata duramente penalizzata durante la pandemia, senza alcuna misura reale per garantire la sicurezza nelle scuole, mentre è stato fatto di tutto per garantire i profitti delle aziende. Gli studenti per questo saranno in piazza con delegazioni di lavoratori in sciopero e rivendicare un futuro diverso per la scuola pubblica e per conquistare una riapertura delle scuole però in sicurezza.Le rivendicazioni dello sciopero generale per i lavoratori sono: lavorare in condizioni di reale sicurezza attraverso nuovi protocolli anti Covid-19 sui posti di lavoro, rinnovo dei CCNL scaduti, no ai licenziamenti, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, salario garantito per i disoccupati, abrogazione dei decreti sicurezza, permessi di soggiorno senza ricatti per i lavoratori immigrati, contro discriminazione di genere, nuovo piano di edilizia scolastica, sistema sanitario nazionale pubblico realmente gratuito ed accessibile, finanziare queste misure attraverso un “milioni tax” del 10% sul 10% più ricco della popolazione. Le manifestazioni avverranno nel rispetto delle misure di contenimento del contagio da Covid-19. Di seguito l’elenco di alcune piazze di questo venerdì: Roma: ore 10, Piramide, Torino: ore 10, piazza Solferino, Milano: ore 9, Regione Nuova, Imperia: ore 9:30, piazza Roma, Napoli: ore 9 30, piazza mercato, Bologna: ore 10:30, piazza Maggiore, Gorizia: ore 8, piazza Cesare Battisti, Parma: ore 8:30, Barriera Bixio,Pinerolo (TO): ore 9, centro studi via dei Rochis, Siena: ore 9, piazza San Domenico, Catania: ore 10, piazza Montessori, Ascoli Piceno: ore 9:30 piazza del Popolo, Bari: ore 17, piazza Umberto, Padova: ore 9, piazzale della stazione, Cosenza: ore 9 provveditorato via Montagna, Taranto: ore 9, piazzale della vittoria. Reggio Emilia: ore 9:30 provveditorato via Mazzini, Legnano (MN): ore 12, Liceo Cotta.

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2021: bisogna avere fede…nei tassi di sconto bassi

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

A cura di Maya Bhandari, Gestore di portafoglio Multi-Asset di Columbia Threadneedle Investments. Ne abbiamo fatta di strada, sia i mercati finanziari che noi, dai giorni cupi della primavera sino ai giorni più rosei (malgrado la stagione) dell’inverno. A marzo, quando l’economia subiva l’enorme shock sincronizzato del Covid-19 e le autorità reagivano con risposte politiche altrettanto vaste e sincronizzate, noi e la maggior parte dei nostri colleghi abbiamo ridotto notevolmente le nostre aspettative sulla crescita economica e degli utili societari per il 2020. Malgrado le misure di stimolo, lo shock a breve termine dovuto alle “improvvise interruzioni” dell’attività economica si prospettava immane. Abbiamo tuttavia anche aumentato significativamente la nostra esposizione agli attivi rischiosi di elevata qualità nei fondi multi-asset, mantenendola sino alla fine dell’estate e realizzando guadagni superiori alla media in aree che presentavano forti squilibri di prezzo< e apparivano adeguatamente posizionate per beneficiare di politiche ultra-accomodanti, come la fascia alta delle obbligazioni investment grade e le azioni di elevata qualità. Avvicinandoci a oggi, nei giorni più rosei di novembre, tre sviluppi hanno sconvolto nuovamente gli equilibri, questa volta però avvantaggiando strumenti ciclici selezionati nell’ambito di un budget di rischio più neutrale. In primo luogo, l’esito elettorale statunitense relativamente favorevole, che ha rimosso i rischi estremi, portando con sé un imprevisto sollievo sul versante fiscale; in secondo luogo, le notizie di un numero di vaccini molto superiore alle previsioni e decisamente più efficaci di quanto ci attendessimo noi e la maggior parte dell’opinione pubblica; Infine, sviluppo certo non meno importante degli altri, le contrazioni economiche nel 2020 rivelatesi meno gravi del previsto, che hanno portato alla formulazione di previsioni di ripresa economica e degli utili “a forma di V” in aree come Stati Uniti e Giappone, mentre i mercati asiatici emergenti si sono lasciati rapidamente alle spalle le turbolenze dovute al Covid-19. Quest’ultimo fattore potrebbe rivestire meno importanza per gli investitori proiettati al futuro che guardano oltre la seconda ondata del virus e l’inasprirsi delle misure di contenimento, ma pone le basi per una ripresa più sostenibile.Abbiamo posto l’enfasi sull’ampliamento delle esposizioni nei mercati azionari giapponesi e nei listini asiatici emergenti, abbinate alle posizioni nelle azioni statunitensi. Continuiamo inoltre a prediligere i mercati del credito; con la normalizzazione degli spread stiamo in particolare rafforzando le esposizioni in sterline e dollari nel credito ad alto rendimento, che dovrebbe anche beneficiare di un miglioramento del quadro ciclico e del proseguimento delle politiche ultra-accomodanti. Queste sono le aree che a nostro avviso dovrebbero offrire i migliori rendimenti corretti per il rischio nei prossimi 12-18 mesi. Bisogna tuttavia confidare in tassi di sconto bassi per giustificare le attuali quotazioni di mercato, malgrado i fattori positivi appena descritti.Da un lato, la combinazione di titoli growth di qualità statunitensi e di titoli ciclici di qualità asiatici ci consentirà di beneficiare della crescita degli utili nel prossimo biennio. Tale crescita sarà particolarmente notevole in Asia, caratterizzata da una leva operativa; inoltre da qui al 2022 gli utili dovrebbero crescere a un tasso composto del 10% in Giappone e di oltre il 17% nei mercati emergenti asiatici, a fronte degli stessi multipli prospettici nel Regno Unito, dove gli utili dovrebbero aumentare dello 0,25%. L’Asia è avvantaggiata anche da condizioni monetarie interne accomodanti. In Cina, l’impulso al credito ha ad esempio appena superato i massimi del 2016 ed è a un soffio dai livelli del 2012/13.Dall’altro lato, le valutazioni sono eque e il 40% dei mercati finanziari attualmente si trova a più di una deviazione standard al di sopra delle medie di lungo termine,4 uno dei principali motivi per cui siamo meno ottimisti di quanto non fossimo a inizio anno sui profili di rischio e rendimento. Le valutazioni degli indici azionari hanno raggiunto livelli stratosferici rispetto ai loro valori storici in base a una serie di parametri, e lo yield-to-worst delle obbligazioni societarie high yield è prossimo ai minimi assoluti. In altre parole, i costi di finanziamento delle società sono estremamente convenienti.

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Azioni europee: l’apice del pessimismo è ormai alle nostre spalle

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

A cura di Ann Steele, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Vi sono motivi di ottimismo per il 2021. Dimenticatevi la ripresa a forma di “U”; la lettera del 2021 è la “V” di “vaccino”. Secondo il nostro scenario di riferimento, nella prima parte del 2021 in Europa si assisterà alla distribuzione dei vaccini, che consentirà a imprese e consumatori di iniziare a tornare alla normalità. Anche in caso di ritardi e ulteriori chiusure, l’impatto economico del Covid-19 dovrebbe ridursi notevolmente nel nuovo anno. Ci aspettiamo una netta ripresa degli utili delle società penalizzate dal virus, nonché sostegno dalle misure di stimolo fiscale a livello europeo, iniezioni di liquidità dalle banche centrali e una ripartenza per aziende e consumatori.La disoccupazione dovrebbe salire, ma molti dei consumatori europei che hanno mantenuto il lavoro hanno costituito riserve di liquidità, come dimostrato dal saggio di risparmio delle famiglie nell’eurozona, che nel secondo trimestre 2020 ha raggiunto un record massimo del 24,6%.1 L’Unione europea ha approvato un pacchetto di stimoli da 750 miliardi di euro2 per contrastare la pandemia, inoltre il quantitative easing e i tassi d’interesse ai minimi storici della Banca centrale europea, della Bank of England e di altri istituti centrali europei dovrebbero protrarsi nel 2021.Numerose società europee hanno tagliato i costi e migliorato l’efficienza operativa sulla scia del Covid-19. Ragion per cui la nostra tesi centrale parte dal presupposto che le azioni europee godano di un buon supporto. Ciononostante, riteniamo che alcune aziende non sopravviveranno o saranno penalizzate dalla crisi. Quindi, data la presenza di leader e fanalini di coda, le performance come sempre dipenderanno dalla selezione dei titoli.Siamo dell’idea che i vincitori europei del 2021 ricadranno in due categorie. La prima è composta da società competitive a livello mondiale con marchi validi, solidi team dirigenziali e un forte potere di fissazione dei prezzi. Spesso i modelli di business di queste aziende hanno salvaguardato i loro utili nel 2020 e in alcuni casi, come sanità e tecnologia, hanno permesso loro di trarre vantaggio dal contesto di “nuova normalità”.La seconda riunisce quelle società che hanno subito un calo degli utili ma anche un crollo delle quotazioni, titoli fortemente ipervenduti a fine anno, che in alcuni casi non meritavano una punizione così severa. Ci aspettiamo che molti di questi titoli evidenzino una solida ripresa degli utili nel 2021. Inoltre, mentre il 2020 volge al termine, molte società europee sono talmente a buon mercato da farci ipotizzare un boom delle operazioni di fusione e acquisizione.Alla luce di ciò, proprio come nel 2020, la selezione dei titoli sarà fondamentale e farà leva sui maggiori punti di forza di Columbia Threadneedle Investments, dove le decisioni di investimento sono supportate da un team completo di analisti settoriali esperti.
Oltre al vaccino, altri due temi influiranno sui mercati azionari europei all’inizio del 2021: i rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit e l’impatto dell’arrivo di Joe Biden alla presidenza degli USA.Occorre mettere in conto potenziali perturbazioni degli scambi commerciali tanto per le imprese britanniche quanto per quelle europee l’anno prossimo, a causa della riorganizzazione delle catene di produzione. Tuttavia, tenuto conto della buona volontà di entrambe le parti di appianare i dissidi, prevediamo che eventuali problematiche di grossa entità avranno vita breve.Da parte sua, la vittoria di Biden ha già prodotto un impatto positivo sui mercati globali: gli indici azionari hanno messo a segno forti rialzi all’indomani delle elezioni e man mano che venivano annunciate le alte cariche della nuova amministrazione. Il clima tornerà probabilmente in primo piano a livello globale, specialmente alla luce dell’imminente Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico nonché della promessa della Cina di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2060. Ciò è positivo per le strategie che applicano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il 2020 è stato un anno complesso per gli investitori. Dal suo punto di minimo al suo punto di massimo (durante il lockdown di marzo, all’apice del pessimismo), l’Euro Stoxx 50 Index ha ceduto quasi il 40%.4 Ma alle porte del 2021 il pessimismo è ormai acqua passata. E per gli investitori azionari ciò significa che vi sono potenziali guadagni da inseguire.

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2021, un anno per sfruttare i vantaggi della gestione diversificata

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Analisi di Eric Bertrand, Deputy CEO e Deputy CIO di Ofi Asset Management. La volatilità sui mercati azionari, i tassi di interesse ai minimi storici e la ricerca di più elevati rendimenti ponderati per il rischio richiedono un’adeguata diversificazione opportunistica dell’allocazione. Questo è stato particolarmente vero nel 2020, che non è stato di certo un anno semplice per gli investitori. In mezzo a un’inaspettata pandemia e a una forte volatilità del mercato, la gestione patrimoniale diversificata ha mostrato tutti i suoi punti di forza e ha permesso ai risparmiatori di sfruttare allocazioni tattiche, cogliendo le opportunità che sono emerse nelle varie asset class. I principali fattori di rischio (Covid-19, le elezioni americane e la Brexit) si sono poi gradualmente affievoliti a fine anno, mentre lo sviluppo dei vaccini ha permesso al mercato azionario di tirare un sospiro di sollievo e ha rasserenato l’orizzonte per il primo trimestre 2021.Ciò non significa che i picchi di volatilità svaniranno. Al contrario, possono essere visti come un’opportunità da cogliere per quanto riguarda l’esposizione ad asset più rischiosi. L’importante è mantenersi agili, regolando costantemente il rapporto rischio/rendimento. La gestione patrimoniale diversificata serve proprio a questo: permette agli investitori di beneficiare dell’esposizione a tutte le asset class da cui poter ottenere rendimenti interessanti.Ad esempio, gli investitori europei dovrebbero sentirsi liberi di assumere un’esposizione sull’high-yield globale, sulle azioni e obbligazioni cinesi, e anche sull’oro. I mercati del reddito fisso da soli non bastano più a garantire la stabilità del portafoglio, dato che la situazione attuale costringe i manager europei a cercare opportunità al di fuori della zona euro. Questo avviene perché l’uscita dalla pandemia si sta rivelando differente di regione in regione. Per esempio, la Cina, come è emerso in precedenza, ora si trova in una pozione di netto vantaggio nel far ripartire la sua economia.Per quanto riguarda la nostra metodologia, ci basiamo ovviamente su scenari che come Ofi Asset Management elaboriamo guardando al futuro. Un comitato di pre-allocazione si riunisce mensilmente, e ogni gestore specializzato in una certa asset class elabora le proprie previsioni, che presentano con un orizzonte di sei mesi. Sono coperte tutte le asset class e vengono messi a confronto i diversi punti di vista sul mercato. Su questa base, il comitato elabora una strategia di allocazione, e settimanalmente si svolgono riunioni per eventuali aggiustamenti. Inoltre, utilizziamo modelli quantitativi per circoscrivere al meglio i rischi e creare un quadro di riferimento all’interno del quale ogni gestore possa operare in modo opportunistico.A completare la metodologia c’è infine il nostro approccio SRI, che è parte integrante delle strategie. Questo ci permette di offrire solidi ritorni finanziari tenendo in considerazione la lotta contro il riscaldamento globale, in particolare selezionando le aziende che sono determinanti per la decarbonizzazione dell’economia.

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Materie prime: “Anche nel 2021 non si arresta la corsa dei prezzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

L’aumento delle quotazioni di cereali e farine proteiche vegetali, le principali materie prime agricole per il settore zootecnico, che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2020, prosegue anche nel nuovo anno. Un effetto a cascata sugli approvvigionamenti e sui prezzi dei prodotti agro-alimentari-zootecnici a danno delle imprese di trasformazione e dei consumatori finali è concreto. Nell’arco di tre mesi, dal 20 ottobre 2020 al 19 gennaio 2021, il prezzo del mais ha fatto registrare un incremento del 22%; il grano tenero del 20%. Nello stesso periodo le quotazioni della farina di soia sono cresciute del 26% e quelle della crusca addirittura del 41%. Aumenti che sono ancor più elevati se raffrontati allo stesso mese dell’anno precedente, rispettivamente 23%, 25%, 45% e 68%. “Nei mesi scorsi il settore mangimistico italiano ha già assorbito il rincaro delle commodities agricole e dei costi dovuti all’emergenza sanitaria. Ma in un contesto di prolungato rialzo dei prezzi, di incertezza produttiva e di consumi stagnanti, è fondamentale gestire al meglio e senza speculazioni una situazione che avrà inevitabili ricadute a valle della filiera, e pertanto sui consumatori, destinatari finali di quei prodotti sani, sicuri e di qualità che l’industria di trasformazione continua a garantire”. “Ed è per tale ragione che è importante aprire un tavolo di confronto per far funzionare meglio i mercati, le relazioni e la catena del valore all’interno delle filiere con il fondamentale contributo della GDO affinché ogni anello abbia la corretta remunerazione senza intimorire il consumatore finale”, conclude il presidente di ASSALZOO

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Governo: Rojc, aiuto europeisti ma resto nel Pd

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

“In questa fase particolarmente complessa ho dato il mio aiuto tecnico alla costituzione di un gruppo europeista che contribuisca a rafforzare e stabilizzare un nuovo Governo. La mia iscrizione al gruppo Maie è stata concordata con il mio partito, cui resto iscritta e militante. Confido che questo atto possa dare una mano alla costruzione di una maggioranza solida all’altezza dei problemi enormi che il Paese sta affrontando. Confermo immutata l’attenzione al territorio del Friuli Venezia Giulia di cui sono espressione e in particolare alla minoranza slovena in Italia, che ho l’onore di rappresentare in Parlamento”. Lo dichiara la senatrice Tatjana Rojc (Pd), dopo aver aderito al nuovo gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico.

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Governo: Serracchiani, non c’è più spazio per tattiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

“Ci avviciniamo alla prova dei fatti, non c’è più spazio per tattiche o posizionamenti. Le parole del segretario Zingaretti sono state specchio chiaro della volontà politica del Pd: vogliamo costruire una maggioranza a sostegno di un Governo che lavori subito, che salvi le risorse del Recovery e ridia speranza al Paese”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro Debora Serracchiani, dopo l’intervento del segretario nazionale Nicola Zingaretti nella direzione del partito.

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La commistione politico-burocratica: un ostacolo per il Recovery Plan

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Di Giuseppe Bianchi. Nella Nota Isril precedente (n. 4 – 2021) ho commentato le “Confessioni di un capo Gabinetto” ministeriale, di lungo corso, che ha raccolto le sue esperienze, in forma anonima, in un volume edito da Feltrinelli. Confessioni in merito all’intreccio di poteri tra chi esercita autorità di Governo e un’aristocrazia burocratica portatrice di una iniziatica cultura amministrativa pubblica che trova i suoi santuari nel Consiglio di Stato, nella Corte dei Conti, nell’Avvocatura di Stato e nei Tar. Questa testimonianza offre uno squarcio di conoscenze sulla commistione, ai piani alti, tra politica e amministrazione, che poi tracima sui piani bassi della nostra P.A.Diventa più facile, allora, capire le ragioni per cui i progetti di riforma della P.A. che si sono avvicendati anche con provvedimenti innovativi (contrattualizzazione dei rapporti di lavoro, nuove regole del bilancio dello Stato per missioni, innesto di nuove strutture di audit), non abbiamo sortito risultati di sistema. Non c’è stato un corretto bilanciamento tra obiettivi di riforma e capacità amministrativa di gestirli. L’ostacolo è una pervasività di intrecci tra politica e amministrazione che trova la sua legittimazione in un ordinamento che rende il Ministro responsabile dei singoli atti della sua amministrazione e che affida alla legge le attribuzioni e l’organizzazione burocratica.Occorre ricostruire una capacità istituzionale ed amministrativa che tagli il cordone ombelicale della commistione politico-burocratica. I paesi di cultura anglosassone (Gran Bretagna, Usa), con un diritto pubblico meno invadente, hanno adottato soluzioni drastiche: il Ministro, dotato di un corposo e competente Gabinetto, definisce gli obiettivi da perseguire, coerenti con il programma del Governo, e concorda con i capi di dipartimento e con le Agenzie (che occupano oltre il 75% del personale pubblico) i “patti di prestazione del servizio” con i quali si definisce l’autorità autonoma della dirigenza pubblica nel predisporre i piani di attività, rispondendo al Ministro dei risultati ottenuti.Sono intuitive le ragioni che impediscono il travaso di queste esperienze in Italia: l’invadenza tentacolare del nostro diritto amministrativo e l’indisponibilità del Ministro protempore di privarsi del potere politico di governare le strutture burocratiche alla sua dipendenza.Questi fattori di resistenza devono oggi fare i conti con le indicazioni di metodo fissate dalla Commissione Europea nell’impiego dei fondi di cui si è parlato: le risorse vengono erogate in funzione dello stato di avanzamento dei vari progetti. In altre parole, per ottenere i risultati attesi la pianificazione finanziaria deve essere accompagnata da una pianificazione organizzativa e del personale che ricostruisca i processi operativi e di controllo e che predisponga le competenze manageriali tecniche e digitali richieste. Un problema ancora aperto nel dibattito politico, dal momento che la proposta di Conte di affidare la regia del Recovery Fund ad una struttura esterna alla P.A. è stata ritirata.Da decenni la nostra economia è in panne e le politiche pubbliche sono intralciate nella loro attuazione da una P.A. imbrigliata da norme e vincoli sindacali che producono inefficienze gestionali. L’interrogativo è: quando avremo un Governo tanto autorevole da impegnarsi in una tale partita, che richiede, tra l’altro, un ridisegno dei rapporti fra politica ed amministrazione pubblica?

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Vincolo quinquennale insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Tutti i docenti titolari sul sostegno sono soggetti al vincolo quinquennale su questa tipologia di posto. Questi docenti, infatti, sono obbligati a rimanere sul sostegno per 5 anni a decorrere dall’anno scolastico di immissione in ruolo su questa tipologia di posto o dall’anno scolastico in cui ottengono il trasferimento da posto comune a sostegno. Come chiarisce l’art. 23 comma 7, infatti, “Il trasferimento ai posti di tipo speciale, ad indirizzo didattico differenziato e di sostegno comporta la permanenza per almeno un quinquennio a far data dalla decorrenza del trasferimento su tali tipologie di posti”. Fanno eccezione a questo vincolo soltanto i docenti trasferiti a domanda condizionata, in quanto soprannumerari da posto comune o cattedra a posto di sostegno. Pertanto questi docenti conservano titolo alle precedenze previste nell’art. 13 punti II) e V) del CCNI, riguardanti il rientro con precedenza nella scuola (II) e nel comune (V) di precedente titolarità e potranno chiedere trasferimento anche per posto comune. Su questo punto, l’Anief non ha dubbi: costringere a rimanere 60 mesi sulla cattedra di sostegno è troppo

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Sicurezza nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

In questi ultimi mesi è stato, infatti, verificato che il virus SARS-COV2 si trasmette maggiormente in ambienti indoor, che devono essere pertanto opportunamente aerati e purificati. Un modo facile e a basso costo è misurare la quantità di CO2: maggiore è la sua concentrazione e più alto è il potenziale rischio di contagio, in quanto l’aria presente nell’ambiente potrà essere respirata più volte dai diversi individui che lo occupano.A tale scopo, il sistema di monitoraggio continuo della qualità dell’aria indoor è un vero e proprio sistema di sicurezza per la salute delle persone. Promuovere un’ottimale qualità dell’aria in un’aula scolastica, oltre a garantire il pieno benessere psico-fisico di studenti, docenti e collaboratori scolastici, favorisce anche un migliore rendimento degli alunni.Nel progetto pilota sono coinvolte dodici scuole del territorio pugliese: Lecce, Taranto, Brindisi, Bari, Molfetta, Bisceglie e Foggia. Fondamentale, per l’avvio dell’iniziativa, la collaborazione con le amministrazioni comunali di Taranto, Bari, Bisceglie e Foggia e con le dirigenze scolastiche dei plessi coinvolti.L’attività sperimentale di SIMA si avvale del supporto tecnologico della startup innovativa tarantina Befreest che, attraverso l’utilizzo del dispositivo intelligente “nose” e sfruttando la tecnologia IoT, permette la rilevazione in tempo reale della concentrazione di CO2 negli ambienti confinati.Il progetto, coordinato dal professor Gianluigi De Gennaro, Chimico dell’Ambiente dell’Università di Bari, consentirà di istruire dirigenti e insegnanti a verificare l’efficacia dei protocolli SIMA e ad attivare azioni tempestive semplicemente controllando la concentrazione di CO2. Grazie al suo monitoraggio in continuo sarà, inoltre, possibile classificare le aule in quattro categorie di rischio nelle differenti condizioni di utilizzo (numero di occupanti). Tale classificazione è indispensabile per comprendere quali siano le aule dove è sufficiente protocollare l’apertura di porte e/o di finestre e dove invece risulta indispensabile dotare gli ambienti di sistemi di purificazione o di ventilazione.

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Scuola: Docenti assunti e bloccati 5 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Per decine di migliaia di insegnanti della scuola pubblica la mobilità dell’anno scolastico 2021/22 si prefigura particolarmente difficile: oggi la rivista Orizzonte Scuola scrive che “per qualcuno sarà un annus horribilis, con vincolo triennale o quinquennale che “inchioda” alla cattedra sulla quale si è già ottenuto il trasferimento o l’immissione in ruolo. Vincoli che cercano di salvaguardare la continuità didattica ma che in certe circostanze rendono difficile comprendere le scelte legislative”. “A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell’istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero. La disposizione del presente comma non si applica al personale di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, purché le condizioni ivi previste siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento periodico nelle graduatorie di cui all’articolo 401 del presente testo unico”.
Derogano al vincolo quinquennale due categorie di docenti: i soprannumerari, dichiarati tali in seguito a contrazione nell’organico della scuola di titolarità. Questi docenti, infatti, potranno presentare domanda di mobilità a prescindere dal vincolo quinquennale; docenti beneficiari della precedenza legata all’articolo 33, commi 3 e 6, della Legge n.104/92, a condizione che tali situazioni riferite alla legge 104 sino intervenute successivamente alla data di iscrizione dei concorsi o dell’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Anche i finanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio non sembrano fornire certezze per il sostegno ai disabili: “è prevista una dotazione organica aggiuntiva di insegnanti di sostegno. 25.000 in più nei prossimi tre anni, anche se si comincia in modo soft, solo 5.000 nel 2021/22. In particolare, il piano prevede 5.000 posti sostegno a decorrere dall’ anno scolastico 2021/2022; 11.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023; 9.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024”. Ne consegue che “la presenza di docenti specializzati nelle attuali graduatorie utili per le immissioni in ruolo è speranza vana: nell’anno scolastico 2020/21, a fronte di decine di migliaia di posti disponibili, solo pochissime assunzioni, incluso il flop della call veloce.
Pure il VI ciclo di Tfa sostegno non sia apre con i migliori auspici: prima di tutto perché “i tempi potrebbero essere molto più lunghi di quelli indicati da alcune pagine web. Al momento i posti disponibili sono” appena “6.191. Si tratta del residuo della programmazione di 40.000 posti approvata dal MEF nel 2018/19 e che ha già dato vita ai corsi IV e V del TFA sostegno, idonei compresi”. Ancora oggi, inoltre, “non si conosce ancora la distribuzione dei posti, né se tutte le Università saranno disponibili ad avviare il corso per pochi posti, con tutto quello che comporta a livello organizzativo. Non è stata infatti ancora avviata la consueta ricognizione dei posti a disposizione nelle Università che, solo da poco, hanno concluso le selezioni per il V ciclo”. Senza contare che non si hanno notizia sulla eventuale modifica, auspicata dall’Anief, dei parametri utili a determinare il contingente regionale e di ogni ateneo.

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20th Century Modern Masters from a Private French Collection to Span 20th Century Evening Sales

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

London – Christie’s will present 20th Century Modern Masters from a Private French Collection in the 20th Century Art Evening Sale and The Art of the Surreal Evening Sale, to be held on 23 March. The collection is comprised of eight works by Alexander Calder, Jean Dubuffet, Max Ernst, Jean Fautrier, Fernand Léger and Joan Miró. This exceptional group offers an insightful view into the crucial dialogues that connected avant-garde artists working in Europe and America throughout the 20th Century, highlighting the friendships, artistic innovations and the exchange of ideas that shaped the century, both before and after the Second World War. Dating from 1913, Léger’s Deux femmes couchées illustrates his bold, graphic style of cubism (estimate: £1,200,000-1,800,000), which resonates with the formal structures of Dubuffet’s post-war Paris ‘Circus’ and ‘Hourloupe’ styles, both hybridised in Paysage du Pas-de-Calais III (1963, estimate: £2,500,000-3,500,000). Radical mixed-media impasto is employed to very different ends in Dubuffet’s Le Vase de Barbe (1959, estimate: £2,000,000-3,000,000), Max Ernst’s Aux 100,000 colombes (1925, estimate: £1,200,000-1,800,000) and Fautrier’s Pièges (1946, estimate: £1,000,000-1,500,000). Finally, close links can be seen between Calder’s Submarine Christmas Tree (1947, estimate: £4,000,000-6,000,000) and the intuitive, whimsical visual language of surrealists such as Miró.Anika Guntrum, International Director, 20th – 21st Century, Christie’s: “20th Century Modern Masters from a Private French Collection reflects the pioneering spirit of the collection with works that, seen together, create a carefully constructed dialogue between movements, artists and continents. This spirit is echoed in the eight paintings presented as a major highlight of Christie’s 20th Century season in London. The scope of the collection provides insight into those artists – Calder, Dubuffet, Ernst, Fautrier, Léger and Miró – whose vision and innovation defined the 20th century and whose legacy and influence is seen in the artists practising today. We are thrilled to offer these works in the Spring season of 20th Century art.”Keith Gill and Tessa Lord, Co-Heads of Sale, 20th Century Art Evening Sale, Christie’s: “Together with three major works from an important Swiss Surrealist collection, we are thrilled to present another exquisite collection, from France on this occasion, to the London market in 2021. We are confident that this opening season will see international collectors centre around this significant moment in the art world calendar. We look forward to engaging established and new audiences alike in our livestreamed auctions and events, providing opportunities to explore artworks that defined the trajectory of artistic practise throughout the 20th century.”

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