Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 29 gennaio 2021

Scuola: I docenti precari dopo 36 mesi vanno immessi in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Mentre la scuola italiana deve fare i conti con una supplentite crescente, con sempre più precari da nominare su cattedre vacanti e l’incapacità anche nell’attuare il semplice turn over, il Comitato europeo dei diritti sociali evidenzia come in Italia i docenti precari continuino ad essere vessati: nei nostri confini nazionali, il loro destino professionale viene infatti pregiudicato illegittimamente dalla mancata adozione della direttiva 1999/70/CE, introdotta dal Consiglio europeo proprio per evitare l’abuso sistematico di precariato. Una inosservanza che brucia ancora di più perché adottata pure nell’anno dell’emergenza epidemiologica,La sentenza di Strasburgo non lascia adito a dubbi: vista la situazione del personale dell’istruzione pubblica, con insegnanti precari assunti con contratti successivi ed interruzioni per una durata complessiva superiore a 36 mesi, nonché i contenuti sulla stessa materia presenti nell’articolo D (paragrafo 2) della Carta sociale europea (« le Comité ») il Comitato europeo dei diritti sociali ritiene che “vi sia stata un’ingerenza sproporzionata nei loro diritti di guadagnarsi da vivere in un’occupazione liberamente intrapresa”.Pertanto, secondo il Comitato europeo dei diritti sociali, il reclutamento italiano si caratterizza negativamente, sia per “l’assenza di efficaci tutele preventive e riparatrici contro gli abusi derivanti dall’indebito ricorso a contratti a tempo determinato”, sia per “l’incertezza giuridica, derivante dalle ripetute modifiche alla legislazione e alla giurisprudenza e alle limitate possibilità di ottenere contratti a tempo indeterminato indipendentemente dalle effettive competenze e dall’esperienza lavorativa”.Alla luce di questa pronuncia, diventa ancora più evidente come l’attuale legislazione italiana (legge 107/2015, legge 159/2019) non sia più in grado di proteggere il diritto dei lavoratori precari di guadagnarsi da vivere attraverso un’occupazione intrapresa liberamente: una circostanza sulla quale nemmeno la giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione e della Corte costituzionale italiana è riuscita a trovare un rimedio valido.

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Scuola: Chiedono d’andare in pensione 35mila docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ben 35 mila docenti e 10 mila Ata: sono numeri importanti quelli che riguardano i pensionamenti nella scuola, ancora di più perché l’uscita dal mondo del lavoro, per la meritata pensione, sembra destinato a crescere. A proposito dei pensionamenti, l’Anief continua ad avere una posizione inflessibile: il comparto della docenza ed in generale dei dipendenti della scuola non può infatti permettersi di continuare a collocare in pensione i propri dipendenti alle soglie dei 70 anni. L’organizzazione sindacale ritiene, quindi, che sia giunta l’ora di tornare ai parametri sui contributi utili. Il sindacato reputa quindi indispensabili rendere di nuovo attuative le disposizioni normative previgenti all’approvazione della cosiddetta legge Monti-Fornero, in particolare l’articolo 24, della legge 22 dicembre 2011.L’esigenza di svecchiare la docenza scolastica, anche perché l’età media di quella italiana è tra le più alte al mondo, si deve anche al diffuso e gravoso stress psicofisico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra personale scolastico e discenti necessita di un’apposita finestra che permetta l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità. Ecco perché l’Anief reputa “indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale delle forze armate”: è un dato di fatto quello di considerare “gravoso” il lavoro svolto “in tutti gli ordini di scuola”.Il pensionamento anticipato si giustifica anche misurando l’alto stress che comporta l’operare nelle mura scolastiche, oltre che le malattie conseguenti e l’alto rischio biologico. Ecco perché riteniamo che, in attesa di una vera riforma, sarebbe utile agganciare le professionalità della scuola all’Ape Social, non producendo, in tal modo, alcuna decurtazione all’assegna di quiescenza, esattamente così come si applica ai dipendenti statali in divisa. Il concetto che secondo il sindacato deve passare è che i lavoratori della scuola vanno considerati tra le professionalità “fragili”

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Bonprix vola nelle vendite e si conferma anche nel 2021 Insegna dell’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Valdengo (Biella) Arriva a quota 258 milioni di euro (+19%) il fatturato del gruppo bonprix Italia, cui fanno capo le filiali di Italia, Grecia, Slovenia, Austria e Svizzera, queste ultime con un rilevante incremento. All’importante risultato ha contribuito anche l’ingresso di bonprix nel mercato spagnolo a maggio 2020, una nuova scommessa del gruppo con sede a Valdengo, che dopo i primi 8 mesi di vita si conferma a tutti gli effetti vinta.Nel 2020 bonprix Italia ha raggiunto, da sola, quota 104 milioni di euro, segnando un +25% rispetto all’anno precedente. Dello stesso gruppo fa parte anche il brand di prodotti per la casa, Euronova, che nel 2020 ha registrato un +13%, e Lascana, l’e-commerce dedicato alla lingerie di alta qualità e ai costumi da bagno, che nel suo primo anno di vita in Italia ha totalizzato ottimi risultati.Se a livello globale le vendite tramite piattaforme online nel 2020 sono aumentate del +27,6% (dati eMarketer) proprio a causa dei lockdown e dell’impossibilità delle persone di rivolgersi ai negozi fisici, anche per bonprix e le altre aziende del gruppo, l’emergenza Covid-19 ha accelerato notevolmente le vendite durante tutto il 2020 portando alla conquista di clienti ancora mai approdati sull’e-commerce dell’azienda tedesca. Le categorie di prodotti maggiormente acquistati proprio durante il lockdown sono state la biancheria, l’abbigliamento sportivo e la moda per bambini.bonprix è presente in 30 paesi del mondo e conta oltre 35 milioni di clienti, a livello mondiale il fatturato di bonprix supera il miliardo di euro.
Da 20 anni in Italia, Stephan Elsner, direttore generale di bonprix Italia dichiara: «Il 2020 è stato un anno record per noi, il lockdown ha dato una spinta alla digitalizzazione del consumatore italiano in modo irreversibile: si tratta di una grande opportunità di ulteriore crescita per il gruppo bonprix. Per il 2021 il nostro obiettivo è stabilizzare il trend e consolidare la fiducia dei nuovi clienti acquisiti».Infine, anche nel 2020 bonprix si conferma essere il marchio online preferito dai consumatori, aggiudicandosi per il terzo anno consecutivo il premio Insegna dell’Anno per la categoria Abbigliamento Donna. Nonostante le complessità di questo momento, ben 106.320 votanti in tutta Italia hanno espresso un totale di 205.500 preferenze certificate, alle 543 insegne valutate, tra cui bonprix.

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Selezione di opere del Maestro Cesare Paolantonio

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Mantova dal 30 gennaio al 18 febbraio 2021 presso la Galleria “Arianna Sartori” nella sala di via Ippolito Nievo 10, sarà presentata una interessante selezione di opere del Maestro Cesare Paolantonio. Cesare Paolantonio nasce a Monza (MI) nel 1937.Conseguito il diploma al Liceo Artistico di Milano, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera sotto la guida del Prof. Aldo Carpi.A Venezia un corso di specializzazione di incisione all’acquaforte “Tono Zancanaro”. Ha per qualche tempo frequentato lo studio di Bruno Mantovani e quello del pittore d’arte sacra Luigi Filocamo.Dal 1955 ha iniziato a dipingere per conto proprio, prima nello studio di Sesto San Giovanni e poi a Milano dove prosegue la sua intensa attività di artista.Dal 1981 al 1999 è collaboratore artistico al quotidiano “Il Sole 24 Ore” – inserto domenicale.Negli ultimi anni si trasferisce a Gromo (BG) in alta Val Seriana dove continua la sua attività. Si spegne a Piario il 4 agosto 2015. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi.

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Istat: scende a gennaio la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio la fiducia dei consumatori scende da 101,1 a 100,7.”Uno sfacelo! Dati devastanti. Nonostante il 27 dicembre sia scattato in tutta Europa il Vax Day, nemmeno questo evento storico per tutta l’umanità è bastato a dare speranza nel futuro. Il problema non è l’entità del calo, molto lieve, ma il fatto che non ci sia stato nessun effetto vaccino! Ha prevalso l’effetto lockdown. Insomma, per gli italiani nessun ottimismo può esserci fino a che si deve restare con le serrande abbassate e chiusi in casa. Se non si riesce più ad arrivare alla fine del mese non c’è vaccino che tenga e che serva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre siamo ancora molto distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 10,1 punti, 11,3 punti in meno nei confronti di gennaio, ultimo mese pre-pandemia. Per il clima economico i dati precipitano e sono pari, rispettivamente, a -37,5 e -40,7. Un vero e proprio tracollo!” conclude Dona.

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I 10 consigli per proteggere la sicurezza dei dati di aziende e utenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ecco allora i 5 consigli degli esperti alle aziende per proteggere i dati gestiti:
NOMINARE UN DATA PROTECTION OFFICER In Italia i DPO formalmente incaricati sono circa 6mila: devono possedere competenze trasversali, legali e di organizzazione aziendale, poiché la normativa influisce sull’intera struttura organizzativa.
PROMUOVERE UNA CULTURA AZIENDALE DI ATTENZIONE AL DATO PERSONALE, tutte le aziende oggi dispongono di moltissimi dati personali di dipendenti e di clienti, è necessario sensibilizzare ad un uso corretto di queste informazioni attraverso workshop e policy precise e condivise.
ADOTTARE STRUMENTI E SOLUZIONI EFFICACI Dotare il DPO di strumenti organizzativi e tecnologici necessari a garantire l’efficacia del suo operato: non giocare al risparmio di risorse, poiché le sanzioni in caso di inadempienza sono davvero sostanziose.
PERSONALIZZARE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE Implementare una soluzione tecnologica che sia versatile e in grado di adattarsi alla realtà aziendale specifica: la GDPR cambia in base all’organizzazione, perciò non esiste una soluzione uguale per tutti.
LA TECNOLOGIA È IL VOSTRO PARTNER… VERSUS CRIME Per una gestione efficace e rapida della GDPR, la tecnologia dev’essere intuitiva e di facile implementazione: la norma è di per sé già molto complessa, se la tecnologia non aiuta a semplificare non porta risultati.
Infine, ecco i 5 consigli degli esperti dedicati agli utenti per tutelare la propria privacy in rete:
NON APRITE QUELLA MAIL Non aprire mai link e allegati nelle mail provenienti apparentemente da banche, poste e indirizzi sconosciuti in cui vengono richieste credenziali e dati personali.
PROTEGGI IL COMPUTER CON L’ANTIVIRUS Software antivirus e firewall aiutano a identificare le minacce e a proteggersi: ricordarsi di aggiornarli insieme al sistema operativo e al browser per mantenere alta la protezione.
PASSWORD COMPLESSE E AGGIORNATE IS THE ANSWER Utilizzare password complesse, non riconducibili ai propri dati, cambiandole con frequenza e non utilizzando la stessa per portali diversi.
SÍ AI SOCIAL, MA ATTENZIONE AI DATI Per non diventare complici dei malintenzionati, evitare di diffondere informazioni personali sui social network, come ad esempio foto dei propri documenti di riconoscimento.
SE IL SERVIZIO È GRATIS, IL PRODOTTO SEI TU Prestare attenzione ai cookie di profilazione e quando si clicca “acconsento”, in quanto si potrebbe autorizzare il trattamento dei dati per finalità di marketing indesiderate. By Matteo Gavioli

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Siglato accordo di collaborazione scientifica tra Università di Sassari e CRS4

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Cagliari.Il CRS4 – centro di ricerca del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna coordinato da Sardegna Ricerche – e l’Università degli Studi di Sassari nei giorni scorsi hanno siglato un accordo quadro triennale per lo svolgimento di attività congiunte di ricerca scientifica, formazione e consulenza tecnico-scientifica nei settori della sanità animale e umana, delle scienze delle filiere agroalimentari e delle scienze umane. Ulteriori tematiche di interesse generale potranno essere di volta in volta individuate.I ricercatori del CRS4 e dell’ateneo di Sassari, nelle rispettive strutture, potranno contare su spazi di laboratorio, uffici e aree idonee alle attività da portare avanti in modo congiunto.

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Carlo Bordoni: L’intimità pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Alla ricerca della comunità perduta collana i Fari, pp. 320, 18 euro. L’esposizione di sé sui social è un selfie dell’anima. Aprirsi in pubblico, rinunciare al proprio privato, soddisfa il bisogno di essere riconosciuti e forse amati. In questo nuovo saggio, Carlo Bordoni analizza la società in vetrina alla ricerca dell’autenticità. Dove prevale l’aggressività e il non sapere. “Nell’antichità si guardava al passato, nella modernità al futuro; adesso si guarda esclusivamente al presente. Corriamo dentro il presente e ci rifugiamo in esso, nell’incapacità o nella paura di affrontare il domani.” Intimità pubblica è un ossimoro, una contraddizione in termini: ciò che fa parte della sfera riservata non può essere reso pubblico. Eppure una caratteristica della società liquida in cui viviamo è proprio questo: che le barriere di tutto ciò che è privato vengono eliminate e il suo contenuto disseminato. Accade principalmente in rete, sui social network, attraverso tecnologie che incoraggiano gli individui a rivelare tutto su se stessi in un sforzo per essere conosciuti e riconosciuti, in un mondo in cui non abbiamo più il tempo di ascoltare noi stessi e gli altri. Tutto è fragile, transitorio e instabile in una società che sembra essere governata più dalle emozioni che dalla ragione. È la condizione dell’eterno presente che giustifica decisioni e scelte prese sulla base dell’intuizione del momento, sperando di cogliere l’attimo fuggente, assicurarsi qualcosa di definito, almeno per un momento, che dà senso alla vita.
In un saggio aggiornatissimo e documentato, Carlo Bordoni offre una mappa per navigare nei mari turbolenti della contemporaneità, un invito a riscoprire il senso di comunità che abbiamo perduto, o forse soltanto dimenticato, e di cui invece abbiamo sempre più bisogno.
CARLO BORDONI, sociologo e saggista, scrive per “Il Corriere della Sera” e il supplemento “la Lettura”. Editrice: La nave di Teseo

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Startup: il portale immobiliare versa l’affitto anche in caso di morosità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Se il blocco degli sfratti ha messo in allarme molti proprietari, preoccupati di non poter affrontare il mancato pagamento dei canoni con le dovute tutele, la tecnologia può rivelarsi preziosa per fornire un’alternativa a chi vuole mettere a reddito il proprio immobile. Zappyrent, startup tecnologica italiana che punta a semplificare il mercato degli affitti, ha ideato un’innovativa forma di protezione a garanzia dell’affitto a medio termine, a vantaggio sia dei proprietari che degli inquilini.
Il progetto Protezione Zappyrent è una novità assoluta a livello europeo e punta a gestire in toto i rischi normalmente a carico del proprietario: questi riceverà l’affitto mensile direttamente dal portale, indipendentemente dal fatto che l’inquilino abbia versato o meno il canone. Ciò annulla, in buona sostanza, ogni rischio legato alla riscossione dell’affitto.
L’affitto assicurato è reso possibile dalla tecnologia. Una fase di screening, gestita grazie a un algoritmo proprietario in grado di analizzare migliaia di informazioni in tempo reale, permette di tracciare profili accurati del potenziale inquilino. In questo modo, la piattaforma riesce a limitare al massimo gli imprevisti derivanti da problematiche economiche e a trovare l’inquilino più idoneo per la stanza o l’appartamento in questione. Protezione Zappyrent tutela anche l’inquilino: si rivela utile in primis per studenti universitari, Erasmus o giovani professionisti che, appoggiandosi a qualsiasi agenzia immobiliare, dovrebbero ricorrere alla fideiussione: in questo modo ne sono esonerati perché è la piattaforma stessa a porsi come garante dei pagamenti mensili.

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Come capire la Governance pubblica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ma soprattutto come migliorarla? Edoardo Ongaro nel suo nuovo libro per Egea si affida al pensiero filosofico certo che possa dare un contributo decisivo. La tesi di fondo di Filosofia e governance pubblica, (Egea 2021; 204 pagg.; 29,50 euro), il nuovo libro di Edoardo Ongaro, è che il pensiero filosofico possa fornire un contributo decisivo alla comprensione della governance pubblica. A sostegno di questa tesi, Ongaro esamina le discipline che studiano la pubblica amministrazione e la governance pubblica. Dal management e dall’ economia alla scienza della politica e al diritto dal punto di vista delle questioni filosofiche fondative e invita così ad un ripensamento complessivo della governance pubblica. Il Covid 19 ha accelerato lo sgretolamento delle certezze di un mondo che aveva attribuito un valore assoluto a conquiste che però per definizione tali non possono essere. Sono cadute le certezze del Welfare State, sono cadute le certezze di sistemi democratici che avrebbero favorito l’uguaglianza tramite il voto universale, messo poi in crisi dalla crescente concentrazione delle ricchezze. Quindi il lavoro propone una concezione ampia di amministrazione pubblica come una scienza interdisciplinare, una professione, un’arte e una forma di umanesimo pratico, e permette così di approfondire questioni di ontologia, di filosofia politica, di epistemologia connesse sia alla ricerca che alla pratica della pubblica amministrazione.
Edoardo Ongaro è professore ordinario di management pubblico alla Open University del Regno Unito e Visiting Professor all’Università Bocconi. È Membro del Consiglio di Amministrazione dell’International Institute of Administrative Sciences (IIAS) ed è stato Presidente del European Group for Public Administration (EGPA) nel periodo 2013-19.

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Presentato il primo Circular Economy Report 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

L’Italia è pronta per l’economia circolare, nuova parola d’ordine che sta progressivamente sostituendo la più generica sostenibilità ambientale? E quale potenziale potrebbe esprimere nel nostro Paese la transizione verso questo modello produttivo? Domande di assoluta attualità a cui ha cominciato a dare risposte la prima edizione del Circular Economy Report, redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. I finanziamenti che la transizione verso l’economia circolare porta in dote a livello europeo sono sostanziosi: 454 miliardi di euro di fondi strutturali e di investimento per oltre 500 programmi in tutto il continente, più 183 miliardi di cofinanziamenti nazionali da parte degli Stati membri (637 miliardi in totale), cui si aggiungono i 26 a carico del bilancio dell’Unione Europea e i 7,5 dell’EIB-European Investment Bank dedicati al fondo europeo per gli investimenti strategici. Ciliegina sulla torta, i 900 miliardi stanziati dalla Commissione Europea con il cosiddetto Recovery Plan per la transizione ecologica nel prossimo decennio, di cui l’economia circolare è uno dei cardini. Quanto all’Italia, oltre ai 4,24 miliardi di euro per investimenti pubblici stanziati con la Legge di Bilancio 2020 a favore del Green New Deal, in cui rientrano anche interventi di economia circolare, a giugno il MISE ha avviato il finanziamento alle imprese per la riconversione delle attività produttive verso un modello circolare: 157 milioni di euro in finanziamenti agevolati e 62,8 in contributi alla spesa. Non molto, ma un primo passo. Le parole chiave dell’economia circolare infatti sono tre: risorse, intese come componenti del prodotto, che hanno un ciclo di vita più lungo e un valore intrinseco recuperabile; re-disegn, perché le imprese sono chiamate a ridisegnare processi di produzione (con interventi di efficienza energetica) e prodotti che siano modulari e facilmente assemblabili, realizzati con materiali riusabili e riciclabili; proprietà, perché se nell’economia lineare il prodotto passa totalmente al cliente, nell’economia circolare la proprietà del prodotto deve restare al produttore, mentre il cliente ne paga soltanto l’utilizzo attraverso meccanismi di pay per use. Il processo interessa sia le componenti “biologiche”, in grado di tornare al loro stato originario, sia quelle “tecniche”, che invece comportano lavorazioni in parte irreversibili e hanno come ultima opzione il riciclo. L’economia circolare mira a mantenere “in circolo” all’interno del sistema produttivo quanto più possibile entrambi i tipi di risorse, generando cicli virtuosi di ri-uso, ri-lavorazione e ri-ciclo.
Per misurare la sensibilità del nostro sistema economico verso il passaggio all’economia circolare, senza pretese statistiche, l’E&S Group ha condotto un’analisi dettaglia coinvolgendo oltre 150 imprese in 4 macro-settori industriali: “Costruzioni” (opere di ingegneria civile o lavori di costruzione specializzati), “Automotive” (progettazione, costruzione e vendita di veicoli o componenti), “Impiantistica Industriale” (realizzazione di apparecchiature elettriche o macchinari destinati all’industria), “Resource & Energy Recovery” (recupero e smaltimento di rifiuti biologici, gestione di impianti per la produzione di energia elettrica attraverso biomasse). Quanto ai tipi di attività, si è adottato soprattutto il “Design for Environment” (intervenire sul ri-disegno dei prodotti e dei processi è il primo fondamentale tassello), mentre solo circa un terzo delle aziende ha introdotto pratiche relative al “Design for Remanufacturing/Reuse” e ben poche sono arrivate sino al “Design for Disassembly” e soprattutto alla messa in atto di sistemi di “Take Back”, ossia di recupero delle materie e dei componenti dai clienti finali. Siamo ben lontani quindi dal poter affermare che in Italia (per lo meno nei settori presi in esame) sia diffusa l’economia circolare, anche se il processo di trasformazione si è messo in moto. (in sintesi)

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Angela Camuso torna in libreria con “La vita che ci state rubando”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

(Castelvecchi), il dossier di una voce fuori dal coro già in libreria. Marzo 2020, ha inizio la reclusione forzata. I media rilasciano notizie allarmanti e contraddittorie, gli stessi medici che minimizzavano sono in tv a fornire cifre catastrofiche. C’è un’emergenza reale, il collasso della sanità, che viene affrontata in maniera fallimentare: molti dei malati non sono curati adeguatamente o non sono curati affatto, e la strategia del “conta o zero” ha come risultati l’isolamento del paziente, innumerevoli morti evitabili e azioni disumane. C’è poi un’altra emergenza che esiste soprattutto nella propaganda, si nutre di capri espiatori, è assecondata dai giornalisti e arriva a reti unificate; il popolo rimane in balia del copione che perpetua il lockdown per tutti, nelle regioni più colpite come in quelle con bassa circolazione del virus, e chi dissente da questa narrazione viene stigmatizzato. La vita che ci state rubando è un’analisi critica dei numeri della pandemia che racconta gli effetti sociali del virus, le inadempienze nella risposta delle istituzioni, il ruolo dei mass media, lo smarrimento del senso di libertà dei cittadini, e della stessa capacità di reagire agli abusi.

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Labomar sigla nuovo accordo con Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Labomar (AIM Ticker: LBM) ha sottoscritto un nuovo importante accordo commerciale con Bayer, una delle principali multinazionali farmaceutiche a livello mondiale, con cui collabora da oltre sei anni.La società fondata e guidata da Walter Bertin ha rafforzato il suo rapporto con Bayer stringendo una partnership esclusiva relativa a 4 referenze che fanno parte del recente ampliamento di gamma della linea Aspi Gola® di Bayer, che ora è caratterizzata da nuovi ingredienti nel marchio di “Aspi Gola® Natura”.Nel dettaglio, Labomar svilupperà e produrrà le referenze in diversi gusti e presentazioni farmaceutiche, mentre Bayer si occuperà della distribuzione. La sottoscrizione del presente deal è avvenuta insieme al lancio delle referenze Aspi Gola®, in concomitanza con la stagione di maggior richiesta per i prodotti posizionati nel segmento “Cough & Cold”.L’accordo arriva a breve distanza dalla quotazione di Labomar, che ha esordito sull’AIM Italia il 5 ottobre 2020, e impreziosisce ulteriormente un periodo già molto ricco di soddisfazioni per l’azienda veneta.
Labomar ha chiuso il 2019 con ricavi pro-forma di 56,6 milioni di euro (43,5 milioni di euro nel 2018), un EBITDA pro-forma adjusted di 12,2 milioni di euro (9 milioni di euro nel 2018), un EBIT pro-forma adjusted di 8,3 milioni di euro (6,2 milioni di euro nel 2018) e un utile netto pro-forma adjusted di 5,7 milioni di euro (4,3 milioni nel 2018). I conti 2019 tengono conto dell’acquisizione della società Canadese ImportFab, chiusa nel mese di ottobre dello scorso anno. Nei primi 6 mesi del 2020, Labomar ha registrato ricavi pari a 33,0 milioni di euro e un EBITDA consolidato pari a 7,8 milioni di euro.Labomar crede profondamente in un sistema aziendale fondato sulla sostenibilità, sull’attenzione alle persone, all’ambiente e alla comunità, e per questo motivo ha cambiato il proprio statuto divenendo Società Benefit: il nuovo status giuridico, introdotto in Italia nel 2016, formalizza la scelta di puntare su un modello di sviluppo responsabile, sostenibile e trasparente, che integra gli obiettivi economico-reddituali con aspetti di natura sociale e ambientale.

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Long Covid, Oms rivede le linee guida su gestione clinica

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Guariti da Covid-19 sulla carta, nella realtà intrappolati per mesi in una strana sindrome con stanchezza estrema, tosse persistente e intolleranza al movimento fisico. Sono le “vittime” della cosiddetta ‘long Covid’, una condizione su cui l’Organizzazione mondiale della sanità vuole far luce. “Sono state raccolte diverse evidenze”, spiega l’agenzia Onu per la salute. Ci sono “persone che si sono riprese dalla malattia” provocata dal coronavirus Sars-CoV-2 “che continuano ad avere problemi a lungo termine”, come quelli descritti. Tanto che una delle raccomandazioni formulate dall’Oms nelle linee guida riviste sulla gestione clinica è che i pazienti con Covid – sia confermato che sospetto – abbiano accesso alle cure di follow-up se hanno sintomi persistenti, nuovi o mutevoli. “Comprendere questa condizione post Covid è una delle aree di lavoro prioritarie dell’Oms”, assicurano dall’ente. E per questo a febbraio 2021 verranno organizzate “una serie di consultazioni per raggiungere un consenso su una descrizione di questa condizione e dei suoi sottotipi e sulle definizioni dei casi. Questa comprensione scientifica porterà anche a definire un nome per questa condizione. Le consultazioni includeranno un’ampia gamma di parti interessate, inclusi gruppi di pazienti”, annuncia l’Oms. Intanto, fra le raccomandazioni contenute nelle linee guida riviste sulla gestione clinica dei malati, l’Oms suggerisce per i pazienti Covid che si trovano a casa l’uso del saturimetro per misurare i livelli di ossigeno nel sangue. Questo tipo di monitoraggio deve essere coordinato con altri aspetti dell’assistenza domiciliare, come l’educazione del paziente e del caregiver e il regolare follow-up del malato. Per chi è ricoverato viene suggerito l’uso di anticoagulanti a basso dosaggio per prevenire la formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni (trombosi). Per chi è ospedalizzato e sotto ossigeno (compreso quello nasale ad alto flusso) o ventilazione non invasiva, l’Oms suggerisce di ‘pronare’ i pazienti posizionandoli a pancia in giù da svegli per aumentare il flusso di ossigeno.Le linee guida includono anche raccomandazioni sull’uso di pacchetti di assistenza per sistematizzare la fornitura di cure per i pazienti Covid, e la raccomandazione di favorire, nel prendere decisioni per la cura del paziente, il giudizio clinico rispetto ai modelli. Le raccomandazioni sono state formulate da un gruppo di esperti indipendente, il Guideline Development Group, sulla base di “rapide revisioni dettagliate di tutte le evidenze disponibili”, e vengono aggiornato regolarmente man mano che arrivano più dati. (Fonte Doctor33)

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Vaccini anti-Covid dal medico di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Da febbraio 43 mila medici di famiglia potrebbero essere in grado di fare 500 mila vaccini al giorno e in due mesi potrebbero arrivare a vaccinare tra 8 e 16 milioni di italiani contro il Covid-19. Le dichiarazioni del segretario Fimmg Silvestro Scotti sono sospese alla disponibilità di dosi ovviamente. Le regioni sono più prudenti, visto il ritardo di 6-8 settimane “certificato” dal viceministro della salute Pierpaolo Sileri che la riduzione delle consegne causerà alla campagna vaccinale. Oltre a dare disponibilità, i medici di famiglia Fimmg offrono una piattaforma realizzata con Cittadinanzattiva con un algoritmo che, in base alla storia clinica del paziente, età, anamnesi, indica le persone a cui dare priorità dacché arriveranno le dosi e in teoria, sempre che il compito non sia rilevato dalle regioni, consente di prenotare la vaccinazione. Governo e regioni si dicono pronti a vedere le carte della categoria. Il presidente della conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, annuncia un incontro imminente con i sindacati, per accelerare le convenzioni locali con la medicina generale. Per l’Emilia Romagna, da lui governata, Bonaccini vorrebbe triplicare da marzo il ritmo attuale di inoculazioni, complice la disponibilità di vaccino Astra Zeneca. Intanto sono stati siglati accordi in Lombardia, Piemonte e presto ci saranno Veneto e Trentino. (Da uno stralcio dell’articolo di Mauro Miserendino scritto per Doctor33)

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Covid-19, la memoria immunitaria dura almeno sei mesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

L’immunità mediata dalle cellule B in risposta all’infezione da Sars-CoV-2 può persistere per almeno sei mesi. È quanto si sostiene in uno studio pubblicato su Nature. «Si è visto che l’infezione è associata allo sviluppo di livelli variabili di anticorpi con attività neutralizzante in modelli animali» spiega Michel Nussenzweig, della Rockefeller University di New York, e dello Howard Hughes Medical Institute di Baltimora, Stati Uniti, autore senior del lavoro. I ricercatori affermano che è noto che i livelli di anticorpi diminuiscono con il tempo, ma sottolineano che finora non erano state esaminate la natura e la qualità delle cellule B della memoria immunitaria, deputate a produrre anticorpi in caso di reinfezione. Per approfondire l’argomento hanno valutato la risposta della memoria umorale in una coorte di 87 individui a 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione. L’analisi dei dati ha mostrato che i titoli anticorpali IgM e IgG anti-Sars-CoV-2 spike recector binding domain (Rbd) diminuiscono in modo significativo, e che l’attività neutralizzante nel plasma diminuisce di cinque volte nei test. Ma gli esperti hanno anche osservato che il numero di cellule B della memoria specifiche per Rbd rimane invariato nel tempo. Non solo, gli autori affermano anche che le cellule B della memoria hanno mostrato un turnover clonale all’ultima valutazione temporale, e che gli anticorpi espressi erano caratterizzati da maggiore ipermutazione somatica, maggiore potenza e resistenza alle mutazioni dell’Rbd.
Quest’ultimo dato è indicativo di un’evoluzione continua della risposta umorale, ed è una buona notizia per quanto riguarda le varianti della malattia. È stata portata avanti anche un’analisi con immunofluorescenza o Pcr su 14 biopsie intestinali prese da individui asintomatici quattro mesi dopo l’insorgenza di Covid-19, e questa ha mostrato la persistenza degli acidi nucleici Sars-CoV-2 e l’immunoreattività nell’intestino tenue di sette persone. «La risposta delle cellule B della memoria immunitaria a Sars-CoV-2 è stata in evoluzione nel periodo tra 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione, e questa evoluzione è secondo noi coerente con una persistenza dell’antigene» concludono gli esperti. (Fonte Farmacista33)

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Covid-19, quanto durano i sintomi nei pazienti dimessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

I pazienti che sopravvivono al Covid-19 mostrano una serie complessa di sintomi, che possono durare a lungo, anche per vari mesi, secondo uno studio italiano pubblicato su Epidemiology & Infection. «Abbiamo organizzato un programma di follow-up per i pazienti Covid-19 dimessi dal pronto soccorso o dai reparti di degenza dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII”, a Bergamo, una zona molto colpita nella prima parte della pandemia» spiega Serena Venturelli, del Papa Giovanni XXIII, prima autrice dello studio.Nel complesso gli esperti hanno valutato 1.562 pazienti trattati tra febbraio e agosto 2020, durante la prima ondata di epidemia. Lo studio riguarda in particolare i primi 767 pazienti che hanno terminato il periodo di valutazione a luglio, dopo un tempo medio di circa 81 giorni dalla dimissione dall’ospedale, e 105 giorni dai primi segni della malattia. Il 32,9% del gruppo era composto da donne, e l’età media era 63 anni. Di queste persone, 668 erano state ricoverate e 66 avevano avuto necessità di terapia intensiva. Per 509 pazienti è stato necessario comunque l’ossigeno, 133 sono stati gestiti con il casco a pressione positiva continua e 62 con intubazione. La durata media del ricovero è stata di 10 giorni, che sono saliti a 30 per chi è stato trattato in terapia intensiva. Si sono verificate in 253 pazienti complicanze correlate a Sars-CoV-2, e più frequentemente si è trattato di problemi psichiatrici o psicologici, cardiaci, polmonari, e trombotici. Ebbene, alla fine della valutazione post-ricovero, gli esperti hanno osservato che il 51,4% dei partecipanti mostrava ancora sintomi: tra i più comuni sono stati registrati affaticamento e dispnea da sforzo, e il 30,5% stava ancora vivendo conseguenze psicologiche post-traumatiche. Le donne, in particolare, hanno riferito di soffrire di stanchezza in maniera quasi doppia rispetto agli uomini. Una ridotta diffusione polmonare è stata riscontrata nel 19% dei casi, e il 17% dei pazienti aveva valori di D-dimero due volte superiori alla soglia per la diagnosi di embolia polmonare. Gli autori concludono che, visto il perdurare dei sintomi, sarà fondamentale applicare un approccio multidisciplinare per affrontare i diversi problemi causati da Covid-19 e cercare soluzioni efficaci. (fonte Doctor33)

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Vaccini, troppi operatori sanitari senza dose

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Attori e personaggi famosi vaccinati prima dei medici in quanto “anziani”. Anche se la campagna vaccinale deve ancora finire per i sanitari, prima categoria chiamata ad immunizzarsi contro il coronavirus dal piano nazionale, spesso qualcuno passa davanti nella fila. Ora con i medici liberi professionisti e i dentisti si schierano gli ordini chiedendo alle regioni di chiarire come mai in Italia su 1,3 milioni di somministrazioni, ben 327 mila siano state iniettate a personale non sanitario né ospite di Rsa. Il presidente Fnomceo Filippo Anelli, in audizione in Senato, è tornato sulla scelta “di vaccinare quasi mezzo milione di amministrativi, quando ci sono ancora quasi 600mila operatori sanitari da vaccinare”. Scelta che è “l’espressione di un modello culturale”, secondo Anelli, che ricorda il sacrificio di 302 medici morti per Covid in meno di un anno e ammonisce: «Se uno non percepisce l’importanza, e anche il rischio degli operatori sanitari, non trova le soluzioni». (Stralcio articolo di Mauro Miserendino da Doctor33)

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Vaccini Covid e rischio infertilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Non ci sono prove che i vaccini contro il Covid-19 causino infertilità. Eppure, questa preoccupazione ha portato diversi professionisti sanitari negli Stati Uniti a essere riluttati verso la vaccinazione. Una reazione non sorprendente, secondo Jill Foster, della University of Minnesota, in quanto alcune persone credono che il Covid-19 non esista o che non sia peggio dell’influenza e hanno diffuso teorie di complotto all’uscita dei vaccini. Pare che l’idea che i vaccini contro il Covid-19 causino infertilità arrivi da Wolfgang Wodarg, medico ed epidemiologo tedesco, che insieme a un ex impiegato della Pfizer ha chiesto all’Ema con una petizione (diffusa su blog e siti anti-vaccinisti e social media poi rimossa da Facebook) di ritardare lo studio e l’approvazione del vaccino Pfizer/Biontech.
Alla base della richiesta il fatto che un componente importante della placenta dei mammiferi, la proteina sincitina-1, ha tratti genetici simili a una parte della proteina Spike. Se si formano anticorpi contro la sincitina-1, secondo Wodarg, il corpo la attacca rendendo la donna non fertile. Ma, come spiega Foster, le due proteine non condividono sufficiente codice genetico per renderle appaiabili (match). Non ci sono inoltre dati che avvalorino la tesi di Wodarg negli studi del vaccino Pfizer condotti su oltre 37.000 persone, in cui le donne incinte sono state escluse e dove 23 hanno concepito, 12 nel gruppo che aveva ricevuto il vaccino e 11 in quello placebo, tuttora seguite. Per Paul Offit, del Children’s Hospital of Philadelphia, bisogna considerare che 70 milioni di americani, il 20% della popolazione, hanno contratto l’infezione e dalle statistiche di infertilità non risulta la produzione dei suddetti anticorpi. «Se l’infezione naturale non altera la fertilità, perché dovrebbe farlo un vaccino?» ha affermato Offit, che ha spiegato come per alcuni vaccini è ciò che accade: per esempio quello contro il morbillo può portare la rottura di piccoli vasi sanguigni rotti, come la malattia. Si ammette però la mancanza di dati di sicurezza a lungo termine, anche se fino ad oggi sembra che il peggio possano essere le gravi reazioni allergiche, rare e trattabili. Motivo per cui i Cdc consigliano di evitare di vaccinarsi alle persone allergiche a qualche componente, come il polisorbato e il Peg. Resta poco chiaro se la sindrome di Bell, che negli studi si è manifestata leggermente più spesso nei vaccinati, sia un effetto del vaccino, a seguito del quale si sa che, per la reazione dell’organismo, si può avere affaticamento e febbre. (fonte Doctor33)

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Farmaci antiCovid-19: Dobbiamo ricevere il consenso informato

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Riguardo al CONSENSO INFORMATO per l’inoculazione di un farmaco antiCovid19, non essendo un esonero di responsabilità da parte del produttore del farmaco ma è un’indefettibile comunicazione a tutela del paziente, tanto più che, secondo alcuni, il produttore non è tenuto a risarcire il paziente per gli effetti collaterali:
1. deve essere redatto in modo che il consumatore possa esprimere la sua autodeterminazione di scelta con piena cognizione;
2. deve contenere la dichiarazione del titolare dell’autorizzazione alla produzione, del produttore, del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio che, nel caso che il farmaco per avere efficacia deve essere somministrato in più dosi a distanza nel tempo, si impegnano a far arrivare il relativo o i relativi farmaci in tempo utile per la successiva o successive somministrazioni;
3. deve essere firmato su tutte le pagine e, se vi sono delle opzioni, la firma deve essere ripetuta sotto ogni opzione;
4. deve contenere tutti i dati, sulla falsariga del cosiddetto bugiardino, al fine di far comprendere se l’effetto collaterale che potrebbe danneggiare e/o uccidere un paziente sia del tutto imprevedibile e le cause dell’insorgenza siano da considerarsi ignote e inimmaginabili;
5. aprendo il sito internet https://www.simg.it/ abbiamo trovato due consensi informati inerenti ai farmaci Pfizer-BionNTech e Moderna, ma: a pagina 2 è già stampato, quindi, verrebbe accettato il fatto che … ho posto domande in merito al vaccino e al mio stato di salute ottenendo risposte esaurienti e da me comprese. … Sono stato correttamente informato con parole a me chiare, ho compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione ….. quando, invece, dette dichiarazioni devono essere delle opzioni sotto ciascuna delle quali prevedere la firma unicamente in caso di accettazione; in entrambi si parla di effetti collaterali, effetti indesiderati e reazioni avverse quasi come fossero sinonimi senza spiegare che in realtà si tratta di fenomeni diversi;
in entrambi a pagina 8, al punto 8, leggiamo: “L’elenco di reazioni avverse sovraesposto non è esaustivo di tutti i possibili effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi durante l’assunzione del vaccino COVID-19 …” facendo percepire che il paziente è una cavia;
a pagina 8, in ambedue, al punto 10, leggiamo: “Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza” senza spiegare se la lunga distanza sono mesi o anni;nelle schede e negli allegati
NON abbiamo trovato la risposta a un importante quesito: una volta vaccinati, si può essere portatori sani del Covid-19 ?
NON abbiamo trovato:
i dati del titolare dell’autorizzazione alla produzione; i dati del produttore; i dati del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio;
dove registrano il numero del lotto del prodotto, il numero e/o codice del flaconcino, il numero delle diluizioni effettuate con detto flaconcino, il numero dell’inoculazione e la quantità somministrata, la data della revisione del Consenso Informato da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco; la data di aggiornamento del Consenso Informato. By Pier Luigi Ciolli

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