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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Covid-19, quanto durano i sintomi nei pazienti dimessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

I pazienti che sopravvivono al Covid-19 mostrano una serie complessa di sintomi, che possono durare a lungo, anche per vari mesi, secondo uno studio italiano pubblicato su Epidemiology & Infection. «Abbiamo organizzato un programma di follow-up per i pazienti Covid-19 dimessi dal pronto soccorso o dai reparti di degenza dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII”, a Bergamo, una zona molto colpita nella prima parte della pandemia» spiega Serena Venturelli, del Papa Giovanni XXIII, prima autrice dello studio.Nel complesso gli esperti hanno valutato 1.562 pazienti trattati tra febbraio e agosto 2020, durante la prima ondata di epidemia. Lo studio riguarda in particolare i primi 767 pazienti che hanno terminato il periodo di valutazione a luglio, dopo un tempo medio di circa 81 giorni dalla dimissione dall’ospedale, e 105 giorni dai primi segni della malattia. Il 32,9% del gruppo era composto da donne, e l’età media era 63 anni. Di queste persone, 668 erano state ricoverate e 66 avevano avuto necessità di terapia intensiva. Per 509 pazienti è stato necessario comunque l’ossigeno, 133 sono stati gestiti con il casco a pressione positiva continua e 62 con intubazione. La durata media del ricovero è stata di 10 giorni, che sono saliti a 30 per chi è stato trattato in terapia intensiva. Si sono verificate in 253 pazienti complicanze correlate a Sars-CoV-2, e più frequentemente si è trattato di problemi psichiatrici o psicologici, cardiaci, polmonari, e trombotici. Ebbene, alla fine della valutazione post-ricovero, gli esperti hanno osservato che il 51,4% dei partecipanti mostrava ancora sintomi: tra i più comuni sono stati registrati affaticamento e dispnea da sforzo, e il 30,5% stava ancora vivendo conseguenze psicologiche post-traumatiche. Le donne, in particolare, hanno riferito di soffrire di stanchezza in maniera quasi doppia rispetto agli uomini. Una ridotta diffusione polmonare è stata riscontrata nel 19% dei casi, e il 17% dei pazienti aveva valori di D-dimero due volte superiori alla soglia per la diagnosi di embolia polmonare. Gli autori concludono che, visto il perdurare dei sintomi, sarà fondamentale applicare un approccio multidisciplinare per affrontare i diversi problemi causati da Covid-19 e cercare soluzioni efficaci. (fonte Doctor33)

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