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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Vaccini Covid e rischio infertilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Non ci sono prove che i vaccini contro il Covid-19 causino infertilità. Eppure, questa preoccupazione ha portato diversi professionisti sanitari negli Stati Uniti a essere riluttati verso la vaccinazione. Una reazione non sorprendente, secondo Jill Foster, della University of Minnesota, in quanto alcune persone credono che il Covid-19 non esista o che non sia peggio dell’influenza e hanno diffuso teorie di complotto all’uscita dei vaccini. Pare che l’idea che i vaccini contro il Covid-19 causino infertilità arrivi da Wolfgang Wodarg, medico ed epidemiologo tedesco, che insieme a un ex impiegato della Pfizer ha chiesto all’Ema con una petizione (diffusa su blog e siti anti-vaccinisti e social media poi rimossa da Facebook) di ritardare lo studio e l’approvazione del vaccino Pfizer/Biontech.
Alla base della richiesta il fatto che un componente importante della placenta dei mammiferi, la proteina sincitina-1, ha tratti genetici simili a una parte della proteina Spike. Se si formano anticorpi contro la sincitina-1, secondo Wodarg, il corpo la attacca rendendo la donna non fertile. Ma, come spiega Foster, le due proteine non condividono sufficiente codice genetico per renderle appaiabili (match). Non ci sono inoltre dati che avvalorino la tesi di Wodarg negli studi del vaccino Pfizer condotti su oltre 37.000 persone, in cui le donne incinte sono state escluse e dove 23 hanno concepito, 12 nel gruppo che aveva ricevuto il vaccino e 11 in quello placebo, tuttora seguite. Per Paul Offit, del Children’s Hospital of Philadelphia, bisogna considerare che 70 milioni di americani, il 20% della popolazione, hanno contratto l’infezione e dalle statistiche di infertilità non risulta la produzione dei suddetti anticorpi. «Se l’infezione naturale non altera la fertilità, perché dovrebbe farlo un vaccino?» ha affermato Offit, che ha spiegato come per alcuni vaccini è ciò che accade: per esempio quello contro il morbillo può portare la rottura di piccoli vasi sanguigni rotti, come la malattia. Si ammette però la mancanza di dati di sicurezza a lungo termine, anche se fino ad oggi sembra che il peggio possano essere le gravi reazioni allergiche, rare e trattabili. Motivo per cui i Cdc consigliano di evitare di vaccinarsi alle persone allergiche a qualche componente, come il polisorbato e il Peg. Resta poco chiaro se la sindrome di Bell, che negli studi si è manifestata leggermente più spesso nei vaccinati, sia un effetto del vaccino, a seguito del quale si sa che, per la reazione dell’organismo, si può avere affaticamento e febbre. (fonte Doctor33)

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