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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 1 febbraio 2021

Roma150: Campidoglio, il 3 febbraio lectio magistralis Paolo Mieli ai Musei Capitolini

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni della proclamazione di Roma Capitale d’Italia, il 3 febbraio prossimo si terrà un incontro con una delegazione di studenti romani presso la Sala Esedra dei Musei Capitolini, alla presenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi.Il giornalista e saggista Paolo Mieli terrà una Lectio magistralis che toccherà diverse tematiche: da Roma Capitale di tutti gli italiani all’importanza dei Comuni, fino al rapporto delle città con l’Unione Europea.L’iniziativa proseguirà, sempre presso la Sala Esedra, con la presentazione ufficiale del francobollo dedicato ai 150 anni della proclamazione di Roma Capitale e il relativo annullo filatelico. Il francobollo speciale è stato realizzato dal Campidoglio, insieme al Ministero della Sviluppo economico, all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane. In questa occasione, sarà inoltre presentata la moneta, coniata dalla Zecca dello Stato, dedicata a questo speciale anniversario. A essere rappresentato è il volto della “Dea Roma”, una scultura realizzata da Angelo Zanelli che si trova al centro dell’Altare della Patria. In alto, invece, la scritta Roma Capitale, a destra le date 1871-2021, e a sinistra “RI”, acronimo della Repubblica Italiana e “R”, identificativo della Zecca di Roma.

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La corsa al monopolio delle procedure anticontraffazione delle opere d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

Da quando il noto artista hypnos annunciava nel 2011 la creazione di una penna genetica usa e getta con relativo blister denominato DNArt firm che aveva usato per autenticare geneticamente la sua opera principale denominata Michael’s gate (che ufficialmente diventava il primo quadro al mondo firmato con codice genetico) decine di start up in tutto il mondo si sono precipitate a depositare brevetti di ogni tipo accreditandosi come ideatori della metodica in realta’ annunciata e promossa molto prima che qualcuno ci pensasse a livello mondiale addirittura ( dichiara l’artista ) una societa’ Italiana ha pure copiato parte del nome di questa nuova metodica di cui Hypnos ne e’ il padre spirituale ed ideologico.Intervistato a tal proposito l’artista ha dichiarato: Il mondo delle idee e’ un mondo spietato in cui speculatori e ricercatori senza scrupoli fanno a gara per scovare ed appropriarsi di idee non loro.Mi spiace che almeno avessero riconosciuto al sottoscritto l’aspetto ideologico e artistico della creazione cosa che hanno fatto tre amici molto corretti che credendo in me hanno sviluppato qualcosa di molto più sicuro delle banali proposte che ho visto in giro, e presto in una conferenza stampa internazionale daremo comunicazione alla stampa mondiale.Stiamo indagando con una nota agenzia investigativa ,se ci siano gli estremi per un azione di spionaggio industriale ,in tal caso mi rifaro’ nelle opportune sedi giudiziarie.Interviene a sostegno dell’ artista il presidente dell’ Istituto europeo delle politiche culturali prof De liberis che dichiara: sono stato certificatore e testimone di questa operazione concettuale avvenuta nel 2011 che ha tutti gli elementi per entrare nella storia dell’arte. suo DNA per la realizzazione della “Micheal’s Gate” è
stato per Hypnos, non solo la necessità di proteggere l’autenticità del lavoro, ma un intervento artistico preciso, e come tale il nostro artista è stato il primo al mondo a creare un’opera d’arte, con propria firma genetica certificata da un Istituto di analisi genomica.
Socrate dice appunto: “l’anima è per il corpo e la melodia è per uno strumento musicale”, quindi l’armonia della teoria dell’anima è d’accordo con la teoria della reminiscenza. Inoltre, secondo la dottrina orfica attraverso la combinazione di una goccia di sangue, o gli atomi delle parti fisiche dell’artista con uno strumento musicale (e perché no? Dietro la tela dell’artista) disegna una sorta di esercizio di purificazione necessaria per riscattare la psiche dal suo corpo.Hypnos è l’ultima vero pittore surrealista. I suoi riferimenti artistici sono invocazioni agli dei del Kaos ed Etere, due figure chiave della cosmogonia orfica, tutto lascia pensare che Hypnos ha attinto dall’etica del “Fedone” di Platone e i suoi dipinti sono un vero e proprio mondo mistico, la cui influenza con la creazione di “Micheal’s Gate” 100 x 150 cm (la prima opera in tutto il mondo con il DNA certificato) estende la cultura scientifica attuale. Così il lavoro di Hypnos è straordinariamente moderno, in quanto corrisponde alle varie dottrine della moderna estrazione biologica, facendo un semplice epifenomeno una rappresentazione dello spirito del corpo.Le implicazioni culturali ed emotive di questo capolavoro sono certamente affascinanti e storicamente rappresentano una fase del terzo millennio della nostra storia.www.michaelsgatemuseum.

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Unc: la classifica delle città più care d’Italia del 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari o ribassi del 2020 per i principali beni e servizi, sulla base dell’inflazione media rilevata dall’Istat. A fronte di un Paese in deflazione, -0,2%, alcune città registrano aumenti considerevoli su alcuni gruppi di prodotti, con notevoli disparità territoriali.Il capoluogo che nel 2020 ha il maggiore rialzo per quanto riguarda i prodotti alimentari è Caltanissetta con un’inflazione pari a +4,2%, al secondo posto Trieste, Grosseto e Trapani (tutte a +3,1%), poi Perugia con +2,9%. Dall’altra parte della classifica Parma, unica città in deflazione, -0,1%, poi Siena con +0,1% e al terzo posto Macerata, +0,3%. La media italiana è +1,5%, pari ad un incremento della spesa alimentare, senza bevande, di 77 euro per una famiglia tipo. Tra le grandi metropoli si segnala Genova, in 7° posizione con +2,6% e, sull’altro fronte, Milano, 4° tra le migliori con +0,5%, un terzo del dato italiano.Per i servizi ambulatoriali, ossia visite mediche specialistiche, servizi dentistici e paramedici, come la fisioterapia, la città peggiore d’Italia è Cosenza, +5,1%, poi Trapani, +4,6%, al terzo posto Vicenza, +2,8%. Le migliori Lodi (-0,2%), Cagliari, Ferrara e Aosta (-0,1% per tutte). Terze, con una variazione nulla, tra le altre, Milano e Napoli. La media italiana è +0,9%. Tra le cattive, Genova, 5° con +2,2% e Bari e Bolzano, ottave con +2%.La scuola dell’infanzia e istruzione primaria è una batosta per chi abita a Forlì-Cesena (+6,3%), Bolzano (+6,1%), Cosenza e Catanzaro (entrambe +5,4%). Risparmi, invece, anche se contenuti, per chi abita a Trieste (-1,6%), Lecco (-1,3%) e Ancona (-1%). In Italia la media è +1,4%.Limitati, causa Covid, i rincari dei servizi di ristorazione, ossia ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, prodotti di gastronomia e rosticceria. Al primo posto Grosseto (+3,7%), al 2° Pordenone (+3,3%), al 3° Trapani (+3,1%). Inaspettatamente, però, in deflazione ci sono solo Bergamo (-0,7%) e La Spezia (-0,2%). Evidentemente, quando i ristoratori hanno potuto riaprire, non hanno abbassato i prezzi che in media nazionale segnano anzi un +1,2%, incidendo sul bilancio di una famiglia per 16,50 euro, chiusure a parte.Le cose vanno ancora decisamente diversamente per i servizi di alloggio , ossia alberghi, pensioni, bed and breakfast e villaggi vacanze. Per via del lockdown e del crollo della domanda turistica, ben 42 città su 68 sono in deflazione. Il record per Venezia, dove i listini degli alberghi precipitano nel 2020 del 10,4%, al secondo posto Trapani, -8,5%, al terzo un’altra città turistica per eccellenza, Firenze con -7,6%. Sul fronte opposto salgono a Cosenza (+4,2%), Terni (+3,6%) e al 3° posto Napoli (+3,1%). In Italia scendono dell’1,6%. Tra le città virtuose, Bologna (4° con -6%), Verona e Lucca (seste con -5,6%), Roma (11° con -4,3%), Rimini (12° con -3,9), Milano (13° con -3,8%) e Siena (15° con -3%).Preoccupanti, vista l’emergenza sanitaria, i rialzi dell’assistenza sociale che comprende case di cura per anziani, nidi d’infanzia e servizi di assistenza a domicilio. Le città peggiori sono Messina (+4,6%), Pescara (+4,5%) e Vicenza (+4,1%), le più brave Livorno (-5,4%), Pordenone (-3,8%) e Cosenza (-2,1%). Italia: +0,6%. Male Cagliari (7°, +2,4%), Venezia (8°, +2,3%), Torino (9°, +2%) e Napoli (10°, +1,8%).
Per quanto riguarda la fornitura acqua e servizi vari connessi all’abitazione , ossia fornitura acqua, raccolta rifiuti e spese condominiali, una vera e propria stangata per chi abita a Gorizia (+6% rispetto al 2019), Palermo (+5,6%) e, al terzo posto, Napoli (+5,1%). La città più risparmiosa è Genova, -12%, poi al secondo posto Trapani, -6,8%, e sul gradino più basso del podio Potenza, -6,4%. Tra Gorizia e Genova il divario è pari a ben 18 punti percentuali. In Italia questa voce segna un incremento dello 0,5%. Tra i capoluoghi di regione si evidenzia la pessima performance di Cagliari, 5° con +4,4%, e Milano, 6° con +4,2%. Bene Bari, 12° tra le città in contrazione con -1,4% e Roma, 13° con -1,3%.Infine, i rincari più elevati, addirittura a due cifre, per Altri servizi n.a.c. che comprende tariffe amministrative, servizi legali e servizi funebri. A Palermo un rialzo da primato, pari al 18,6%, al secondo posto Livorno con +13,4% e al 3° Genova, +11,4%. Al primo posto per i ribassi Lecco, -2%, seguita da Brescia, -1,8% e Reggio Emilia, -1,1%. In Italia +1,4%.
“L’Italia non è tutta uguale. Queste differenze sono dovute a tanti fattori che cambiano a seconda delle città e del tipo di bene e servizio.

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“Lo smog emergenza da affrontare senza più ritardi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

“Legambiente ci mostra una fotografia inquietante del livello di inquinamento atmosferico che ancora troppi cittadini sono costretti a subire. La mia regione, il Veneto, ad esempio vanta il triste primato di vedere nella classifica delle peggiori realtà italiane le sue principali città, ben 5 nei primi 17 posti, da Venezia a Vicenza, da Treviso a Rovigo a Padova”, così Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera commenta il Rapporto Malaria 2021 di Legambiente.“Si tratta di una vera e propria emergenza, come denuncia Legambiente, che come tale va affrontata e risolta. Un’emergenza che già ci ha portato alla condanna da parte della Corte di Giustizia della Ue per la ripetuta e sistematica violazione del livelli di inquinamento da PM10 fra 2008 e 2017 – aggiunge Rotta – E’ inoltre accertato il rapporto diretto tra livelli di inquinamento atmosferico e malattie respiratorie e cardiocircolatorie”.“In questi mesi sia in Parlamento che in Governo – conclude Rotta – abbiamo impostato un lavoro volto proprio ad affrontare il problema smog alla radice, incentivando pratiche di mobilità e di produzione di calore sempre più ecosostenibili, pensiamo agli ecobonus auto e al superbonus edile 110%. Adesso, però, è necessario rendere strutturale e definitiva questa strada. La possibilità c’è: nel Next Generation Ue l’architrave che sostiene tutta la politica di fondi pubblici per la ripresa economica è proprio legata alla necessità di sostenere una riconversione ecologica del nostro sistema produttivo e dei nostri stili di vita, così da attivare nei prossimi mesi una crescita economica di qualità sociale e ambientale”.

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Scuola: ANCODIS: A.A.A. Sicilia, ordinanza cercasi!

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

Palermo. Ci risiamo! Scuole aperte o chiuse? Lezioni in presenza o a distanza? Niente! Il nulla! Le scuole del secondo ciclo aspettano per l’ennesima volta, dall’inizio di questa pandemia, un’ennesima ordinanza che arrivi a tempo debito, per permettere di programmare le sue attività e garantire l’apertura delle scuole in sicurezza. Ad onor del vero le scuola sono pronte: sono pronte già da febbraio dell’anno scorso quando tanti si sbracciarono le maniche per non abbandonare i propri alunni e si destreggiarono con la DAD; sono pronte dall’estate scorsa quando cominciarono con metro alla mano a misurare le distanze di banchi e sedie; disegnare percorsi guidati; abbattere mura per ingrandire le aule e garantire così la riapertura settembrina e sono pronte ancora oggi con le modalità più disparate di orari e di organizzazione didattica per garantire la presenza eventuale degli alunni al 50%, al 75% o al 100%. E invece ancora una volta gli studenti delle scuole secondarie aspettano; i loro docenti aspettano; i Dirigenti Scolastici aspettano che arrivi un accenno di ordinanza che dia il via libera. Basterebbe anche un segnale di fumo dai palazzi preposti affinché si possa dire a tutti che si ricomincia e come si ricomincia. La disaffezione alla scuola trova radici stabili nel terreno instabile della burocrazia siciliana. La scuola non si inventa dall’oggi al domani. La scuola ha necessità di essere rispettata perché tutta la comunità operante in essa necessita di certezze e di indicazioni chiare e tempestive. In un clima di incertezza già determinato dalla situazione epidemiologica si aggiunge la lentezza e il silenzio dei nostri governanti.

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I prezzi dei vaccini e la strategia della ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

“Dopo immani sforzi da parte dell’opinione pubblica e di parte dell’informazione, si squarcia il velo di omertà intorno ai vaccini, in particolare sui loro prezzi e ne viene fuori una realtà sconcertante: la società del benessere prende il sopravvento sull’essere umano”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “mettendo in fila alcuni dei Paesi che si sono ‘conquistati’ le maggiori quantità di vaccino di una nota multinazionale, se ne ricava la visione che, chi paga di più vaccina di più. Così, ne deriva una discutibile asta per cui, l’Unione europea pagherebbe 15 dollari a dose, gli Usa ne verserebbero 19 mentre Israele, Paese sul podio quanto a numero di dosi inoculate ai propri cittadini, avrebbe speso ben 40 dollari per ogni immunizzato. Un criticabile mercato”. Il presidente riflette poi sulle possibilità potenziali per l’Italia: “ci auguriamo che lo spiraglio aperto con la possibilità di produrre l’antidoto in casa nostra possa invertire la rotta, la produzione in proprio di beni strategici si è rivelata fondamentale e l’esempio delle mascherine di protezione, in un primo momento irreperibili, calza alla perfezione. L’accaduto – precisa Maritato – dovrebbe farci riflettere sull’importanza di finanziare a dovere la ricerca pubblica. Senza tralasciare le ricadute economiche: chi per primo vaccina, per primo riattiva la propria economia. Di sicuro, più cittadini sono immunizzati prima si riattivano produzione e lavoro. Ragioniamoci sopra”, chiosa il presidente.

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Mafia nigeriana in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

“Il focus sulla mafia nigeriana in Italia, curato dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale, fa emergere tutta la gravità del fenomeno. Tra le numerose pagine leggiamo che l’Italia ‘è considerata dalla criminalità nigeriana una terra dove poter espandere i propri interessi illegali’. Italia quindi terra di conquista, anche grazie al silenzio di una certa politica. Noi di Fratelli d’Italia denunciamo il fenomeno della mafia nigeriana da anni, venendo per questo accusati di xenofobia e razzismo, ma i dati i diffusi, purtroppo, non fanno altro che darci ragione. Al contrario la sinistra, asserragliata nel proprio delirio immigrazionista, ha fatto finta di non vedere, negando sia l’evidenza investigativa che quella giudiziaria. La politica dei porti aperti, lo smantellamento dei decreti sicurezza, l’accoglienza indefessa ogni giorno propagandata, sono chiari segnali che l’Italia possa essere terra di conquista e di facili traffici. Anche a dispetto di quanto ci chiede l’Europa, ovvero sicurezza e difesa dei confini esterni dell’Unione. I clan nigeriani prosperano attraverso la gestione di crimini tra i più odiosi come traffico di stupefacenti, tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù. Fino a ieri soltanto la voce di Fratelli d’Italia si era alzata dal mondo politico per denunciare la mafia nigeriana. Ci auguriamo che ora, dopo l’allarme lanciato dal Viminale, tutte le forze politiche si uniscano a noi se non vogliono rendersi complici di questa drammatica vicenda”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI.

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La mascherina che uccide il Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

By Pier Luigi Ciolli. Una speciale mascherina “killer” a 5 strati con nanoparticelle in rame potrebbe realisticamente rallentare i contagi fino a debellare il Coronavirus, e altri virus.La nuova mascherina a 5 strati non solo proteggerebbe dal Coronavirus (come le FFP2, FFP3 e KN95, le uniche in grado di bloccare il virus in entrata) ma riuscirebbe persino a ucciderlo non appena entra in contatto con esso.In realtà i prototipi sono due: l’originale che contiene cinque strati (strato idrorepellente, 1° strato, strato nanotecnologico antivirale, 2° strato filtrante, strato idrofilo ipoallergenico) e una versione più recente che contiene quattro strati, con uno strato di filtraggio in meno, che la rende leggermente più traspirante in termini di traspirabilità e quindi più confortevole. Le attuali maschere chirurgiche convenzionali comunque bloccano il virus, ma questo può rimanere sopra alla mascherina stessa e comunque rimanere “vivo” e contagioso per chi dovesse toccarla senza adeguate protezione o corretto smaltimento. Le mascherine includono uno strato idrorepellente all’esterno – per ridurre l’inalazione di goccioline di saliva e muco che trasportano Covid – lo strato nanotech antivirale tra due strati filtranti e uno strato più interno traspirante ipoallergenico. Questa mascherina invece potrebbe davvero essere rivoluzionaria. È stata progettata dallo scienziato della Nottingham Trent University ed esperto di nanotecnologie, Gareth Cave, ed è ora commercializzata dalla società spin-out della NTU Pharm2Farm nella BioCity di Nottingham. Se tutto va bene, la produzione potrebbe prendere il via a inizio febbraio.L’idea della mascherina “killer” è venuta a Cave appena è scoppiata la pandemia. Ed è stato possibile realizzarla e testarla grazie a un finanziamento di 60mila sterline (circa 68mila euro) messo a disposizione dal governo britannico proprio per incentivare la ricerca contro il Covid. Successivamente la Pharm2Farm è riuscita a raccogliere investimenti per 5 milioni di sterline (circa 5,7 milioni di euro) da investire nella produzione.I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.
Quando è arrivata la pandemia si è iniziato a dire che il virus poteva sopravvivere su superfici come il vetro e l’acciaio inossidabile per giorni, mentre sul rame muore all’istante. Cosa che si sapeva già, in realtà, perché documentata con la sindrome respiratoria del Medio Oriente e l’influenza suina. Pharm2Farm era già conosciuta per il suo importante lavoro con le nanotecnologie e prima della pandemia aveva già sviluppato nanotecnologie contenenti rame. “In realtà stavamo producendo particelle di rame come integratori per il cibo animale, quindi il rame è essenziale in molte diete diverse, sia che si tratti di piante, animali o animali d’allevamento”, ha spiegato Cave.Di fatto, questa speciale mascherina utilizza la nanotecnologia per uccidere i virus, dal Covid-19 all’influenza. Invece del solito design a tre strati, questa mascherina chirurgica a cinque strati include uno strato interno antivirale aggiuntivo che incorpora nano-rame creato utilizzando un processo brevettato proprio all’interno dell’università.Il rame emette ioni una volta a contatto con un virus e questo crea un’interazione con il materiale genetico del virus stesso, facendolo morire e bloccandone la riproduzione. Grazie alla loro forma sferica, le nanoparticelle hanno un’ampia superficie che le rende ancora più efficaci nell’uccidere il virus. Lo strato interno antivirale garantisce una protezione aggiuntiva sia per chi lo indossa che per chi si trova nelle vicinanze.
I test hanno dimostrato che le mascherine, di tipo IIR, offrono una capacità filtrante del 99,98% e un’efficienza del 90% nel distruggere i virus del Covid-19 e dell’influenza, in 7 ore. Cave ha precisato che 7 ore era il tempo massimo per l’azienda che ha effettuato il test, il che potrebbe significare che uccide il virus molto più a lungo dopo quel periodo. I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.Ora, “è entusiasmante vedere la nostra tecnologia andare avanti e avere un impatto reale nella lotta contro la diffusione del Covid-19”, ha affermato Cave. “La mascherina che abbiamo sviluppato ha dimostrato di inattivare i virus al contatto. Lo strato antivirale uccide il virus che è stato bloccato dagli strati del filtro. La sfida con le maschere chirurgiche convenzionali è che quelle non hanno un meccanismo attivo per ucciderlo una volta che viene intrappolato. Uccidendo il virus al contatto, significa anche che la mascherina facciale usata può essere smaltita in sicurezza e non essere una potenziale fonte di trasferimento passivo”. Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.Le mascherine dovrebbero entrare in produzione a Nottingham alla fine di gennaio ed essere disponibili in commercio da dicembre 2021 per le strutture sanitarie, di trasporto e di ristorazione. Il loro costo dovrebbe aggirarsi attorno a 1,50 dollari per mascherina, cioè circa 1,25 euro.Cave è comunque certo che, anche se la pandemia finisse domani, le mascherine sarebbero ancora una parte importante delle nostre vite perché aiutano ad uccidere anche altri virus.Intanto, anche la società svizzera Livinguard ha messo a punto una mascherina, lavabile e utilizzabile per 7 mesi, in grado di inattivare batteri e virus che entrano in contatto con il tessuto, grazie a una tecnologia brevettata e testata dall’Università RWTH di Aquisgrana e la Libera Università di Berlino, secondo cui sarebbe efficace al 99,9% contro il Coronavirus.Testo estratto da https://quifinanza.it/innovazione/video/mascherina-5-strati-uccide-covid-cave/456576/

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La piaga dei sequestri di cristiani in Nigeria

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

In Nigeria una serie di rapimenti e atti di violenza ai danni dei cristiani manifesta un peggioramento della situazione già gravissima per la comunità religiosa. Il 15 gennaio scorso don John Gbakaan, sacerdote della Diocesi di Minna, è stato rapito e ucciso il giorno dopo. Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica in Nigeria un vescovo, mons. Moses Chikwe, Pastore dell’Arcidiocesi di Owerri, a fine 2020 è stato rapito da uomini armati e trattenuto per alcuni giorni. Precedentemente erano stati rapiti padre Valentine Ezeagu, sacerdote della Congregazione dei Figli di Maria Madre della Misericordia (15 dicembre, rilasciato 36 ore dopo) e don Matthew Dajo, dell’Arcidiocesi di Abuja (sequestrato nel mese di novembre e liberato dopo dieci giorni di prigionia). In un’intervista rilasciata alla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo della stessa Abuja, capitale della Nigeria, definisce questa situazione «un morbo che si sta diffondendo senza che venga fatto alcuno sforzo significativo per arginarlo». Il prelato chiarisce che non solo i leader religiosi ma molti altri nigeriani, «vittime silenziose», stanno subendo la medesima drammatica sorte. Parlando poi degli autori dei crimini spiega che i termini “terroristi”, “banditi”, “uomini armati” sono stati usati indiscriminatamente per definire gli autori dei rapimenti, ma la loro identità non è nota con certezza. Rammaricato per le migliaia di persone uccise in diverse parti del Paese senza alcuna reazione significativa, mons. Kaigama ritiene sconcertante che le forze di polizia non siano in grado di identificare questi soggetti, e ciò avvalora l’opinione che non sono molti gli sforzi compiuti finore per garantire la pubblica sicurezza.L’Arcivescovo ritiene che ci siano diverse motivazioni alla base dei rapimenti: «alcuni sono a scopo economico, perpetrati da criminali alla ricerca di denaro facile, tengono le persone in ostaggio e chiedono riscatti di milioni di naira; altri legati al fondamentalismo religioso mirante all’espansione territoriale al fine di dominare coloro che considerano infedeli e i cristiani sono il numero uno sulla loro lista, ma attaccano e uccidono anche i musulmani che non approvano il loro modus operandi. I criminali, i banditi, che dir si voglia, sono consapevoli che l’attacco a un prete o a una suora cattolica fa notizia e pensano così di spingere il governo a prenderli sul serio. È una strategia tipicamente terroristica attaccare dove le ripercussioni sono più forti».In merito al delicato problema dei riscatti richiesti il prelato spiega la posizione della Chiesa affermando che i vescovi della Conferenza Episcopale nigeriana hanno concordato all’unanimità di non pagare. Nel malaugurato caso di un nuovo sequestro il sacerdote chiarirà che la sua diocesi non paga riscatti. Lo scopo è evitare di alimentare questo macabro mercato di potenziali rapiti. «C’è urgente bisogno che il governo nigeriano affronti la situazione addestrando gli agenti di sicurezza ad agire in modo più efficace. Ci si aspetterebbe che, con tutto il denaro gestito dai politici, il governo investisse di più nell’acquisto di strumenti validi a perseguire i criminali. Gli agenti guadagnano molto poco e devono affrontare malviventi che hanno armi più sofisticate e spesso sono loro le prime vittime», conclude mons. Kaigama.

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