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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

FederAnziani: 14.357 morti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2021

I decessi di anziani in Europa e in Italia a causa del coronavirus non si fermano. Nel solo mese di gennaio sono morte oltre quattordicimila persone solo nel nostro Paese (ovvero 463 decessi in media al giorno), e nella quasi totalità dei casi si tratta di over 80. Neanche il terremoto dell’Aquila, dell’Irpinia, del Belice, del Veneto, e del centro Italia del 2016, sommati insieme, hanno fatto tante vittime. Eppure davanti a questo vero e proprio genocidio stentiamo tuttavia a vedere una reazione adeguata da parte della classe politica Italiana ed europea.» A dichiararlo è il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: «Il piano di vaccinazione europeo procede a rilento, l’Europa è apparsa fin qui ostaggio della burocrazia e incapace di imprimere a questa battaglia fondamentale la celerità che sarebbe stata più che mai necessaria. Adesso si tratta di correre, gli Stati devono velocizzare la somministrazione dei vaccini, e bisogna mettere rapidamente in campo tutte le risorse economiche, logistiche e di comunicazione che consentano di raggiungere nel più breve tempo possibile la platea degli anziani e dei soggetti fragili che per primi devono essere messi in sicurezza. Con quasi 500 morti al giorno in Italia – età media 80 anni – stiamo assistendo alla scomparsa di una generazione, alla distruzione di un patrimonio di vite umane, ma anche di memoria collettiva e radici. Inoltre gli anziani sono disorientati rispetto alla campagna vaccinale, chiedono informazioni e hanno difficoltà a restare in contatto con la medicina del territorio, come emerge dalle centinaia di telefonate che arrivano al nostro numero verde (Emergenza Solitudine, 800.99.14.14). Alla paura e al disorientamento di questi mesi si somma ora la preoccupazione di non riuscire ad accedere al vaccino e di mancare così l’appuntamento fondamentale con quella che appare l’unica via di salvezza, la sola speranza di poter fare ritorno alla normalità. Dai nostri dati emerge anche una diffusa preoccupazione per il destino di figli e nipoti, molti dei quali hanno perso il lavoro o visto fallire le proprie attività a causa del prolungarsi dell’emergenza e della sordità della politica di fronte al dilagare della crisi economica oltre che al grido di dolore delle famiglie che ogni giorno vedono morire i loro anziani. Nessuno dimentichi che soltanto la nostra nazione in tutto il mondo è in grado, con la medicina del territorio, di vaccinare oltre un milione di persone al giorno.»

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