Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 5 febbraio 2021

Roma Capitale: Consiglio straordinario

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Roma. “Sottoscrivendo una richiesta delle opposizioni e a seguito di un confronto con i capigruppo capitolini, convocherò per il prossimo 24 febbraio un Consiglio straordinario sullo Status di Roma Capitale, aperto alla partecipazione di tutti gli esponenti parlamentari che vorranno intervenire – compresi i componenti dell’Osservatorio parlamentare costituitosi spontaneamente”. E’ quanto dichiara il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.“Anche il presidente Mattarella, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, ha auspicato un ‘sostegno nazionale’ per fare in modo che la nostra città possa svolgere al meglio le funzioni di Capitale d’Italia. E in forza dell’invito del nostro Capo di Stato, rinnovo la richiesta di audizione di sindaco e di capigruppo capitolini presso la Commissione Affari costituzionali della Camera che, nonostante il consenso del presidente Brescia e delle forze politiche, non ha potuto svolgersi in data 3 febbraio scorso” ha proseguito De Vito. “In previsione di un lavoro importante che riguarda il futuro della nostra città, auspico che nessuno voglia impedire l’avvio di un percorso costruttivo e in sinergia fra quanti si stanno impegnando a sostenere Roma perché possa svolgere nel migliore dei modi possibili il ruolo di Capitale che le spetta” ha concluso il presidente.

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Investimenti sostenibili, perché stanno crescendo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Su uno degli ultimi voli che ho preso prima della pandemia, atterrando a Milano, mi aspettavo di sentire la solita frase: “Last year 90% of our flights arrived on time”. Con mia sorpresa invece l’assistente di volo ha pronunciato una frase diversa: “With our flight you contributed to decrease the emission of CO2 by 20%”. Sebbene l’intento di un simile annuncio potrebbe celare una semplice strategia di marketing, questa vicenda ci dice molto su quali siano le preoccupazioni principali dei nostri tempi (Covid a parte). Ricordare al cliente che il suo impatto ambientale è stato “inferiore di quello che sarebbe stato volando con una compagnia concorrente” rappresenta un messaggio volto a soddisfare il consumatore in modo nuovo: non si pensa solo a “risparmiare tempo e denaro”, ma all’interesse altrettanto egoistico (e legittimo) di ridurre il proprio impatto sul pianeta. Con l’arrivo della pandemia e della recessione, il 2020 avrebbe potuto portare con sé un rallentamento degli investimenti sostenibili da parte delle aziende e dei governi che necessitano di far fronte a nuove emergenze e priorità. Tuttavia, anche in questa situazione imprevedibile, abbiamo assistito a una continua e inesorabile spinta verso la transizione ecologica, un processo a detta di alcuni, ancora non sufficientemente profondo per ridurre i rischi, ma ormai in moto. Questo fatto emerge chiaramente analizzando le attività degli attori coinvolti a vario titolo nella transizione verso un modello economico più sostenibile. Nel 2020 governi e regolatori hanno continuato a prendere azioni decisive per ridurre il riscaldamento globale, spesso nell’ambito dell’accordo di Parigi. Sul fronte investimenti abbiamo visto sviluppi importanti della EU Taxonomy, un protocollo che mira a standardizzare la disclosure e a facilitare la due diligence di investimenti sostenibili. La Cina, il maggior consumatore di risorse energetiche fossili al mondo, ha annunciato a sorpresa di voler diventare Carbon neutral entro il 2060, cominciando a ridurre le proprie emissioni già a partire dal 2030. Il grafico mostra la crescita esponenziale delle revisioni delle politiche su tematiche ambientali dal 1972. Una traiettoria che non che non si è inclinata neppure di fronte alla pandemia.
Per gli investitori il 2020 ha rappresentato un anno record per l’aumento di masse di prodotti sostenibili, raccogliendo, secondo le stime dell’Investment Association, 7 triliardi di dollari nei primi 3 trimestri del 2020, più che triplicando i 1.9 triliardi del 2019. Il flusso dei capitali verso le aziende più virtuose e resistenti a rischi ambientali è un trend in forte crescita che sembra praticamente inarrestabile, anche a causa dello sviluppo della regolamentazione.

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IG globale: non sottovalutare il cambiamento dei comportamenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A cura di Alasdair Ross, Responsabile credito investment grade di Columbia Threadneedle Investments. Siamo entrati nel 2020 sulla scia di una delle fasi espansionistiche più durature di tutti i tempi, con un ciclo di crescita alimentato da politiche monetarie sempre più accomodanti. Proprio alla luce di tale crescita e dei tassi d’interesse bassi, le imprese avevano aumentato l’indebitamento, ragion per cui all’inizio della pandemia la leva finanziaria appariva relativamente elevata.A causa delle chiusure dovute al Covid-19, i governi e le autorità hanno dovuto agire per evitare che uno shock economico si trasformasse in una crisi finanziaria. In tale ottica sono stati creati piani ad hoc volti a tenere aperto il canale del credito. Oltre ai pacchetti di supporto fiscale, come i programmi di cassa integrazione, sono state varate misure di sostegno sotto forma di prestiti diretti, tolleranza del settore bancario e ampliamento dei programmi di acquisto di obbligazioni societarie.I mercati investment grade ne hanno beneficiato direttamente. A marzo la Federal Reserve ha annunciato l’intenzione di procedere per la prima volta ad acquisti diretti di obbligazioni societarie, sulla scia dell’espansione del quantitative easing (QE) intrapreso dalla Bank of England e dalla Banca centrale europea.Il progressivo ritiro di queste misure potrebbe far aumentare il rischio di default o di declassamento, ma a giudicare dalla composizione del mercato ciò non dovrebbe causare grosse preoccupazioni. Il principale settore dell’universo IG è quello bancario, sostenuto da una politica economica tesa a gestire le perdite. Non ci aspettiamo pertanto grandi variazioni della qualità creditizia e anticipiamo una serie di fusioni tra operatori deboli e forti. Questo segmento rappresenta quasi il 25% del mercato IG globale. Vi sono anche settori in cui le prospettive appaiono favorevoli se non addirittura migliori rispetto a prima, come nel caso della tecnologia o degli alimenti e bevande, che rappresentano il 10% del mercato. Un altro 20% è costituito da settori perlopiù immuni, come i servizi di pubblica utilità, le telecomunicazioni e la sanità. Persino l’immobiliare, che è pari al 4% del mercato ma non è un settore particolarmente omogeneo, essendo costituito da numerosi sottosegmenti, ha messo a segno una buona performance in alcune aree. I magazzini e la logistica hanno beneficiato delle consegne a domicilio e dell’effetto Amazon. Le vendite al dettaglio e gli uffici hanno patito maggiormente, ma rappresentano appena l’1% circa dell’universo.Anche nei settori in cui la pandemia ha inciso negativamente su operazioni e utili, molte società con rating investment grade possono contare su importanti strumenti, tra cui una combinazione di taglio dei costi, riduzione della spesa per investimenti, gestione del capitale circolante e attività inorganica, ad esempio vendita di attivi, riduzione dei dividendi o aumenti di capitale, che possono essere e saranno utilizzati per difendere la qualità creditizia dei bilanci.Tuttavia, non bisogna sottovalutare la possibilità che l’emergenza sanitaria abbia prodotto un profondo cambiamento a livello di comportamenti. Torneremo in ufficio cinque giorni alla settimana oppure lo smart working è una realtà destinata a proseguire? Alcuni settori possono beneficiare di tali cambiamenti, come la tecnologia, gli alimenti e le bevande, mentre altri potrebbero esserne penalizzati.Ad ogni modo, in genere le autorità sono più veloci a introdurre strumenti di politica monetaria di quanto non lo siano a revocarli. Ad esempio, il QE della BCE è durato più a lungo di quanto fosse strettamente necessario ai fini delle tensioni sui mercati o del costo del debito per le grandi società europee. Più di recente, la Fed ha dichiarato l’intenzione di passare a un obiettivo di inflazione media, il che significa che anche qualora l’inflazione dovesse salire oltre il 2%, i tassi d’interesse non verranno incrementati, a meno che tale livello non si protragga nel tempo. Alla luce di quanto sopra, ci aspettiamo che il supporto politico resti presente a lungo.
La combinazione di fattori politici e il fatto che questa classe di attivi possa ridurre la leva finanziaria (cosa che i team di gestione cercheranno senz’altro di fare) ci rende abbastanza ottimisti per il futuro, più di quanto non fossimo all’inizio dell’anno.

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Risparmio, nell’incertezza del presente gli italiani cercano una maggiore sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A che cosa pensano gli italiani quando si parla di risparmio? Uno su tre (31%) alla preoccupazione per lo stato delle proprie finanze, alimentata dalla congiuntura del momento, il 47% ci vede una risorsa per affrontare anzitutto un presente complesso, mentre un ulteriore 22% – uno su cinque – lo associa all’idea di futuro e alla possibilità di un domani più solido per la famiglia e i figli.Lo evidenzia l’Osservatorio Sara Assicurazioni, la Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI. Dati che si inseriscono nel quadro della crisi economica generata dalla pandemia, che ha determinato un senso generale di incertezza, con ripercussioni su famiglie e attività. Incertezza che va di pari passo, non a caso, con l’aumento dei depositi bancari, cresciuti a dicembre 2020, come segnala l’Abi, di oltre 162 miliardi rispetto all’anno prima raggiungendo quota 1.736 miliardi.Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, con il 50% che afferma di vivere il presente cercando abitualmente di mettere da parte qualcosa per affrontare possibili imprevisti e difficoltà e addirittura un 20% che si dice sempre parsimonioso, al punto da fare rinunce oggi per riuscire a pianificare meglio il domani.Nella gestione dei soldi la tecnologia si ritaglia uno spazio sempre maggiore, tanto che uno su due (53%) si dichiara propenso ad affidarsi in misura crescente anche ad app e sistemi fintech per gestire l’economia domestica e organizzare il budget familiare.Ma oltre a pensare al presente, gli italiani riconoscono l’importanza di una pianificazione del futuro economico. Le soluzioni ritenute più idonee sono il fondo pensione (35%) e le polizze assicurative per il risparmio e l’investimento (32%). A seguire le polizze vita (17%), per le garanzie che possono offrire alla famiglia, mentre un 16% punterebbe sul mattone e l’11% direttamente sul mercato finanziario. La caratteristica più apprezzata in uno strumento di risparmio è la sicurezza (33%). Vi sono poi la flessibilità (21%), e quindi la capacità di rispondere al presentarsi di diverse esigenze e disponibilità, i rendimenti che si possono ottenere (21%) e la convenienza in termini di costi (18%).

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DentalPro integra Vitaldent

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

DentalPro, leader italiano nel settore dell’odontoiatria privata, ha annunciato oggi di aver sottoscritto un accordo finalizzato all’integrazione con l’attività di Vitaldent Italia, compresi i suoi 80 centri dentistici in Italia, di proprietà di JB Capital. Con la firma dell’accordo, il gruppo fondato a Milano dall’imprenditore Michel Cohen e dai due odontoiatri Samuele Baruch e Paolo Tonveronachi scala la classifica dei maggiori player della sanità privata italiana, posizionandosi al settimo posto, e si riconferma numero uno nel settore delle cure dentali.
L’unione delle due realtà, entrambe con una consolidata esperienza alle spalle, porterà alla creazione di un grande gruppo sotto l’insegna DentalPro, che comprenderà oltre 260 centri dentistici, tutti di proprietà, con una presenza capillare in 14 regioni, nei centri commerciali e nelle principali città della penisola. La nuova DentalPro potrà contare sul contributo di circa 2.000 dipendenti e oltre 1.500 medici odontoiatri e igienisti; contestualmente, proseguirà nel suo percorso di crescita, con 10 nuove aperture previste nel 2021.Nato nel 2010, il gruppo italiano DentalPro è sviluppato rapidamente, puntando su innovazione tecnologica, professionalità, qualità delle cure e accessibilità 7 giorni su 7. Attraverso l’apertura di nuovi centri dentistici e numerose acquisizioni ha consolidato la propria leadership fino ad arrivare, prima di questa integrazione, a 180 strutture, 1.500 dipendenti, 1.000 odontoiatri e igienisti e 1 milione di pazienti gestiti. È la prima realtà della sanità privata italiana ad avere ottenuto 3 Certificazioni ISO in Qualità, Ambiente e Sicurezza. Attualmente DentalPro è controllato dal fondo di private equity BC Partners e da un gruppo di soci originari.Il Gruppo Vitaldent, nato in Spagna nel 1991, è stato tra i pionieri dell’odontoiatria organizzata in Europa. Arrivato in Italia nel 2005, ha aperto negli anni numerosi centri dentistici su strada e conta oggi 80 strutture a gestione diretta. In 15 anni ha seguito 600 mila pazienti, con i suoi 450 dipendenti, 468 odontoiatri e 60 igienisti. Vitaldent è stata acquisita nel 2016 da JB Capital, che ha poi ceduto nel 2019 le attività spagnole e ora cede le attività italiane.

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Avvio del progetto NeetON

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

NeetON, il progetto di Bosch Italia realizzato in collaborazione con LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners, ManpowerGroup, la Fondazione Human Age Institute e la scuola di formazione Bosch TEC, è nato con l’obiettivo di trasferire competenze tecniche e trasversali che consentano ai Neet (Not in Education, Employment or Training) – ragazzi tra i 15 e 29 anni che non si formano, non studiano e non lavorano – di entrare ed essere competitivi nel mondo del lavoro.L’edizione del 2020 ha visto 60 Neet coinvolti, 600 ore di formazione erogate suddivise tra lezioni online, incontri di orientamento e pillole formative, un ampio riscontro sui social media e la possibilità per gran parte dei partecipanti di consolidare il percorso con un’esperienza lavorativa. A seguito di tale successo, anche il 2021 vedrà 3 edizioni che coinvolgeranno in totale circa 60 ragazzi. Si punterà su due figure professionali differenti: E-Commerce Specialist e Manufacturing 4.0, due figure innovative e molto richieste sul mercato, che negli ultimi anni hanno riscontrato un aumento della domanda pari al 40%. Si partirà a marzo 2021 con la prima edizione che si svolgerà in formato digitale e avrà l’obiettivo di formare i partecipanti per il ruolo di E-commerce Specialist. I giovani selezionati seguiranno lezioni frontali in live streaming e potranno consultare contenuti e approfondimenti tramite piattaforma digitale. A questo, si aggiungeranno i project work, grazie ai quali avranno l’opportunità di applicare concretamente le nozioni apprese, confrontandosi con le aziende per facilitare così il processo di ingresso nel mondo del lavoro.
L’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di giovani Neet (22,2% secondo l’ISTAT, corrispondenti a circa 2 milioni di ragazzi) con un valore percentuale di circa 10 punti superiore alla media del continente (12,5%) e che nell’ultimo decennio è rimasto invariato. L’aspetto più problematico, che riguarda il 32% dei Neet, è che non solo sono ragazzi che non studiano e non lavorano, ma hanno anche perso la speranza di trovare un lavoro e quindi non sono attivi nella ricerca di un’occupazione.

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I pazienti con gruppo sanguigno 0 e Rh-positivo potrebbero avere una maggiore protezione contro il COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A tal proposito, uno studio recentemente pubblicato da IVI e presentato all’ultima edizione del Congresso ASRM (American Society for Reproductive Medicine), uno dei più importanti convegni, a livello mondiale, sulla Medicina della Riproduzione, ha dimostrato che gli individui con il gruppo sanguigno 0 positivo e Rh positivo presentano una maggiore protezione contro il COVID-19.“Sulla base dei dati analizzati nel periodo post-lockdown, compreso tra maggio e giugno 2020, prendendo in esame un campione di 6.140 pazienti affetti da SARS-CoV-2, abbiamo rilevato una minor incidenza della malattia (comprovata dalla presenza di anticorpi positivi IgM o IgG) nei pazienti con il gruppo sanguigno 0. Inoltre, al contrario di quanto era stato pubblicato in precedenza, lo studio ha rilevato una percentuale maggiore di pazienti infetti tra quelli con gruppo Rh-negativo”, ha affermato la Dott.ssa Daniela Galliano, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma.“La percentuale dei pazienti positivi al virus non varia significativamente in base all’età e non sono state osservate neanche importanti differenze in base al genere o al gruppo sanguigno. Tuttavia, nei pazienti con Rh-negativo è stato rilevato un rischio leggermente superiore di contrarre il virus rispetto ai pazienti con Rh positivo. Inoltre, nelle aree in cui il virus è più diffuso, la percentuale di IgM-positivi è maggiore e vi è un maggior rischio di infezione in caso di coppie in cui un partner sia già positivo”, ha aggiunto la Dott.ssa Galliano. L’idea che il gruppo sanguigno possa avere un valore prognostico in relazione al COVID-19 è interessante, tuttavia siamo ancora in una fase preliminare di studio in cui è urgente determinare in primo luogo se quest’associazione è reale, come altri studi su questo argomento hanno suggerito.

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Codici: chiarezza e rimborsi per le mascherine U-Mask

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

L’associazione Codici ha lanciato una class action per tutelare i consumatori che hanno acquistato le mascherine U-Mask. Un prodotto in voga, utilizzato da rappresentanti istituzionali, personaggi famosi e sportivi, finito sotto la lente della Procura di Milano per le reali capacità tecniche e sulla scrivania dell’Antitrust.“Stiamo ricevendo tante segnalazioni da parte dei consumatori – aggiunge Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia –, c’è preoccupazione per l’inchiesta della Procura ed anche per l’intervento dei Nas di Trento, che hanno sequestrato il laboratorio analisi di Bolzano dove sono stati effettuati i testi sulla capacità di filtrazione delle mascherine. C’è anche rabbia, perché parliamo di prodotti non proprio economici, visto che le mascherine costano circa 30 euro ed un filtro circa 15 euro. Cifre che vanno moltiplicate, perché molti hanno ordinato più di una mascherina e si arriva anche ad acquisti di alcune centinaia di euro. Diversi consumatori – aggiunge Zammataro – stanno chiedendo il rimborso all’azienda, che però si rifiuta di riconoscerlo a chi ha aperto la confezione. Sinceramente lo troviamo assurdo oltre che ingiusto, perché è normale che quando si fa un acquisto online, una volta che si riceve il prodotto poi si apre la confezione per vedere com’è, per provarlo. La politica aziendale non rispetta il Codice del Consumo e questo è uno dei motivi alla base della class action che abbiamo avviato. L’altro punto è la reale capacità delle mascherine. Le informazioni sono poco chiare, i consumatori hanno diritto di sapere cosa stanno acquistando, a maggior ragione in un caso come questo in cui di mezzo c’è la salute”.La class action promossa da Codici per il rimborso e l’eventuale risarcimento dei consumatori va avanti. Sul sito internet http://www.codici.org è disponibile il modulo di adesione. Per chiarimenti o assistenza è possibile contattare l’associazione telefonando al numero 06.55.71.996

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Il 10 febbraio di ogni anno rinnova la memoria delle vittime italiane dei massacri delle foibe

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Lo è stato ad opera del regime comunista jugoslavo tra il 1943 e il 1947, e la memoria dell’esodo dalle proprie terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.Lo studioso e storico torinese Eric Gobetti, attraverso una video intervista girata negli spazi della Soms di Progetto Cantoregi a Racconigi, illustra la ricerca che sta alla base del suo nuovo libro “E allora foibe?” (Laterza): un prezioso contributo per meglio comprendere gli scenari storici e i fatti che caratterizzarono uno degli avvenimenti più dolorosi della storia italiana del Novecento, un capitolo buio, sul quale per tanto tempo è calato il silenzio. Il video sarà online dal 10 febbraio sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale You Tube di Progetto Cantoregi.«E allora le foibe?» è diventato il refrain tipico di chi sostiene il risorgente nazionalismo italico e vuole zittire l’avversario. Ma di cosa parliamo quando parliamo di foibe? Cosa è successo realmente? «Decine di migliaia», poi «centinaia di migliaia», fino a «oltre un milione»: a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, è difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. Negli anni, tutta la vicenda dell’esodo italiano dall’Istria e dalla Dalmazia è diventata oggetto di polemiche sempre più forti e violente. Questo libro è rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell’esodo o a chi pensa di sapere già tutto, pur non avendo mai avuto l’opportunità di studiare realmente questo tema. Questo “Fact Checking” non propone un’altra verità storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. Vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Con l’intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una ‘versione ufficiale’ molto lontana dalla realtà dei fatti. È un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto è accaduto in anni terribili.
Eric Gobetti è studioso di fascismo, seconda guerra mondiale, Resistenza e storia della Jugoslavia nel Novecento. Autore di due documentari (Partizani e Sarajevo Rewind), esperto in divulgazione storica e politiche della memoria, ha collaborato più volte con il canale televisivo RaiStoria. Per Laterza ha pubblicato Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (2013). http://www.progettocantoregi.it

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Le fiere della moda vanno in digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Le fiere della moda di Milano, unite dal progetto espositivo #strongertogether, hanno deciso di rinunciare agli eventi fisici programmati dal 20 al 24 marzo 2021 nel quartiere espositivo di Fieramilano Rho.Nonostante l’impegno e la determinazione degli organizzatori, e nel rispetto di aziende, visitatori, buyer e media MICAM Milano (il salone internazionale delle calzature), MIPEL (l’evento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio in pelle), TheONE Milano (il salone dell’haut-à-porter femminile), LINEAPELLE (mostra dedicata a pelli, tessuti, accessori e i componenti più innovativi) e HOMI Fashion&Jewels Exhibition, (manifestazione dedicata al bijoux e all’accessorio moda) hanno preso una decisione sofferta, ma doverosa.
Il DPCM in vigore vieta, infatti, le fiere in presenza fino al 5 marzo 2021 compreso e, se anche dal 6 marzo, verrà riaperta la possibilità di organizzare eventi fisici, non potranno essere garantiti né il livello qualitativo e di prestigio proprie delle manifestazioni. Ancora più importante, non potrà essere garantito il significativo afflusso di buyer da tutto il mondo che ha reso questi saloni degli indiscussi punti di riferimento globale. Le limitazioni internazionali, sia sanitarie che di viaggio e trasporto, non permetterebbero, infatti, a migliaia di visitatori di raggiungere serenamente e in sicurezza Fieramilano Rho.Gli organizzatori restano, però, accanto alle proprie community di riferimento, convinti che solo insieme si possa superare questo momento per riconfermarsi nei prossimi mesi, ancora una volta, #strongertogether.Per questo motivo, nelle prossime settimane saranno attivate iniziative digitali sulle quali verranno canalizzati tutti gli investimenti e gli sforzi degli organizzatori i quali, pur consapevoli del fatto che gli eventi virtuali non potranno sostituire gli eventi fisici, daranno la possibilità agli espositori di poter presentare in modalità digitale le proprie collezioni e la propria indiscutibile creatività.

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Mario Draghi e reazione dei mercati

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. La notizia della convocazione di Draghi al Quirinale ha sicuramente avuto un impatto significativo sui principali indicatori italiani. In una giornata che vede tutti i listini europei in verde (influenzati anche dalle chiusure asiatiche e d’Oltre Oceano) il rendimento del FTSE MIB è superiore al 2%, con un distacco considerevole rispetto alle altre Borse europee. Anche guardando al mercato obbligazionario gli spread hanno subíto un restringimento considerevole (circa 0.10%) continuando un trend che era già in essere da marzo e portando il decennale italiano a circa 0.55%. La reazione di mercato, dunque, c’è stata ed è stata positiva. Agli investitori la notizia sembra piacere. Ricordiamo, però, che a seguito della crisi di governo gli spread avevano subito un analogo allargamento e il FTSE MIB una simmetrica sottoperformance; capiamo dunque che probabilmente ciò che piace agli investitori è soprattutto la possibilità di una risoluzione e di un ritorno alla stabilità di governo, necessaria anche per non dissipare gli aiuti derivanti dal Recovery Fund. Nel medio termine un effetto positivo potrebbe essere rappresentato dalla capacità (o dalla percezione che ne hanno gli investitori) di Draghi di sfruttare la sua autorità e la sua capacità negoziale a livello europeo per facilitare il dialogo sul programma di investimenti europeo, rafforzando la relazione tra i paesi core dell’Eurozona. Nella giornata di oggi e di domani potremmo dunque continuare a vedere un certo livello di volatilità sul susseguirsi delle notizie relative all’accettazione o meno della carica e alla formazione di un nuovo governo. Qualora Draghi dovesse diventare il nuovo presidente del consiglio sarebbe ancora presto tirare conclusioni di medio periodo sugli asset finanziari, poiché il sentiment positivo dovrà essere poi avvalorato da numeri concreti su crescita di PIL, inflazione e utili aziendali, fattori principalmente legati agli sviluppi lato COVID e al tessuto produttivo italiano. Nel lungo periodo, qualora la percezione del sistema italiano da parte degli investitori tornasse a livelli pre-2008, ci potremmo aspettare una sovra-performance dei BTP rispetto ad obbligazioni governative di altri Paesi, grazie al potenziale restringimento degli spread (0.15% pre-crisi) e a una componente cedolare più elevata. Scenario auspicabile ma difficile da prevedere in un contesto condizionato da una pandemia globale e livelli di indebitamento che porteranno nuove sfide (politiche ed economiche) nei prossimi anni. L’effetto sul FTSE MIB invece, data la composizione settoriale di quest’ultimo, ci sembra più legato alla campagna vaccinale che non agli sviluppi politici, anche se ovviamente le due cose sono interconnesse.

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Commissione europea: Disinformazione sul coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Le relazioni dimostrano che le piattaforme hanno migliorato la visibilità dei contenuti autorevoli, indirizzando milioni di utenti a fonti di informazioni dedicate. Hanno inoltre incluso nelle condizioni dei servizi programmi per eliminare la disinformazione sui vaccini, in particolare bloccando centinaia di migliaia di account, offerte e messaggi pubblicitari connessi al coronavirus e alla disinformazione sui vaccini, e hanno intensificato il lavoro con i verificatori dei fatti per dare maggiore rilievo ai contenuti verificati in materia di vaccinazione.
Questa serie di relazioni segna la fine del periodo di riferimento iniziale di 6 mesi. Data la rilevanza di tali relazioni nell’attuale contesto epidemiologico, il programma proseguirà per i prossimi 6 mesi. La Commissione ha inoltre chiesto alle piattaforme online di fornire maggiori dati sull’evoluzione della diffusione della disinformazione durante la crisi del coronavirus e sugli effetti dettagliati delle loro azioni a livello dei paesi dell’UE. Il programma di relazioni mensili è stato istituito nell’ambito della comunicazione congiunta del 10 giugno 2020 per garantire la responsabilità nei confronti del pubblico degli sforzi compiuti dalle piattaforme e dalle pertinenti associazioni di settore al fine di limitare la disinformazione online connessa al coronavirus. Le relazioni odierne riguardano le misure prese nel dicembre 2020 da Facebook, Google, Microsoft, Twitter e TikTok.

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Quarta tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo di SURE

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Si tratta della prima erogazione nel 2021. Nel quadro delle operazioni odierne, il Belgio ha ricevuto 2 miliardi di €, Cipro 229 milioni di €, l’Ungheria 304 milioni di €, la Lettonia 72 milioni di €, la Polonia 4,28 miliardi di €, la Slovenia 913 milioni di €, la Spagna 1,03 miliardi di €, la Grecia 728 milioni di € e l’Italia 4,45 miliardi di €. Tutti e 9 gli Stati membri hanno già ricevuto un sostegno finanziario a titolo di SURE nel 2020, nell’ambito di una delle prime tre operazioni di emissione e di erogazione che hanno avuto luogo in quell’anno.I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione. Nello specifico, li aiuteranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus. Le erogazioni odierne sono state precedute dalla quarta emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, che ha riscontrato un notevole interesse da parte degli investitori. La domanda di sottoscrizione ampiamente superiore all’offerta si è tradotta in condizioni di prezzo favorevoli che la Commissione trasferisce direttamente agli Stati membri beneficiari.A seguito delle erogazioni odierne, 15 Stati membri hanno ricevuto un totale di 53,5 miliardi di € nell’ambito dello strumento SURE. Una volta completate tutte le erogazioni nell’ambito di SURE, il Belgio avrà ricevuto 7,8 miliardi di €, Cipro 479 milioni di €, l’Ungheria 504 milioni di €, la Lettonia 192 milioni di €, la Polonia 11,2 miliardi di €, la Slovenia 1,1 miliardi di €, la Spagna 21,3 miliardi di €, la Grecia 2,7 miliardi di € e l’Italia 27,4 miliardi di €.
Una panoramica degli importi erogati finora e delle diverse scadenze delle obbligazioni è disponibile online qui. La ripartizione dei 90,3 miliardi di € finora autorizzati per 18 Stati membri è riportata qui. Gli Stati membri possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di €.

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Nuova strategia UE per il suolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

I suoli sani sono fondamentali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, quali la neutralità climatica, il ripristino della biodiversità, l’inquinamento zero, sistemi alimentari sani e sostenibili e un ambiente resistente. Eppure i nostri suoli si degradano a causa di una gestione non sostenibile, dello sfruttamento eccessivo, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Per questo motivo, la strategia UE sulla biodiversità per il 2030 ha annunciato l’adozione di una nuova strategia per il suolo nel 2021.Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Un quarto della biodiversità del nostro pianeta si trova nel suolo. Abbiamo letteralmente un tesoro sotto i piedi, e il nostro cibo e il nostro futuro dipendono da questo tesoro. Dobbiamo dotare l’Unione europea di una solida strategia per il suolo che ci consenta di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi in materia di clima, biodiversità e sicurezza alimentare, e intensificare gli sforzi per gestire il suolo in modo tale da rispondere alle esigenze dei cittadini, della natura e del clima.”L’obiettivo della nuova strategia UE per il suolo consisterà nell’affrontare in modo globale le questioni relative al suolo e al terreno e nel contribuire a raggiungere entro il 2030 la neutralità in termini di degrado del suolo, vale a dire rendere nuovamente sano tanto suolo quanto ne è stato degradato dall’attività umana. Si tratta di una delle finalità chiave degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Terreni sani producono cibo e materie prime, puliscono l’acqua potabile, riducono il rischio di alluvioni e immagazzinano enormi quantità di carbonio. La strategia esaminerà pertanto come proteggere la fertilità del suolo, ridurre l’erosione e aumentare la materia organica del suolo, tenendo conto degli impegni internazionali dell’UE. I cittadini, le organizzazioni e i soggetti interessati sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica, che rimarrà aperta per 12 settimane, fino al 27 aprile 2021.

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Cibersicurezza delle reti 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La certificazione svolge un ruolo fondamentale nell’aumentare la fiducia nei prodotti e nei servizi digitali e la relativa sicurezza; tuttavia, al momento, in Europa esistono diversi sistemi di certificazione della sicurezza per i prodotti informatici, comprese le reti 5G. Un sistema comune unico di certificazione renderebbe più facile per le imprese effettuare scambi transfrontalieri e per i clienti comprendere le caratteristiche di sicurezza di un determinato prodotto o servizio. Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “La sicurezza è al centro dell’introduzione della tecnologia 5G. La certificazione a livello dell’UE, in combinazione con altri tipi di misure contenute nel pacchetto di strumenti dell’UE per il 5G, sostiene i nostri sforzi per ottimizzare la sicurezza del 5G e per porre rimedio alle vulnerabilità tecniche. Per questo motivo è importante che gli Stati membri compiano ulteriori progressi nell’attuazione di questi strumenti”.Juhan Lepassaar, direttore esecutivo dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza, ha dichiarato: “La certificazione delle reti 5G emerge logicamente come la prossima tappa della strategia dell’UE per la cibersicurezza per il decennio digitale. La nuova iniziativa si basa sulle azioni già intraprese per attenuare i rischi connessi alla cibersicurezza della tecnologia 5G.”La richiesta di sviluppare il sistema è conforme al regolamento sulla cibersicurezza, che istituisce il quadro europeo di certificazione in materia, ed è stata annunciata anche nella nuova strategia dell’UE per la cibersicurezza per il decennio digitale. La Commissione adotterà presto il primo programma di lavoro progressivo dell’Unione per la certificazione della cibersicurezza. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza.

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Piano europeo di lotta contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La Commissione europea presenta il piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Muovendo da nuove tecnologie, ricerca e innovazione, il piano definisce il nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza, affrontando la malattia in tutte le sue fasi – dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto.Il piano si articola in quattro aree d’intervento fondamentali, nelle quali sono previste 10 iniziative faro e numerose azioni di supporto. Per realizzarle saranno attivati tutti gli strumenti di finanziamento della Commissione, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di € destinati ad azioni di lotta contro il cancro in provenienza dal programma EU4Health, da Orizzonte Europa e dal programma Europa digitale, solo per citarne alcuni.
Prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (affinché entro il 2040 la percentuale di popolazione che fa uso di tabacco sia inferiore al 5 %), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose. La campagna “HealthyLifestyle4All” promuoverà inoltre l’alimentazione sana e l’attività fisica. Per prevenire i tumori causati da infezioni, il piano punta a vaccinare almeno il 90 % della popolazione bersaglio di ragazze nell’UE e ad aumentare considerevolmente la copertura vaccinale dei ragazzi entro il 2030.
Individuazione precoce, migliorando l’accesso alla diagnostica e la sua qualità e appoggiando gli Stati membri di modo che entro il 2025 il 90 % della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del tumore al seno, del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi. A tal fine sarà proposto un nuovo programma di screening sostenuto dall’UE.Diagnosi e trattamento, mediante azioni volte a offrire una migliore assistenza integrata e completa e a correggere le disparità di accesso a cure e medicinali di alta qualità. Di qui al 2030 il 90 % degli aventi diritto dovrebbe avere accesso a centri nazionali integrati di cancerologia facenti parte di una rete UE. Entro la fine del 2021 sarà inoltre varata una nuova iniziativa di diagnosi e trattamento del cancro per tutti allo scopo di migliorare l’accesso a diagnosi e trattamenti innovativi, mentre un’iniziativa europea per comprendere il cancro (UNCAN.eu) aiuterà a individuare le persone ad alto rischio di sviluppare tumori comuni.Miglioramento della qualità della vita dei malati di cancro e dei sopravvissuti, compresi gli aspetti di riabilitazione e di possibile recidiva o metastasi, e misure per facilitare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo. Sarà avviata un’iniziativa a favore di una vita migliore per i malati di cancro incentrata sull’assistenza durante il follow-up.Per promuovere le nuove tecnologie, la ricerca e l’innovazione sarà inoltre creato un centro di conoscenze sul cancro, che aiuterà a coordinare le iniziative scientifiche e tecniche a livello dell’UE. Sarà varata un’iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori, tesa a sostenere lo sviluppo di strumenti computerizzati in grado di far progredire la medicina personalizzata e le soluzioni innovative. Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli nell’ambito di un’iniziativa per aiutare i bambini affetti da cancro, allo scopo di garantire che abbiano accesso a un’individuazione, una diagnosi, un trattamento e un’assistenza rapidi e ottimali. Per individuare tendenze, disparità e disuguaglianze tra Stati membri e regioni sarà infine istituito nel 2021 un registro delle disuguaglianze.

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Uso dei due anticorpi monoclonali anti-Covid delle americane Eli Lilly e Regeneron

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l’uso dei due anticorpi monoclonali anti-Covid delle americane Eli Lilly e Regeneron, per l’impiego in fase precoce in pazienti ad alto rischio. L’ok è stato dato ma con alcune condizioni, previste legge 219/2006 già utilizzata nel 2015 per l’Ebola, e per una categoria limitata di pazienti”, così Andrea Fiasconaro, consigliere del M5S Lombardia. “Seguo questo tema da tempo e ho depositato anche un’interrogazione in Regione. L’approvazione da parte di Aifa è sicuramente una buona notizia perché ora possiamo contare su un’altra arma di difesa contro il virus. Ora mi auguro che regione Lombardia sia tra le prime a utilizzarli per attuare, negli ospedali lombardi, la terapia con anticorpi monoclonali ‘in emergenza’ o per ‘uso compassionevole’”, conclude Fiasconaro.

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Vaccini anti-Covid, la bozza di accordo sul ruolo dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Dopo la “convenzione dei tamponi” del 2020 sarebbe già pronta una prima bozza di “convenzione dei vaccini anti-Covid 19” per i medici di famiglia. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il Commissario straordinario al Covid-19, Domenico Arcuri, ha incontrato le rappresentanze dei medici di medicina generale (non c’erano specialisti o pediatri): circa 60 mila unità potenziali da impiegare, contando medici di guardia servizi e 118, che avranno un ruolo fondamentale nella campagna aggiungendosi al drappello di 15 mila tra medici ed infermieri mobilitati dal bando nazionale del Commissario Arcuri e dai bandi regionali. Dalla riunione è uscita una bozza di protocollo quadro nazionale che è attualmente all’esame dei sindacati di categoria. Una volta approvato, l’accordo firmato andrebbe poi portato nelle varie regioni dove funzionerebbe da “addendum” agli accordi già siglati (come in Lombardia, Piemonte, Lazio) o farebbe da ossatura a nuove intese. Angelo Testa, presidente Snami, protagonista al tavolo (virtuale) insieme ai suoi colleghi di Fimmg, Smi, Cisl Medici-Intesa sindacale, ribadisce che tutte le sigle hanno dato una disponibilità di massima al coinvolgimento dei medici di medicina generale nel piano vaccinale, ovviamente a certe condizioni. «Ci è stato detto che il nostro apporto è importante per il paese, e siamo d’accordo. Ci sono dei temi da affrontare comunque. Intanto, per quanto riguarda la retribuzione, più del “quantum” sarebbe per noi interessante sapere che cosa si deve e si può fare a fronte del compenso, e dove. Ad esempio, abbiamo ribadito che nei nostri studi non si può conservare il vaccino Pfizer, e dovremmo alla fine utilizzare l’AstraZeneca che però al momento non offre abbastanza dati di efficacia sulla popolazione oltre i 55 anni». Il piano dovrebbe contenere l’indicazione di chi vaccinare, tra i destinatari probabili nella fascia sotto i 55 anni, secondo illazioni che fin qui non ci sono state confermate anche perché sul punto nella controparte si discute tuttora, ci sarebbe il personale della scuola e della pubblica amministrazione.
Testa si sofferma poi sul nodo dei locali, «la somministrazione non può essere fatta negli studi dei medici di famiglia posti in condomìni. Meglio i centri adibiti dalle Asl, con un’organizzazione amministrativa alle spalle. Per vaccinare ci vogliono pochi secondi, ma la permanenza dei pazienti nei locali sarebbe comunque prolungata da operazioni quali la raccolta del consenso informato, il cambio fiala tra due dosi, i 10 minuti che ci vogliono per vedere se si è verificato un eventuale effetto collaterale, e soprattutto la registrazione della vaccinazione nei portali delle Asl, indispensabile perché offre il polso dell’andamento della campagna vaccinale in tempo reale. In terzo luogo, si deve ipotizzare l’impatto della campagna sul lavoro quotidiano del medico di famiglia, che si stacca per vaccinare ma in quelle due tre ore le chiamate degli altri pazienti arrivano. In generale, bisogna quantificare la disponibilità reale di medici e di personale, oltre che dei locali: in una medicina di gruppo è più semplice, ma se a vaccinare un medico single non deve trovarsi di fronte limitazioni. Oggi sono tanti i medici single e tante sono le medicine che non possono contare su livelli di personale anche infermieristico adeguati perché le regioni hanno esaurito le disponibilità per gli incentivi, legate a tetti che rappresentano un “confine” tra realtà più e meno organizzate anche nell’ambito della stessa Asl. Infine -afferma il presidente Snami- più che chi fa il vaccino è importante che i vaccini siano disponibili in quantità adeguate e che siano utilizzati prontamente. Quello è il punto di svolta. E noi siamo qui».Mauro Miserendino fonte Doctor33

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Labomar: fatturato consolidato 2020 sale a €61,1 mln

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Labomar (AIM Ticker: LBM), azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale, ha chiuso il 2020 con un fatturato consolidato preliminare pari a circa 61,1 milioni di euro (a cambi costanti pari a circa 61,5 milioni di euro), in incremento del 26,3% (27,2% a cambi costanti) rispetto al fatturato consolidato realizzato nel 2019. Il dato 2020 include per la prima volta un intero anno di ricavi e marginalità della canadese ImportFab, acquistata nel mese di ottobre del 2019. Il fatturato della sola Labomar SpA nel 2020 è stato pari a circa 51,8 milioni di euro (+10,2% vs 2019).“Il 2020 è stato un altro anno di forte accelerazione per Labomar – ha spiegato l’AD e fondatore Walter Bertin – un anno non semplice, caratterizzato dall’emergenza Covid, che ci ha portato una volta di più a tirare fuori il meglio di noi. Nonostante qualche rallentamento temporaneo del mercato, abbiamo dimostrato la capacità di crescere anche in un contesto economico negativo capitalizzando il nostro patrimonio di esperienze e il know-how acquisito grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nel corso degli anni. La resilienza dell’azienda, la sua capacità di adattarsi e cavalcare i cambiamenti hanno consentito un robusto incremento del fatturato di cui siamo soddisfatti e orgogliosi. Il forte dinamismo di Labomar ci ha consentito, in un contesto complesso, al contempo di approcciare nuovi mercati e di consolidare le relazioni con i nostri clienti storici”. Il Consiglio di Amministrazione chiamato all’approvazione del progetto di Bilancio d’Esercizio 2020 sarà convocato per il 29 marzo.

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Sfide ambiziose per il nostro Paese per la crescita e lo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

In particolare, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura, per avere successo devono necessariamente prevedere specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”. Lo ha affermato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan.
“Purtroppo – ha aggiunto Mattioli – le dichiarazioni d’intenti del PNRR non trovano riscontro in azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo, al quale, sebbene rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica e sia notoriamente capital intensive, non vengono dedicate misure di sostegno. Gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel PNRR riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema”. “Inoltre, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi in quanto per le diverse misure di primo sostegno previste dalla manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 mancano ancora i decreti attuativi relativi all’estensione degli sgravi contributivi alle navi iscritte nel primo registro navale e al fondo per il ristoro delle perdite sofferte dalle navi passeggeri”.
“È necessario – ha affermato il presidente Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”. “Dato che la sfida della decarbonizzazione interessa tutto il trasporto, sia pubblico che privato, occorre
definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento ed adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, ed anche quella minore in crisi da anni, individuando strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato. Inoltre, occorre attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL. “Last but not the least – ha affermato il Presidente Mattioli – il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che si concluderà a breve dovrà naturalmente essere rivolto a quei soggetti utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia. Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento”.

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