Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

“Vendite massicce sul mercato obbligazionario: ci siamo?”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

A cura di Ella Hoxha, Senior Investment Manager, Andres Sanchez Balcazar, Head of Global Bonds di Pictet Asset Management. La pandemia ha spostato per sempre il baricentro dei tassi?Negli ultimi quarant’anni, i tassi d’interesse sono scesi incessantemente. Il COVID-19 invertirà anche questo trend, come ha fatto per molti altri? A prima vista, potrebbe sembrare di sì.Dopotutto, lo scoppio della pandemia ha causato una spesa senza precedenti da parte dei governi di tutto il mondo, a prescindere dalle loro reali possibilità, con la decisione drastica, presa nel giro di poche settimane, di un simultaneo allentamento monetario e fiscale. Alcuni Paesi sono prossimi ad adottare il tipo di finanziamento della spesa pubblica da parte delle banche centrali previsto dalla Teoria Monetaria Moderna, una misura fino a poco tempo fa ai margini del pensiero economico.Quindi, con capi di governo apparentemente disponibili a lasciar lievitare il debito pubblico, il mondo sta per entrare in una fase in cui i tassi di interesse e l’inflazione saranno molto più elevati? In breve: è davvero finita per le obbligazioni? Il dibattito sulla politica economica è cambiato; gli stimoli fiscali avranno un ruolo maggiore nel sostenere la crescita. Tuttavia, questo non significa necessariamente una maggiore inflazione e, nonostante la crescita tenda ad aumentare di pari passo con la crescita della spesa pubblica, tali effetti sono generalmente di breve durata.Cambieremmo idea sul tema “tassi bassi per lungo tempo” se a un certo punto la spesa fiscale venisse finanziata direttamente dalla stampa di moneta da parte delle banche centrali, aggirando i mercati e il settore finanziario. Ma, al momento, gli ostacoli legali sono ancora notevoli in molti Paesi e un cambiamento richiederebbe molto tempo.
Riteniamo anche di non aver visto un coordinamento sufficiente a giustificare un atteggiamento di cautela. Il Washington Consensus forse appartiene al passato, tuttavia ciò non significa che ci muoveremo esattamente nella direzione opposta. A nostro avviso, l’ipotesi che negli Stati Uniti i Democratici eserciteranno piena discrezionalità nei loro piani di spesa ci pare ottimistica. Il segmento più centrista del partito democratico è contrario alle pesanti spese fiscali e all’aumento delle imposte. Inoltre, la presenza del processo di ostruzionismo (che richiede una maggioranza del 60% del Senato per approvare una legge) significa che sarà difficile per Joe Biden ottenere l’approvazione in Senato per notevoli aumenti della spesa e che potrebbe dover far più ricorso a ordini esecutivi. Nel Regno Unito, l’allentamento dei cordoni della borsa da parte del Ministro del Tesoro non è stato accompagnato dalla promessa che questo atteggiamento andrà avanti per sempre. Infatti, il Ministro ha già parlato dei costi del COVID-19 e del congelamento degli stipendi nel settore pubblico. Nell’Europa continentale, nel frattempo, non abbiamo ancora assistito all’attuazione del piano fiscale comune, il cui ampliamento non è nemmeno preso in considerazione per il momento. Tutto ciò significa che le banche centrali continueranno a fare il lavoro pesante, offrendo un sostegno economico tramite il quantitative easing e sostenendo un’ulteriore offerta di obbligazioni emesse dagli emittenti sovrani. Secondo noi, quindi, i tassi rimarranno bassi ancora per un bel po’! (abstract)

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