Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 8 febbraio 2021

Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione – si legge nel documento presentato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia. Fra i punti principali, l’ANGI promuove una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.
Continua il documento, redatto dal Comitato Scientifico dell’ANGI, in particolare Gabriele Ferrieri, Carlo Prosperi, Miro Scariot, Alessandro Verrelli e Loredana Ricci –
La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”.Ulteriori proposte sono state presentate per la cultura, dove l’ANGI chiede lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.” By carlo prosperi
https://www.facebook.com/carlo.prosperi.3

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Cia, agricoltura e aree rurali siano protagoniste attive del piano di ripartenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Un piano di ripartenza che veda protagoniste l’agricoltura e le aree rurali dell’Italia. E’ quanto chiede Cia-Agricoltori italiani, al presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, nel primo giro di consultazioni con le parti sociali, previsto per i prossimi giorni. Per la rinascita del Paese c’è bisogno, prima di tutto, di attuare una vera stabilità politica e di varare le riforme necessarie per il rafforzamento dell’apparato produttivo. Con un’adeguata riscrittura del Recovery plan –sottolinea Cia- occorre rimettere in moto una rete di protezione sociale e ricreare nel Paese quel circolo virtuoso economico rimasto da troppo tempo bloccato.In questo momento serve, infatti, un piano di ripresa e resilienza che riprogetti il futuro –così come suggerito dalla confederazione nell’ultima assemblea nazionale Cia-, che includa gli investimenti per modernizzare la Pubblica amministrazione e le risorse da dedicare a sanità, infrastrutture e digitalizzazione. Cia auspica, inoltre, che al Governo si raccolgano le più alte competenze professionali per realizzare in tempi rapidi questo ambizioso programma economico, una volta sconfitto il virus con un piano vaccinale serio e credibile.‘’Il tema che abbiamo davanti -sottolinea il presidente Cia, Dino Scanavino- è il futuro dell’Italia. Gli investimenti sono fondamentali perché tutto il Paese, comprese le aree interne e svantaggiate, possano partecipare alla rinascita’’. Scanavino afferma, infine, come anche sul tema del lavoro “occorrano politiche attive efficaci, superando gli approcci assistenziali fin qui avuti. La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento, cogliendo le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green Deal europeo, dove l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista. Un percorso che Cia -conclude Scanavino- sta portando avanti con convinzione, nonostante le avversità determinate dalla pandemia’’.

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Speciale sanità. L’agenda Draghi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Dopo la “convenzione dei tamponi” del 2020 sarebbe già pronta una prima bozza di “convenzione dei vaccini anti-Covid 19” per i medici di famiglia. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il Commissario straordinario al Covid-19, Domenico Arcuri, ha incontrato le rappresentanze dei medici di medicina generale (non c’erano specialisti o pediatri): circa 60 mila unità potenziali da impiegare, contando medici di guardia servizi e 118, che avranno un ruolo fondamentale nella campagna aggiungendosi al drappello di 15 mila tra medici ed infermieri mobilitati dal bando nazionale del Commissario Arcuri e dai bandi regionali. Dalla riunione è uscita una bozza di protocollo quadro nazionale che è attualmente all’esame dei sindacati di categoria. Una volta approvato, l’accordo firmato andrebbe poi portato nelle varie regioni dove funzionerebbe da “addendum” agli accordi già siglati (come in Lombardia, Piemonte, Lazio) o farebbe da ossatura a nuove intese.”Angelo Testa, presidente Snami, protagonista al tavolo virtuale insieme ai suoi colleghi di Fimmg, Smi, Intesa sindacale (sigla che a sua volta comprende Cisl, Cgil, Simet, Sumai), che tutte le sigle hanno dato una disponibilità di massima al coinvolgimento dei medici di medicina generale nel piano vaccinale, ovviamente a certe condizioni. «Ci è stato detto che il nostro apporto è importante per il paese, e siamo d’accordo. Ci sono dei temi da affrontare comunque. Intanto, per quanto riguarda la retribuzione, più del “quantum” sarebbe per noi interessante sapere che cosa si deve e si può fare a fronte del compenso, e dove. Ad esempio, abbiamo ribadito che nei nostri studi non si può conservare il vaccino Pfizer, e dovremmo alla fine utilizzare l’AstraZeneca che però al momento non offre abbastanza dati di efficacia sulla popolazione oltre i 55 anni». Il piano dovrebbe contenere l’indicazione di chi vaccinare, tra i destinatari probabili nella fascia sotto i 55 anni, secondo illazioni che fin qui non ci sono state confermate anche perché sul punto nella controparte si discute tuttora, ci sarebbe il personale della scuola e della pubblica amministrazione.Testa si sofferma poi sul nodo dei locali, «la somministrazione non può essere fatta negli studi dei medici di famiglia posti in condomìni. Meglio i centri adibiti dalle Asl, con un’organizzazione amministrativa alle spalle. Per vaccinare ci vogliono pochi secondi, ma la permanenza dei pazienti nei locali sarebbe comunque prolungata da operazioni quali la raccolta del consenso informato, il cambio fiala tra due dosi, i 10 minuti che ci vogliono per vedere se si è verificato un eventuale effetto collaterale, e soprattutto la registrazione della vaccinazione nei portali delle Asl, indispensabile perché offre il polso dell’andamento della campagna vaccinale in tempo reale. In terzo luogo, si deve ipotizzare l’impatto della campagna sul lavoro quotidiano del medico di famiglia, che si stacca per vaccinare ma in quelle due tre ore le chiamate degli altri pazienti arrivano. In generale, bisogna quantificare la disponibilità reale di medici e di personale, oltre che dei locali: in una medicina di gruppo è più semplice, ma se a vaccinare un medico single non deve trovarsi di fronte limitazioni. Oggi sono tanti i medici single e tante sono le medicine che non possono contare su livelli di personale anche infermieristico adeguati perché le regioni hanno esaurito le disponibilità per gli incentivi, legate a tetti che rappresentano un “confine” tra realtà più e meno organizzate anche nell’ambito della stessa Asl. Infine -afferma il presidente Snami- più che chi fa il vaccino è importante che i vaccini siano disponibili in quantità adeguate e che siano utilizzati prontamente. Quello è il punto di svolta. E noi siamo qui». By Mauro Miserendino fonte Doctor33

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Il G30 e le imprese insolventi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Il 2021 potrebbe essere il vero ”annus horribilis”. Lo sarà quasi certamente per per centinaia di migliaia, se non milioni, di imprese a livello mondiale, in particolare nei paesi cosiddetti avanzati. In Italia tutti temono la scadenza di fine marzo, quando molte aziende, piccole e medie, dovranno fare i conti soprattutto con i loro debiti e quando dovrebbe finire il blocco dei licenziamenti. Finora è intervenuta la rete di salvataggio della cassa integrazione per milioni di lavoratori. Anche se gli aiuti di Stato dovessero essere prolungati, e tutti se lo augurano in questo momento, il problema, comunque, si presenterà con più forza qualche mese dopo. La realtà brutale dei fatti è che siamo di fronte, anche in casa nostra, al pericolo di licenziamenti massicci e di fallimenti di imprese con dei numeri mai visti dopo la seconda guerra mondiale. La pandemia ha creato una crisi di insolvenza per mancanza di mercato e di introiti e una montagna di debiti impagabili, i cosiddetti non performing loans. “Questa crisi di solvibilità differisce nettamente dalla crisi finanziaria globale (2007-8), incentrata sul sistema finanziario e sui problemi di liquidità”. Lo afferma anche lo studio “Reviving and Restructuring the corporate sector post-Covid”, (rivitalizzare e ristrutturare il settore delle imprese dopo il Covid), recentemente preparato da un’organizzazione molto influente ma ancora poco conosciuta, il Gruppo dei Trenta.Il G30 è un’organizzazione internazionale privata formata da trenta tra i più influenti finanzieri ed economisti a livello mondiale. Fu creata alla fine degli anni Settanta dalla Fondazione Rockefeller, gestita dal noto banchiere americano. Ha sempre avuto l’obiettivo di analizzare le questioni economico-finanziarie più rilevanti, in particolare quelle relative ai mercati dei capitali e dei cambi. Oggi, oltre a numerosi ex governatori di banche centrali, annovera anche Mario Draghi, come senior member molto attivo. Il rapporto citato è stato redatto proprio sotto la sua supervisione. Lo studio evidenzia la tendenza molto pericolosa dell’aumento del cosiddetto “corporate debt”, il debito delle imprese, ben prima della crisi pandemica, che, ovviamente, lo ha molto esacerbato. Il debito del settore corporate non finanziario globale è passato dal 73% del pil mondiale del 2007 al 91% dell’inizio del 2020. Ciò sta a indicare che molte economie erano molto più vulnerabili agli stress finanziari, già prima delle crisi da Covid. In generale, all’inizio della pandemia, anche il debito pubblico globale era di molto più grande rispetto a quello del 2007.Se si confrontano due periodi, quello del 2005-7 con quello del 2017-19, si vede che, a livello globale, la crescita del volume del private equity e del debito privato ha superato del 51% la crescita del pil, passando da 58 a 88 trilioni di dollari.Il rapporto del G30 evidenzia come siano le pmi a correre il maggiore rischio di default. Subiscono maggiori pressioni finanziarie delle grandi corporation e hanno, al tempo stesso, minori opzioni di finanziamento: dipendono largamente dal settore bancario a cui hanno già conferito notevoli garanzie personali a copertura dei crediti ottenuti. Esse sono, però, il pilastro portante dell’occupazione nel mondo. Negli Stati Uniti, per esempio, nel 2016 le imprese con meno di 500 addetti rappresentavano il 47% della forza lavoro del settore privato. In Europa, e soprattutto in Italia, si sa che questa percentuale è di gran lunga più grande. Che fare allora? Il G30 apprezza che a ottobre 2020 gli stimoli fiscali globali dei governi siano stati pari a 12.000 miliardi di dollari. Il Giappone, per esempio, ha approvato un pacchetto fiscale pari al 21% del suo pil! Di conseguenza, vi è un certo ruolo da parte dello Stato, il cui intervento, però,si sostiene, “non deve essere eccessivo“. Anzi si suggerisce di non “guadagnare semplicemente tempo concentrandosi sulla liquidità” da far affluire al sistema, ma di “utilizzare le competenze del settore privato per valutare la redditività delle imprese”. In breve, il G30 teme che una politica pubblica di aiuti troppo accomodanti potrebbe favorire la crescita delle cosiddette “imprese zombie”, cioè quelle aziende decotte che non sono in grado di coprire finanche gli interessi sui debiti con i profitti correnti. Queste, mantenute in vita da sussidi e nuovi crediti distribuiti a pioggia, senza un più ferreo controllo, rappresenterebbero un fardello e una minaccia ai settori dell’economia ben funzionante. Si rileva, invece, che la situazione “potrebbe richiedere una certa quantità di “distruzione creativa”. Si propone la creazione di istituti ad hoc, delle bad bank, per raccogliere i debiti corporate inesigibili. Non è detto, ma forse è proprio qui che gli esperti del G30 vedrebbero volentieri il contributo dello Stato. Il che suscita più di qualche perplessità. Nel documento è evidente una forte contraddizione. Si sottolinea più volte il timore che la crisi di insolvenze possa colpire anche il settore finanziario, per cui si ripete con forza che “il governo potrebbe dover intervenire per proteggere o rafforzare la capacità del settore finanziario di sostenere la ripresa economica”. Il rischio, o meglio la certezza, di una massiccia disoccupazione di massa, con evidenti e pericolose derive sociali, è, invece, sbrigativamente affrontata con generici riferimenti a riqualificazioni e trasferimenti di lavoratori. Ciò la dice lunga circa l’ottica nella quale anche il G30 si muove.In conclusione il documento del G30 non è per niente innovativo. Anzi dimostra come l’approccio non sia mai cambiato, sia dopo la Grande Crisi, sia nel mezzo della crisi pandemica. Questo è il vero problema che ci trasciniamo da troppo tempo. Certo, il Covid ha aggiunto crisi su crisi.Secondo noi, però, la riforma finanziaria e una nuova architettura globale più giusta e multipolare, se non ora, quando? Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Emergenza pandemica e Recovery Fund

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione – si legge nel documento presentato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia. Fra i punti principali, l’ANGI promuove una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.
Continua il documento, redatto dal Comitato Scientifico dell’ANGI, in particolare Gabriele Ferrieri, Carlo Prosperi, Miro Scariot, Alessandro Verrelli e Loredana Ricci –
La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Ulteriori proposte sono state presentate per la cultura, dove l’ANGI chiede lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.”

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21ª Giornata di Raccolta del Farmaco

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Anche quest’anno, la GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco, si farà. Durerà una settimana, da martedì 9 a lunedì 15 febbraio. Nelle oltre 5.000 farmacie che aderiscono in tutta Italia (riconoscibili perché espongono la locandina dell’iniziativa e il cui elenco è consultabile su http://www.bancofarmaceutico.org), sarà chiesto ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per i bisognosi. I farmaci raccolti (541.175 nel 2020, pari a 4.072.346 euro) saranno consegnati a oltre 1.800 realtà assistenziali che si prendono cura delle persone indigenti, offrendo loro, gratuitamente, cure e medicinali. Si invitano i cittadini ad andare appositamente in farmacia per donare un farmaco.La GRF si volge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio di Aifa e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia – Industrie Farmaci Accessibili, Federsalus e BFResearch. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell’iniziativa. La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici, Teva ed EG Stada Group, e al sostegno di DOC Generici, Zentiva, DHL Supply Chain e Piam Farmaceutici. La Giornata è supportata da Responsabilità Sociale Rai, Mediafriends, La7, Sky per il sociale, e Pubblicità Progresso.L’iniziativa è possibile grazie al sostegno di oltre 17.000 farmacisti, titolari e non che, oltre ad ospitare la GRF, la sostengono con erogazioni liberali. Anche quest’anno, l’iniziativa sarà supportata da oltre 20.000 volontari. Se l’evoluzione della pandemia e le norme in vigore lo consentiranno, staranno fuori dalle farmacie (un solo volontario per farmacia, condizioni climatiche permettendo) per invitare i cittadini a donare un farmaco. Se le condizioni non lo consentiranno, forniranno un supporto attraverso attività di call center.Quest’anno, la GRF si farà non solo nonostante la pandemia, ma a motivo della pandemia: a causa della crisi economica innescata da quella sanitaria, tante persone hanno perso il lavoro, chiuso la propria attività o subito una riduzione del proprio reddito. Chi, poi, era già povero è stato spinto in una condizione di ulteriore marginalità.Nel 2020, 434.000 persone indigenti hanno avuto bisogno di medicinali, ma non hanno potuto acquistarli per ragioni economiche. 173.000 di essi hanno rinunciato a curarsi perché – impauriti dal Covid – non hanno chiesto aiuto agli enti assistenziali. Oppure, hanno chiesto aiuto ma, in molti casi, gli enti che fornivano loro sostegno, avevano subito l’impatto della pandemia: il 40,6% ha sospeso alcuni servizi. Il 5,9% ha chiuso e non ha ancora riaperto. Gli indigenti, quindi, sono stati ulteriormente deprivati della necessaria protezione sociale. Non bisogna dimenticare che, chi è povero, può spendere, per le medicine, circa ¼ rispetto al resto della popolazione: solo 6,38 euro al mese, contro 28,18 euro. (Fonte: 8° Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico).

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Le proposte del Recovery Fund in Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione – si legge nel documento presentato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia. Fra i punti principali, l’ANGI promuove una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.
Continua il documento, redatto dal Comitato Scientifico dell’ANGI, in particolare Gabriele Ferrieri, Carlo Prosperi, Miro Scariot, Alessandro Verrelli e Loredana Ricci –
La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”.Ulteriori proposte sono state presentate per la cultura, dove l’ANGI chiede lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.”

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“Notizie dal mondo” di Paulette Jiles

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Tratto dall’omonimo bestseller candidato al National Book Award di Paulette Jiles, il film Notizie dal mondo, diretto da Paul Greengrass, nasce da una semplice considerazione: “Ormai quando guardi i tuoi figli pensi che ci sia bisogno di un mondo meno diviso perché ci sia futuro. Ed è per questo che ho fatto questo film. Volevo – sottolinea Greengrass – che Notizie dal mondo fosse per famiglie, il mio personale film per le famiglie.”Texas, 1870. All’indomani della Guerra civile, l’anziano capitano Jefferson Kidd, veterano di guerra e stampatore in pensione, si guadagna da vivere spostandosi da una città all’altra e leggendo ad alta voce i giornali per un pubblico pagante e affamato di notizie dal mondo.Un giorno, a Wichita Falls, Kidd viene avvicinato da Britt Johnson, un nero libero che fa il trasportatore. Sul suo carro c’è una bambina di una decina d’anni, vestita alla maniera Comanche con una tunica di pelle di daino con quattro file di denti d’alce cuciti sul petto. I capelli sono del colore dello zucchero d’acero, con una penna d’aquila e due piumini legati a una ciocca, e gli occhi, azzurrissimi, di una bambola di porcellana.Western mozzafiato, Notizie dal mondo è la storia di una toccante amicizia, un potente romanzo sull’universale sentimento dell’onore e della fiducia, al di là delle differenze di popoli e di culture.

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Gli Stati Uniti e il conflitto in Yemen. La posizione dell’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

L’amministrazione Biden ha annunciato che intraprenderà misure concrete per porre fine alla partecipazione degli Stati Uniti al conflitto in Yemen, che si trascina da quasi sei anni, facendo precipitare il Paese nella peggiore crisi umanitaria del mondo e richiedendo il tributo delle vite di innumerevoli civili, che sono stati presi di mira da tutte le parti in conflitto. Migliaia di bambini sono stati uccisi o feriti e le armi di fabbricazione americana hanno contribuito alla violenza. L’annuncio è stato accolto con grande plauso da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Una decisione che si aggiunge a quella presa qualche giorno fa dal Governo italiano di fermare l’export di bombe d’aereo e missili verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che sarebbero state poi utilizzate nel conflitto in Yemen. Anche in Italia con un atto di portata storica – dopo 30 anni dall’entrata in vigore della Legge 185 del 1990 sull’export di armi – uno degli ultimi provvedimenti del Governo Conte è stato proprio quello di revocare le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e rinnovare la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi. Questo risultato è stato accolto con grande soddisfazione da Save the Children Italia, che insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo e numerose altre organizzazioni, è da anni impegnata in una campagna per questo stop alle esportazioni di armi. Una decisione – sottolinea l’Organizzazione – che ha posto fine alla possibilità che migliaia di ordigni fabbricati in Italia possano colpire strutture civili, causare vittime tra la popolazione o possano contribuire a peggiorare la già grave situazione umanitaria nel Paese.

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Le novità fiscali per il 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Superbonus al 110% per il rivestimento termico degli edifici d’abitazione da inserire tra gli oneri deducibile; indicazione del premio-Covid in un riquadro ad hoc nella dichiarazione dei redditi; e infine novità sulle imposte di bollo per chi fa tante fatture elettroniche. Ecco le prime novità fiscali del 2021.
Ristori e rottamazioni- Con lo scostamento di bilancio da 32 miliardi, si pensa di attenuare l’impatto delle cartelle esattoriali sulle categorie più colpite dal Covid diluendole su 2 anni con una spesa di 2 miliardi. Il Decreto ristori quinquies in uscita entro fine gennaio, dovrebbe impegnare 7-8 miliardi per venire incontro ai redditi più falcidiati e 5 per consentire la sospensione delle tasse. Il superamento dell’attuale classificazione dei fruitori dei ristori in base ai codici Ateco dovrebbe far sì che nell’accesso d’ora in poi siano inclusi anche i professionisti iscritti a casse previdenziali autonome. E’ in vista anche l’esonero di questi stessi lavoratori autonomi dal versamento dei contributi previdenziali in caso di crollo del fatturato ma a quanto pare entro un tetto di reddito di 50 mila euro. Il Decreto ristori precedente (quater) ha intanto rinviato al 30 aprile i versamenti del secondo acconto Irpef, Ires e Irap a professionisti ed imprese con ricavi entro i 50 milioni nel 2019 che, a prescindere dal colore della zona in cui si trovino, abbiano subito una perdita di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima e per i soggetti operanti nei settori economici danneggiati e “ristorati”. Inoltre, ha sospeso i versamenti di ritenute, Iva e contributi previdenziali di dicembre dei dipendenti e i versamenti di tasse e contributi per aziende con perdita di fatturato la cui gravità va individuata con nuovo decreto. Il decreto ristori quinquies in arrivo sgancerebbe i bonus dall’andamento della pandemia nelle regioni (zone rosse e relative chiusure) e li attribuirebbe ai danneggiati indipendentemente dalla collocazione geografica; estenderebbe il contributo a fondo perduto ai professionisti iscritti a Casse previdenziali private; infine rottamerebbe le cartelle esattoriali o ne diluirebbe i ritmi d’invio.
Iva e crediti d’imposta – Da inizio anno torna l’Iva, stavolta al 5% sui dispositivi di protezione (mascherine, guanti, camici) poiché il benefit del decreto Rilancio non è stato prorogato; in ogni caso fino a maggio 2020 l’Iva era del 22%, qualche risparmio c’è, su una spesa che per i soli dentisti nel 2020 sarebbe intorno a 80 milioni di euro, il quadruplo di un anno prima. La Finanziaria 2021 ha peraltro consolidato un quadro in cui coesistono tre crediti d’imposta al posto del super-ammortamento al 140% del costo del bene e dell’iper-ammortamento per le tecnologie digitali. Le imprese possono godere di un credito del 40% per investimenti in macchine – diagnostica o cad-cam per i dentisti – interconnesse con sistema logistico dello studio, gestionale del medico e sw del fabbricante fino a 2,5 milioni di euro (codice 6936) e del 15% del costo per software funzionali ai processi di trasformazione 4.0 entro un tetto di 700 mila euro di investimento (codice 6937). I professionisti insieme alle imprese possono fruire di un credito d’imposta pari al 6% entro un esborso massimo da 2 milioni di euro (codice 6935). Il credito si può portare in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, dall’anno successivo a quello di entrata in funzione. Si riferisce agli acquisti di specifici beni strumentali effettuati a partire dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, o entro il 30/6/2023 ove al 31 dicembre 2022 si siano pagati acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Imposta di bollo – Ove il professionista dovesse emettere fatture elettroniche nel sistema Sdi, ad esempio come fornitore di terzi, l’imposta di bollo è liquidata a mezzo F24 come nel 2020 con scadenze 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio. Se l’importo dovuto non supera i 250 euro si può versare per i primi due trimestri entro il termine previsto del terzo trimestre. Se l’importo del primo trimestre è inferiore ai 250 euro si potrà versare entro il termine del secondo. Se il Fisco rileva problemi nel versamento dovuto per le fatture inviate via Sdi, comunica al contribuente l’imposta, la sanzione ridotta ad un terzo e gli interessi dovuti. Ove il contribuente non paghi entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, è iscritto a ruolo. Atteso un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Invio dati fatture – Ricordiamo infine che l’obbligo di dotarsi da quest’anno di un gestionale per l’invio mensile delle fatture è stato rinviato all’ultimo al 31 luglio da un decreto del ministero dell’Economia (29/1), che ha reso la spedizione semestrale. Per spedire le fatture 2020 il termine resta l’8 febbraio. By Mauro Miserendino fonte: DoctorNews33

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Sanità Regione Lazio: assunzioni ferme al palo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

La Regione Lazio ha sospeso le assunzioni nella Sanità? Così sembra. Le ultime chiamate a tempo indeterminato degli infermieri idonei della graduatoria del Sant’Andrea risalgono al 4 dicembre 2020. L’avviso pubblico per OSS, emesso in tutta fretta i primi di dicembre, dalla ASL RM2 non ha prodotto ancora nessuna graduatoria. La graduatoria degli autisti soccorritori vincitori del concorso di Ares 118 è uscita da qualche giorno e ancora non è stata attivata e approvata dalla Regione.L’attuazione dell’infermiere di comunità, votato dalla Commissione Salute a metà dicembre, è ferma a prendere polvere in attesa dell’approvazione e della copertura economica in Commissione Bilancio e, visti i tempi biblici della burocrazia, l’iter prima di agosto non sarà concluso. La figura è stata approvata dal governo con il decreto “Cura Italia” a marzo 2020… un anno fa! Però alcune ASL stanno chiamando da avvisi pubblici per emergenza Covid con massimo contrattuale di 12 mesi di contratto, oltre gli infermieri “vaccinatori” affidati dal commissario Arcuri a cinque agenzie interinali immettendo nuove sacche di precariato nel servizio sanitario.La sensazione che abbiamo è che ci sia un blocco volontario delle assunzioni nella sanità pubblica da parte della Regione Lazio. Non vorremmo che i soggetti privati che fino ad ora hanno lucrato sulla sanità e su lavoratori e lavoratrici possano aver esercitato una qualsivoglia pressione temendo di veder lesi i propri interessi economici. Non possiamo permettere che la scelta di riqualificare la sanità pubblica, appena iniziata nella Regione Lazio, venga bruscamente interrotta. Non ci stancheremo mai di dirlo, dove c’è precariato tutto è precario.

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Agcom: nuove misure per blocco servizi premium

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, all’esito di una consultazione pubblica, ha approvato le nuove regole per il blocco e l’attivazione di tutti i servizi premium in abbonamento forniti sia attraverso SMS/MMS, sia tramite connessione dati su reti mobili.”Ottima notizia, accolte le nostre richieste. Finalmente sono state introdotte misure, come quella del blocco sulle Sim, che tutelano i consumatori da operatori poco trasparenti che mirano ad attivare servizi non richiesti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Un passo avanti importante a difesa dei diritti degli utenti che arriva dopo una lunghissima battaglia” conclude Dona.

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Ladispoli: Erosione zona costiera

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Ladispoli (Roma) “Per la salvaguardia delle coste laziali nulla di efficace e duraturo è stato prodotto dall’Amministrazione Zingaretti. Troppi soldi pubblici sono stati sprecati per inutili ripascimenti subito spazzati via dalle onde. Particolarmente critica la situazione di Ladispoli colpita da violente e frequenti mareggiate che le hanno strappato gran parte dell’arenile.La spiaggia della cittadina balneare è minacciata costantemente anche dalle piene dei fiumi naturali, che vi depositano ingenti quantità di detriti a causa di una mancata e tempestiva manutenzione degli alvei dei corsi d’acqua.Come opportunamente rileva il vicesindaco e Assessore al Demanio Marittimo e Fluviale Pierpaolo Perretta, di fronte all’entità e alla gravità di questo attacco all’ambiente, non è né giusto né logico lasciare all’amministrazione e alla cittadinanza di Ladispoli l’onere della pulizia e dello smaltimento dei rifiuti, la cui provenienza non può collegarsi al territorio comunale. Lo stesso discorso va fatto per gli altri Centri litoranei del Lazio soggetti ad eventi naturali che infieriscono sulle spiagge. Nello specifico il fenomeno dell’erosione costiera va affrontato in maniera strutturale e concreta cominciando con l’effettuare uno studio scientifico sulle correnti marine per elaborare un progetto risolutivo, che può essere finanziato attingendo ai Fondi Ue destinati al contrasto del fenomeno. Per dare ulteriore spinta alle iniziative del vicesindaco di Ladispoli Pierpaolo Perretta, dell’assessore al Commercio Francesca Lazzeri e dei consiglieri comunali Fdi, Marchetti e Marongiu, abbiamo richiesto la convocazione Commissione Regionale Tutela del Territorio e l’’audizione del sindaco e del vicesindaco di Ladispoli.” Così in un comunicato Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Governo Draghi: La soluzione è il modello Ciampi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Esiste una soluzione in fondo al tunnel della crisi che può dare a Draghi il sostegno di tutte le forze parlamentari e presiedere un vero governo di unità nazionale per la gestione collegiale del Recovery Plan e del piano di vaccinazione per sconfiggere la pandemia ed è la stessa che vide protagonista un suo autorevolissimo predecessore: Carlo Azeglio Ciampi. Nel 1993 il governatore della Banca d’Italia fu chiamato dal presidente Scalfaro a traghettare la nazione in una fase drammatica, allora travolta da tangentopoli, alle elezioni anticipate che si svolsero nel 1994. Rimase in carica pochi mesi, il tempo di far approvare dal Parlamento la legge elettorale, guarda caso scritta da Mattarella (incredibile congiuntura astrale), per poi diventare qualche anno dopo Capo dello Stato. Oggi l’emergenza è la pandemia, ma la soluzione è la stessa: esecutivo a termine fino alle elezioni anticipate, perché i governi di legislatura devono essere legittimati dal voto popolare. In nessuna democrazia occidentale è mai capitato il contrario. Sono cose che si vedono solo in Italia, da quando cioè Lamberto Dini, ministro del governo Berlusconi, divenne presidente del Consiglio grazie al sostegno degli eredi del Pci. Il centrodestra sfidi compatto la maggioranza uscente su questa linea chiara e trasparente. Tutti convergano su un governo non di parte che ci conduca entro il semestre bianco a libere elezioni”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Fratelli D’Italia dice No al governo Draghi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Fratelli d’Italia non intende essere complice della nuova maggioranza cui il presidente incaricato Mario Draghi intende dar vita. Per noi l’unica strada da seguire è quella del ritorno alle urne per dare all’Italia una maggioranza coesa e un governo forte. Non siamo disponibili per maggioranza arraffazonate di cui abbiamo fino ad ogni visto gli esiti, in un contesto di mancanza di visioni comuni, attaccamento alla poltrona e svilimento della politica. Faremo un’opposizione patriottica e valuteremo, come abbiamo sempre fatto, ciò che sarà utile all’Italia volta per volta”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra. E il senatore Luca Ciriani soggiunge:”A Mario Draghi abbiamo ribadito che non c’è alcun pregiudizio di carattere personale, ma rimaniamo dell’idea che dopo l’esperienza del governo giallorosso l’unica alternativa sia quella di tornare quanto prima al voto perché solo dal voto può nascere una maggioranza coesa e un governo forte di cui questo Paese ha assolutamente bisogno. Abbiamo già avuto l’esperienza negativa del governo gialloverde e poi quello giallorosso che è finito in maniera vergognosa. E abbiamo sempre detto che siamo alternativi al centrosinistra, promettendo ai nostri elettori che mai avremmo governato col Pd e col M5S. Non si tratta soltanto di coerenza verso gli elettori, ma c’è anche un problema di funzionalità, perchè un governo che mette insieme pezzi di centrodestra e pezzi di centrosinistra non funzionerebbe. Nutriamo, infatti, molti dubbi che la maggioranza che il presidente Draghi si appresta a varare possa governare con efficacia, perché metterà inevitabilmente insieme partiti che non hanno nulla a che spartire. Saremo, quindi, all’opposizione di questa maggioranza contraddittoria, ma come abbiamo sempre detto avremo come obiettivo principale la tutela degli interessi della Nazione e degli italiani”.

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Archeologia marina in diretta

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Con il 5° WeBinar l’evento è stato organizzato da Archeoclub d’Italia, nell’ambito del Giubileo di Archeoclub d’Italia. In questo momento, in diretta sulla pagina facebook Facebook , questa volta sul tema specifico dei beni sommersi e del loro restauro. Archeoclub d’Italia dispone di una struttura specialistica “Marenostrum” che si occupa di beni emersi e sommersi costieri sia sotto l’aspetto della conoscenza, studio e ricerca, ma anche della valorizzazione, salvaguardia e promozione. Valutando anche il contesto associato ai fenomeni erosivi e che sono tra le cause principali della perdita, in questi casi, della memoria storica. Marenostrum da più anni si occupa di un progetto di ricerca autorizzato dalla Soprintendenza competente, con l’Università Iulm di Milano e proprio dalle attività di studi, ricerche e divulgazione ottenne, nel 2014, il riconoscimento del Presidente della Repubblica con una medaglia per l’alto valore scientifico e divulgativo degli eventi organizzati dalla struttura specialistica”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia che oggi conta 150 sedi e 5000 soci in tutta Italia, aprendo poco fa il WeBinar “Il Restauro in ambiente sommerso” con Filippo Avilia, docente di Archeologia Subacquea presso l’Università IULM di Milano, Luigi Fozzati, docente di Archeologia Marittima presso l’Università di Venezia, Rosalba Panvini, professoressa di Metodologia della Ricerca Archeologica presso l’Università di Catania. La diretta sarà sulla pagina Facebook Archeoclub d’Italia Italia

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Crisi di governo e critiche alla Meloni

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Lo spettacolo che si sta dando in queste ore è stucchevole, alla faccia di quel pluralismo tanto decantato e quasi mai praticato da una presunta intellighenzia che ora sbatte i tacchi e si crogiola in un unanimismo pro-Draghi acritico e stucchevole. Mi riferisco alla modalità con cui taluni commentatori stanno trattando Fratelli d’Italia e la sua leader, colpevoli di voler difendere quelle prerogative applicate in tutte le democrazie occidentali tranne che in Italia, dove i premier vengono indicati direttamente oppure scelti dai partiti dopo le elezioni politiche e tra coloro che hanno ottenuto un consenso dai cittadini.Cosa c’è di non condivisibile? Forse la grave situazione sanitaria ed economica richiede un intervento eccezionale? Bene, Giorgia Meloni ha chiesto che Draghi guidasse un governo a tempo che portasse alle elezioni anticipate prima del semestre bianco occupandosi proprio del Recovery Plan e del piano vaccinale per poi riconsegnare il suo mandato. Una proposta saggia su cui ogni forza politica che avesse a cuore la nazione la democrazia avrebbe dovuto convenire.E comunque chi ama davvero la democrazia sa che l’opposizione è fondamentale quanto la maggioranza, forse di più. Quindi riconoscere un doppio valore al comportamento lineare di Fratelli d’Italia dovrebbe essere quasi scontato e invece si inizia a richiudere intorno a noi la morsa della demonizzazione, come se non si conoscesse la nostra storia e non si sapesse che tali atteggiamenti servono solo a rinsaldarci e a consegnarci nuovi consensi. Contenti voi…”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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