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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Mario Tassone: l’incarico a Mario Draghi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Il presidente della Repubblica Mattarella ha agito nell’interesse del Paese affidando a Mario Draghi l’incarico di formare il governo. Si apre uno scenario nuovo? Finiranno le contorsioni e le acrobazie di una legislatura dove la non politica ha prevalso? Certo l’incarico a Mario Draghi, personaggio di indiscutibili capacità, offre una opportunità alla comunità nazionale perché esca dall’abulia della resa morale e civile. È necessario ripensare a tutti questi anni in cui un tarlo ha corroso le fondamenta della repubblica. Molte complicità, molte pigrizie, molte rinunzie hanno favorito la democrazia dei leader, capi circondati non da un popolo decidente ma osannante. Partiti, associazioni sociali e culturali sono stati piegati all’irrilevanza del tramonto. Oggi Draghi può essere la cesura a un lungo arco temporale dove principi, esperienze umane condivise si sono stemperate e dileguate. Si può riprendere il cammino interrotto con un colpo di mano e una resa senza combattere negli anni ‘92-93. Ma non è tutto nelle mani del presidente del consiglio incaricato ma è anche in quelle del popolo che deve ritrovare il coraggio per difendere dignità e storie manomesse. Il 2018 la stragrande degli elettori italiani votò per il progetto del VFC di Grillo. Ecco i risultati! La gente non può essere incolpevole per principio. Oggi vanno tutti verso Draghi: i soliti trapezisti, gli impenitenti servi dalle fastose livree che hanno sempre offeso e sporcate le nostre storie migliori. Sono tutti con Draghi per continuare a esistere e “agire” a tempo debito. Abbiamo visto in questi giorni, in Tv, personaggi parlare con tono greve, pensoso da statista…erano i “ragazzi” reclutati da Palazzo Chigi per trasformare un ramo del parlamento in un mercato. Una brutta sporca vicenda dove non è giusto stendere veli. Draghi varerà il “suo” governo. Non ci si illuda che è una parentesi. L’ex presidente della Bce è come un antico console romano chiamato a salvare la repubblica minacciata da troppe conflittualità. Non dunque una parentesi ma una possibile soluzione alla crisi del sistema: ritrovare la Politica, salvare la democrazia lasciata in ostaggio per troppo tempo agli azionisti di un “mondo” senza memorie e idee!

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