Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 10 febbraio 2021

Il manifesto degli sdebitisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

di Marco Della Luna. Le false dottrine sulla scarsità della moneta (che oggi al contrario, essendo sganciata dall’oro, è solo un simbolo numerario, quindi senza costi né limiti di produzione, ma vincolata solo alla bontà del suo impiego), le ricette di pareggio forzato di bilancio, imposte persino nella recessione, manifestano i loro effetti in Europa: 2,3% di crescita demografica dal 2010 al 2018 nonostante l’immigrazione, contro il 22% del Nord America, del Sud America, il 30% dell’Oceania, il 56% dell’Africa, il 32% dell’Asia.
Le predette dottrine della scarsità e della cinghia tirata hanno l’effetto e probabilmente anche lo scopo di causare depressione psichica collettiva, rassegnazione, sfiducia nel futuro, in quanto il denaro scarseggia – ma scarseggia perché lo fanno scarseggiare: in Italia segnatamente è un terzo di quello disponibile pro capite in Olanda, metà di quello disponibile pro capite in Francia, quindi la gente tende al risparmio, a restringersi, nella riproduzione come nei consumi, nell’impegno politico, onde la depressione, il calo della domanda interna, l’invecchiamento della popolazione.Una reazione a questo deliberato schiacciamento monetario della gente da parte delle élites, è la creazione della moneta scritturale popolare, per pagare i debiti verso le banche e il fisco. Creando moneta scritturale la gente fa esattamente quello che fanno le banche, senza autorizzazione di legge. Le banche la creano e se la mettono in cassa senza contabilizzare questa entrata di cassa della moneta che poi prestano o usano per investimenti e spese. In tal modo creano un matematico squilibrio tra l’ammontare complessivo dei debiti e la liquidità disponibile, che rende i debiti inevitabilmente non pagabili, imprigiona le persone, le ditte, gli stati in un indebitamento maligno ed indefinitamente crescente. Reagire creando moneta scritturale per liberarsi da tale indebitamento è legittima difesa e, insieme, un messaggio chiaro: vi abbiamo sgamati.Lo Sdebitismo nasce dalla constatazione che qualsiasi iniziativa di politica economica indispensabile per invertire il declino e rilanciare il Paese è resa impossibile a monte da questo sistema monetario e bancario, il quale produce un indebitamento crescente, inestinguibile e paralizzante, che ha svuotato il settore pubblico di ogni capacità di azione e di ogni dignità politica, sottoponendolo al potere irresponsabile della grande Finanza privata internazionale.Lo si è visto anche ultimamente, allorché le promesse di interventi economici per investimenti produttivi e redistribuzione del reddito, promesse in base alle quali la Lega Nord e Movimento 5 Stelle avevano ottenuto il mandato elettorale, sono state in buona parte vanificate dai vincoli europei di bilancio in relazione a un debito pubblico ipertrofico perché gonfiato e consistente quasi esclusivamente di interessi capitalizzati.
Il reddito di cittadinanza è stato sostituito da un sussidio per la disoccupazione e l’inserimento lavorativo, è stato ridotto come importi a circa un quarto di quanto originariamente promesso. La quota 100 è stata realizzata in modo che sostanzialmente va a beneficio di pochi, mentre la flat tax è praticamente rinviata sine die. Per giunta sono stati cancellati gli incentivi per l’innovazione tecnologica, sono state introdotte clausole di salvaguardia che possono portare l’IVA a livelli di soffocamento economico (23%), e tutto questo si è fatto sul presupposto che il prodotto interno lordo cresca dell’uno e mezzo per cento nel 2019, mentre poi si è visto che cresce molto meno, che il settore industriale è in picchiata, quindi bisognerà introdurre nuovi tagli o nuovi tributi.Sostanzialmente quindi non vi è stato il promesso cambiamento, ma un governo che continua, per ora, ad essere prigioniero di regole economiche già dimostratesi fallimentari. Va incoraggiato a liberarsi e a liberarci. Dall’altra parte abbiamo ormai chiaramente compreso che il sistema monetario e bancario –che governa i governi- si basa sull’inganno e sulla frode, oltre che sulla violazione delle leggi, perché soprattutto le banche private creano il grosso della liquidità dal nulla aumentando i loro patrimoni ma senza registrare la sua creazione come entrata di cassa, quindi evadendo le tasse e contemporaneamente creando utili extracontabili che, essendo sottratti alla liquidità ufficiale, determinano matematicamente uno scompenso tra indebitamento complessivo e liquidità complessiva, scompenso che a sua volta determina le crisi di insolvibilità, la carenza di liquidità, il calo della domanda interna, la recessione senza uscita. Rendendosi conto di quanto sopra, si comprende automaticamente che non ci può essere soluzione ai problemi economici finanziari e sociali, anzi che non ci può essere una politica che sia tale, se prima non si corregge il sistema monetario e bancario anche nei suoi metodi contabili, e se prima non lo si sottopone per legge al controllo pubblico, dato che ormai tutti abbiamo capito che le funzioni di creare la moneta, di fissare i tassi di interesse, di stabilire chi può essere finanziato e chi no, sono tutte funzioni di carattere pubblico-sovrano-politico che non possono essere affidate a privati, i quali le usano a scopo speculativo e di potere sulla società. La nazionalizzazione della banca centrale di emissione e delle banche strategiche è indispensabile.Ripetiamo: se prima non si libera la società e le istituzioni dall’indebitamento che ormai è divenuto inestinguibile matematicamente, non ci può essere alcuna scelta politica né alcuna possibilità di soluzione dei problemi quindi non ci può essere nemmeno una scelta tra partiti politici e tra programmi politici: tutto si riduce a una farsa, a promesse irrealizzabili. Incominciamo col liberare i singoli cittadini e le imprese per poi passare agli enti pubblici. (immagine: etica)
NON PUO’ ESISTERE UNA DEMOCRAZIA DI DEBITORI NE’ UNA REPUBBLICA SOTTO I BANCHIERI: GLI SDEBITISTI RIPUDIANO QUINDI IL DEBITO IMPOSTO INCOSTITUZIONALMENTE E SURRETTIZIAMENTE AI CITTADINI E ALLA REPUBBLICA. Fonte: Marco Della Luna.info

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Partono le trasmissioni di Radio Onda UER

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Dopo una fase sperimentale iniziata nel dicembre scorso, sono finalmente iniziate le trasmissioni di Radio Onda UER.Questa web radio è nata nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma ed è realizzata in collaborazione con gli studenti dello stesso ateneo.Si può già visitare la pagina di Radio Onda UER, dove sono presenti alcuni podcast di trasmissioni da ascoltare e scaricare:https://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/radio-onda-uer/Il palinsesto iniziale prevede trasmissioni su temi di responsabilità sociale, eccellenza umana, formazione integrale, sport, cultura, musica e spiritualità. Gradualmente si aggiungeranno programmi su altri argomenti, suggeriti anche dai giovani universitari.“L’avvio di Radio Onda UER rappresenta un passo molto importante per la nostra giovane università”, spiega il giornalista Carlo Climati, coordinatore dell’iniziativa. “Stiamo vivendo un’esperienza bellissima di dialogo con i nostri studenti, che collaborano attivamente alle trasmissioni. La nostra principale fonte di ispirazione sono i Messaggi per le Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali di Papa Francesco. Questa web radio, infatti, vuole diffondere una cultura di dialogo, di incontro e di accoglienza. Non ci limiteremo solo a comunicare, ma sapremo anche e soprattutto ascoltare, dando spazio a tutte e a tutti”.“Uno speciale ringraziamento vorrei dedicarlo al Rettore Padre Pedro Barrajón LC, che ha creduto fin dall’inizio in questa affascinante avventura”, conclude Carlo Climati. “E poi al Prof. Guido Traversa, a Padre Gonzalo Monzón LC e ai miei compagni della squadra di Formazione Integrale. L’avventura è appena cominciata. Ci auguriamo che il nostro entusiasmo e quello dei nostri studenti possa accompagnare le persone che ascoltano Radio Onda UER, aiutandole a sognare e donando loro un messaggio di speranza”.

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La Spezia: riaperto il Museo Navale Marina Militare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

By Christian Flammia. Ha riaperto al pubblico il Museo Tecnico Navale della Spezia. Dopo il lungo stop per la pandemia, al museo si entra con ingressi contingentati, con un massimo di 30 persone alla volta. Al museo si può visitare una mostra, che era stata programmata per lo scorso marzo e saltata per il lockdown, dedicata all’Arsenale e al suo ideatore e progettista, Domenico Chiodo. Il Museo Tecnico Navale della Spezia è il maggiore museo navale d’Italia e uno tra i più antichi al mondo. Conserva cimeli e reperti che testimoniano navigazioni, esplorazioni, battaglie, esperienze scientifiche, invenzioni e innovazioni. Fu istituito per mantenere vivo il culto delle tradizioni della Marina Militare, raccogliere e custodire gli oggetti che parlano del suo passato e documentare l’evoluzione tecnica legata al mare e alla marineria. Il museo resterà aperto, secondo le disposizioni del Dpcm, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30.

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Covid-19: in tempi di crisi l’accesso facilitato al credito è vitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Roma. In una situazione economica molto precaria a causa dell’emergenza Covid-19, sono molte le persone che si trovano a dover fare i conti con le difficoltà imposte dalla nuova realtà che stiamo vivendo.La Banca Mondiale stima che la pandemia ha provocato una delle peggiori recessioni economiche dal 1870. Molte persone che avevano progetti di vita e professionali, hanno dovuto rinunciarvi per assicurarsi la liquidità necessaria per affrontare questo lungo periodo di instabilità.Lo scorso anno anche la richiesta di prestiti ha avuto una frenata. Le persone, sfiduciate dall’impossibilità di muoversi liberamente e dall’andamento della situazione sanitaria, hanno inviato meno richieste di accesso al credito.Secondo i dati rilasciati dal Crif, nel 2020 i prestiti personali hanno subito un calo del 24,7%, che sottolinea come gli italiani abbiano affrontato la situazione con molta prudenza.A partire dalle prime settimane del 2021, invece, la richiesta prestiti personali è leggermente aumentata, un trend destinato a crescere nei prossimi mesi.Gli italiani cominciano a riacquistare fiducia anche grazie all’arrivo dei vaccini e alla buona gestione sanitaria che sta tenendo sotto controllo la curva epidemiologica.Cresce anche la voglia di investire in piccoli progetti personali e lavorativi. Alcuni di questi progetti possono necessitare di liquidità immediata e non sempre gli istituti di credito e le banche riescono a soddisfare le richiese in tempi che siano davvero utili al cittadino.In questo periodo particolare poi, per molte persone, riuscire ad accedere a dei piccoli prestiti personali in poco tempo, può risultare vitale per risolvere le diverse problematiche di vita quotidiana o per essere una spinta utile a investire in nuovi progetti.“Una soluzione molto interessante e vantaggiosa, di cui poter approfittare in questo periodo, è la possibilità di richiedere l’anticipo del TFR senza dover attendere le tempistiche dell’INPS che, generalmente, vanno dai 12 ai 48 mesi”, dicono da Fenice Finance (www.fenicefinance.it) una società creditizia nata nel 2019 dalla competenza ultradecennale dei suoi fondatori e manager specializzati nel settore dell’intermediazione finanziaria e bancaria.“Si tratta di un finanziamento destinato ai dipendenti pubblici e statali che hanno raggiunto la pensione e hanno diritto alla liquidazione. Rispetto ai tempi di attesa dell’ente pensionistico, è possibile fare richiesta alla società per ricevere anticipatamente e fin da subito, l’intera cifra spettante” continuano i responsabili di Fenice Finace, che si distingue dagli altri istituti finanziari per l’attenzione e la cura con cui assistono i clienti e le consulenza offerta per trovare la soluzione più adeguata alle proprie esigenze.Un vantaggio ulteriore per chi, in questo momento, deve affrontare difficoltà economiche dettate dalla crisi sanitaria ed economica.Perché poter investire nel futuro resta la prerogativa della maggior parte degli italiani, l’accesso facilitato al credito è la soluzione per finanziare e credere nei propri progetti senza gravare sul presente.“Per questo noi garantiamo una consulenza su qualsiasi tipo di servizio finanziario, proponendo soluzioni personalizzate e senza spese preventive.In questo modo è possibile ottenere un prestito personale in tempi brevissimi, in poche ore la documentazione viene esaminata e in caso di esito positivo, la somma richiesta versata direttamente sul conto corrente” concludono da Fenice Finance. I cui consulenti, grazie all’approfondita conoscenza della normativa del settore, sono in grado di guidare chi ha bisogno di credito verso la formula più adatta al progetto che si ha in mente.

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Helbiz diventerà la prima società di micro-mobilità quotata al NASDAQ in seguito alla fusione con GreenVision Acquisition Corp.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

2021 NEW YORK–(BUSINESS WIRE) Helbiz, Inc. (“Helbiz” o la “Società”), società di tecnologia che offre soluzioni per la micro-mobilità urbana e GreenVision Acquisition Corp. (Nasdaq: GRNV) (“GreenVision”), SPAC (special purpose acquisition company) quotata al Nasdaq, hanno annunciato oggi un accordo definitivo per un piano di fusione che porterà Helbiz alla quotazione.In seguito alla chiusura dell’operazione, attesa per il secondo trimestre del 2021, la nuova società manterrà la denominazione Helbiz Inc. e sarà quotata al Nasdaq con il nuovo simbolo “HLBZ.” L’operazione riflette un valore di capitale netto pro forma per la nuova società stimato in circa $408 milioni. La nuova società sarà gestita dall’attuale management di Helbiz, guidato dal Chief Executive Officer, Salvatore Palella.
Salvatore Palella, Fondatore e CEO di Helbiz, ha commentato: “Siamo molto felici di questa operazione che ci permetterà di sviluppare la nostra piattaforma di micro-mobilità e rafforzare la nostra leadership su scala globale. Riteniamo che l’accesso al capitale generato da questa operazione ci permetterà di passare allo step successivo nel percorso di crescita della nostra società, abbiamo sempre puntato sullo sviluppo tecnologico della nostra piattaforma e abbiamo già un piano per ampliare i servizi che si integrano perfettamente con il futuro della mobilità nei centri urbani. Con questa operazione ci impegniamo a realizzare il nostro obiettivo di rivoluzionare i trasporti, facendo della micro-mobilità la soluzione ideale per l’ultimo miglio.”David Fu, Amministratore delegato e CEO di GreenVision, ha affermato: “Il settore della micro-mobilità ha avuto una forte accelerazione, e si stima che il mercato complessivo del Nord America e dell’Europa raggiungerà entro il 2030[1] quota $450 miliardi. In quanto società leader, Helbiz si distingue come l’unica azienda in grado di offrire scooter, bici e monopattini elettrici tutti su una piattaforma estremamente intuitiva per l’utente e che fornisce una soluzione perfetta e senza interruzioni per l’ultimo miglio. Helbiz è dotata di un business model capital light collaudato che unisce hardware, software e servizi con relazioni forti con i clienti. Ecco perchè riteniamo che Helbiz continuerà ad ampliare la sua quota di mercato mentre il settore cresce. GreenVision e i nostri investitori sono molto felici di diventare partner di una squadra piena di talento come quella di Helbiz e di promuovere le loro idee.”
Alla chiusura della transazione proposta, e presumendo che non ci siano rimborsi da parte degli azionisti di GreenVision, Helbiz disporrà di circa $80 milioni in contanti, con un conseguente valore del patrimonio netto pro forma stimato di circa $408 milioni. I proventi cash raccolti nell’operazione verranno utilizzati per ripagare il debito, finanziare le operazioni, sostenere la crescita e per il raggiungimento degli altri obiettivi aziendali. I proventi saranno finanziati attraverso la combinazione di circa $57,5 milioni in contanti in trust di GreenVision e di un PIPE da $30 milioni in azioni ordinarie.Alla chiusura dell’operazione, la denominazione della nuova società sarà Helbiz Inc. e verrà quotata al Nasdaq sotto il nuovo simbolo, “HLBZ” I consigli di amministrazione di Helbiz e GreenVision hanno approvato all’unanimità l’operazione proposta, che dovrebbe essere completata nel secondo trimestre del 2021. Ulteriori informazioni sulla fusione saranno fornite in un Current Report sul modulo 8-K che conterrà una presentazione per l’investitore da depositare presso la Securities and Exchange Commission (“SEC”) e disponibile su http://www.sec.gov. Fabio Micali (abstract)

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Le proposte di FdI sulle grandi priorità dell’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Scrive la Meloni a Draghi: “Fratelli d’Italia mantiene sempre gli impegni. In occasione del primo giro di consultazioni, Le abbiamo comunicato la nostra decisione di non far parte del nascituro Governo da Lei presieduto, non per avversione preconcetta nei Suoi riguardi ma perché convinti che una maggioranza parlamentare eterogenea e litigiosa non possa gestire la difficile fase che attende l’Italia. Con la stessa franchezza Le abbiamo assicurato, al contempo, che Fratelli d’Italia si comporterà, come sempre, da opposizione patriottica che non farà mai mancare il suo contributo a sostegno delle misure utili alla Nazione. Nel corso dell’incontro, abbiamo preso l’impegno di farLe avere prima del secondo giro di consultazioni le principali proposte di FdI sulle grandi priorità che attendono la Nazione nei prossimi mesi. Fedeli a quella promessa, Le inviamo sei schede sintetiche su altrettanti macro-temi che riassumono le misure che Fratelli d’Italia ha già sottoposto all’attenzione del Governo uscente ma che non sono state tenute in alcuna considerazione, forse neppure mai lette: 1. Implementazione delle linee guida sul Recovery Plan italiano; 2. Proposte in ambito economico per mettere in sicurezza il tessuto produttivo della Nazione, garantire la continuità delle imprese e i posti di lavoro; 3. Misure di contrasto all’epidemia da Covid-19; 4. Difesa e tutela delle infrastrutture e degli asset strategici nazionali; 5. Gestione dei flussi migratori e contrasto all’immigrazione irregolare di massa; 6. Anomalie riscontrate nella gestione commissariale. Aspetto, quest’ultimo, che richiede una celere operazione di trasparenza e chiarezza. In ultimo, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica Mattarella, Lei ha, giustamente, espresso la volontà di dialogare non solo con i partiti e i gruppi parlamentari ma anche con le parti sociali. Condividiamo questo approccio e, in vista di questa nuova sessione di consultazioni, Le chiediamo di dedicare uno specifico incontro con le categorie economiche e sociali più colpite dall’emergenza Covid e che chiedono al prossimo Governo un radicale cambio di passo rispetto a quanto accaduto finora. Penso tra gli altri al comparto del turismo, al settore HORECA, al mondo dello sport, a quello della cultura e dello spettacolo.Certi della Sua disponibilità, Le auguriamo buon lavoro e Le inviamo i nostri cordiali saluti.Giorgia Meloni Presidente di Fratelli d’Italia»

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Industria: Istat, -11,4% produzione 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a dicembre la produzione industriale scende dello 0,2% su novembre, mentre in media, nel 2020, cala dell’11,4% sul 2019.”Un anno funesto. Un terremoto si è abbattuto sulle nostre industrie. O arrivano al più presto i soccorsi del Recovery Plan o saremo seriamente inguaiati. La produzione del 2020 è scesa rispetto al 2019 dell’11,4%, il secondo peggior risultato di sempre dopo la caduta del 18,8% del 2009 (cfr tabella n. 1). Ma per quanto riguarda i beni di consumo, il crollo del 2020, pari a -11,4%, è superiore persino al 2009 quando precipitarono “solo” del 7,4 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, rispetto ai dati destagionalizzati, non solo la produzione di dicembre è ancora inferiore del 3,7% rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, e del 4,9% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, ma è addirittura inferiore del 5,2% rispetto al rimbalzo di agosto” conclude Dona. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, i beni di consumo non durevoli hanno un gap da recuperare dell’11,1% su gennaio, 10,1% su febbraio e del 7,8% su agosto. by Mauro Antonelli

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Factoring: 227 miliardi anche nell’anno del Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Anche nell’anno del Covid il factoring ha continuato a sostenere pienamente il capitale circolante delle imprese, contribuendo alla tenuta del sistema produttivo in prospettiva di una ripresa post pandemia. Nel 2020 il volume d’affari complessivo ha subito un calo in linea con il fatturato dell’industria, ma le operazioni legate alla supply chain, la catena della fornitura, sono cresciute addirittura del 14,06%, a conferma del ruolo fondamentale del factoring per supportare e finanziare insieme alla grande azienda anche il sistema dei suoi fornitori, assicurando la continuità della produzione e del business. Tutto questo senza beneficiare, se non in minima parte, delle misure di sostegno contenute nei decreti emergenziali e, in particolare, della cosiddetta Garanzia Italia, la garanzia dello Stato per i finanziamenti alle imprese che soltanto dal 2021 potrà favorire le operazioni di factoring “pro soluto” (i crediti vengono acquistati in via definitiva, senza diritto di rivalsa in caso di inadempienza del debitore) che costituiscono la stragrande maggioranza dei contratti. “Il factoring – ha commentato Alessandro Carretta, Segretario generale di Assifact e docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma Tor Vergata – accompagna le imprese nell’uscita dalla crisi, verso la normalizzazione del mercato. Dall’estensione della Garanzia Italia alle operazioni pro soluto verrà un contributo importante per il nostro settore ma anche e soprattutto per l’economia produttiva”.
Al 31 dicembre 2020, secondo i dati elaborati da Assifact, l’Associazione italiana per il factoring, il volume d’affari complessivo è di 227,712 miliardi di euro (-10,88% sul 2019). Le operazioni legate alla supply chain finance, con 25,103 miliardi di euro di volume d’affari (+14,06%) rappresentano l’11% del totale. Sempre al 31 dicembre 2020 i crediti in essere assommano a 62,234 miliardi di euro (- 6,08%) e gli anticipi e corrispettivi pagati a 50,34 miliardi (-7,69%).

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Giornata di raccolta del farmaco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Torino. Fino a lunedì 15 febbraio. Il farmacista, in base alle indicazioni ricevute dagli enti, indirizza il cliente, suggerendo le categorie di medicamenti di cui c’è maggiore ed effettivo bisogno. Dal 2000 ogni anno in tutta Italia nel secondo sabato di febbraio migliaia di volontari del Banco Farmaceutico presidiano le farmacie che aderiscono alla Giornata di Raccolta del Farmaco, invitando i cittadini a donare uno o più farmaci a favore degli Enti caritativi locali. Ogni Ente è collegato ad una o più farmacie del proprio territorio metropolitano o provinciale. Gli Enti beneficiari delle donazioni della Giornata sono realtà che hanno in comune la caratteristica di prendersi cura di persone in condizioni di povertà sanitaria. Questo è l’unico requisito che viene richiesto e di cui ogni Ente si fa garante.
L’appello a collaborare è rivolto sia alle farmacie, che possono aderire alla Giornata contattando la sede territoriale di riferimento del Banco Farmaceutico (l’elenco e i riferimenti delle sedi sono nel sito http://www.bancofarmacautico.org), sia a chi vuole partecipare come volontario, manifestando la propria disponibilità, attraverso la compilazione del form presente sul sito http://www.bancofarmaceutico.org o inviando un’e-mail a info@bancofarmaceutico.org. Inizialmente la Giornata, che riguarda i soli farmaci senza obbligo di ricetta medica, si è concentrata sulle categorie più utilizzate: antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici. Nel corso degli anni, la crescita quantitativa dei farmaci raccolti ha permesso al Banco Farmaceutico di dare una risposta più adeguata e puntuale al bisogno degli Enti caritativi, arrivando a coprire quasi tutte le categorie dei prodotti da banco: farmaci per disturbi gastrointestinali, antimicotici topici, antibiotici, antisettici e disinfettanti, antipiretici, preparati per la tosse, antistaminici per uso orale, decongestionanti nasali, anestetici locali e altre tipologie. In vent’anni la Giornata ha consentito di raccogliere oltre 5.600.000 farmaci, per un controvalore commerciale di circa 34 milioni di Euro. L’ultima edizione, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico si è svolta dal 4 al 10 febbraio 2020, ha coinvolto 4.944 farmacie e oltre 22.000 volontari. Dei 541.075 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 473.000 persone assistite dai 1.859 Enti convenzionati con il Banco Farmaceutico. Il Banco Farmaceutico Torino ha contribuito non poco a costruire questo risultato: sono 260 le farmacie che hanno aderito all’iniziativa in città e nel territorio della Città metropolitana, 57 gli Enti convenzionati e 35.187 i farmaci donati dai clienti.Per conoscere nel dettaglio l’organizzazione della Giornata nel territorio della Città metropolitana e l’elenco degli enti caritativi convenzionati si può consultare il sito Internet http://www.bancofarmaceuticotorino.org Per sapere in quali farmacie si possono acquistare e donare al Banco Farmaceutico le confezioni si può consultare la pagina http://www.bancofarmaceuticotorino.org/dove-puoi-donare-i-tuoi-farmaci-grf2021/

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Previsione di chiusura di 23 Uffici di Polizia sul territorio nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, commenta le notizie che riguardano la bozza di previsione di chiusura di alcuni Uffici di Polizia dislocati sull’intero territorio nazionale: “Decisioni che ci preoccupano – spiega Paoloni – perché significa arretrare in termini di sicurezza e di controllo del territorio. Chiudere un ufficio di Polizia Ferroviaria è un clamoroso autogol in termini di sicurezza: tutti sappiamo come purtroppo proprio nelle stazioni si polarizzino situazioni di degrado. Come pure decidere di chiudere uffici di Polizia Stradale vorrà dire veder diminuire il controllo della viabilità, con relativo decremento dei livelli di sicurezza stradale. Altri progetti prevedono di demandare compiti di fondamentali importanza: come quelli svolti dall’Ufficio di Polizia di frontiera Marittima Aerea di Gioia Tauro. Un Porto tra i più importanti a livello commerciale di tutto il Mediterraneo, che sta aumentando sempre più la sua attività lavorativa, con conseguente aumento, confermato da innumerevoli fatti di cronaca, delle attività riconducibili a traffici illeciti di armi e droga. Un aumento tale da portare la Commissione Nazionale Antimafia, a considerare Gioia Tauro punto di snodo focale per gli interessi delle organizzazioni criminali”.“In questa situazione emergenziale, si dovrebbe essere ancor più vicini ai cittadini, ma sbagliato è anche il timing di tali decisioni, alla luce di una crisi di governo che sta portando alla nascita di un nuovo Esecutivo. Non ci sono dunque degli interlocutori chiari e precisi, con i quali confrontarsi. E in tali condizioni non ci sono certo le basi per conclusioni ponderate”.“Si rifletta a fondo prima di chiudere diversi uffici di Polizia – conclude Paoloni – senza prevedere adeguati interventi di valorizzazione del controllo del territorio: ne va della sicurezza dei nostri concittadini e della vivibilità delle nostre città”.

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Scuola: Allarme iscritti scuola dell’infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Sulle iscrizioni alla scuola dell’infanzia, l’Italia fa registrare una preoccupante inversione di tendenza. Lo denuncia oggi Tuttoscuola, analizzando come si sia passati “in pochi anni dalla vetta alla crisi di iscritti”. Una tendenza aggravata dal Covid, ma che ha origini precedenti da collegare alla crisi economica degli ultimi anni e non ha nulla a che vedere con il calo demografico trattandosi di dati in relazione sempre ai potenziali utenti. “Una decina di anni fa – scrive la rivista specializzata – il servizio sembrava essere arrivato al top, almeno sotto l’aspetto quantitativo: scolarizzazione quasi al 100% dei nati in età, incremento della frequenza per l’intera giornata, record di bambini iscritti. Education and training nel riportare gli obiettivi di Lisbona per i Paesi dell’Unione Europea indicava nel 2009 un tasso di scolarizzazione dei bambini italiani di età 4-5 anni del 99,8%. La percentuale di scolarizzazione però è andata diminuendo di anno in anno per toccare nel 2019 il 94,9%, sotto l’obiettivo del 95% fissato dall’Unione”. Quelli della frequenza della scuola dell’infanzia sono numeri scoraggianti: la stampa specialistica oggi riporta che “nel 2009-10 la percentuale di bambini che partecipavano alle attività educative e didattiche della scuola per l’intera giornata era del 90,4%, poi era andato invece crescendo il numero di bambini che si avvalevano soltanto di mezzo servizio senza nemmeno fruire della refezione e, conseguentemente, la percentuale di frequenza per l’intera giornata nel 2019-20 è scesa all’89,5%”. I motivi si riconducono, indubbiamente, alla “crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti (e spesso con situazione economico-sociale critica) in difficoltà per pagare le rette di frequenza e di mensa. Una difficoltà spesso rilevata soprattutto tra le famiglie straniere. Il problema è che “prima nessuno rinunciava a questo importante servizio, ora un 5% delle famiglie non riesce o non vuole avvalersene. Si alza lo spettro della povertà educativa sulle fasce più deboli della popolazione. Scomponendo i dati, si può stimare che il crollo di -155 mila alunni rispetto a otto anni fa sia ascrivibile per circa -110 mila al calo demografico e per circa -45 mila ad altri fattori. Evidentemente incidono: fattori economici, sociali e di insufficiente elasticità dell’offerta statale e comunale rispetto al declino delle scuole non statali (che ancora oggi accolgono circa il 36% degli alunni).

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Servizio civile: Candidature aperte fino al 15 febbraio 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Sono 172 i progetti Caritas inseriti nel bando del servizio civile universale per il quale si può presentare domanda di partecipazione entro le ore 14.00 di lunedì 15 febbraio.Di essi, 7 sono all’estero, in otto paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Etiopia, Gibuti, Guatemala, Senegal, Sierra Leone e Rwanda) per un totale di 28 posti.Dei 165 progetti in Italia, l’80% appartiene al settore Assistenza, il 19% al settore Educazione e l’1% al settore Agricoltura sociale.Tra i progetti dedicati all’Assistenza, 72 si occuperanno di soggetti in condizione di disagio o di esclusione sociale (soprattutto adulti e anziani), 17 di minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale, 19 di migranti e richiedenti asilo, 9 di disabili, 8 di donne con minori a carico e donne in difficoltà, 4 di persone affette da Hiv, con problemi di salute mentale e ludopatici, 2 di persone vittime di violenza e infine un progetto sarà dedicato a detenuti.Nei progetti dedicati all’Educazione, 18 sono volti all’animazione culturale di minori e giovani, 8 all’educazione e promozione della pace e dei diritti umani, 3 alla lotta all’evasione e all’abbandono scolastici, 2 all’educazione alimentare.Sono 478 le sedi fisiche inserite in questi progetti, in 14 regioni ecclesiastiche e in 98 Caritas diocesane, oltre ai partner all’estero.Tutti i progetti hanno la durata di 12 mesi. I progetti infine vedranno coinvolti 536 olp, operatore locale di progetto, le persone cioè che accompagneranno i giovani volontari nello svolgimento del loro servizio.

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A Padova colonscopia con intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, è la prima in Veneto e la seconda in Italia ad avere installato in Endoscopia Digestiva un sistema di Intelligenza Artificiale. Il modulo CAD-EYE è una tecnologia innovativa che aiuta il gastroenterologo endoscopista a individuare i polipi del colon e a caratterizzarli fornendo informazioni aggiuntive a quelle usualmente viste dal medico. È un occhio in più. Questa nuova strumentazione ci dice, con attenzione costante, dove sono i polipi, di che tipo sono e che probabilità hanno di diventare o essere già tumori. Costo della macchina 75.000 euro. Il cuore di questa tecnologia è un algoritmo di “deeplearning” che viene attivato durante la colonscopia senza interferire con le immagini o l’attività del medico che durante l’esame ha il supporto di un occhio tecnologico. Infatti quando il modulo di intelligenza artificiale individua un’anomalia della mucosa del colon lancia un segnale acustico ed evidenzia l’area interessata attirando una maggiore attenzione del medico endoscopista. Questo è assai importante soprattutto se l’anomalia mucosa è poco visibile ad occhio nudo. L’intelligenza artificiale in endoscopia consente e aiuta a identificare e classificare anche piccoli polipi o lesioni che potrebbero sfuggire alla visione umana. Sempre più si sperimenta come la tecnologia applicata, in questo caso l’intelligenza artificiale, possa assistere l’endoscopista grazie a sistemi sempre più avanzati per aiutarlo a migliorare la diagnostica in fase precoce di una possibile malattia. Tutto questo prima dell’esame istologico.L’applicazione dell’intelligenza artificiale è un aiuto costante per identificare il maggior numero di lesioni pre-tumorali e/o tumorali che vengono subito asportate e analizzate. L’asportazione delle lesioni polipoidi previene lo sviluppo del tumore e riduce il rischio degli assistiti di ammalarsi di cancro del colon-retto. L’obiettivo primario della colonscopia di qualità è quindi di trovare e asportare tutti i polipi adenomatosi durante la colonscopia di screening. L’apparecchiatura di intelligenza artificiale applicata alla colonscopia installata a Padova, è già in funzione, ad oggi circa 40 sono i pazienti trattati con questa nuova tecnologia. La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio è diretta dalla Dott.ssa Franca De Lazzari e consta di 30 operatori tra medici, infermieri, personale tecnico, amministrativo e viene supportata dall’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva, Responsabile il Dott. Erik Rosa Rizzotto.
La Gastroenterologia del Sant’Antonio è sede storica a Padova dello screening Cancro del Colon-Retto (CCR) e sta intraprendendo un percorso innovativo per offrire agli assistiti la migliore qualità diagnostica, la terapia endoscopica più rapida e una prevenzione sempre più efficace alla persona.Lo screening per la prevenzione e diagnosi precoce del Cancro del Colon-RettoCCR è un livello essenziale di assistenza radicato nella nostra Regione Veneto. Il percorso di screening CCR ha significativamente ridotto la mortalità e morbilità per CCR nella Regione. Aumentare l’efficacia dello screening richiede un costante monitoraggio, aggiornamento e innovazione tecnologica in campo endoscopico per migliorare la qualità delle colonscopie e ridurre i disagi degli assistiti.

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Lotteria scontrini. Non serve conservarli per ritirare il premio, ma…. Non è proprio così…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

La Lotteria degli scontrini è operativa, la prima estrazione è prevista l’11 marzo. Tutti contenti? A parte alcuni commercianti che non si sono ancora attrezzati, la macchina comincia a funzionare. Il sito istituzionale Facebook dell’iniziativa, lo scorso 6 febbraio ha pubblicato un post, anche grafico, in cui dice che per riscuotere l’eventuale premio non è necessario presentare lo scontrino dell’acquisto: “Non fatevi sommergere da inutili montagne di carta!”, è scritto. Ma l’Agenzia delle Entrate, in una “Determinazione interdirettoriale” del 29/01/2021 (il regolamento) dice il contrario, perché se l’Amministrazione non avesse per qualche motivo la documentazione di questo acquisto con carta, lo scontrino va presentato. E allora? A chi dobbiamo credere? Crediamo sia meglio continuare a non dare mai come certe e affidabili le informazioni istituzionali. Purtroppo. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Amsi,UMEM e Uniti per Unire; Appello al nuovo Governo, Urge una nuova legge d’immigrazione italiana-Europea, presentano statistiche “Osservatorio interculturale anti-Covid 19* Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione medica euro mediterranea (UMEM) e il Movimento Uniti per Unire presentano le statistiche e riflessioni osservatorio inter culturale anti Covid in Italia e nel mondo in base allo sportello congiunto online e della collaborazione delle numerose associazioni in Italia e all’estero che sono più di 1000 ed i nostri rappresentanti UMEM e Amsi negli 80 paesi euro mediterranei, in Africa, Paesi del Golfo, Europa, Russia, Iran, Paesi sudamericani ed asiatici.Iniziamo ad elencare alcuni punti importanti delle statistiche e delle riflessioni Anti Covid 19 in Italia tra i migranti e cittadini di origine straniera:
-il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera, la percentuale si è dimezzata negli ultimi 6 mesi;
– È aumentata del 30% la richiesta di un consulto psicologico per combattere ansia, paura e depressione e questi disagi nascono anche da motivazioni economiche;
– Sono aumentate del 50% le patologie articolari e vertebrali tra i migranti per motivi di stress, sovrappeso, maggiori sforzi e lavoro da domicilio;
-Sono aumentate le richieste per tutte le visite specialistiche; in Gastroenterologia del 25%, Ginecologia del 30%, Cardiologia del 15%, Pediatria del 30%, Neurologia del 20%, Psichiatria del 10%, Pneumologia 60%e la diagnostica d’immagine del 35%;
-sono aumentate del 40% le richieste di circoncisioni da parte delle famiglie musulmane viste le difficoltà a recarsi alle strutture sanitarie e ritornare nei Paesi di origine;
– Il protocollo più utilizzato dai cittadini stranieri è quello domiciliare e nei primi 5 giorni con quarantena fiduciaria;
-le comunità straniere si informano maggiormente tramite i medici di famiglia, medici di fiducia e medici di madre lingua;
– È aumentato il numero dei medici e professionisti di origine straniera che desidera recarsi in Italia per lavoro ma ci sono difficoltà riguardo il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e il periodo lungo di riconoscimento del titolo ottenuto all’estero;
– È aumentata la collaborazione e solidarietà tra i cittadini italiani e di origine straniera testimoniata sia a livello personale che con iniziative congiunte a favore di chi sta in difficoltà sia italiani che migranti.
“La sanità italiana ha bisogno di fare un salto di qualità amministrativo, organizzativo e bisogna valorizzare le buone pratiche, valorizzando i professionisti della sanità sia italiani che di origine straniera oltre che con una maggiore internazionalizzazione e collaborazioni a livello mondiale, per arricchirsi ulteriormente di buone pratiche e di esperienze costruttive per combattere tutte le problematiche irrisolte”, spiega Foad Aodi.

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Le epilessie nel mondo e in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Le epilessie riguardano circa 50 milioni di persone in tutto il mondo e non meno di 500.000 in Italia: “epilessie” al plurale, perché la malattia può avere volti e manifestazioni molto differenti ed essere legata a diverse cause e patologie, un arcipelago davvero vario di realtà. Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale, un’ottima occasione per far luce su questo mondo dai grandi numeri, ma che include tantissime patologie rare e rarissime. Ed è su queste forme in particolare che Osservatorio Malattie Rare ha voluto per l’occasione puntare il proprio sguardo, inaugurando uno specifico spazio dedicato.Il focus si concentra soprattutto su due gruppi di epilessie, quelle rare e complesse, tra le quali troviamo ad esempio la Sindrome di Angelman, la Sindrome di Dravet, la Sindrome di Lennox-Gastaut, la Malattia Correlata a GNAO1, il Deficit di Glut 1, e le forme di epilessia farmacoresistente, una condizione che ha in comune con le malattie rare l’essere di fatto orfana di terapie: le crisi non sono controllabili, con un fortissimo impatto sulla vita.Su questi due gruppi di patologie l’Italia ha un ruolo importante a livello europeo, basti pensare che per le epilessie rare e complesse è stato costituito il network ERN Epi-Care, di cui l’Italia è capofila e nel quale a coordinare i rappresentanti dei pazienti è Isabella Brambilla, presidentessa dell’associazione Dravet Italia Onlus.Il ruolo dell’Italia spicca anche per un’altra forma di epilessia, complessa e farmacoresistente, così rara che viene ancora chiamata con il nome del gene responsabile individuato solo nel 2010: SCN8A. Nel mondo sono noti circa 400 casi, 15 di questi bimbi in Italia. Per loro gli attacchi epilettici possono manifestarsi più volte al giorno, a partire fin dai primi mesi di vita, con drammatiche conseguenze. È grazie ad alcuni genitori che alla fine del 2020 è nata SCN8A Italia, la prima associazione in Europa dedicata a questa patologia, presieduta da Cinzia Scarcelli. A distanza di poche settimane è stata seguita dall’associazione SCN8A UK & Ireland: l’unica associazione di riferimento a livello mondiale, fino a qualche mese prime era quella statunitense. “L’obiettivo dell’associazione italiana, oltre ad essere un punto di riferimento per le famiglie, è quello di aumentare la conoscenza nella classe medica e supportare la ricerca – spiega la presidente – I pazienti vengono seguiti in vari ospedali, ma in Italia non c’è ancora un centro di riferimento. Per questa patologia ci rivolgiamo al Danish Epilepsy Hospital in Danimarca, dove lavora anche la professoressa Elena Gardella, neurologa italiana e membro del nostro comitato scientifico”

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Vaccini anti Covid, aumentano accordi regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Dalla Liguria alla Emilia-Romagna aumentano le Regioni nelle quali è aperto il confronto per coinvolgere le farmacie nella vaccinazione anti-Covid, dalla fase della prenotazione fino a un possibile coinvolgimento come punto di somministrazione. Sul tema, se la cornice è quella della Legge Bilancio 2021, si stanno affrontando gli aspetti operativi. Intanto, Franco Locatelli, presidente del Css, in una intervista, riporta la necessità di ampliare i punti vaccinali, anche se ricorda che il collo di bottiglia è rappresentato dalle forniture.Sulla vaccinazione anti-Covid, dopo la revisione della timeline operata la settimana scorsa, sono sempre di più le Regioni che si stanno muovendo per elaborare dei piani tanto negli aspetti delle prenotazioni quanto nell’allargamento dei punti vaccinali e degli operatori che possano somministrare il vaccino. Dal Friuli-Venezia Giulia, secondo quanto dichiara Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, sarebbero verso il via «le attività per gli over 80, che dovrebbe riguardare un totale di circa 108mila persone». Come si legge in una nota regionale, dovrebbe «partire mercoledì la possibilità di prenotarsi in particolare secondo due percorsi: attraverso le aziende sanitarie che si occuperanno della vaccinazione domiciliare per circa 15mila utenti, e presso farmacie, Cup e call center – una possibilità che riguarda 93mila cittadini». Ma al momento non risulterebbero «ancora coinvolti i medici di medicina generale». Dal governatore Massimiliano Fedriga intanto è stata avanzata la problematica della platea che potrà vaccinarsi con il vaccino di Astrazeneca, «in quanto la definizione di “servizi essenziali” risulta troppo generica e a tal fine abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti alla struttura commissariale, affinché ci sia un chiarimento ufficiale che eviti fraintendimenti ed eventuali tensioni sociali sull’interpretazione delle priorità». I siti, continua Riccardi, «deputati alle vaccinazioni saranno in tutto una trentina, organizzati dalle Aziende usando la rete capillare sul territorio dei distretti sanitari». Mentre la programmazione per gli under 55 «verrà concordata con le articolazioni dello Stato a cui fanno capo le stesse categorie: Prefetture e Ufficio scolastico regionale. La linea è quella di delegare le istituzioni e i servizi coinvolti nel presentare un elenco alle Aziende sanitarie per poi procedere nelle sedi deputate alla Vaccinazione».Prenotazioni in farmacia attraverso il Cup previste anche in Emilia Romagna, al momento per gli over 80 che riceveranno una lettera, mentre per tutte le altre categorie, tale possibilità sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale. Sul coinvolgimento delle farmacie passo in avanti in Liguria: da quanto si apprende, l’intesa di massima su cui sono al lavoro Regione e rappresentanti delle farmacie prevede non solo la prenotazione in farmacia ma anche un coinvolgimento più diretto nella somministrazione. I dettagli, fanno sapere da Federfarma Liguria, dovranno essere declinati all’interno di un tavolo di lavoro, che dovrà definire tanto i nodi rimasti aperti quanto gli aspetti della remunerazione, ma è intenzione della Regione cercare di arrivare a un punto, almeno su alcuni temi, in breve tempo. Anche perché la situazione richiede rapidità. Francesca Giani Fonte Farmacista33

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Anticorpi monoclonali, al via la distribuzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Anche l’Italia può contare sul suo farmaco anti-Covid. Dopo gli Stati Uniti, e qualche settimana fa la Germania, via libera dal ministro della Salute, Roberto Speranza, alla distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali.Il ministro ha annunciato infatti di aver firmato un decreto ad hoc “sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità” così, insieme ai vaccini “abbiamo, una possibilità in più per contrastare il Covid 19”.Annuncio che mette il sigillo all’accelerazione impressa in questi ultimi giorni dallo stesso ministro, scrivendo l’inizio di un nuovo percorso di lotta al virus e superando così le polemiche sui ritardi che aveva pesato sullo sblocco di questi farmaci. L’Aifa ripercorre, infatti, nell’incipit del proprio parere, l’iter che era stato chiesto alle due aziende per produrre i dati necessari al parere stesso.Due gli anticorpi monoclonali che il 3 febbraio avevano ricevuto il via libera, quelli prodotti da Regeneron e Eli Lilly. Nel parere pubblicato, la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, ha ritenuto “a maggioranza, che in via straordinaria e in considerazione della situazione di emergenza, possa essere opportuno offrire comunque un’opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur con malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19” pur considerando, scrivono gli esperti “l’immaturità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all’entità del beneficio offerto”. Sottolineando anche che gli anticorpi monoclonali “non possono essere attualmente considerati uno standard di cura”.
Gli anticorpi monoclonali sono ritenuti una delle più promettenti armi contro il Covid-19. Come il plasma, sono anticorpi ‘esogeni’ ovvero sostituiscono quelli prodotti dall’individuo stesso in seguito all’esposizione al virus o al vaccino. Diversamente dal plasma, però, consentono di industrializzare il processo produttivo. Già nei giorni scorsi, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù aveva definito tali terapie come “salvavita” e il dg Nicola Magrini aveva comunicato che il Governo ha individuato un fondo per questi farmaci, garantendo così una disponibilità per coprire “diverse decine di migliaia di pazienti”.In merito all’efficacia, nel caso del bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly, il trattamento riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70% in pazienti ad alto rischio, come hanno dimostrato i risultati della sperimentazione di Fase 3 presentati dall’azienda lo scorso 26 gennaio. Gli anticorpi neutralizzanti sono stati utilizzati anche dall’ex presidente Usa, Donald Trump. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, subito dopo l’ok di Aifa, ha dato disponibilità all’uso.
Infine, la Commissione Tecnico Scientifica Aifa, che si è riunita in seduta straordinaria il 2, 3 e 4 ribadisce tuttavia “l’assoluta necessità di acquisire nuove evidenze scientifiche” per “stimare più chiaramente il valore clinico degli anticorpi e definire le popolazioni di pazienti che ne possano maggiormente beneficiare” ma anche il Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ha avviato la revisione dei dati disponibili sull’uso degli anticorpi monoclonali casirivimab, imdevimab, bamlanivimab ed etesevimab per il trattamento di pazienti affetti da Covid-19 che non richiedono supplementazione di ossigeno e che sono a elevato rischio di progressione verso la forma severa di malattia. Lo ha comunicato l’ente regolatorio Ue, precisando che il Chmp condurrà due revisioni distinte: una per l’associazione casirivimab/imdevimab e l’altra per bamlanivimab/etesevimab. La revisione dell’Ema, spiega l’Agenzia, “ha lo scopo di fornire un parere scientifico armonizzato a livello dell’Ue, che supporti un’eventuale decisione a livello nazionale di utilizzare gli anticorpi prima che sia concessa un’autorizzazione formale”. Fonte Doctor33

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Reazioni allergiche ai vaccini per Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Nel recentissimo rapporto AIFA sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19, su 1.564.090 dosi di vaccino somministrate in Italia nel periodo compreso tra il 27.12.20 e il 26.01.21, sono stati riportati 13 casi di anafilassi/shock anafilattico al vaccino Pfizer-BioNTech. Dodici casi sono relativi a soggetti di sesso femminile e 1 caso a un soggetto di sesso maschile, con un’età media di circa 45 anni. Tutti i casi sono stati rapidamente assistiti e trattati presso il centro vaccinale dove è avvenuta la vaccinazione o prontamente riferiti ad un servizio di pronto soccorso. In 3 casi, i soggetti riferivano una storia clinica di allergia, prevalentemente a pollini e alimenti, laddove in 1 caso, il soggetto riferiva una pregressa reazione allergica ad altro vaccino. Le considerazioni alla base del documento tecnico. Il documento tecnico realizzato grazie alla collaborazione degli esperti delle due Società Scientifiche Italiane di Allergologia si basa sulle seguenti considerazioni: Non è corretto escludere “tout court” dalla vaccinazione i soggetti allergici, come proposto inizialmente da alcune agenzie europee; I pazienti con reazioni anafilattiche severe (con interessamento respiratorio e/o cardiocircolatorio) da altre sostanze/farmaci o affetti da particolari malattie come, ad esempio, mastocitosi e asma bronchiale non controllato possono eseguire la vaccinazione, ma necessitano di una gestione più specifica ed individualizzata che comporta, ad esempio, l’osservazione prolungata, la premedicazione o la stabilizzazione della malattia di base; I costituenti dei vaccini per COVID-19 ritenuti attualmente sensibilizzanti sono presenti anche in altri medicinali in commercio, per cui si rende necessaria una conoscenza specifica di tale problematica, propria dell’allergologo;
I pazienti ad alto rischio di reazione anafilattica severa debbono essere vaccinati in ambiente idoneo con disponibilità immediata dei presidi per affrontare emergenze anafilattiche gravi; Il dosaggio della triptasi sierica dopo l’evento acuto (vale a dire da 30’ a 2 ore dall’inizio della reazione) è indispensabile per una puntuale caratterizzazione degli eventi anafilattici che dovessero avvenire in corso di vaccinazione. Gli esperti allergologi suggeriscono di sottoporre ai pazienti, in anticipo rispetto alla seduta vaccinale, un questionario allergologico più completo di quello proposto attualmente. E’ necessario verificare se il paziente ha sofferto di anafilassi severa (coinvolgimento del sistema cardiovascolare e/o respiratorio) da qualsiasi causa o da causa non nota, se soffre di asma non controllato, se ha diagnosi di mastocitosi, se ha avuto reazioni allergiche a precedenti vaccini o a PEG e Polisorbati. I pazienti con una sola di queste condizioni dovrebbero essere preventivamente inviati a visita allergologica, possibilmente con un accesso preferenziale e programmabile, per effettuare una diagnostica specifica che permetta di stratificare il rischio.

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The Spinelli Group president warns of risk of irrelevance for the conference of the future of Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

“I express my deep concern about the recent developments on the Conference on the Future of Europe, following the recently published revised Council position, which is object of discussions in the negotiations between the EU institutions in these hours”.
“While I very much believe that the Conference should start immediately, at the same time the Council document contains serious shortcomings in terms of governance, mandate, and contents. The envisaged methods for direct participation from citizens appear insufficient, and it is inappropriate, at the very least, excluding from the discussion possible suggestions for Treaty change. The outcome of the Conference should be reflected in a report to be discussed by all EU Institutions on an equal and balanced manner and not by the European Council only.”“The Conference on the Future of Europe shall be about citizens and their voices in Europe, but inadequate involvement of citizens in the process, offering them the chance to provide input or evaluate output in a meaningful manner, would seriously risk jeopardising the whole aim of the Conference.”
“Important issues also emerge on the leadership of the Conference. In this respect, it is imperative that the European Parliament, being the only institution enjoying direct expression from the citizens, occupies a central role. I believe that all political groups shall be represented adequately in the body that decides on fundamental details on the way the Conference is organised and how citizens will actually be involved.”The Board of the Spinelli Group is gathering on Wednesday 10 February to discuss its official position on the matter and will submit its considerations on the Joint Declaration and the Conference on the Future of Europe to the institutions’ negotiators and the press.The Union of European Federalists (UEF) is a pan-European, non-governmental political organisation dedicated to the promotion of European political unity. For more than 70 years UEF has been a leading voice in the promotion of European unity and an early campaigner for key milestones in the development of the European Communities and then the European Union. With 25 national sections and over 400 local groups across Europe, UEF promotes a federal Europe among citizens and political representatives at all levels of government. More on: http://www.federalists.eu.

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