Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 11 febbraio 2021

“Scuola: ok qualche giorno in più ma docenti lavorano senza interruzione da inizio anno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Antonello Giannelli (associazione nazionale presidi) a 24 Mattino su Radio 24: “Scuola, ok qualche giorno in più ma docenti lavorano senza interruzione da inizio anno” Calendario scolastico, “qualche giorno in più si può anche fare ma non credo risolvi il problema, mi sembra difficile andare oltre le due settimane in più che comunque non cambiano la vita”. Così Antonello Giannelli, presidente Associazione nazionale Presidi a 24 Mattino di Simone Spetia su Radio 24. “Bisogna tenere conto dei docenti che stanno lavorando senza interruzione dall’inizio dell’anno, non si deve pensare che siccome non si è stati fisicamente a scuola non si siano impegnate energie, sia da parte dei docenti che degli studenti”. Giannelli specifica a Radio 24: “ci sono delle differenziazioni da fare, è importante capire scuola per scuola quali sono le carenze formative che si sono generate ed intervenire in modo mirato”. (by Maria Luisa Chioda)

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Scuola: Concorso Straordinario 2020. Incostituzionale escludere parte degli iscritti al TFA Sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

La questione relativa all’esclusione dei candidati iscritti alle selezioni o ai percorsi del TFA V ciclo era stata segnalata proprio dall’Anief all’atto della pubblicazione del Bando relativo al Concorso Straordinario 2020 per la scuola secondaria. Il D.D. 23/04/2020 n. 510, infatti, all’art. 2, comma 3, prevedeva che “Ai sensi dell’art. 1, comma 18-ter del decreto Legge, sono ammessi con riserva alla procedura straordinaria di cui all’art. 1 per i posti di sostegno, i soggetti iscritti ai percorsi di specializzazione all’insegnamento di sostegno avviati entro il 29 dicembre 2019. La riserva si scioglie positivamente solo nel caso di conseguimento del relativo titolo di specializzazione entro il 15 luglio 2020”, escludendo, di fatto, quanti fossero in attesa dell’avvio o della conclusione dei corsi avviati dopo il 29 dicembre 2019 ma comunque sempre prima della presentazione delle domande di partecipazione al Concorso Straordinario che, è bene ricordarlo, prevedevano l’invio della domanda di partecipazione entro il 10 agosto 2020.Il Consiglio di Stato, infatti, dà piena ragione ai legali Anief ed evidenzia come, nel restringere la platea dei soggetti aventi titolo a partecipare alla procedura concorsuale straordinaria ai soli docenti che risultavano iscritti ai corsi TFA entro il 29 dicembre 2019 o che lo conseguivano entro il 15 luglio 2020, “pur avendo titolo a parteciparvi ex ante ed in astratto e non avendo potuto farlo solo per il relativo slittamento dei tempi di indizione delle diverse procedure, dimostrano l’indebita restrizione non solo materiale del principio di ragionevole massima partecipazione, ma soprattutto connessa all’evidente incoerenza della norma primaria con gli interessi pubblici perseguiti col collegamento tra i TFA/S e detto concorso” ed aggiunge che, in definitiva, appare condivisibile la rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale posta dai legali Anief riguardo l’art 1, co. 18-quater del DL 126/2010, “nella parte in cui pone una data fissa (senza avere riguardo al fatto che il corso abilitante legittimante la partecipazione sia stato comunque avviato prima dell’indizione del concorso straordinario ed al fatto che l’ammissione al corso abilitante sia avvenuta in data utile per la presentazione della domanda al concorso straordinario) per l’ammissione degli specializzandi TFA/S al concorso riservato, per titoli ed esami previsto dalla medesima disposizione ed altresì nella parte in cui pone una data fissa pure per il conseguimento della abilitazione (senza considerare chi comunque consegua l’abilitazione in tempo utile per l’ammissione in servizio) e da quelle racchiuse nei commi precedenti, per violazione degli artt. 2, 3, 32, 34 e 97 e 113 della Costituzione”.In conclusione, dunque, il Consiglio di Stato ritiene indispensabile, come richiesto dall’Anief “riportare a ragionevolezza la disuguaglianza provocata dalla data fissa, giacché, trattandosi di ammissione ad un concorso a pubblici impieghi, il bando e la norma presupposta ex art. 1, co. 18-ter, il bando impugnato e la richiamata normativa che lo ha legificato si pongono, pertanto, in violazione dell’art. 3 Cost.” e concede le immediate misure cautelari richieste dai legali Anief ai fini della partecipazione al Concorso Straordinario dei ricorrenti, dichiarando “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art 1, co. 18-ter del DL 29 ottobre 2019 n. 126 (conv. modif. dalla l. 20 dicembre 2019 n. 159), in relazione artt. 2, 3, 32, 34 e 97 della Costituzione”. Ancora una volta, dunque, Anief ha tutelato i diritti dei precari della scuola. A breve i ricorrenti che si sono affidati con fiducia al nostro sindacato riceveranno tutte le istruzioni utili per la loro corretta partecipazione al Concorso Straordinario.

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Scuola: Concorso straordinario docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Via libera da parte del Comitato tecnico scientifico alla ripresa del concorso straordinario per l’immissione in ruolo di 32mila docenti che abbiano insegnato almeno tre anni nella scuola secondaria: gli esperti hanno autorizzato lo svolgimento delle ultime quattro prove che erano rimaste sospese, già programmate per i giorni 15, 16, 18 e 19 febbraio prossimi. Le verifiche si svolgeranno con una media di 10 candidati per aula, dunque nei limiti previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 gennaio. Coloro che supereranno la prova – servirà acquisire almeno 56/80 punti – ma non rientreranno nel numero dei posti banditi per la propria classe di concorso nella regione scelta, conseguiranno comunque l’abilitazione all’insegnamento secondo una procedura ancora non specificata dal Ministero dell’Istruzione.Per il ministero dell’Istruzione l’obiettivo rimane quello di avere tutti i vincitori entro il prossimo mese di settembre, allo scopo di poterli già avere a disposizione e gradualmente assumerli a partire dal prossimo avvio di anno scolastico. Secondo Anief, non è detto comunque che il programma venga rispettato: si dovrà, infatti, anche attendere l’esito delle prove suppletive ordinate dai giudici per via delle immotivate esclusioni di tanti candidati che non hanno potuto partecipare alle prove per via del Covid, per i quali il giovane sindacato continua a raccogliere adesioni per presentare ricorso. Ammesso, comunque, che si faccia in tempo, questa procedura inciderà solo in modo minimale sulla lotta al precariato cronico.

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Scuola: Ipotesi nuovo calendario scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente Anief, interviene su uno dei punti principali illustrati dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “pensare di allungare l’anno scolastico per recuperare le carenze formative derivanti dal lockdown e dai problemi didattici che ha creato la pandemia non ci trova d’accordo: la didattica a distanza è stata regolarizzata e va considerata alla pari delle lezioni in presenza”. Il presidente del sindacato rappresentativo Anief ritiene dunque che le priorità da attuare siano altre: “Bisogna intervenire subito, avvalendosi anche dei fondi del Recovery plan, sulla cancellazione di 20mila classi pollaio, sui plessi scolastici dismessi a seguito dello scellerato dimensionamento Tremonti-Gelmini, oltre che sugli organici da stabilizzare il prima possibile, perché a settembre si rischia seriamente di toccare un altro record di cattedre assegnate a personale precario che andava assunto in ruolo da tempo, come ci chiede la Commissione europea da oltre 20 anni”.

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Vaccini somministrati agli insegnanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

I vaccini che saranno somministrati agli insegnanti e al personale scolastico garantiscono una efficacia sufficiente al raggiungimento dell’immunità del sistema scuola e Università. È quanto sostiene Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, a proposito dell’annunciata accelerazione del piano vaccini che, in anticipo rispetto a quanto programmato, permetterà già nei prossimi giorni di avviare la Fase 3 (che coinvolge il personale scolastico e universitario docente e non docente, ma anche altre categorie considerate maggiormente a rischio come le forze dell’ordine, il personale e gli ospiti delle carceri e altre) in parallelo alla Fase 1. “I dubbi sull’efficacia del vaccino riservato al personale scolastico e universitario docente e non docente – ha spiegato la professoressa Susanna Esposito – sono legittimi. Tuttavia, l’accelerazione del piano vaccinale che permette di anticipare i tempi è una buona notizia. Seppur in attesa di definire l’impatto che i nuovi vaccini avranno sul contagio, non c’è dubbio sul fatto che il loro impiego permetterà di raggiungere una sorta di immunità del sistema scuola e Università, assolutamente prioritaria in questa fase”.Si all’impiego nel vaccino nelle scuole e nelle Università anche al di sotto dei 55 anni. Nessun dubbio sull’efficacia dei nuovi vaccini e nessun rischio per la salute delle persone. “Il personale scolastico – continua la professoressa Esposito – ricopre un enorme ruolo sociale, non inferiore a quello dei medici e del personale sanitario. È assolutamente prioritario garantire a questa categoria la protezione dai rischi di contagio, così come è necessario rispondere ai dubbi e rassicurare gli indecisi sia sull’efficacia della somministrazione, sia sulla sicurezza dei vaccini sgomberando il campo da pregiudizi e fake news. Come gli altri vaccini, anche quelli per il Covid, indipendentemente dal tipo, possono procurare all’indomani della somministrazione effetti collaterali prevalentemente lievi e locali nella sede di iniezione, senza che esista alcun rischio per la salute delle persone”.Il piano vaccinale non rappresenta l’unica arma a disposizione per garantire il regolare svolgimento delle lezioni da qui alla fine dell’anno scolastico. Secondo la prof.ssa Esposito, infatti, è necessario integrare l’azione di monitoraggio, in particolare avviare un maggior numero di test rapidi su tamponi tra la popolazione studentesca. “Ѐ ormai confermato – spiega la professoressa Esposito – che la trasmissione di SARS-CoV-2 è sostenuta principalmente dai gruppi di età 20-49 anni e che questa fascia di popolazione continua ad essere quella che contribuisce in modo deciso alla diffusione del virus. Ne è prova che la riapertura della scuola non ha comportato un aumento sostanziale delle morti attribuibili a COVID-19. I ragazzi dei licei si sono ammalati soprattutto nelle attività extra-scolastiche. È, tuttavia, importante affiancare al piano di vaccinazione del personale scolastico, quella di monitoraggio tra gli studenti, aumentando l’attività di contact tracing e rendendo sistematici i test e i tamponi tra la popolazione studentesca”.

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Scuola: A settembre tutti gli insegnanti in classe?

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, traccia il percorso da attuare per coprire in tempi ristretti le oltre 200 mila cattedre annuali con l’inizio del nuovo anno scolastico, così come illustrato dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “Bisogna assumere tutti i candidati inseriti nelle graduatorie vigenti entro luglio e prevedere un canale riservato per i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, esattamente come ci chiede l’Europa”, dichiara Pacifico. A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento – da parte del Comitato dei diritti sociali europei – del ricorso n. 146/2017 che ha detto sì a decine e decine di migliaia di precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine a cui sono sottoposti a ogni inizio d’anno scolastico, in pieno contrasto con la direttiva, la 1999/70/CE, che l’UE ha emesso proprio per assumere in modo automatico tutti i precari storici.

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Investimenti in Smart building in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Ha superato gli 8 miliardi di euro il volume complessivo di investimenti in Smart building in Italia nel 2019, ma solo 2 miliardi – relativi al 25% degli interventi effettuati – hanno riguardato soluzioni effettivamente smart, capaci cioè di trasformare o dotare un edificio di “intelligenza” e autonomia di gestione: una cifra ancora limitata dovuta alla scarsa consapevolezza dei concreti vantaggi che questo tipo di edifici può assicurare ai suoi occupanti in termini di risparmio energetico e sicurezza, salute e benessere, e tuttavia destinata a crescere significativamente nel prossimo decennio, una volta superata la crisi da Covid19. Sono alcune delle evidenze contenute nello Smart Building Report 2020 redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla seconda edizione e presentato questa mattina. L’analisi – condotta come sempre in collaborazione con le molte aziende partner e incrociando i dati di varie fonti con un buon numero di interviste a operatori del settore – vuole fotografare lo stato dell’arte degli Smart Building in Italia, in particolare in tema di servizi offerti agli utilizzatori, che in prospettiva dovranno essere sempre più integrati e interattivi. Un fenomeno certamente molto interessante agli occhi del mercato, che però sembra non averne ancora colto appieno il valore.Nel Report si dà conto di diversi temi: dallo sviluppo dello Smart Readiness Indicator-SRI (l’indicatore che misurerà il grado di “smartness” di un edificio in modo omogeneo in tutta Europa) all’evolversi della normativa, alla buona accoglienza del Superecobonus, che rappresenta tuttavia solo l’inizio di un necessario percorso di riqualificazione del parco immobiliare italiano, da sostenere con una campagna di informazione che spieghi chiaramente quali vantaggi tangibili ne derivano. Ancora, lo studio evidenzia nel medio-lungo periodo il ruolo delle startup, destinate a influenzare le strategie di innovazione e i modelli di business. Lo Smart Building – ad uso sia privato che pubblico: abitazioni, uffici, centri commerciali, banche, ospedali, hotel – è dunque un ecosistema in grado di offrire diversi servizi suddivisi in sei aree: Energy, Safety, Security, Comfort, Health, General services. Tornando ai 2 miliardi di investimenti effettivamente in ottica smart, la parte del leone (75%) la fanno i Building devices&solutions (le tecnologie di generazione di energia, di efficienza energetica e che garantiscono il comfort, la sicurezza e la salute degli occupanti), mentre il restante 25% è ripartito in modo omogeneo tra Automation technologies (13%), la sensoristica finalizzata alla raccolta dati, e Piattaforme di gestione e controllo (12%), i software che queste informazioni raccolgono, elaborano e analizzano grazie a strumenti di comunicazione (Connectivity) che ne permettono il passaggio. All’interno dei Building devices&solutions, che nel 2019 valgono il 69% degli investimenti totali (5,5 miliardi di euro su 8,2), il settore energetico continua a fare da traino (3 miliardi, pari al 55%), primato che si conferma anche nelle soluzioni più propriamente smart (800 milioni su 1,5 miliardi, cioè il 53,2%) a riprova di come l’efficientamento energetico e la produzione da fonti di energia rinnovabile siano ancora le tematiche preponderanti. I restanti 2,5 miliardi di investimenti totali sono suddivisi tra comfort (25%, 1,3 miliardi) e sicurezza (20%, 1,1 miliardi), mentre è ancora marginale (0,3%) il ruolo delle tecnologie legate alla salute.
Ma quali sono gli sviluppi attesi nei prossimi 5 anni? “Molto dipenderà dall’andamento del mercato immobiliare – spiega Frattini -: il rinnovamento del parco tecnologico e la penetrazione di tecnologie smart, oggi non ancora sufficientemente diffuse, sono strettamente correlati allo sviluppo del comparto edilizio, che in Italia è molto più vecchio rispetto alla media europea. La realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli esistenti, comprese le riqualificazioni di alcune aree dismesse, sono infatti al centro delle principali modifiche urbanistiche che molte città italiane vareranno nel prossimo decennio, interventi che fungeranno da traino al mercato degli Smart building”. Considerando una serie di variabili (impatto del Covid19, maturità del comparto tecnologico, sviluppi normativi, incentivi fiscali, propensione all’adozione da parte del mercato) l’E&S Group ha costruito da qui al 2025 tre differenti scenari che coinvolgono in maniera diversa ciascuna tecnologia. Ad esempio, nel suo complesso il settore Energy risentirà negativamente degli effetti della pandemia, ma le pompe di calore al contrario potrebbero avere un incremento dei volumi del 74% nello scenario moderato e arrivare fino a 3,3 miliardi di investimento in più in quello accelerato, grazie agli obiettivi vincolanti del PNIEC e alla maggiore penetrazione nei settori residenziale e terziario. Ancora, sia il comparto delle Automation technologies che quello delle piattaforme di controllo e di gestione risentiranno in maniera più contenuta della crisi pandemica: dopo lo stallo dello scorso anno, si stima che il volume di investimenti nello scenario moderato registrerà una crescita media del 16% annuo. Il mercato della sensoristica e degli attuatori si attesterà intorno a 2,7 miliardi di euro nel 2025, invece le piattaforme di raccolta, elaborazione e analisi dei dati acquisiti raggiungeranno i 2,5 miliardi.

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Visa lancia Visa Everywhere Initiative

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Al via l’edizione 2021 di Visa Everywhere Initiative (VEI), competizione globale che chiama a raccolta fintech e startup impegnate a risolvere le sfide dei pagamenti e del commercio del futuro. Il modo in cui i cittadini europei pagano e vengono pagati sta cambiando rapidamente, dal momento che consumatori ed esercenti di tutto il mondo si affidano sempre più ai pagamenti contactless, mobile e online per i loro acquisti quotidiani. Con il passaggio al digitale, startup e fintech giocano un ruolo importante nello sviluppo di nuovi modi sicuri per consumatori ed esercenti di pagare ed essere pagati.Le startup presentano le loro idee a una giuria di esperti in ambito pagamenti in un primo round di competizioni suddivise per area geografica. I vincitori di questa prima fase vengono invitati a sfidarsi in una competizione globale con un montepremi di $100.000, dove sono chiamati a raccontare la loro storia e startup. Il primo passo per partecipare a Visa Everywhere Initiative (VEI) è registrarsi sul sito per presentare la propria candidatura, accedere alle risorse, annotare le scadenze e saperne di più.Un programma globale per tutti, ovunqueDal suo lancio nel 2015, le startup di sei continenti e oltre 100 paesi hanno raccolto complessivamente più di $2,5 miliardi in finanziamenti attraverso Visa Everywhere Initiative. Visa è impegnata a sostenere startup e imprese avviate da chiunque, ovunque nel mondo, facendo un appello speciale agli innovatori in ambito pagamenti di tutte le razze/etnie, età, genere e orientamento sessuale. Chi può partecipare a Visa Everywhere Initiative.Visa è alla ricerca di menti creative che, in ambito pagamenti e commercio, risolvano le sfide affrontate da imprese di ogni dimensione e settore. Durante l’evento finale saranno assegnati quattro premi:
1-Vincitore assoluto: $50,000 USD
2-Preferito dal pubblico: $25,000 USD
3-Secondo posto: $15,000 USD
4-Terzo posto: $10,000 USD
Sia il vincitore assoluto che il 2° e 3° classificato possono concorrere al premio “preferito dal pubblico”. Visa non richiede alcun investimento per partecipare a Visa Everywhere Initiative.
Chiusura iscrizioni: 18 Giugno. Evento finale: 19 Luglio. Evento finale globale: 14 Settembre 2021.

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Agricoltura: Crisi economica e rischio infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Tra le conseguenze della crisi economica c’è anche l’avanzata della criminalità organizzata, che grazie a grandi disponibilità di liquidità e al potere esercitato in alcune aree del Paese minaccia le piccole e medie imprese agricole – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Proprio in questi giorni, le denunce della Direzione Investigativa Antimafia e gli arresti nelle province di Caltanissetta e Agrigento hanno acceso i riflettori su un fenomeno che non è certo nuovo, ma che rischia di aggravarsi in un momento delicato come quello attuale.L’agricoltura sana, che si prende cura del territorio e funge da motore del nostro sistema economico, va salvaguardata con tutti i mezzi a disposizione soprattutto ora – continua Tiso. Le istituzioni sono perciò chiamate a vigilare con la massima attenzione, coinvolgendo la magistratura e le forze dell’ordine affinché le infiltrazioni della malavita siano stroncate sul nascere e sia garantita la piena libertà d’impresa. L’attività di repressione tuttavia non basta. Bisogna proteggere le imprese più fragili, quelle più a rischio di diventare preda della criminalità, con sussidi mirati. Altrettanto indispensabile è la promozione della cooperazione tra i piccoli agricoltori attraverso le Organizzazioni dei produttori e altre forme di mutualità, che permettano loro di difendersi non solo dalle insidie del mercato ma anche da una malavita che ha messo da tempo nel mirino l’agricoltura e i suoi lavoratori.

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“La tragedia delle Foibe è una storia italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

“E’ una storia di tutti, non un ricordo di parte da interpretare e cercare di delegittimare. Gobetti sta tentando un’operazione ai limiti del negazionismo: ci sono foto che lo ritraggono di fronte monumenti in onore dei partigiani titini massacratori di italiani con indosso magliette con il viso di Tito. Laterza era a conoscenza di questi inquietanti aspetti del sedicente “storico” nostalgico di Tito? Operazioni editoriali come quella di Eric Gobetti, osannata dalla sinistra estrema, dall’Anpi e di chi cerca facili vie al giustificazionismo, sono inaccettabili e minano lo spirito stesso della commemorazione: Fassino, Violante, Napolitano, nonostante la propria storia politica, hanno condiviso la memoria, nell’ottica della pacificazione nazionale. Una mistificazione dal basso valore scientifico e dal dubbio gusto, a partire dal titolo “E allora le foibe?”, una pubblicazione inconsistente stroncata da accademici e giornalisti. Tanto più che scopriamo che Gobetti ha proprie foto con la bandiera dei partigiani titini, gli stessi che trucidarono migliaia di italiani, un nostalgico titino. Rispettiamo la libertà di manifestazione del pensiero di Gobetti ma il rispetto di chi perse la vita deve essere anch’esso garantito: chiediamo a Laterza di ritirare il libro e le scuse di Gobetti. È necessario e urgente istituire una commissione presso il Mibact composta da storici indipendenti così da poter garantire un insegnamento più oggettivo possibile sui fatti tragici della Nazione.” Così in una nota i deputati componenti della commissione Cultura Federico Mollicone e Paola Frassinetti.

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“La tragedia delle foibe e l’esodo degli italiani di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

“Sono avvenimenti che fanno parte della nostra storia. Una storia alla quale, per troppo tempo, non è stato riservato il rilievo che le sarebbe spettato ma che fa riflettere sulla responsabilità e sulla necessità di essere testimoni per non dimenticare”. E’ il commento del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, in occasione del ‘Giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata’.
“Le sofferenze subite, infatti, devono servire da insegnamento perché non vengano mai negati i diritti delle persone e perché ognuno, nel proprio quotidiano, combatta l’indifferenza rafforzando la difesa della democrazia e della pace e creando reti tra persone che sanno e vogliono dialogare camminando nella stessa direzione” ha concluso De Vito.

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Salario minimo come rimedio alla disuguaglianza e alla povertà lavorativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles.Per combattere disuguaglianza e povertà lavorativa, il PE chiede un salario minimo, condizioni eque per i lavoratori delle piattaforme digitali ed equilibrio tra lavoro e vita privata.Il principio secondo cui il lavoro è il mezzo migliore per combattere la povertà non si applica ai settori a bassa retribuzione e a quelli che lavorano in condizioni di lavoro precarie e atipiche. I deputati esortano dunque la Commissione e i Paesi UE ad includere la prevenzione della povertà lavorativa nell’obiettivo globale di porre fine alla povertà nell’Unione.I deputati accolgono la proposta della Commissione di direttiva UE su salari minimi adeguati, descrivendola come un passo importante per garantire che tutti possano guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro e partecipare attivamente alla società. Dove applicabile, la direttiva dovrebbe garantire che i salari minimi legali siano sempre fissati al di sopra della soglia di povertà.Inoltre, i datori di lavoro non dovrebbero adottare prassi che prevedono la deduzione dai salari minimi dei costi necessari per l’esecuzione del lavoro, come l’alloggio, gli indumenti necessari, gli strumenti, i dispositivi di protezione personale e altre attrezzature.I deputati sottolineano che il quadro legislativo relativo alle condizioni minime di lavoro deve essere applicato a tutti i lavoratori come ulteriore elemento della lotta contro la povertà dei lavoratori, inclusi i lavoratori precari e atipici della gig economy.I lavoratori delle piattaforme digitali devono essere inclusi nelle leggi vigenti in materia di lavoro e nelle disposizioni in materia di sicurezza sociale. Inoltre, la proposta legislativa della Commissione dovrebbe garantire che i lavoratori delle piattaforme possano costituire rappresentanze dei lavoratori e formare sindacati per concludere contratti collettivi.I deputati invitano gli Stati membri a recepire rapidamente la direttiva sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare e a darle piena attuazione. Poiché, tendenzialmente, le donne sono in media più esposte degli uomini al rischio di povertà e di esclusione sociale rispetto agli uomini, è fondamentale far fronte al divario retributivo di genere e garantire l’accesso a un’assistenza all’infanzia di qualità ed economicamente accessibile. Il testo non legislativo è stato approvato con 365 voti favorevoli, 118 contrari e 208 astensioni.

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Economia circolare: PE chiede regole più severe per consumo e riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. Il PE ha approvato una serie di raccomandazioni per raggiungere un’economia a zero emissioni, sostenibile, priva di sostanze tossiche e completamente circolare entro il 2050.La risoluzione è una risposta al piano della Commissione sull’economia circolare. Secondo i deputati, sono necessari obiettivi vincolanti per il 2030 sull’impronta ecologica dei materiali e dei consumi per l’intero ciclo di vita dei prodotti per ogni categoria di prodotto immessa sul mercato dell’UE. Nel testo, si invita pertanto la Commissione a proporre obiettivi vincolanti specifici per prodotto e/o per settore relativi al contenuto riciclato.Inoltre, il PE esorta la Commissione a presentare una nuova legislazione nel 2021 che estenda l’ambito di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile per includere i prodotti non legati all’energia. Ciò dovrebbe stabilire delle norme specifiche per prodotto, in modo che i prodotti immessi sul mercato dell’UE forniscano prestazioni, durabilità, riutilizzabilità, riparabilità, non tossicità, possibilità di miglioramento, riciclabilità, contenuto riciclato ed efficienza dal punto di vista energetico.Il testo è stato approvato con 574 voti favorevoli, 22 contrari e 95 astensioni.Durante il dibattito, i deputati hanno anche sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sarà possibile solo se l’UE implementerà un modello di economia circolare e che tale cambiamento creerà nuovi posti di lavoro e opportunità commerciali. Inoltre, La legislazione corrente sui rifiuti deve essere implementata in maniera più approfondita e sono necessarie ulteriori misure per settori e prodotti chiave quali il tessile, la plastica, l’imballaggio e l’elettronica.

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Via libera del PE al dispositivo per la ripresa e la resilienza da 672,5 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. Martedì sera, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il dispositivo per la ripresa e la resilienza per aiutare i paesi UE a far fronte alle conseguenze della pandemia di COVID-19.Il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso al dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF, Recovery and Resilience Facility) è stato approvato con 582 voti favorevoli, 40 contrari e 69 astensioni, con i risultati della votazione annunciati mercoledì mattina. Si tratta della componente più cospicua del Piano di ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro.672,5 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti saranno messi a disposizione per finanziare misure nazionali intese ad alleviare le conseguenze economiche e sociali della pandemia. Il dispositivo potrà finanziare anche dei progetti collegati, iniziati dal 1° febbraio 2020. I finanziamenti saranno disponibili per tre anni e i governi dell’UE possono richiedere fino al 13% di prefinanziamento per i loro piani di ripresa e resilienza.Per essere ammissibili al finanziamento, i piani nazionali si devono incentrare su politiche chiave dell’UE quali la transizione verde, compresa la biodiversità, la trasformazione digitale, la coesione economica e la competitività, nonché la coesione sociale e territoriale. Potranno essere finanziati anche i progetti che si concentrano sulla reazione delle istituzioni alle crisi e sulle modalità per aiutarle a prepararvisi, come anche le politiche a favore dei minori e dei giovani, compresa l’istruzione e lo sviluppo di competenze.Ciascun piano deve destinare almeno il 37% del proprio bilancio al clima e almeno il 20% alle azioni digitali. I piani dovranno avere un impatto duraturo sia in termini sociali che economici, includere riforme globali e un robusto pacchetto di investimenti e non danneggiare significativamente gli obiettivi ambientali.Il regolamento stabilisce anche che potranno ricevere fondi a titolo del dispositivo soltanto i paesi membri impegnati nel rispetto dello Stato di diritto e dei valori fondamentali dell’Unione europea.Per discutere dello stato della ripresa nell’UE e delle modalità di realizzazione di obiettivi e target da parte dei Paesi UE, la Commissione europea, che è responsabile del monitoraggio dell’attuazione del dispositivo, può essere invitata a comparire ogni due mesi dinanzi alle commissioni competenti del Parlamento. La Commissione metterà anche a disposizione degli Stati membri un sistema integrato di informazione e monitoraggio per poter fornire informazioni comparabili su come vengono utilizzati i fondi.

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European MidCap Event, appuntamento a Francoforte

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. Nuova tappa virtuale a Francoforte per l’European MidCap Event, il ciclo di incontri dedicato alle piccole e medie aziende italiane, organizzato da Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – in collaborazione con CF&B Communication, agenzia specializzata nelle relazioni tra società quotate e investitori istituzionali. L’evento, che si terrà martedì 9 febbraio, è rivolto ancora una volta agli investitori provenienti dai vari paesi europei. Un viaggio, seppur virtuale, che toccherà le più importanti piazze finanziari europee con Intermonte Sim unico broker italiano ad accompagnare le mid e small caps italiane appartenenti ai più svariati settori (da quello tecnologico a quello industriale, passando per quello sanitario), in incontri con investitori provenienti da diversi Paesi europei. L’evento vedrà la partecipazione di 15 piccole e medie aziende italiane quotate che prenderanno parte a ben 102 meeting: Avio; Emak; Esprinet; Gpi; Guala Closures; LU-VE; MailUp; Reno De Medici; Reply; Retelit; Salcef; Seri Industrial; Somec, TXT e-Solutions; Wiit. A questo link http://frankfurt2021.midcapevents.com/participants, invece, è possibile consultare l’elenco completo di tutte le altre società europee partecipanti. Sarà l’occasione per le società di effettuare one-to-one meeting o group meeting con 58 società di gestione, 73 gestori di 9 paesi.

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Il futuro della filiera zucchero in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. Sarà svolto da Areté lo studio della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea (DG Agri) sul futuro della filiera zucchero in Europa. L’obiettivo ambizioso è di analizzare la capacità e le strategie di adattamento messe in campo a tutti i livelli della filiera per rispondere ai profondi cambiamenti dettati dalla transizione “post quote” e dal mutare delle condizioni di mercato e di produzione nell’UE e nei Paesi terzi. Areté mette in campo per il progetto un team di oltre trenta esperti, di cui la metà dislocati nei principali Paesi UE toccati dallo studio, nonché in UK, Stati Uniti e Brasile. Un anno di lavoro che vede coinvolti alcuni tra i principali esperti del settore tra policy, mercati, prezzi e strategie aziendali.In che modo la filiera si è riadattata al mutato contesto politico; dove e come si è spostata la produzione, se e come si sono ricollocate o riconvertite le attività e concentrate le aziende; quanto l’intero sistema si è rivelato resiliente e potrà esserlo ancora di fronte alle sfide future, dettate dal contesto internazionale di mercato dello zucchero. Questi alcuni interrogativi a cui lo studio risponderà. In particolare, analizzerà quanto è accaduto e sta accadendo non soltanto nell’UE ma anche in alcuni Paesi terzi importanti produttori di zucchero, per dare risposta a questi quesiti ed indicare le strade che si sono rilevate efficaci per garantire la resilienza del settore e delle filiere.Una filiera, quello dello zucchero, profondamente scossa in tutta Europa dalla riforma del 2005 e dalla successiva abolizione delle quote avvenuta nel 2017. In Italia, negli stessi anni, il numero di zuccherifici si è ridotto da diciannove a due, mentre la produzione crollava dal milione e mezzo di ton della campagna 2004/05 alle 200mila di oggi. In Europa la produzione ha tenuto, ma a costo di una profonda ristrutturazione che ha comportato la chiusura di ben 85 impianti, con il numero di zuccherifici in attività sceso dai 189 del 2005 ai 104 attuali. Drastico l’impatto anche sull’occupazione (-42%, con circa 22mila unità perse), e sul numero di bieticoltori, che nell’UE si era dimezzato rispetto al periodo pre-riforma già nel 2013, passando da circa 300.000 a circa 150.000.“L’Europa e molti Paesi extra-UE hanno l’obbligo di sottoporre le misure di policy ad analisi preventiva e poi a verifica periodica, per valutarne efficacia ed efficienza ed accertarsi che stiano raggiungendo gli obiettivi desiderati, o modificarle ove necessario – spiega Enrica Gentile, CEO di Areté e responsabile della Policy Evaluation Unit – . Areté collabora moltissimo con le istituzioni europee e di diversi Paesi extra-UE, oltre che con tante importanti aziende del settore in Italia e all’estero, ma con le istituzioni italiane, fino ad oggi, è stato difficile. Confidiamo d’altro canto che in un momento in cui i policy-makers dovranno effettuare scelte importanti su come destinare le risorse (anche europee) e supportare resilienza e rilancio del settore, la cultura dell’analisi e della valutazione esterna diventi uno strumento consolidato anche in Italia”.

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LGIM lancia il primo ETF puro in Europa sull’economia dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Londra. L’ETF rafforzerà e integrerà l’attuale gamma di ETF tematici sostenibili di LGIM, dove rientrano l’L&G Clean Energy UCITS ETF e l’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF. In un momento nel quale la politica e l’economia iniziano ad allinearsi verso un mondo basato sull’energia sostenibile, LGIM lancia questa strategia con l’obiettivo di fornire agli investitori uno strumento di precisione per aggiungere, ai loro investimenti nell’energia pulita, anche un’esposizione alla catena del valore dell’economia dell’idrogeno. Il nuovo ETF può essere utilizzato insieme ai fondi citati per consentire agli investitori di aumentare l’esposizione all’economia dell’idrogeno pulito congiuntamente ai loro investimenti nella produzione di energia pulita e nello stoccaggio di energia.Attraverso una strategia di investimento dinamica e progettata attivamente da LGIM, basata sul database proprietario di GlobalData comprendente società che operano nel settore dell’idrogeno, l’ETF punta a ottenere un’esposizione all’intera catena del valore dell’idrogeno. Ciò significa aziende con una capitalizzazione di mercato minima di 200 milioni di dollari americani, inclusi produttori di elettrolizzatori, produttori di idrogeno, produttori di celle a combustibile, provider di soluzioni di mobilità specializzati, fornitori di componenti di celle a combustibile, società industriali e utility fondamentali e altri player nella catena di fornitura.La spinta globale alla riduzione delle emissioni di carbonio sta prendendo sempre più piede, e per il settore dell’idrogeno in Europa i policymaker stanno incoraggiando le industrie a passare all’idrogeno “verde” prodotto senza combustibili fossili, che potrebbe portare all’eliminazione fino a 830 milioni di tonnellate di emissioni globali di CO2 secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Il lancio dell’ETF va incontro alla crescente domanda da parte dei clienti e dei potenziali investitori, e punta a cogliere le opportunità create dalla combinazione di politiche a basse emissioni di carbonio da parte dei governi, progressi tecnologici e componenti più economici, che sta agevolando la crescita dell’economia dell’idrogeno: questa entro il 2050 dovrebbe portare a ricavi per 2,5 trilioni di dollari americani e a un potenziale infrastrutturale del valore di11 trilioni.
Commentando il lancio, Howie Li, Head of ETFs di LGIM, ha affermato: “L’accesso all’idrogeno pulito sarà fondamentale per ridurre le emissioni nei settori dove è più complesso farlo e dove l’elettrificazione da sola non è sufficiente. Gli impegni presi per l’economia dell’idrogeno da governi e imprese di tutto il mondo stanno creando opportunità di investimento a lungo termine, con fattori di spinta a breve termine. Riteniamo che questo fondo offra agli investitori un accesso d’avanguardia a questo settore in rapida evoluzione e consenta loro di controllare la quantità dell’esposizione all’idrogeno in portafoglio insieme ai nostri ETF sull’energia pulita e sulle batterie. L’ETF sull’idrogeno si aggiungerà a questi altri due fondi, completando così un’offerta che permetterà agli investitori di cogliere le potenzialità di crescita che si trovano nella generazione di energia pulita e nello stoccaggio di energia.” La strategia è quotata in Borsa Italiana, sulla Borsa di Londra, sulla Deutsche Boerse, sul Six Swiss Exchange e sul NYSE Euronext, ed è disponibile per gli intermediari e gli investitori retail del Regno Unito e dell’Europa.Il fondo si aggiunge all’attuale gamma tematica di LGIM, portandola a dieci fondi specializzati, che coprono una serie di temi legati alle disruptive technologies, come l’L&G Cyber Security UCITS ETF, con un AUM da 2,57 miliardi di dollari, l’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF, con masse gestite totali di 650 milioni di dollari, e l’L&G ROBO Global Robotics and Automation UCITS ETF, con AUM da 1,44 miliardi di dollari.Il team punta a consolidare le recenti performance positive dell’intera gamma, nella quale tutte le strategie ETF tematiche di LGIM hanno sovraperformato nel 2020 l’indice MSCI World di almeno il 35%.

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I deputati europei criticano la visita del capo della politica estera dell’UE a Mosca

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. In un dibattito martedì pomeriggio con il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell sulla situazione in Russia, alcuni deputati hanno difeso lo scopo della sua visita, mentre molti altri hanno condannato il suo viaggio a Mosca. Questi hanno sottolineato che non è arrivato in un buon momento, a causa del prolungato deterioramento delle relazioni UE-Russia, della continuata aggressione russa in Ucraina, della repressione dei manifestanti, oltre che per l’espulsione dei diplomatici UE dal paese e i tentativi di omicidio, da parte dei servizi segreti, e l’imprigionamento del leader dell’opposizione Alexei Navalny.Borrell ha detto, nella sua dichiarazione di apertura, che è andato a Mosca per capire, con la diplomazia di principio, se il governo russo fosse interessato ad affrontare le differenze e invertire gli sviluppi negativi nelle relazioni UE-Russia. La reazione che ha ricevuto indica una direzione diversa, ha aggiunto. Molti deputati hanno sottolineato che il governo russo non è interessato a invertire la tendenza negativa nelle relazioni con l’UE, finché l’Unione europea continua a sollevare questioni relative ai diritti umani e allo Stato di diritto. Hanno anche fortemente criticato il comportamento e l’atteggiamento del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov verso l’UE e Josep Borrell, durante i loro incontri e la conferenza stampa, che avevano l’obiettivo di minare l’immagine dell’UE. I deputati hanno anche stigmatizzato l’incapacità dei governi nazionali dell’UE, in seno al Consiglio, di mettere in atto una reazione più decisa contro la Russia, comprese ulteriori sanzioni. Alcuni, infine, hanno criticato alcune capitali dell’UE per non aver risposto in modo appropriato al deterioramento delle relazioni UE-Russia, ad esempio fermando il gasdotto Nord Stream II.

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Sport e sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Rappresentano due tematiche strettamente connesse. Sia dal punto di vista dell’inquinamento prodotto dalle grandi manifestazioni sportive che da quello delle capacità dello sport di diffondere messaggi positivi in favore della tutela ambiente. Sulla base di tale presupposto è stato sviluppato un progetto internazionale “Greencoach- Incorporating sustainability in the governance of sports organisations” che entra quest’anno nella sua fase operativa. Cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Erasmus + Sport, il progetto ha come obiettivi il favorire una gestione efficiente, dal punto di vista dell’impatto ambientale, delle società sportive e degli eventi da esse realizzate, promuovendo la sostenibilità quale elemento centrale nella gestione quotidiana delle loro attività. Analogamente il progetto intende favorire lo sviluppo di strumenti in grado di stimolare la consapevolezza delle organizzazioni sportive sull’inquinamento e sulla sostenibilità dei centri sportivi.“Green Coach” mira infine a sensibilizzare sportivi e spettatori sul tema della legame tra sport e ambiente, favorendo al contempo comportamenti responsabili e consapevoli.Tra le attività in programma vi saranno ricerche, studi, campagne pubbliche e iniziative ad hoc.Fra queste il monitoraggio dell’impatto ambientale delle attività di cinque organizzazioni sportive allo scopo di dare vita a una buona pratica che possa essere replicata con le altre società sportive; la creazione di un marchio di qualità (il GREENTEAM Seal) che darà visibilità alle società sportive impegnate nel miglioramento del loro impatto ambientale; la creazione di uno strumento online (il GREENCOACH TOOL) per il coinvolgimento e la sensibilizzazione di organizzazioni, sportivi, giocatori, famiglie, spettatori sull’importanza dei comportamenti sostenibili; la creazione di moduli educativi per la formazione di manager, atleti e spettatori volti a promuovere la consapevolezza sulle politiche di sostenibilità nei club e negli eventi sportivi.Il progetto che, avrà una durata di 36 mese, vede la partecipazione di cinque federazioni calcistiche e organizzazioni sia pubbliche che private. Ecoserveis (Spagna) coordinatore di progetto; le federazioni calcistiche di Francia, Norvegia, Svezia, Belgio francofono, la lega dilettanti della lituania; Il network associativo con sede in Italia TDM 2000 International, l’Università di Sant’Anna di Pisa. TDM 2000 International si occuperà della creazione degli strumenti educativi e della fase di disseminazione. L’ l’Università di Sant’Anna di Pisa della fase di ricerca e di studio.Angelica Perra Presidente TDM 2000 Internartional

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Gli ultimi dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat preoccupano tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

E’ evidente come sia necessario mettere in contatto la domanda con l’offerta di lavoro, che pure c’è e va supportata. Serve, in particolare, trovare il dipendente giusto considerando non solo l’esperienza ma anche la personalità. Secondo un’analisi di Jobtech, prima agenzia per il lavoro digitale, a fasce d’età diverse corrispondono attitudini e peculiarità più marcate: mentre i Millennials sono più metodici e amanti del lavoro in team, i più giovani, nella cosiddetta Generazione Z, si rivelano più flessibili ma insicuri sul lavoro. L’indagine, condotta su 1000 profili in ricerca attiva di lavoro in Italia, ha permesso di scoprire che l’inserimento di una risorsa della Generazione Z garantisce una maggior flessibilità oraria e di attività, ma espone potenzialmente ad una maggiore insicurezza nel prendere decisioni, soprattutto a fronte di responsabilità. I Millennials, dal canto loro, sono più propensi a mantenere un clima positivo sul posto di lavoro e preferiscono uno stile lavorativo più metodico ed organizzato rispetto agli altri. La Generazione X offre una maggior stabilità emotiva sul luogo di lavoro e ottime capacità organizzative, che vengono richieste da parte dei candidati anche alle aziende a cui si offrono. (By Vittoria Giannuzzi)

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