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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 13 febbraio 2021

Azienda Italia: buon lavoro al nuovo premier, Italia torni a volersi bene

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Azienda Italia individua nella nuova squadra di governo il giusto equilibrio tra tecnici e politici, scelti con il giusto metodo per rappresentare alla perfezione le forze politiche che partecipano alla maggioranza.“Draghi è lo spartiacque tra una vecchia visione della politica inconcludente e litigiosa, e una nuova visione differente per metodi e obiettivi”, commenta Karim Shahir Barzegar, Presidente di Azienda Italia. “La prospettiva strategica potrà finalmente dire addio alle politiche assistenzialiste e un rinnovato investimento sulla scommessa delle imprese. L’assistenzialismo provoca infruttuosa dipendenza e spegne lo spirito d’iniziativa annientando la responsabilità dei singoli”.Azienda Italia crede fortemente che l’Italia debba tornare a volersi bene, riappropriandosi di un fondamentale senso dello Stato. Il nostro Paese ha un enorme potenziale inespresso, e questo è il momento giusto per esprimerlo a tutti i livelli.“Siamo pronti a collaborare con questa nuova squadra per raggiungere obiettivi concreti. Auguriamo buon lavoro al Presidente del Consiglio Mario Draghi”, conclude Shahir Barzegar. Azienda Italia è l’associazione del mondo del lavoro, delle imprese e delle professioni che riunisce migliaia di soci in tutta Italia al fine di trovare soluzioni per il rilancio dell’economia reale contro la crisi.

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UNC: auguri al Governo Draghi, bene Turismo da solo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Auguriamo buon lavoro al Governo Draghi. Come abbiamo fatto sempre, giudicheremo il Governo dai fatti e dai provvedimenti che concretamente prenderà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la lista dei ministri del Governo Draghi”. In ogni caso, condividiamo la scelta di avere un mistero per il solo turismo, un settore particolarmente in crisi che speriamo sia al più presto rilanciato, così come condividiamo la scelta di un mistero dedicato per le politiche energetiche che meritano un’attenzione ad hoc” conclude Dona.

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Governo, Rotta: “Cingolani uomo giusto al ministero Transizione ecologica”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Accolgo con grandissima soddisfazione la nomina del professor Roberto Cingolani al ministero della transizione ecologica che avrà deleghe in materia di sviluppo, ambiente, energia e infrastrutture ma che, soprattutto, si occuperà del compito di coordinamento delle risorse destinate al PNRR. Il professor Cingolani ha un curriculum straordinario, perfetto per affrontare il complesso passaggio alla società sostenibile e green che l’Europa ci chiede di diventare. Un profilo in linea con la missione principale di questo governo: innovare per promuovere investimenti ad alto rendimento che consentano al nostro Paese di rendere sostenibile il debito e costruire le basi per una crescita e sviluppo duraturi. E la scelta è ricaduta su un fisico visionario, di grande competenza che alla guida di Leonardo dell’Ufficio Tecnologia e Innovazione ha chiarito come l’obiettivo primario della tecnologia è migliorare la qualità di vita delle persone.La vera sfida dei prossimi mesi sarà quella di lavorare per sostenere lo sviluppo industriale del Paese che si fondi su una transizione green che contribuisca anche a creare posti di lavoro. L’ambiente diventerà la leva di politiche che dovranno agire in maniera trasversale, imponendo un’accelerazione alla riconversione dell’industria italiana, dalla siderurgia alla metallurgia, dalla raffinazione alla chimica. Tutti settori che dovranno essere protagonisti della riconversione green. Cingolani è l’uomo giusto per realizzare questo compito: gestire 70 miliardi destinati alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, dal’impresa verde all’economia circolare, dall’energia rinnovabile all’idrogeno, dalla mobilità sostenibile, all’efficienza energetica, dalla tutela del territorio alla risorsa idrica. Il Parlamento è pronto a dare il suo contributo è per questo ha già avviato un grande lavoro di ascolto di tutti i soggetti interessati dalla transizione ecologica. In tal senso, sarà centrale la collaborazione e il dialogo di tutti i soggetti istituzionali che dovranno favorire questo grande cambiamento del nostro paese. Saremo a fianco del Ministro Cingolani in questi anni di lavoro che dovranno cambiare il profilo dell’Italia all’insegna della crescita, dello sviluppo sostenibile e del benessere delle persone”. Così Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente alla Camera.

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Governo, Melilli: “Auguri al Presidente Draghi e al governo: pronti a dare nostro contributo”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Oggi con il giuramento si insedierà il nuovo Governo guidato dal presidente professor Mario Draghi. La squadra dei ministri è un giusto mix di tecnici e di rappresentanza politica, con il compito di affrontare sfide rilevantissime per il nostro paese. Auguro buon lavoro al Presidente del Consiglio ed a tutti i Ministri. Rivolgo un augurio particolare al nuovo Ministro dell’Economia dott. Daniele Franco e ringrazio il Ministro uscente Roberto Gualtieri per il grande impegno profuso in questi mesi. In commissione Bilancio non abbiamo mai smesso di lavorare, neppure in queste settimane più critiche, e siamo pronti a dare il nostro contributo per l’uscita del paese dalla crisi. Sarà indispensabile costruire fin da subito un rapporto positivo con il Parlamento che in questi mesi, anche nel pieno dell’incertezza politica, ha saputo superare spesso i contrasti tra maggioranza e opposizione. La strada del confronto serio e rigoroso, ma leale ed aperto con il Parlamento è quello che auguro al nuovo presidente del Consiglio e ai nuovi Ministri ”. Così il presidente della commissione Bilancio alla Camera, Fabio Melilli

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Governo, Nardi: “Auguri di buon lavoro al governo Draghi”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Ieri è stata una giornata importante perché con il governo Draghi, e le sue ministre e i suoi ministri, possiamo ripartire con le azioni concrete per dare risposte alle famiglie, ai lavoratori e alle aziende italiane. La commissione che presiedo ha già pronti diversi dossier da presentare ai ministri competenti avviati con il governo precedente, che ringrazio per il lavoro fatto. In particolare crediamo che sia necessario fin da subito un concreto coinvolgimento delle parlamentari e dei parlamentari nel definire le azioni prioritarie da mettere in campo. Credo sia particolarmente importante che il presidente Draghi abbia deciso di scegliere con una delega specifica un ministro per il Turismo e dato un’attenzione particolare ai temi dell’energia con il ministero della Transizione ecologica, due delle chiavi possibili per una rinascita economica del nostro paese”. Così la presidente della commissione Attività produttive, Martina Nardi.

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Governo. De Carlo di Fratelli d’Italia: “É politico e di compromesso”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“La lista dei ministri del Governo Draghi dice due cose: questo non è un governo tecnico, ma fortemente politico, e non può certo essere definito “dei migliori”. L’unica nota positiva per ora, in attesa di vederli chi di nuovo e chi per la prima volta all’opera, è la nomina di due ministri bellunesi, Federico D’Incà e Daniele Franco: questo deve però portare ad un netto cambio di passo per la provincia di Belluno”: il senatore di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore Luca De Carlo commenta così la formazione del nuovo governo a guida Mario Draghi.“In questo esecutivo, i tecnici hanno un ruolo marginale, mentre da questo compromesso sono riemersi ministri politici del governo uscente e rispolverati anche esponenti dell’ultimo governo Berlusconi”, sottolinea De Carlo. “Avevamo ragione come FdI a sostenere che questa operazione si sarebbe rivelata un grande inciucio: si è infatti rivelato alla fine un Conte Ter, semplicemente con un altro protagonista nel ruolo di premier e con l’ex presidente del consiglio fuori dai giochi. Stasera rimangono quindi le stesse perplessità: come potrà un governo così eterogeneo affrontare con forza e convinzione le tante sfide che aspettano la nazione? Come riusciranno a convivere le anime giustizialiste dei 5 Stelle con quelle garantiste di Forza Italia? In tutto questo, spero che i nostri ministri possano far valere le ragioni della montagna in questo governo; la carta d’identità non porta nulla al territorio, bisogna lavorare duramente per portare al bellunese i risultati di cui ha urgente bisogno”.
De Carlo sottolinea infine la coerenza di Fratelli d’Italia: “Abbiamo sempre detto che con le dimissioni dell’ex premier Conte l’unica strada era quella del voto. Si è scelto di non ascoltare il pensiero degli italiani e di puntare un governo politico nato già vecchio. Noi resteremo fieramente all’opposizione, lavorando come abbiamo sempre fatto per aiutare gli italiani ad uscire dal drammatico momento che stiamo attraversando”.

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E’ nato il nuovo governo Draghi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Con 23 ministri, 15 uomini e 8 donne. Le donne del governo sono: Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa. Gli uomini sono Dario Franceschini, Andrea Orlando, Federico D’Incà, Vittorio Colao, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza.
Otto ministri sono tecnici. Si tratta in particolare di Marta Cartabia (Giustizia), Luciana Lamorgese (Interni); Vittorio Colao (Innovazione tecnologica); Daniele Franco (Economia), Roberto Cingolani (Ambiente e transizione ecologica); Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Patrizio Bianchi (Istruzione) e Cristina Messa (Università).
Sono sette i ministri del governo Conte Bis confermati nel governo Draghi, che registra 16 new entry. Tra i 23 ministri del governo Draghi, 17 hanno già ricoperto ruoli di governo mentre sei sono esordienti. Questi ultimi, particolare sono Marta Cartabia, Daniele Franco, Roberto Cingolani, Patrizio Bianchi, Vittorio Colao e Cristina Messa.
Sono 4 i ministri del M5S del governo Draghi, tre quelli del Pd, di Forza Italia e della Lega uno di Leu ed uno di Italia Viva. In particolare sono del M5S Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà. Del Pd sono Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini. Di Forza Italia sono Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Della Lega sono Erika Stefani, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. Di Iv è espressione Elena Bonetti. Di Leu è espressione Roberto Speranza.

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Per contrastare la povertà educativa

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Occorre lavorare su due livelli: da una parte rafforzando gli adolescenti, soprattutto quelli più vulnerabili, dall’altro potenziando i soggetti che rappresentano, a vario titolo, le risorse educative sul territorio e facilitando le loro relazioni. Questo l’obiettivo che WeWorld – organizzazione italiana che difende da 50 anni i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo inclusa l’Italia – mira a raggiungere attraverso l’istituzione della figura del Community Worker, nata all’interno del progetto REACT (Reti per educare gli adolescenti attraverso la comunità e il territorio), selezionato da CON I BAMBINI nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, attivo in diversi territori italiani a rischio di dispersione scolastica, dai quartieri Bicocca-Niguarda di Milano ai quartieri di Santa Teresa-Pirri e Sant’Elia a Cagliari, da San Basilio a Roma al quartiere Borgo Vecchio di Palermo.Il Brief Report ‘Il Community Worker nel progetto REACT’ è stato presentato oggi all’interno della Giornata di studio virtuale promossa da WeWorld e dalla rete FREQUENZA200, trasmesso sulla pagina Facebook di WeWorld, dal titolo “Dalla comunità educante ai patti educativi. Quale futuro per la collaborazione tra pubblico e privato nel contrasto alla povertà educativa?”, cui hanno preso parte anche Marco Rossi Doria, Vicepresidente Impresa Sociale “Con i Bambini” e Andrea Morniroli, Forum Disuguaglianze Diversità, Cooperativa Dedalus.Il welfare di comunità è una scelta per rigenerare legami sociali e costruire nuove opportunità per tutti: il Community Worker rappresenta infatti un facilitatore comunitario che sviluppa legami collaborativi tra gli attori della comunità educante, ponendosi come un ponte tra insegnanti e operatori sociali da un lato e famiglie, volontari e cittadini dall’altro, affinché diventino una risorsa per rispondere ai bisogni dei giovani. Si tratta di una figura che lavora per creare una rete capillare e coesa di adulti che saranno un riferimento positivo nel percorso di crescita degli adolescenti, coinvolgendo le famiglie e rafforzandole nelle competenze genitoriali, promuovendo occasioni di supporto, cura, animazione e socializzazione nel territorio.La figura del Community Worker è presente in ciascuno dei 10 territori coinvolti nel progetto REACT, con il compito di facilitare le relazioni e attivare processi e strategie che portino alla costruzione di una comunità educante, in cui i cittadini che abitano il territorio possano diventare soggetti attivi del cambiamento.

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Governo. Anief: bene al ministero della Transizione ecologica, allo sviluppo del digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Il Governo di Mario Draghi sta prendendo una forma sempre più europeista. Secondo il sindacalista autonomo Marcello Pacifico “è fondamentale andare a esaminare a fondo il tessuto sociale ed economico che c’è in ogni luogo di produzione o di ricerca del sapere: solo a seguito di uno studio analitico si può infatti attuare un programma definito ed efficace, le cui possibilità di riuscita sono decisamente più alte rispetto a quanto avviene oggi sulla base di parametri rigidi di tipo nazionale sganciati dalla realtà. Uno degli esempi più lampanti di questo sistema è la sempre più anacronistica assegnazione degli organici dei lavoratori della scuola in base al solo mero rapporto numerico con la popolazione studentesca”.“È chiaro – continua Marcello Pacifico – che non tenendo conto di altri fattori, anche endogeni alla scuola, come il supporto culturale e sociale del territorio e degli enti locali, si ottiene un risultato fortemente differenziato e penalizzante verso quegli studenti collocati in aree svantaggiate, con influenze dirette sia sulla ricezione dell’offerta formativa sia sull’abbandono scolastico. Come una logica da superare è quella dello stipendio comune, da ancorare al costo della vita e ai livelli europei, che tenga conto di specificità legate al burnout o al lavoro correlato o, come si è visto in tempo di pandemia, al rischio biologico, pure questo mai considerato ma evidente in un contesto lavorativo come quello scolastico”. Sempre per rimanere sulla scuola, Anief fa presente la necessità di cambiare il sistema di reclutamento, favorendo quelle logiche di assunzione di personale formato “sul campo”, adottate da tempo negli altri Paesi europei. Come dal Recovery Plan ci si aspetta che arrivino novità pure in fatto di digitalizzazione delle scuole, anche con l’introduzione di reti internet super veloci, e di mobilità del personale, “in particolare – dice il presidente Anief – quella transfrontaliera che interessa il settore della ricerca, e si concretizza nella rimozione di tutti i vincoli alla mobilità del personale docente e amministrativo. A partire dall’assurdo obbligo di permanere nel territorio di assunzione per almeno cinque anni, imposto ai docenti immessi in ruolo dallo scorso mese di settembre, e contro di esso il sindacato si sta battendo in tutte le sedi possibili”.

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Scuola: Mobilità dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Il Giudice del Lavoro di Torino ha accolto totalmente e integralmente la tesi sostenuta dai Legali Udir, avvocati Ursini e Rinaldi: risulta illegittimo per il Giudice quanto previsto dal bando, ovvero il non riconoscimento della precedenza nella scelta della sede per i vincitori affetti da grave disabilità.Marcelo Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “siamo molto sodisfatti, oggi viene legittimato quello che riteniamo essere un diritto sacrosanto e innegabile. Grazie ai legali Udir viene ripristinato un diritto: adesso avanti, procediamo con il riconoscimento dei diritti per la perequazione, per lo scudo penale riguardo la sicurezza e per il 100% dei posti vacanti e disponili da destinare alla mobilità interregionale”.

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Scuola: il calendario non si tocca, maturità bis 2020, precari assunti come vuole l’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Sugli esami di Stato della scuola secondaria di secondo grado, secondo Pacifico “per coerenza, visto che molti studenti delle superiori hanno fatto la stessa didattica a distanza, a parità di condizioni, si può confermare un’unica prova orale”. Il sindacalista ha detto che a giugno si svolgeranno gli esami di maturità e non si può fare diversamente: l’ipotesi di spostare in avanti la fine dell’anno scolastico è quindi “irricevibile, può essere discussa solo se si decide che la dad non sia più una soluzione. Soltanto in questo caso si può pensare di riequilibrare le pause didattiche”.Per avere tutti i docenti in classe a settembre, il leader dell’Anief ha detto che “bisogna innanzitutto andare a fare una mappatura di quali posti siano veramente vacanti e disponibili tra gli organici in supplenza. Ricordo che quest’anno abbiamo l’organico suppletivo Covid ed è stato presentato un emendamento per prolungare fino a giugno i contratti. Poi ci sono più di 200mila contratti fino al termine delle attività didattiche e la maggior parte di questi contratti ad Anief risulta su posti vacanti, definitivamente vacanti”.Pacifico è convinto anche che “bisognerebbe dare i ruoli a questi due terzi di contratti entro luglio e quindi esaurire le graduatorie ad esaurimento” e tutte le liste “create dai concorsi ordinari e straordinari e procedere con un’assunzione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, che sono docenti che da anni scrutinano i nostri studenti. Bisogna levare la leggenda” che il precario non è sinonimo di qualità. “La stabilizzazione dei precari non squalifica i livelli di apprendimento dei nostri studenti”, ricorda il sindacalista.
“Piuttosto che concentrarsi sul calendario scolastico – continua Pacifico – in questo momento, suggerisco a Draghi di concentrarsi sulle classi pollaio, sui plessi dismessi, sui posti tagliati sugli organici. La scuola in presenza può convivere col Covid con classi con 10-15 alunni, se ogni scuola avesse una lim e una connessione veloce. Bisogna affrontare la convivenza col virus e questo si fa non modificando il calendario scolastico, ma partendo dalla modifica delle aule scolastiche e rivoluzionando il rapporto alunni/docenti. Negli ultimi 15 anni anche un quarto del personale Ata è stato tagliato. L’azione rivoluzionaria deve essere fatta ora, a marzo, senza aspettare, utilizzando le risorse del Recovery Plan”.

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Scuola: Concorsi ordinari, l’attesa infinita di 700 mila candidati per 50mila posti a bando

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

In attesa che prendano il via i concorsi ordinari, si fanno i conti dei tanti aspiranti docenti in attesa. E della loro collocazione per classi di concorsi. Per quel che riguarda la secondaria, rileva Tuttoscuola, al top per il maggior numero di iscritti alla procedura selettiva è la classe di concorso A60 (Tecnologia nella scuola secondaria di I grado) con 43.042 partecipanti (di cui oltre 6mila in Campania e quasi 5.800 in Lombardia), seguita, nell’ordine dalla A28 (matematica e Scienze nel I grado) con 39.159 partecipanti (di cui intorno alle 5.500 unità in Campania e Lombardia), dalla A22 (Italiano, Storia e Geografia nel I grado) con 37.527 partecipanti (di cui oltre 6.600 in Lombardia), dalla A46 (Scienze giuridiche-economiche del II grado) con 31.666 iscritti, dalla A50 (Scienze naturali chimiche biologiche nel II grado) con 29.563, dalla A18 (Filosofia e Scienze umane nel II grado) con 27.195, dalla A12 (Discipline letterarie nel II grado) con 25.593, dalla A01 (Arte e immagine nel I grado) con 22.846, dalla A45 (Scienze economico-aziendali nel II grado) con 22.719 e dalla A49 (Scienze motorie nel I grado) con 20.140 partecipanti.Per quanto concerne il concorso scuola per il Sostegno, invece, come era già successo nel concorso straordinario, il numero dei candidati è notevolmente ridotto rispetto alla disponibilità dei posti: addirittura in certi casi anche inferiore. Nel primo grado i candidati sono complessivamente 3.585 a fronte di 4.205 posti disponibili; per il secondo grado va un po’ meglio con 4.683 candidati che si contenderanno i 1.559 posti a concorso.Su come si svolgerà la procedura, sempre Tuttoscuola ha pubblicato la suddivisione regionale dei candidati al concorso specifico della secondaria: la prova preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250.“In Lombardia saranno coinvolti nelle preselezioni circa 83.700 iscritti, nel Lazio 67.800, in Campania 66.200, in Sicilia 50.500, in Emilia R. 42mila, in Puglia circa 41mila e in Toscana 39mila”. Inoltre, “quasi certamente – continua la rivista -, considerato l’elevatissimo numero di partecipanti alle preselezioni del concorso scuola secondaria, saranno necessarie più sessioni, anche perché, alla media di 15 candidati per aule, lo svolgimento contemporaneo di tutte le 500 prove preselettive previste comporterebbe un utilizzo simultaneo di circa 35.600 aule informatiche, la presenza di almeno 72 mila unità di personale per la vigilanza e l’impiego di non meno di 12 mila tecnici d’aula, mettendo a dura prova l’organizzazione da parte della Amministrazione scolastica e delle scuole ospitanti”. Spetterà agli Uffici scolastici regionali organizzare le verifiche scritte preliminari, prologo alle prove selettive vere e proprio. Complessivamente, saranno quasi 500 le prove preselettive del concorso scuola secondaria che si svolgeranno in tutte le regioni, con la solita Lombardia che dovrà organizzarne ben 49. Avranno compiti organizzativi di predisposizione altrettanto onerosi gli USR di Campania, Lazio e Sicilia che di preselezioni avranno l’incombenza di predisporne 42 ciascuna, e anche quello della Puglia che ne predisporrà 41, l’USR Toscana 38 e quello dell’Emilia Romagna 37. L’USR Molise, invece, sarà facilitato dal dover predisporre una sola prova preselettiva.

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I sindaci europei per fermare i cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Nasce “Clima Comune”, la rete di sindaci a favore di StopGlobalWarming.eu, l’Iniziativa dei Cittadini Europei promossa dall’attivista politico Marco Cappato che al raggiungimento di 1 milione di firme obbligherà la Commissione Europea a discutere della proposta di Carbon Tax, spostando la pressione fiscale dal lavoro alle emissioni di Co2, un’idea validata da ben 27 premi Nobel.Già oltre 60 le adesioni dei primi cittadini italiani a sostegno dell’iniziativa. Dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, di Milano, Giuseppe Sala, di Napoli Luigi De Magistris, ai sindaci di Bergamo, Giorgio Gori, Palermo, Leoluca Orlando, Firenze Dario Nardella (anche Presidente di Eurocities), Bari Antonio Decaro, Parma Federico Pizzarotti, Pesaro Matteo Ricci (anche Presidente di ALI-Autonomie Locali Italiane) e tanti altri. I sindaci promotori di StopGlobalWarming.eu hanno formalmente aderito alla campagna con una mozione locale, impegnandosi ad informare i cittadini sulla possibilità di firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei anche utilizzando il sito e gli spazi istituzionali del comune. “Clima Comune” in realtà ha già varcato i confini nazionali, dopo aver ottenuto anche la firma dei primi cittadini di sei città europee, tra cui Monaco, Francoforte, Dublino, Eindhoven e Dortmund.

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Sapienza: al via lo studio sulla vaccinazione anti COVID-19

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Che succede dopo il vaccino? Lo studio, promosso e incentivato direttamente dalla Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, e dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, comprenderà circa 10.000 soggetti e avrà lo scopo di valutare la risposta anticorpale nei soggetti vaccinati e di analizzare le associazioni del tipo di riposta con variabili importanti come l’età, il sesso, la presenza di comorbidità e le condizioni socioeconomiche.
Tutte le unità assistenziali e i docenti universitari verranno coinvolti con lo scopo di sviluppare una rete di ricerca che includa tutte le strutture del più grande Policlinico d’Europa. In tutti i soggetti verranno anche registrati gli eventi avversi dopo la vaccinazione. Ci si propone di valutare in tutti i soggetti la quantità e qualità della risposta immunitaria anti-Spike indotta dalla vaccinazione e di seguire contemporaneamente la dinamica dell’eventuale infezione e l’efficacia protettiva del vaccino, tramite la misurazione del titolo di anticorpi contro la nucleoproteina (N), specifici dell’infezione naturale. Tutti i 10.000 soggetti verranno valutati anche a distanza di 6 e 12 mesi dall’inizio della vaccinazione. L’Istituto Superiore di Sanità, che collaborerà allo studio, si occuperà, nel caso di infezione dopo vaccinazione, della ricerca delle possibili varianti virali.Attualmente, sono stati vaccinati 5.000 operatori, da ausiliari a specializzandi, che rappresenteranno la popolazione immediatamente oggetto dello studio. A breve inizierà il secondo ciclo di vaccinazioni che prevedrà anche una analisi pre vaccinazione.Per la Sapienza e per il Policlinico Umberto I questo studio rappresenta un modello virtuoso di come le eccellenze della sanità e della ricerca si possano fondere in un progetto comune che ha come scopo quello di essere garante di una azione volta non solo a contrastare la pandemia, come dimostrato in questo lungo periodo, ma anche a sviluppare strategie comuni di ricerca.

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Partire dalla contrattazione decentrata per riformare la P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Da indiscrezioni giornalistiche apprendiamo che uno dei punti forti del programma di governo del Presidente incaricato Draghi è la riforma della pubblica amministrazione. Siamo contenti. E ci auguriamo che questa sia la volta buona. Ce lo auguriamo sinceramente dato che negli ultimi 25 anni di riforme “copernicane” della p.a. ne sono state varate talmente tante che abbiamo perso il conto. Nel frattempo i problemi sono rimasti sempre gli stessi: semplificare, snellire, aumentare l’efficienza, premiare il merito ecc. ecc. Per spiegare come mai le riforme della P.A. non decollassero una volta si dava la colpa ai veti del sindacato. Era un alibi per molti e comunque oggi non regge più perché la caterva di norme introdotte dalla riforma Brunetta in poi ha avuto il solo obiettivo di colpire le organizzazioni dei lavoratori e ridurre ai minimi termini la contrattazione decentrata nella P.A. Tutto il contrario nel mondo del lavoro privato. Dove il modello vincente è quello che prevede due livelli di contrattazione perfettamente bilanciati e integrati: uno nazionale, dove si fissano principi e regole generali; l’altro decentrato, aziendale o territoriale, dove si realizza il legame covalente tra produttività e retribuzione. Se davvero si vuole riformare la macchina dello Stato perché non applicare questo modello anche al pubblico impiego?
Ecco la nostra proposta: iniziamo dalla contrattazione di secondo livello. Ridiamo valore alla rappresentatività nei luoghi di lavoro, visto che la P.A. è l’unico settore dove tale rappresentatività è misurata e certificata ogni tre anni. Facciamo discutere l’organizzazione del lavoro a chi opera quotidianamente a contatto con gli utenti. Scardiniamo la burocrazia autoreferenziale con la forza innovativa delle soluzioni che scaturiscono dal confronto e dalla partecipazione. Iniziamo da qui a costruire una macchina dello Stato all’altezza dei tempi. Come si fa? Per prima cosa diamo alla contrattazione decentrata gli strumenti per collegare produttività e retribuzione. Magari cominciando a riversare nei Fondi per le Risorse Decentrate di ogni Ente i risparmi di gestione accantonati grazie allo smart working. Spiegando ai lavoratori e ai loro rappresentati a quanto ammontano esattamente, senza giochi di prestigio né magie contabili.
Sandro Colombi, Segretario generale Uilpa

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Home economy in tempo di crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Da ormai quasi un anno la pandemia ha stravolto le nostre vite sotto molteplici aspetti: oltre all’emergenza sanitaria, abbiamo dovuto fare i conti con gravi ripercussioni sociali ed economiche. Organizzare l’economia domestica in questi tempi difficili e incerti può rivelarsi una sfida complicata. Come la stanno affrontando gli italiani? Calcolano ogni minima spesa? Hanno una chiara comprensione delle proprie finanze? Usano strumenti per tenere traccia delle spese? Pensano che sia importante essere informati per prendere le giuste decisioni? Qlik, azienda leader nella data analytics, ha provato a rispondere a queste domande attraverso un sondaggio condotto a cavallo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.Secondo la ricerca, dallo scoppio dell’emergenza a oggi, 7 persone su 10 (71% del campione) hanno potuto constatare, a diversi livelli, sulla propria “pelle”, o meglio sul proprio lavoro, le conseguenze della crisi economica dettata dalla pandemia. In questo scenario di incertezza, quasi la metà degli interpellati (49%), pur non riscontrando per il momento un forte impatto sulla propria economia domestica, è preoccupato per il futuro e preferisce mantenere l’alta l’attenzione sulle uscite.Anche se “solo” il 15% del campione è stato già costretto a toccare i risparmi che aveva accumulato prima dell’emergenza COVID, cresce dunque la preoccupazione per quello che ci riserverà il futuro. In particolare, il 24% cerca di fare previsioni sui costi che dovrà affrontare nei prossimi mesi, mentre il 22% annota ogni spesa che fa (nella metà dei casi aiutandosi con il supporto di un’App dedicata). Ciononostante, il 65% del campione ritiene di non avere pienamente controllo della propria economia domestica, anche se il 24% ha iniziato a prestarvi maggiore attenzione durante la pandemia.

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Superbonus, Nardi: “Prorogare la misura e rendere le pratiche più semplici”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“L’appello di Ance di prorogare il superbonus edilizio 110% va valutato e accolto. La richiesta evidenzia soprattutto come la misura sia riuscita a cogliere in pieno gli obiettivi per cui è nata e che, come maggioranza e PD, ci erano posti: rilanciare la conversione ecologica delle abitazioni con impianti energetici più efficienti e al tempo stesso garantire maggiore sicurezza contro le calamità naturali. Ma non solo, stiamo concretamente riattivando il settore edile, attraverso la leva del superbonus che è in grado di attirare nuovi investimenti e di creare nuova occupazione”. Così Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera, in merito alla posizione di Ance che ha evidenziato gli effetti positivi del superbonus: 6 miliardi l’anno di spesa aggiuntiva con un effetto totale sull’economia di 21 miliardi di euro e un incremento di circa 64.000 posti di lavoro nelle costruzioni, che arriverebbe a 100mila considerando i settori collegati.“Crediamo sia utile che il nuovo governo valuti tutte le sue potenzialità e soprattutto garantisca che questi investimenti nell’edilizia sostenibile siano prolungati nel tempo, così da permettere alle famiglie di poter programmare gli interventi, e che le pratiche burocratiche e autorizzative siano rese più semplici, intervenendo anche sugli uffici comunali per renderli adeguati alle richieste dei cittadini”, conclude Nardi.

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Vaccini, Gelli: “Bene attenzione ai più fragili”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Bene l’aggiornamento del Piano vaccini Covid, con la previsione più dettagliata delle aree di patologia e della decisione di vaccinare in via prioritaria le persone con fragilità. Si potrebbe valutare anche la possibilità di vaccinare i caregiver a stretto contatto con loro, in modo da metterli in completa sicurezza, ovviamente nel rispetto delle priorità individuate dal Governo”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute.”Quanto all’attuazione del Piano, mi auguro che il sistema sia pronto: dal secondo trimestre in poi ci sarà un importante salto delle forniture e passeremo da 14 a 64 milioni di dosi da dover distribuire tempestivamente e somministrare. Non saranno ammessi ritardi, né sarà possibile tollerare grandi differenze regionali. Governo e struttura commissariale dovranno attentamente vigilare e intervenire laddove necessario per far sì che si possa raggiungere il prima possibile, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, il traguardo dell’immunità di gregge. Magari già entro la fine dell’estate”, conclude Gelli.

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Cassa Depositi e Prestiti sostiene i piani di crescita del Gruppo Newlat Food

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Cassa Depositi e Prestiti, in sinergia con SACE, sostiene i piani di crescita e sviluppo in Italia e sui mercati internazionali del Gruppo Newlat, sottoscrivendo in qualità di anchor investor, e beneficiando pro-quota di una garanzia SACE, 60 milioni di euro del prestito obbligazionario emesso da Newlat Food S.p.A. sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) e sul Irish Stock Exchange. L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori istituzionali e retail, è di un ammontare complessivo pari a 200 milioni di euro con durata 6 anni. Nata nel 2004, Newlat è cresciuta negli anni grazie al perfezionamento di importanti acquisizioni strategiche e ad oggi è un player primario nel settore agroalimentare italiano ed europeo. Il Gruppo opera attraverso 15 stabilimenti produttivi in Italia e in Europa, impiegando circa 1.500 dipendenti, e presenta un ampio e strutturato portafoglio di prodotti e marchi di proprietà che godono di una forte notorietà a livello nazionale ed internazionale, grazie al costante focus sull’innovazione tecnologica e sulla ricerca di prodotti di alta qualità. Le risorse messe a disposizione da CDP saranno destinate a supportare Newlat nel proseguimento della propria strategia di crescita per linee esterne, rivolta all’acquisizione di potenziali target nel settore food&beverage, al fine di sostenere l’espansione del Gruppo all’estero e il consolidamento della sua posizione di leadership sul mercato.

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“Monitor dei Mercati Emergenti”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

A cura di Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet Asset Management. A nostro avviso, la crescita del PIL reale dei mercati emergenti, dopo una contrazione nel 2020 molto inferiore rispetto a quella dei mercati sviluppati, è destinata a una decisa risalita nel 2021, con un conseguente maggiore divario rispetto ai mercati sviluppati. La crescita sarà trainata dall’Asia, Giappone escluso (8,5%), seguita dalla regione EMEA (4,5%) e dall’America Latina (+3,6%). Cosa ci spinge a credere che sia il momento giusto per i mercati emergenti? Dopotutto, i mercati emergenti hanno resistito a un decennio sprecato in termini di rendimenti, mentre l’economia statunitense, alimentata dagli stimoli, ha fatto passi avanti. Molti attivi dei mercati emergenti − azioni, obbligazioni, valute − appaiono oggi estremamente convenienti. In effetti, abbiamo questa visione sui mercati emergenti da un po’ di tempo, quindi perché riteniamo che questo sia il momento giusto? Di seguito riportiamo i cinque motivi per cui riteniamo che i mercati emergenti possano questa volta offrire risultati concreti.Le valute dei mercati emergenti si trovano ai minimi storici rispetto al dollaro (si veda il grafico sottostante). Il nostro scenario di base prevede l’indebolimento del dollaro USA, il che agevolerà i mercati emergenti, soprattutto quelli con debiti denominati nella valuta statunitense. Quella sull’indebolimento del dollaro USA è un’opinione di consenso, che potrebbe deragliare in due possibili scenari: uno in cui il contesto globale peggiora molto e uno in cui gli Stati Uniti performano meglio del resto del mondo.
Per quanto riguarda la prima ipotesi, crediamo che a livello globale il momento peggiore sia alle spalle, soprattutto per i mercati emergenti. La diffusione dei vaccini favorisce una prospettiva economica costruttiva, allontanando la possibilità di un altro “cigno nero” esogeno.Il secondo scenario, che prevede che gli Stati Uniti surclassino la crescita globale sotto l’amministrazione Biden, è una possibilità. Dopo il pacchetto di aiuti da 900 miliardi di dollari del 2020, è probabile che nel primo trimestre venga varata una seconda tranche di circa 1000 miliardi di dollari. In conseguenza di ciò, abbiamo aggiornato le nostre previsioni di crescita del PIL reale statunitense al 5,5% per il 2021. Tuttavia, è ancora un dato inferiore alla nostra stima del 6% per la crescita globale. Una forte crescita statunitense potrebbe spingere verso l’alto i tassi statunitensi e rafforzare il dollaro, incidendo sul debito dei Paesi emergenti più vulnerabili. Questo rischio rimane in ogni caso contenuto, poiché la Fed si sta impegnando a mantenere bassi i tassi per lungo tempo e gli squilibri dei mercati emergenti sono generalmente bassi, con vulnerabilità solo in due Paesi: Turchia e Sudafrica.
La produzione industriale dei mercati emergenti è in ripresa, mentre quella dei mercati sviluppati è ancora depressa, come mostrato dal grafico sottostante (a sinistra). Riteniamo che ciò sia in parte dovuto al fatto che tali mercati hanno soddisfatto la domanda di beni proveniente dai Paesi sviluppati mentre questi erano in lockdown e l’aiuto dei governi sosteneva i consumi al dettaglio.
Un altro driver fondamentale alla base della sovraperformance dei mercati emergenti è il ruolo sempre maggiore della Cina in termini di relazioni commerciali e finanziarie. Tutti i principali indicatori di attività cinesi sono al di sopra dei livelli pre-pandemici, trainati da una forte domanda interna ed estera. I consumi, che erano in ritardo, hanno guadagnato slancio grazie a condizioni di mercato del lavoro decisamente migliori. Allo stesso tempo, l’impulso al credito rimane espansivo. Prevediamo che la crescita del PIL reale salirà al 9,5% nel 2021 dal 2,3% del 2020.Il 14° piano quinquennale del Presidente Xi e gli obiettivi a lungo termine per il 2035 mostrano che l’ambizione della Cina è raggiungere uno status di “reddito elevato” entro il 2025 e raddoppiare il PIL reale pro capite entro il 2035. (abstract)

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