Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Effetto della succussione nella preparazione dei farmaci

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

di Andrea Dei. La succussione è uno dei fondamenti dell’omeopatia. Secondo Hahnemann lo scuotimento vigoroso della soluzione di un farmaco ne esalta l’efficacia e tale procedura rimane uno dei canoni che devono essere seguiti nella preparazione dei medicinali omeopatici. Il ruolo di tale procedimento non è stato compreso per molto tempo (Hahnemann postulava che si avesse un trasferimento di energia, ma al suo tempo la termodinamica era cosa ignota), né dagli omeopati, né dai suoi detrattori e solo di recente sono state avanzate ipotesi sulla sua reale natura. Pertanto, a ogni omeopata può apparire attraente leggere un lavoro a nome Kokornaczyk, Würtenberger e Baumgartner apparso di recente su Scientific Reports, giornale del gruppo Nature, riguardante l’effetto della succussione nella preparativa dei farmaci. In tale lavoro gli autori riportano i risultati dell’esame al microscopio dei residui di cinque soluzioni di medicinali omeopatici (in particolare Echinacea 10alla-2, Baptisia 10alla-3, Baptisia 10alla-4, Luffa 10alla-4 e Spongia 10alla-6) sia non succussi, succussi 10 volte e succussi 100 volte. Per la succussione è stato utilizzato un cilindro di vetro. I residui ottenuti dall’evaporazione di goccioline delle soluzioni presentano indubbiamente delle differenze e di questo gli autori forniscono ampia documentazione. Tuttavia, si guardano bene dal formulare una qualsivoglia teoria per spiegare i risultati osservati. In realtà essendo Baumgartner un noto ricercatore nel campo dell’omeopatia, uno si sarebbe aspettato di qualcosa di più. Premetto che se io fossi stato un reviewer del lavoro in questione, il mio giudizio sarebbe stato negativo. L’evaporazione di una soluzione porta alla saturazione con separazione del soluto. Tale soluto si presenta nelle forme più svariate in funzione della velocità di evaporazione, delle condizioni di nucleazione, della presenza di impurezze e della natura della superficie del recipiente. Questo è particolarmente vero quando il soluto è formato da molecole non simmetriche e, ricordando che la formazione di un solido è un fenomeno di organizzazione, non è strano che spesso tali molecole abbiano una certa difficoltà nell’organizzarsi. Quello che più colpisce tuttavia è il fatto che gli autori non sottolineino che tali solidi provengono da soluzioni diverse, dal momento che nella succussione si ha un trasferimento di metasilicati alcalini e alcalinoterrosi nella soluzione dell’ordine di diversi milligrammi per litro, concentrazioni cioè dell’ordine di quelle dei farmaci presi in considerazione. Ma di questo, che poi costituisce il nocciolo del processo di succussione dei farmaci omeopatici, gli autori si guardano dal fare menzione. Fatto che per un omeopata è oggettivamente grave. Bastava fare l’analisi del silicio delle soluzioni dei prodotti succussi e non succussi: i risultati osservati probabilmente sarebbero stati facilmente razionalizzati. (fonte.Omeopatia33)

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