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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 19 febbraio 2021

Ad Altaroma la II° Edizione del “Creative District fashion film”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Roma. Sabato 20 febbraio alle ore 17.00 sulla piattaforma di Altaroma digitalrunway.altaroma.it è stata programmata la visione. Il progetto “Creative District fashion film” ideato da Antonio Falanga e Grazia Marino, prodotto da Spazio Margutta, con le proposte moda di Tecna Italia, Flavia Lecci, Andrea Sbarrini e Gaia Caramazza, giunge così alla sua II° Edizione. Rispecchia in pieno l’esigenza del momento, quella di proporre al pubblico e agli addetti ai lavori del settore, le collezioni moda in modalità sempre più “digitalizzata”, un passe-partout ormai condiviso in tutte le fashion week del sistema moda.
Uno storytelling mirato a focalizzare criticità e temi del momento come: la sostenibilità ambientale, la difesa, la salvaguardia della natura e dei siti archeologici; l’innovazione tecnologica delle riprese videorealizzate in una delle sale pose della capitale più all’avanguardia; la duttilità di un set “green screen” che permette di realizzare riprese spettacolari; la regia dello studio Savanamovies tra le aziende di produzione video più specializzate del settore, rendono il “Creative District fashion film” 2021, uno degli appuntamenti più innovativi della prossima Edizione di Altaroma. Al “fashion film” quattro le realtà produttive e creative del nostro Made in Italy, per quattro esclusivi set:
TECNA Italia, è una Company “CustomerOriented” al Servizio della Bellezza dal 1995, leader nella produzione, distribuzione e vendita di prodotti cosmetici di alta qualità per il mercato Professionale del Parrucchiere e per il Retail di Lusso. Crea con passione e soddisfazione prodotti cosmetici innovativi dettati da lungimiranti visioni, attraverso un’attenta ricerca finalizzata al progresso. Tecnologia e Natura, rispetto per la persona, per l’ambiente e per l’etica professionale guidano la produzione in Tecna, che abbina la massima funzionalità tecnica all’utilizzo di principi attivi Bio Certificati con l’intento di creare prodotti efficaci e sostenibili. Prima azienda a creare prodotti con formulazioni Nichel tested totalmente prive di ammoniaca e di sostanze dannose per l’organismo eliminando così definitivamente eventuali effetti collaterali o patologie. Tecna utilizza piante da Coltivazioni rinnovabili che non impoveriscono le risorse del pianeta. Sceglie ingredienti e fonti Biodegradabili affiancati a formulazioni a basso impatto ambientale, ispirate agli antichi rimedi officinali. Nel Packaging e nel Merchandising Tecna predilige soluzioni innovative ecologiche e sostenibili. Poiché la Natura è la sua più grande fonte d’ispirazione sceglie di Rispettarla.
Flavia Lecci ha avviato la propria carriera nel campo della moda negli anni 90, dopo aver concluso gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Fonte d’ispirazione delle sue collezioni di Alta Moda è da sempre la sua amata Sicilia, la sua cultura millenaria i suoi siti archeologici, prendono vita nelle quattro creazioni sartoriali presenti nel video. L’abito di ispirazione romana in voile di seta drappeggiato con importante cintura in vita e polsi ricamati a mosaico con motivo ripreso dalla cornice del celebre “mosaico degli amanti” “Villa del Casale -Piazza Armerina”. L’arte bizantina, le contaminazioni arabe, rivivono nel macramè lavorato con foglia d’oro zecchino e nel luccichio degli swarovski valorizzati dal blu del voile che ricorda gli smalti lucenti. Chiffon di seta nera, plissé e rifiniture in velluto fanno da cornice alle forme barocche che diventanoluce e colore con più di 5000 swarovski e una sola mission “STUPIRE”. Su una lastra di raso blu si stagliano bordi in velluto come se fosse piombo che contornano forme floreali in oro zecchino, il “liberty addosso”.
Andrea Sbarrini, una passione innata per l’arte, plasmata attraverso una formazione didattica acquisita prima al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti. Da anni consulente nel settore tessile per vari designer e maison di moda, grazie al suo “emporio dei tessuti” una esclusiva realtà della capitale, che dirige insieme a suo fratello Simone. La sua passione per la moda, la sua immensa sensibilità, lo hanno condotto a realizzare un progetto stilistico e sartoriale contro l’inquinamento globale, che inesorabilmente sta annientando il pianeta. Quattro esclusivi outfits sartoriali che raccontano purtroppo scene di disagio quotidiano: il primo abito con le sue piume nere, pone l’attenzione sugli uccelli intrappolati dal petrolio lungo le rive del mare; la seconda creazione focalizza il dramma delle isole di plastica che fluttuano e si formano nei mari togliendo l’ossigeno come simboleggia in scena la modella avvolta in una rete azzurra; il terzo abito intende narrare l’impossibilità di respirare senza una maschera, smog tanto smog dovuto ai gas prodotti dalle ciminiere delle nostre fabbriche; la quarta e ultima creazione simboleggia il riscaldamento globale, un corpetto bianco con punte aguzze vuole porre l’attenzione sul non considerato pericolo dello scioglimento dei ghiacciai.
La jewelry designer Gaia Caramazza, protagonista da molti anni nel Calendario di Altaroma, coglie l’occasione del “fashion film” per realizzare in arte, la sua visione onirica della terra. A Gea, che in greco rappresenta la terra, la materia originaria da cui prendono vita tutte le realtà oggettive, dedica la sua nuova e preziosa collezione. Forme e gioielli ideati in questo periodo storico nel quale la natura sembra aver riconquistato una rinnovata e produttiva dimensione, sono realizzati in argento e pietre naturali, le forme sono un inno ai colori del mare, al suo habitat e alla vegetazione terrestre che torna rigogliosa e preponderante. Come il mutamento è elemento essenziale della natura, così i gioielli della collezione Gea possono modificare il loro aspetto mutando non solo nella propria forma, ma anche nell’utilizzo. Da un bracciale possiamo passare ad un ciondolo o ad una spilla, da una collana ad un choker con semplici gesti. Il Made in Italy di Gaia Caramazza è puro “handmade” e recupera le tecniche della fusione a cera persa e della lavorazione al banchetto.Il backstage del “fashion film” anche quest’anno si è avvalso della professionalità del Beauty Designer Raffaele Squillace e dell’HairStylist Lello Sebastiani che hanno curato l’immagine delle modelle. I promotori dell’iniziativa ringraziano, per il loro sostegno
CNA Federmoda, per la promozione innovativa al nostro Made in Italy e al “Creative District fashion film” e l’Azienda vitivinicola Ciù Ciù, qualità, tradizione e territorialità, per una produzione di vini che rispondono ai principi bio-vegan. ( foto in copyright da Spazio Margutta)

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Draghi e la questione del debito

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. La pandemia e il 2020 hanno cambiato in modo profondo, forse definitivo, alcune idee di un certo liberismo economico, che è stato dominante nei passati quattro decenni. Per far fronte all’emergenza, si è dovuto mettere da parte l’approccio del rigore a tutti i costi e dell’austerità come toccasana dei bilanci. Si è riscoperto, invece, il ruolo centrale e fondante dell’economia reale e del credito produttivo, quale motore di sviluppo, di avanzamento tecnologico e anche di ampliamento dell’occupazione. Molte annose questioni, come quella riguardante il debito pubblico degli Stati, dovranno, quindi, essere rivisitate e affrontate con metodologie e programmi diversi. Ciò dovrebbe essere ovvio per tutti. Particolarmente dopo che nel 2020 l’emergenza sanitaria, economica e finanziaria ha dettato l’agenda ai governi costringendoli a mettere in campo aiuti e stimoli fiscali per 12.000 miliardi di dollari. E le stesse banche centrali sono state costrette a creare almeno 8.000 miliardi di nuova liquidità. Ovviamente, sono tutte risorse create contraendo nuovi debiti. Secondo l’Istituto di finanza internazionale di Washington, il debito aggregato, pubblico e privato, che era già tre volte il Pil mondiale, nel 2021 dovrebbe mediamente aumentare del 20% nelle cosiddette economie avanzate e in quelle di altri Paesi emergenti. Mario Draghi, sorprendendo molti, in verità anche noi, è stato forse l’economista che, avendo avuto ruoli istituzionali assai rilevanti a livello mondiale, per primo ha riconosciuto il cambiamento di paradigma. Al Meeting di Rimini, tenutosi il 18 agosto dello scorso anno, in merito al debito disse: ”La ricostruzione, in cui gli obiettivi di lungo periodo sono intimamente connessi con quelli di breve, è essenziale per ridare certezza a famiglie e imprese, ma sarà inevitabilmente accompagnata da stock di debito destinati a rimanere elevati a lungo. Questo debito, sottoscritto da Paesi, istituzioni, mercati e risparmiatori, sarà sostenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi, ad esempio investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca ecc. se è cioè debito buono. La sua sostenibilità verrà meno se, invece, verrà utilizzato per fini improduttivi, se sarà considerato debito cattivo.” A dire il vero, Draghi su questo tema era già intervenuto all’inizio del lockdown. Nella sua lettera, pubblicata il 25 marzo dal Financial Times, affermava: “I diversi paesi europei hanno strutture finanziarie e industriali diverse, l’unico modo efficace per rispondere immediatamente a un crack dell’economia è quello di mobilitare completamente i loro interi sistemi finanziari. E deve essere fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici… I livelli del debito pubblico saranno aumentati. Ma l’alternativa – una distruzione permanente della capacità produttiva e quindi della base fiscale – sarebbe molto più dannosa per l’economia ed eventualmente per il credito pubblico.” Giustamente, egli ha sollecitato un modo differente di pensare e di intervenire. “Di fronte a circostanze impreviste, un cambiamento di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempo di guerra”, ha affermato, aggiungendo che “ci deve essere di ispirazione l’esempio di coloro che ricostruirono il mondo, l’Europa, l’Italia dopo la seconda guerra mondiale. Si pensi ai leader che, ispirati da J.M. Keynes, si riunirono a Bretton Woods nel 1944 per la creazione del Fondo Monetario Internazionale”.Questa è la ragione e l’inudibile necessità di riflettere in modo nuovo e innovativo anche sulla gestione e su una possibile riduzione, se non cancellazione, di almeno parte del debito pubblico. Nei mesi scorsi, in verità, ci sono state delle proposte rilevanti.Recentemente oltre 100 economisti, soprattutto francesi, italiani e spagnoli, hanno scritto un manifesto in cui si sostiene che “Il debito detenuto dalla Bce si può e si deve annullare”. Il 25% del debito pubblico europeo è detenuto dalla Banca centrale europea, cioè una quota di debiti pari a circa 2.500 miliardi di euro, che i cittadini europei devono a loro stessi. Nella storia, la cancellazione del debito non è sempre stata un tabù: alla Conferenza di Londra del 1953, per esempio, i partecipanti, guidati dagli Stati Uniti, decisero la cancellazione di due terzi del debito pubblico della Germania, che iniziò così il suo percorso di ripresa e di prosperità. La loro proposta è chiara. I paesi europei e la Bce siglano un accordo in cui quest’ultima si impegna a cancellare il debito pubblico che detiene (o a trasformarlo in debito perpetuo senza interessi), mentre gli Stati si dovrebbero impegnare a investire lo stesso importo nella ricostruzione ambientale e sociale. Ricetta semplice, impegnativa ed efficace.
Vi sono anche altre proposte simili, come quella che prevede che i debiti accesi per far fronte alla crisi attuale siano nella forma di titoli irredimibili, senza scadenza e senza interessi, garantiti dalla Bce. Del resto, anche un grande paese come il Giappone ha dovuto e deve fare i conti con la sua situazione debitoria. Pur essendo un paese avanzato e tecnologizzato forse più dell’Europa, ha il più grosso debito pubblico al mondo, pari a 252% del suo Pil. Nel 2020 ha aumentato il suo bilancio del 20% attraverso l’emissione di nuovi titoli di Stato. Ma in Giappone oltre il 40% di tutto il debito pubblico è in mano alla Banca centrale e il resto, in maggioranza, è posseduto dalle banche e dalle famiglie giapponesi. Non è in una situazione idilliaca, ma controllando il suo debito, il Giappone non è soggetto a pressioni esterne o a speculazioni da parte dei mercati internazionali. In conclusione, la cosa decisiva è che il “debito buono” venga utilizzato per la crescita economica. In tal modo aumentando il denominatore, il tasso debito/Pil inevitabilmente si abbassa. Ma non è la frazione matematica che interessa. Con la ripresa economica si possono finalmente affrontare i problemi reali delle famiglie e delle imprese.Il fatto che Draghi, nel frattempo, sia diventato capo del governo del nostro paese, ci fa ben sperare. Certo, anche noi, come cittadini e come singoli, dovremmo modificare i nostri comportamenti, ispirandoli al rispetto delle leggi e dei valori costituzionali.
Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Che cos’è il suolo, a cosa serve e come si forma – Le fasi del suolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Di Giacomo Certini – Fiorenzo Cesare Ugolini. Il suolo, punto d’incontro tra litosfera, atmosfera, idrosfera e biosfera, è un corpo naturale estremamente complesso: è difficile da studiare e addirittura da definire, soprattutto se si vuole evitare il ricorso a termini tecnici ed espressioni la cui comprensione richieda una preparazione preliminare sulla materia.Quello che si è cercato di fare in questo libro è presentare le basi concettuali e metodologiche per capire come si è formato un determinato suolo interpretandone i tratti morfologici, riconoscere le sue potenzialità e limitazioni ai fini produttivi ed ambientali, inquadrarlo rispetto agli altri suoli, cioè “classificarlo”; tutto ciò semplicemente osservandolo in sezione ed applicando poche facili procedure di campo.In pratica, si è scritto – in maniera quanto più possibile semplice e chiara – un testo di introduzione alla pedologia, l’affascinante disciplina che studia i suoli nel loro ambiente naturale.Giacomo Certini è Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze. Fiorenzo Cesare Ugolini è Professore Emerito dell’Università degli Studi di Firenze. € 20,00 – Edagricole di New Business Media srl Pagine 230 – formato 17 x 24 cm

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Istat: Unc, 35,2% pensionati sotto 1.000 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Inps, il 12,1% dei pensionati percepisce un reddito fino a 499 euro al mese mentre il 23,1% da 500 a 999 euro.”Il 35,2% dei pensionati percepisce un reddito mensile inferiore a 1000 euro. Un dato che, sommato al fatto che l’8,3% prende oltre 3000 euro, dimostra che la disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario” conclude Dona.

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L’assistenza agli anziani durante la sfida della pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

È un’immagine a luci e ombre quella che emerge dal 3° Rapporto Osservatorio Long Term Care del CERGAS SDA Bocconi-Essity, che ha analizzato lo status dell’assistenza agli anziani in Italia con un focus anche sul periodo della pandemia da Covid-19, arrivando a suggerire le aree di riforma che con urgenza dovranno essere fronteggiate nel prossimo futuro.Nel nostro Paese emergono alcuni trend ben definiti: da un lato la mancata assistenza agli anziani non autosufficienti, con il 63% dei 2.907.438 individui che rientrano in questa categoria che non è seguito da alcun servizio socio-assistenziale e dall’altro, il boom dei caregiver familiari e delle badanti: di quest’ultime in Italia, nel 2019, se ne contavano 1.018.555.Le Residenze per Anziani sono state tra i soggetti più colpiti dal Covid-19: si stima che nella prima fase della pandemia il tasso di mortalità in un campione di queste strutture censite dall’Istituto Superiore di Sanità si sia attestato al 3,1%, mentre ATS Milano Città Metropolitana ha registrato un aumento tra marzo e aprile 2020 del + 120% nei decessi tra gli ospiti delle strutture rispetto alla media dello stesso periodo dei 4 anni precedenti. Guardando invece al rapporto tra servizi e le famiglie, stando ai dati del Rapporto, la fiducia degli utenti nei confronti delle RSA è solida e confermata.
I soggetti dell’assistenza. In Italia l’assistenza agli anziani è una realtà multi sfaccettata con soggetti diversi deputati alla gestione della non autosufficienza. Nel nostro Paese, la famiglia e le badanti sono al primo posto in questa attività, mentre le residenze per anziani sono viste come scelta “estrema”. “Le famiglie hanno una visione molto clinica delle strutture per anziani, in quanto le considerano la soluzione a cui ricorrere generalmente dopo anni di faticosa permanenza al domicilio e solo quando le condizioni di salute dell’anziano si aggravano” commenta Elisabetta Notarnicola, Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health e Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management e coordinatrice del Rapporto “La nostra survey, condotta in collaborazione con il portale LaCasadiRiposo.it su quasi 1.000 nuclei familiari, conferma che le famiglie organizzano la cura intorno al loro ruolo di caregiver e all’intervento di badanti. Due terzi dei rispondenti al questionario ci dicono che non sono mai entrati in contatto con soggetti pubblici in grado di aiutarli nell’identificare i servizi più adeguati e non sanno come organizzarsi”.Il punto di vista delle RSA. Il Covid-19 ha investito in pieno le Residenze per Anziani e i gestori – oltre che con l’emergenza sanitaria – hanno dovuto fare i conti con il mantenimento della sostenibilità economico-finanziaria delle strutture (come indicato dal 100% dei rispondenti della survey presentata nel Rapporto) e con problematiche legate al personale (88%) sia in termini di formazione, sia di “fuga” degli operatori verso il comparto sanitario. Eppure, la fiducia degli italiani nei confronti della categoria tiene, anche se quasi un quarto del campione intervistato ha dichiarato di aver tolto i propri cari dalle liste d’attesa alla luce di nuove possibilità di assistenza rese possibili grazie allo smartworking, o per diffidenza data dalla situazione. Il Covid-19 ha portato il settore dell’assistenza a riflettere sulla propria offerta e sulle proprie strategie, con i provider di servizi assistenziali che ammettono la necessità di avviare una riflessione sul rinnovamento e adattamento della propria attività.

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Web Conference “Emerging Approaches for Immunotherapy in Oncology”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

IO FORUM 2021” prevista per mercoledì 24 febbraio ore 09:30-11:00. L’immunoterapia rappresenta una delle pietre miliari della medicina e ha consentito di allungare la vita a pazienti con aspettative di vita molto limitata. La combinazione di due farmaci immunoterapici rappresenta la nuova frontiera per incrementare l’efficacia dei singoli farmaci, ma la disponibilità in Italia non è ancora uniforme. La Regione Campania ha avviato un progetto speciale per garantire la rimborsabilità della prima combinazione nel melanoma con metastasi cerebrali. Da questo presupposto, un team di esperti ha analizzato il contesto europeo e propone in ottica costruttiva alcune raccomandazioni a supporto di scelte regolatorie appropriate e sostenibili, per superare il dualismo Stato-Regioni.
Parteciperanno: Dr.ssa Elena Paola Lanati General Manager MA Provider, Prof. Francesco Perrone Responsabile Unità di Sperimentazioni Cliniche, IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione “Pascale”, Napoli, Dr. Ugo Trama Dirigente U.O.D. Politica del Farmaco e Dispositivi, Direzione Generale per la tutela della salute e il coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Regione Campania Prof. Francesco Saverio MenniniResearch Director, Centre for Economic Evaluation and HTA (EEHTA), Facoltà di Economia, Università di Roma Tor Vergata. Institute for Leadership and Management in Health, Kingston, University, London, UK

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Covid-19 e i pazienti con malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Articolo a cura di SIAPAV- Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare. La pandemia da Covid-19 in cui stiamo vivendo ormai da molti mesi – in una sorta di tempo sospeso – sta influenzando in modo eccezionale gli ambiti sociali e professionali: in particolare per chi si occupa di malattie cardiovascolari, il quadro è assolutamente drammatico. Come ben sappiamo queste malattie hanno una diffusione amplissima nella popolazione e rappresentano la prima causa di morte (oltre il 30% secondo OECD Health Statistics 2020), con percentuali più alte anche di quelle delle malattie oncologiche. Questi dati sono ancora più tragici nella loro semplicità se li interpretiamo alla luce del periodo in cui viviamo: il Covid ha comportato in tutta Italia, e probabilmente non solo in Italia, la riduzione – e per un certo periodo il blocco – di tutte le prestazioni da erogare sia nell’ambito della valutazione clinica della popolazione a rischio sia in quello del trattamento terapeutico e del follow up. In ambito diagnostico il nostro lavoro prevede l’effettuazione di visite ed esami di diagnostica non invasiva mediante EcoDoppler per individuare, all’interno della popolazione a rischio, i pazienti affetti da malattie vascolari. Tutto questo è stato praticamente soppresso per molti mesi con un danno sanitario enorme che verrà pagato nei prossimi anni in termini di eventi vascolari: non aver individuato e trattato una stenosi carotidea significa che potremmo aspettarci che quel paziente arrivi prossimamente alla nostra attenzione con un evento ischemico cerebrale (TIA o ictus). Sul versante terapeutico i trattamenti chirurgici ed endovascolari nel trattamento delle patologie vascolari sono stati ovunque fortemente ridotti – quando non addirittura cancellati – durante il lockdown in cui è stato possibile soddisfare solo le urgenze. Ma le malattie vascolari non aspettano e progrediscono spesso in modo drammatico: un aneurisma dell’aorta addominale non trattato può portare a rottura dell’aorta e alla morte del paziente in percentuali sino al 40% dei casi (ESVS 2019 Guidelines on AAA).
La drammaticità del periodo in cui stiamo vivendo è che il carico di morbilità̀ e mortalità̀ delle patologie non trattate in questo frangente storico rischia di lasciare sul campo più danni e vittime della stessa pandemia. Nonostante tutti gli sforzi che il nostro sistema sanitario sta facendo, in questi giorni stiamo apprendendo con grande preoccupazione notizie di sospensione dell’attività clinica non urgente. Eppure, il lockdown primaverile ci dovrebbe avere insegnato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le malattie vascolari non sono seconde a nessuno per gravità, neppure al Covid-19. Nella primavera scorsa la pandemia ci ha colto di sorpresa spingendoci a una chiusura generalizzata, ma ora conosciamo meglio il Covid-19 e abbiamo armi per fronteggiarlo per cui un nuovo blocco dell’attività sarebbe ingiustificato per i nostri pazienti.Limitare di nuovo l’accesso agli ospedali ai soggetti con patologie vascolari (sia per la valutazione diagnostica che per il trattamento e il follow up) sarebbe un errore imperdonabile, moralmente inaccettabile. Le conseguenze del primo lockdown le stanno pagando sulla propria pelle i pazienti con arteriopatia periferica (circa 200 milioni nel mondo secondo le ESVM Guidelines on PAD 2019). Questi pazienti, non recatisi in ospedale durante il lockdown, hanno poi affollato i reparti della nostra disciplina con arti in gangrena da amputare unicamente perché non trattati in precedenza con una semplice angioplastica o un bypass.È inoltre indispensabile che i pazienti siano consapevoli del fatto che l’accesso agli ospedali è sicuro con sanitari periodicamente sottoposti a screening con tamponi e test sierologici e con percorsi differenziati, e che è estremamente più rischioso rimanere a casa che recarsi in ospedale per prendersi cura di una malattia vascolare.In questo contesto pesano negativamente sulla qualità dell’assistenza anche i ritardi nella costruzione delle reti cliniche che si occupano su base regionale di patologia vascolare. Purtroppo, il Covid-19 allontana ancora di più la possibilità di portare a operatività questa rete che permetterebbe un accesso alle cure più omogeneo sul territorio, un migliore utilizzo delle risorse umane e tecnologiche e di conseguenza un forte guadagno per la salute dei pazienti.I “nostri” malati hanno già un carico di malattia pesante e permanente: non meritano proprio che questa pandemia glielo aumenti ancor più di quanto non ha già fatto.

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Economia lombarda e il suo sistema produttivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Dopo la conclusione del 2020, un anno sicuramente più difficile degli altri per il sistema produttivo lombardo, la ripartenza nel 2021 è cauta, condizionata dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria, dalla tempistica del piano vaccinale dalle misure di stimolo all’economia. È in questo clima d’incertezza che vanno inquadrate le stime formulate a dicembre 2020 per quanto riguarda il calo del PIL che, secondo Prometeia, è atteso al -9,7% per la Lombardia e al -9,1% per l’Italia, mentre la ripresa parziale nel 2021 al +5,2% per la Lombardia e al +4,8% per l’Italia. È quanto si legge sul booklet economico pubblicato su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il web magazine di Assolombarda. Non solo: a causa delle chiusure prolungate, continuano ad accusare il colpo i servizi legati al turismo, alla ristorazione e il commercio al dettaglio, come testimoniano i dati relativi alla demografia d’impresa. Nel 2020, infatti, le iscrizioni al Registro delle imprese in Lombardia sono calate del 18% rispetto al 2019. Più nel dettaglio, il deterioramento ha colpito in maggior misura il terziario, che ha registrato un -35% nei servizi di alloggio e ristorazione, ma anche l’industria (-28%), il commercio (-16%) e le costruzioni (-14%). Non stupisce quindi il calo del clima di fiducia nel Nord-Ovest a gennaio sia lato imprese sia lato consumatori, le cui prospettive a breve termine rimangono piuttosto caute a causa del clima economico presente e futuro. Ma ci sono anche buone notizie: per far fronte alla crisi e supportare le imprese lombarde in questo momento difficile, si è assistito a un’accelerazione delle erogazioni alle stesse. Nei dati aggiornati a settembre 2020, l’incremento complessivo dei prestiti è pari al +6,3% su base annua, in particolare per quanto riguarda i servizi (+8,8%) e la manifattura (+7,2%). Dipendenti dall’andamento della pandemia anche i livelli di mobilità e le ore di cassa integrazione. Negli spostamenti, a inizio 2021 si rileva una mobilità complessiva più vicina alla normalità pre Covid, ma di fatto ancora molto ridotta soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti verso i luoghi di lavoro, anche per effetto dell’ampia diffusione dello smart working. Nella media lombarda, a fine gennaio 2021 si è registrato un -28% di mobilità rispetto a prima della pandemia, così come Monza Brianza (-28%) e Lodi (-27%), ma anche Pavia (-23%). A Milano invece il divario e più ampio (-35%): nel Comune rimane molto basso l’utilizzo della metropolitana (-70% in media a gennaio) a fronte di una ripartenza più marcata degli ingressi di autoveicoli in Area B e C, che pur sono inferiori rispetto a un anno fa (rispettivamente -10% e -27% circa nella seconda metà di gennaio 2021). Lato cassa integrazione, fra novembre e dicembre 2020 in Lombardia si è registrato un calo rispetto ai livelli elevati di ottobre. Tuttavia, nel 2020 il ricorso all’ammortizzatore sociale della regione è ammontato a 716 milioni di ore, ovvero più del doppio rispetto al picco annuo del 2010. In particolare, le ore di CIG autorizzate sono state 247 milioni a Milano, 65 milioni a Monza, 12 milioni a Lodi e 20 milioni a Pavia.

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Scuola: Draghi vuole allungare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

L’allungamento del calendario scolastico per recuperare le ore di lezioni in presenza perse, citato oggi dal neo presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi al Senato, deve essere inteso come un atto volontario e da includere come attività aggiuntiva con compenso ulteriore: così replica Marcello Pacifico, presidente Anief, all’apertura del premier sull’esigenza di andare a scuola anche al pomeriggio, nei weekend, d’estate. “In dad si è lavorato”, commenta a caldo a Orizzonte Scuola il leader dell’Anief. “Se il recupero – dice il sindacalista – è inteso come attività aggiuntive retribuite e in maniera volontaria, un po’ come avvenuto a settembre, saranno di volta in volta gli insegnanti a decidere in consiglio di classe, in base alla certificazione delle competenze sviluppate dagli studenti, e gli apprendimenti raggiunti. Se invece questo recupero va inteso che il lavoro che si sta facendo in questo momento non viene preso in considerazione, ma non mi sembra si tratti di questo, allora non siamo d’accordo”.Il nazionale presidente Anief ha tenuto a ricordare al neo premier “che c’è un contratto integrativo firmato dalle Organizzazioni sindacali e dal ministero sulla didattica integrata. Il contratto disciplina quello che la legge prevedeva, cioè il fatto che tutta la didattica a distanza fatta sia valutabile ai fini degli scrutini finali”. Pacifico ha anche ricordato che “la pandemia ha portato il mondo della scuola a confrontarsi con la tecnologia. La dad dovrà essere sempre considerato uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. Sembrerebbe un controsenso quindi rispetto alla volontà di allungare il calendario scolastico”.Mario Draghi ha fatto cenno anche alla formazione dei docenti per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. “Certo – ha replicato ancora Pacifico – così come bisogna allineare gli stipendi alla media europea. Allineare l’età pensionabile, in Europa a 63 anni, allineare l’età di accesso, in Europa a 25 anni rispetto ai 40 in Italia. Noi abbiamo gli insegnanti più formati in Europa e con più titoli. Bisogna semmai snellire le procedure di reclutamento, evitare il precariato, stabilizzare i precari esistenti, adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto. E poi riconoscere il burnout e quindi cercare di svecchiare con delle finestre ad hoc per le pensioni degli insegnanti, cercando di svecchiare la classe docente”.

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Scuola: Sostegno disabili, è caccia agli specializzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

I tanti precari specializzati con il quinto Tfa sostegno hanno pieno diritto a chiedere di partecipare al concorso straordinario e l’attivazione di prove suppletive specifiche per loro: “è un atto – spiega il leader dell’Anief Marcello Pacifico – che si può adottare anche alla luce degli ultimi dati per cui alle più recenti prove preselettive del concorso straordinario c’erano più posti di sostegno che candidati”. Un fatto che “aiuta a comprendere il motivo per cui la questione sia sottoposta al vaglio della Corte costituzionale e nelle more di riaprire i termini per la partecipazione a questi concorsi”.Il percorso dell’Anief è già delineato. “Nel caso in cui ci dovesse essere un rifiuto da parte della pubblica amministrazione – dice ancora Pacifico -, allora a questo punto ci si organizzerà per presentare un ricorso con i legali in convenzione con Anief e per poter chiedere la parità di trattamento, rispetto anche agli altri colleghi che hanno già presentato la domanda”.“Quindi – conclude Pacifico – sono pronte queste iniziative nuove legali per raggiungere due obiettivi: il primo è quello di avere insegnanti specializzati in cattedra il prossimo anno, tra quelli che conseguiranno la specializzazione nel 2021, visto il rinvio dei concorsi; il secondo è quello di garantire il più possibile l’allargamento della platea dei precari verso la stabilizzazione, attraverso il superamento della procedura concorsuale”.Il sindacato ricorda che la decisione è stata presa, in accordo con l’Ufficio legale, anche dopo avere appreso della vittoria Anief in Consiglio di Stato in favore proprio di quei candidati che, secondo il DD n. 510/2020, non avrebbero potuto partecipare al Concorso Straordinario Sostegno perché non erano formalmente iscritti ai corsi di specializzazione (TFA) in quanto non avviati entro il 29 dicembre 2019 o non conclusi entro il termine del 15 luglio 2020. Forte anche di questa posizione, Anief avvia quindi le procedure di preadesione allo specifico ricorso per richiedere l’ammissione a prove suppletive per tutti i candidati che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso proprio a causa delle previsioni contenute nel bando. Rimane indispensabile inviare entro il 22 febbraio la specifica domanda elaborata dall’Ufficio Legale Anief: si procederà in giudizio in caso l’Amministrazione non conceda l’accesso al concorso riservato e finalizzato all’immissione in ruolo.

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Scuola Personale ATA: prossimo il bando d’aggiornamento delle graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

È prossima l’apertura della ‘finestra’ per aggiornare la domanda anche con i titoli” e punteggi “che nel frattempo” ogni candidato “ha acquisito per essere collocati in graduatoria”: l’ha annunciato il leader dell’Anief Marcello Pacifico, ricordando anche che “dalle bozze ministeriali che circolano su questo aggiornamento” sembra che vi siano “delle incongruenze e delle illegittimità, quali per esempio il volere continuare a non valutare il titolo della licenza media ai fini dell’accesso al ruolo di collaboratore scolastico”. E questo va in contrasto con quanto accaduto recentemente, visto che “sono stati assunti più di 12.000 a amministrativi dalle cooperative proprio con tale titolo; quindi non si capisce per quale motivo, invece, chi da anni” lavora “come collaboratore scolastico nelle nostre scuole o aspiri a farlo, ora non vi possa partecipare”. “Poi c’è il problema di tutti quelli che hanno lavorato nelle scuole paritarie, nelle scuole comunali e nei corsi anche regionali – che hanno consentito attraverso i cosiddetti corsi Ifp – di conseguire un titolo valido per poter accedere alla professione di insegnante. Queste persone hanno lavorato nelle scuole amministrativi e anche in questi casi i legali dell’Anief hanno vinto recentemente dei ricorsi al Tar del Lazio sul riconoscimento di tale titolo e servizio svolto. È importante quindi dichiararlo nella domanda e aderire”.

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I nuovi “prestigiosi” studenti sul tema della formazione di eccellenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Il metodo di questa scuola che punta ad insegnare ai ragazzi la consapevolezza dell’effetto delle proprie azioni nel mondo, senza trascurare tematiche sociali e ambientali, fa contare tra gli ex alunni del collegio in Galles anche Elizabeth del Belgio, Guglielmo d’Olanda, Raiyah di Giordania e, quest’anno, l’erede al trono di Spagna, la principessa Leonor, come si è letto di recente sulla stampa.
Tuttavia, gli UWC non sono una scuola destinata solo alle élite. L’ammissione ai collegi avviene esclusivamente per merito sulla base del potenziale di ogni giovane candidato dopo una preselezione regionale e una selezione nazionale che, in Italia, avviene a Duino, Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico O.N.L.U.S., il primo in un paese non anglofono, dove ogni anno giungono quasi 200 ragazzi provenienti da circa 80 paesi.La pandemia, quindi, non ferma i Collegi del Mondo Unito (UWC), né tantomeno la Commissione Nazionale Italiana UWC che svolgerà online, dall’11 al 14 marzo, la seconda fase di selezione per accedere ad un’esperienza di formazione senza eguali, tenendo conto delle nuove circostanze conseguenti all’emergenza da coronavirus.I vincitori di questa selezione sono ragazzi e ragazze tra i 16 e i 19 anni che potranno frequentare il biennio finale della scuola superiore con coetanei da tutto il mondo, ottenendo un titolo di studio prestigioso e riconosciuto in tutto il mondo (IB Diploma).Grazie ad una preparazione che affianca alla parte accademica il coinvolgimento in servizi di volontariato, attività creative e sportive, gli studenti conseguono il Diploma di Bacellierato Internazionale (IB) e hanno la possibilità di proseguire gli studi anche nelle più prestigiose università di tutto il mondo.
Lingua comune l’inglese, studio al mattino e attività fisica, creativa e volontariato al pomeriggio e, regolarmente, anche momenti conviviali con i docenti che fanno da tutor a piccoli gruppi di studenti. Ricerca dell’innovazione, autonomia, empatia e pensiero critico, sono alcuni degli elementi per cui il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico di Duino (in provincia di Trieste), è stato riconosciuto da Ashoka, la più grande rete internazionale di innovatori sociali, tra le Changemaker Schools, vale a dire tra i protagonisti attivi del cambiamento educativo e sociale.Per il biennio 2020-2022 sono stati selezionati oltre 30 ragazzi italiani che fanno questa incredibile esperienza formativa in uno dei 18 collegi UWC nel mondo: dalla Germania agli Usa, al Canada solo per citare qualche sede. Il Movimento UWC offre un programma educativo che orienta i giovani all’azione e al cambiamento, sviluppando collaborazioni che sono in grado di portare benefici sia agli studenti che le frequentano, sia alle comunità che ospitano le scuole. A tale scopo riceve il sostegno di governi, fondazioni, filantropi, aziende, ex studenti, genitori e privati cittadini che desiderano sostenere questa realtà, nel contempo innovativa e dalle solide basi pedagogiche. I fondi erogati da questi donatori coprono il sistema di borse di studio UWC, principale motore per garantire l’unicità dei Collegi del Mondo Unito e preservare la diversità del corpo studentesco.

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“I mercati emergenti globali acquistano slancio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

A cura di Dara White, Responsabile globale azioni mercati emergenti di Columbia Threadneedle Investments. Malgrado il suo notevole impatto su salute e benessere pubblici, la pandemia di Covid-19 non ha stravolto i poderosi trend strutturali che trainano la crescita nei mercati emergenti. Ci aspettiamo che tali tendenze acquistino ulteriore slancio nel nuovo anno e che i mercati emergenti si confermino i principali propulsori indiscussi della crescita economica globale.Il quadro macroeconomico in questo inizio di 2021 appare estremamente positivo. Alcune delle maggiori economie mondiali, Cina e Corea del Sud in testa, sono state tra le prime ad essere colpite dalla pandemia, ma le efficaci strategie di contenimento del virus hanno consentito loro di recuperare fortemente quota e di posizionarsi favorevolmente per proseguire tale ripresa. Più in generale, i mercati emergenti stanno beneficiando dell’ondata globale di tagli dei tassi d’interesse e iniezioni di liquidità. Inoltre, queste economie godono di un maggior margine di manovra rispetto ai paesi sviluppati per aumentare l’entità dell’accomodamento in ragione dei tassi d’interesse reali più elevati.Visto il contesto economico favorevole e la prospettiva di vaccini anti-Covid disponibili su larga scala nel corso del 2021, riteniamo che il principale trend di lungo termine che sostiene i mercati emergenti – la transizione da un modello di crescita basato sulle esportazioni ad uno incentrato sulla vivacità della domanda interna – si riaffermerà in maniera ancora più vigorosa.L’ascesa del ceto medio globale è la riprova più evidente di tale cambiamento strutturale. Lo scorso ottobre Brookings Institution, con sede a Washington, ha sottolineato come la Cina stia registrando l’espansione del ceto medio più veloce della storia, specificando che ciò sta avvenendo “in un momento in cui la classe media globale sta già ampliandosi a un ritmo senza precedenti, in parte grazie ad alcuni paesi limitrofi come l’India”. Il rapporto della Brookings stima che il ceto medio cinese conterà 1,2 miliardi di persone entro il 2027, rappresentando un quarto del totale mondiale. A titolo di raffronto, negli anni Cinquanta più del 90% del ceto medio mondiale viveva in Europa e in Nord America.Questa continua ascesa alimenterà una vivace domanda interna di beni e servizi, che verrà in gran parte soddisfatta da aziende nazionali in rapida espansione. Riteniamo che temi quali l’innovazione digitale, la penetrazione del commercio elettronico e dei pagamenti digitali, l’allargamento finanziario e lo sviluppo ambientale – tutti trend rinforzati dagli effetti della pandemia – si riveleranno fonti proficue di opportunità d’investimento nel 2021 e oltre.Al fine di cogliere tali opportunità continueremo a concentrarci sulle società dei mercati emergenti che si rivolgono ai consumatori nazionali. Individuiamo notevoli opportunità nei settori dei beni voluttuari, dell’informatica e dei servizi di comunicazione, dove il potenziale di crescita globale è molto promettente in quanto le imprese continuano a sviluppare prodotti e servizi in grado di soddisfare le mutevoli esigenze dei consumatori.Quello della sanità è un altro settore che ha registrato un’accelerazione durante la pandemia. Se pensiamo che la spesa sanitaria cinese è pari ad appena il 5% del PIL contro il 17% degli Stati Uniti, le potenzialità di questo settore risultano evidenti. La popolazione della Cina sta diventando più vecchia, più ricca e più malata. Le riforme rivoluzionarie hanno fatto da volano per le aziende del settore, e l’ingresso del paese nell’International Council for Harmonisation of Technical Requirements for Pharmaceuticals for Human Use (ICH) ha contribuito ad armonizzare le procedure cliniche cinesi e a renderle conformi agli standard internazionali. Di conseguenza, i tempi di approvazione e rimborso dei farmaci sono drasticamente diminuiti, il mercato è stato aperto e ciò ha sbloccato sia la domanda che la capacità produttiva. Non ci sorprenderebbe vedere il settore sanitario raddoppiare le sue dimensioni nei prossimi anni.
“Molti investitori mantengono il sottopeso sui Mercati Emergenti, ma le motivazioni per detenere questa asset class stanno diventando più forti – un numero crescente di società presentano i requisiti richiesti dal nostro stile d’investimento “quality growth” Altrove, il settore finanziario presenta sacche di crescita grazie all’innovazione digitale. In Brasile, ad esempio, i tassi d’interesse sui minimi storici stanno promuovendo gli investimenti azionari e creando nuove opportunità. Con la continuazione della deregolamentazione finanziaria, delle riforme strutturali e dell’adozione tecnologica, ci aspettiamo che aree quali le intermediazioni e i pagamenti digitali si rivelino le più promettenti sul fronte della crescita. Inoltre, benché la pandemia abbia rallentato l’agenda di riforme nei mercati emergenti, il trend di lungo termine rimane intatto. Brasile, Indonesia, India e Cina, ad esempio, stanno portando avanti importanti riforme.Molti investitori restano sottoesposti ai mercati emergenti, mentre i vantaggi di un’esposizione a questa classe di attivi diventano sempre più evidenti. Sta aumentando il numero di aziende che soddisfa i nostri criteri di investimento basati sulla “crescita di qualità”, dotate di team dirigenti solidi e favorevoli agli investitori, nonché della capacità di finanziare la propria crescita internamente, incrementando al contempo la redditività del capitale investito.Riteniamo che questa classe di attivi offra solidi vantaggi in termini di crescita e diversificazione e che il 2021 fornirà opportunità interessanti per incrementare l’esposizione.

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Antitrust: sanzione a Facebook per 7 milioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato Facebook per 7 milioni per non aver ottemperato alla diffida di rimuovere la pratica scorretta sull’utilizzo dei dati degli utenti.”I nostri dati sono preziosi ed è un diritto dell’utente avere, fin dal suo primo accesso, un’informazione chiara e completa, immediatamente accessibile, che dia evidente richiamo ad eventuali usi per fini commerciali dei dati forniti in fase di registrazione. Questo anche quando il servizio è gratuito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il consumatore deve essere sempre libero di scegliere e di esprimere il suo consenso alla raccolta dei dati e per esserlo realmente, deve essere adeguatamente informato. E’ un sacrosanto principio, ormai assodato” conclude Dona.

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L’Italia è candidata ad ospitare il “Decimo Forum Mondiale sull’Acqua”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Per sostenere la Candidatura di Firenze e di Assisi ad ospitare il “Decimo Forum Mondiale dell’ Acqua” nel 2024 si è costituita un’ Associazione Temporanea di Scopo, composta dal Comune di Firenze, dal Comune di Assisi, dalla Custodia del Sacro Convento di Assisi, dal Consiglio Nazionale Geologi, dall’ Associazione Nazionale delle Bonifiche e Irrigazioni, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, Meteo Giuliacci, Skpoìa s.r.l., Cae spa, Agronomist World Academy Foundation, Iat s.r.l , dal Water Right and Energy Foundation con ALTA SCUOLA appunto come capofila della candidatura. Il dossier di candidatura, con il sostegno del Ministero degli Esteri, del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, di Ispra e di tanti altri soggetti pubblici e privati è al vaglio del World Water Council di Marsiglia che organizza un FORUM mondiale ogni tre anni: l’ultimo a Brasilia nel 2018 ha visto 172 Nazioni rappresentate, 12 Capi di Stato, 56 ministri titolari del governo delle acque con più di 100 delegazioni, oltre centodiecimila visitatori e quasi centomila metri quadrati di spazi espositivi. In Italia, per la prima volta oltre ai Capi di Stato, arriverebbero anche tutti i Rappresentanti delle religioni mondiali. Chiediamo il pieno appoggio del Presidente del Consiglio, Mario Draghi”. Lo ha affermato Endro Martini, geologo, Presidente del Centro Alta Scuola dell’Umbria, capofila della candidatura italiana.L’appello a Draghi a sostenere la candidatura presentata a Marsiglia. La decisione World Water Council di Marsiglia che organizza un FORUM mondiale ogni tre anni sta per arrivare.

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Scuola: Il nuovo ministro Bianchi vuole tutte le cattedre coperte il 1° settembre

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Il nuovo ministro dell’Istruzione dovrà affrontare fra le varie priorità quella che riguarda il precariato e le cattedre vuote di inizio anno scolastico: il professore Patrizio Bianchi ha già manifestato l’idea di voler combattere la piaga del precariato e di assumere insegnanti per averli al proprio posto già il 1° settembre prossimo. Ma come farà? A rispondere è oggi la rivista Orizzonte Scuola: dopo avere ricordato che dai concorsi si ricaverà ben poco e che anche aumentando “la quota di assunzioni in ruolo ogni anno, le graduatorie per le assunzioni, sia Gae che concorsi, in moltissimi casi prive di aspiranti”, prevede che sarà inevitabile “il massiccio utilizzo dei supplenti che andrà a tamponare i posti vuoti” e peraltro “assegnati in ritardo”. Se si vuole evitare questo, quindi, le strade sono due: trasformare le procedure selettive in concorsi per titoli e riaprire le graduatorie ad esaurimento, così da consentire ai precari abilitati di essere assunti senza più assurde e deleterie attese per tutti.
Cosa potrà fare il nuovo ministro a capo dell’Istruzione per coprire a settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, il numero record di posti che vanno a supplenza? Secondo la stampa specializzata, “il canale di assunzione dei nuovi concorsi non può considerarsi percorribile, almeno per i concorsi ordinari infanzia, primaria e secondaria, dato che sono ancora bloccati. La chance” tuttavia è limitati ai soli “vincitori del concorso straordinario, la procedura ripartita proprio ieri e che potrebbero effettivamente essere immessi in ruolo a settembre”. Pertanto, per evitare un nuovo record di supplenze annuali, stavolta superiore ai 250 mila contratti da stipulare sino alla fine dell’anno scolastico o al 31 agosto, si potrebbe puntare davvero su quello che l’Unione europea chiede: l’immissione in ruolo per titoli e servizi. Una possibilità che ha di recente trovato d’accordo anche il Comitato europeo dei diritti sociali, che accogliendo il reclamo Anief n. 146/2017 ha dato di fatto il via libera a procedure accelerate, anche per evitare una dura condanna dell’Italia da parte dell’Ue.

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Superare gli esami e le difficoltà negli studi

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Dopo circa un anno di didattica a distanza (DaD), le statistiche che riguardano la scuola e gli studenti sono tutt’altro che incoraggianti, sebbene poco sorprendenti.La scuola ha dei grandi problemi strutturali e la pandemia non ha sicuramente aiutato a risolverli, anzi. Le analisi condotte dal Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza, per esempio, rivelano degli scenari piuttosto prevedibili. Gli studenti, dicono i dati, mostrano una netta predilezione per il metodo di insegnamento in presenza.Infatti, sebbene si siano riusciti a garantire dei buoni standard nella didattica, a causa della nuova metodologia emerge una diffusa difficoltà a mantenere alti i livelli di concentrazione e produttività. Inoltre, sempre in riferimento all’uso prolungato della tecnologia, i giovani studenti hanno avvertito il problema di svolgere i compiti fuori dall’orario scolastico. Oltre la metà degli studenti si dichiara stressato e manifesta la necessità di apprendere dei metodi di studio per velocizzare e ottimizzare l’apprendimento.Con questo scopo nasce “Genio in 21 giorni”, un corso ideato da Massimo De Donno per proporre un metodo di studio che vada incontro alle esigenze dei singoli studenti. Massimo De Donno è uno dei massimi esperti di apprendimento, tra i più noti in Europa. Il suo metodo è stato testato con successo da ben 42mila allievi in 5 nazioni come Italia, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti. Un dato particolarmente significativo che emerge dalle suddette ricerche riguarda la percezione che gli studenti possiedono rispetto alle proprie capacità di organizzazione del lavoro e di raggiungimento degli obiettivi. I ragazzi in DaD diminuiscono la percezione della propria efficacia scolastica in modo statisticamente significativo. Questo risulta problematico dal momento che l’auto-efficacia è collegata ad un buon andamento scolastico.

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Ministero della transizione ecologica ma con quali funzioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, gli italiani si dicono molto attenti alle tematiche ambientali ed oltre il 50% di loro accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo Ministero; mentre risulta contrario appena il 3,1% del campione intervistato. Dai dati della medesima indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

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Pictet-Clean Energy vincitore del premio “ESG Champions” come migliore fondo ambientale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Pictet Asset Management ancora una volta protagonista nell’ambito degli investimenti sostenibili. Il fondo Pictet-Clean Energy, con un rating di 4,8/5, è stato insignito del premio “ESG Champions”. In questa sua prima edizione, il premio ideato da Mainstreet Partners ha selezionato i campioni della sostenibilità tra 350 strategie gestite da oltre 60 asset manager a livello globale.Il fondo Pictet-Clean Energy, lanciato nel 2007 e ridisegnato a fine 2018, investe nella transizione energetica verso fonti sostenibili, includendo nel proprio universo di investimento non solo le energie rinnovabili, ma anche importanti tematiche quali i veicoli elettrici, i green buildings e le tecnologie abilitanti che facilitano e velocizzano tale processo di transizione. Si tratta di trend secolari che negli ultimi mesi hanno subito una rapida accelerazione, grazie anche a un contesto regolamentare e politico sempre più attento alla tutela dell’ambiente.Xavier Chollet, gestore del fondo Pictet-Clean Energy, ha commentato: “Le tematiche legate alla sostenibilità ambientale sono oggi finalmente considerate importanti driver di performance finanziarie, anche alla luce di questa difficile fase di emergenza globale. Per il 2021 e per il futuro confidiamo in allettanti prospettive di crescita, date la maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici e la necessità di accelerare la transizione energetica. La rapida innovazione tecnologica permetterà una maggiore elettrificazione di trasporti, edilizia e fabbriche, mentre eolico e solare saranno le principali fonti di energia elettrica”.Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management, ha concluso: “Questo riconoscimento è una nuova conferma del nostro impegno nella sostenibilità. In Pictet abbiamo iniziato a investire sulla tutela dell’ambiente fin dal 2000, quando abbiamo lanciato il primo fondo al mondo dedicato al tema dell’acqua – il Pictet-Water – e da allora non ci siamo più fermati. Gli investimenti responsabili fanno parte, infatti, del nostro DNA aziendale con un unico grande obiettivo: lavorare insieme, per un futuro migliore”.
Il premio “ESG Champions”, ideato da Mainstreet Partners, utilizza una metodologia proprietaria per identificare 11 categorie di vincitori attraverso un processo strutturato che valuta il livello di sostenibilità dei fondi. Tale metodologia prevede una dettagliata valutazione basata su 3 pilastri, che considera l’asset manager nel suo complesso, la strategia del fondo e le singole partecipazioni. Il rating ESG varia da un punteggio di 1 (basso) a 5 (alto). Il rating finale non è semplicemente basato sula media dei 3 pilastri ma ognuno degli 80 indicatori ha uno specifico peso e in aggiunta il modello valuta degli elementi di “bonus/malus” a seconda della categoria a cui appartiene il fondo. Fondato a Ginevra nel 1805, il Gruppo Pictet è uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa. By Federica Calvia

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Moneyfarm non torna indietro sullo smart-working e sceglie “Flexifarm”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, offrirà ai suoi dipendenti la libertà di scegliere dove lavorare – se da remoto, in sede o alternando casa e ufficio – una volta terminato lo stato di emergenza. Si chiama “Flexifarm” questo approccio agile alla gestione delle risorse umane già sperimentato con successo tra un lockdown e l’altro, con effetti molto positivi sul work-life balance dei suoi dipendenti e sull’attrattività di nuovi talenti.Forte del suo DNA digitale e di un team internazionale che ha sempre avuto tra le sue priorità l’abbattimento delle distanze geografiche, Moneyfarm ha saputo rispondere con prontezza alla sfida lanciata dalla pandemia riconvertendo in modalità da remoto il lavoro di 130 dipendenti su più Paesi. Una macchina di lavoro agile, infatti, non si costruisce da zero in poco tempo. Moneyfarm ha sempre investito su una infrastruttura tecnologica che le permettesse di operare in modo ottimale, aveva già in un certo senso predisposto un ambiente di lavoro smart ben prima che suonasse l’allarme Covid.Nell’anno del Covid, con il 100% dei dipendenti al lavoro da remoto nei periodi di lockdown, la Società ha visto addirittura aumentare la produttività del team e, in termini di business, ha conseguito risultati al di sopra delle aspettative. Il team di consulenza Moneyfarm ha incrementato del 75% il tempo trascorso al telefono con i risparmiatori e del 43% gli scambi e-mail e chat, garantendo quel supporto ancor più personalizzato e costante che ha portato la Società ad accrescere i risparmi in gestione del 40% e i nuovi clienti del 50% rispetto al 2019. Si tratta di risultati che hanno decisamente incoraggiato la scelta di adottare l’approccio “Flexifarm” a pandemia conclusa.Moneyfarm è pronta ad abbracciare una filosofia basata sulla delega e sulla responsabilizzazione dei suoi dipendenti, offrendo loro massima libertà di scelta su come alternare lavoro in sede e da casa a fronte di una maggiore responsabilità sui risultati.Incoraggiare questa autonomia nell’organizzarsi il lavoro, nell’ottica di Flexifarm, è essenziale quanto mantenere viva la cultura dello stare insieme: il contatto regolare tra colleghi serve a costruire relazioni più forti e a migliorare lo spirito di squadra, oltre che a creare opportunità di condivisione delle conoscenze e a massimizzare l’apprendimento e la motivazione. Per questo verranno sempre garantite e incoraggiate certe occasioni di contatto importanti come, per esempio, l’accoglienza e l’inserimento dei nuovi talenti, le riunioni one to one durante il ciclo di valutazione delle performance individuali (performance review) o i momenti di convivialità tra i membri di uno stesso team o cross-team organizzati periodicamente per tenere viva la cultura e i valori di Moneyfarm.Coerentemente anche gli spazi verranno riprogettati verso un modello di flexi-office che prevede l’aumento delle aree comuni – che verranno rese più accoglienti e versatili – e scrivanie senza postazioni fisse, prenotabili su richiesta per massimizzare l’utilizzo degli spazi.Tra le varie iniziative volte a incoraggiare un approccio virtuoso ai cambiamenti che il lavoro smart comporta per la salute fisica e mentale, hanno preso il via già da qualche tempo vere e proprie well-being session insieme a esperti del benessere (per il momento, naturalmente, solo da remoto).

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