Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 20 febbraio 2021

Etna: Terzo episodio parossistico in tre giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Catania. Nella mattinata del 19 febbraio 2021 è avvenuto il terzo episodio eruttivo parossistico al Cratere di Sud-Est dell’Etna in altrettanti giorni, dopo un tempo di quiete durato circa 35 ore. Preceduto da un trabocco lavico dalla bocca orientale sul versante est del cono iniziato poco prima delle 9 della mattina, contemporaneamente a una graduale intensificazione dell’attività esplosiva, la fase di fontane di lava è iniziata verso le ore 10:00 e ha generato una densa nube eruttiva carica di cenere e lapilli.
Questa nube, che si è alzata per diversi chilometri sopra la cima del vulcano, attraverso la spinta del vento in direzione sud-est ha determinato ricadute di materiale piroclastico negli stessi luoghi già interessati dal parossismo precedente, i cui comuni principali si individuano in Zafferana Etnea e Acireale.Dalla bocca orientale del Cratere di Sud-Est sono state emesse diverse colate di lava che ancora una volta hanno interessato le aree a est, verso il fondo della Valle del Bove, a nord-est e a sud-est. Alle ore 9:53 si è attivata anche la cd. “bocca della sella”, ovvero la bocca posta sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, che ha prodotto alte fontane di lava e un trabocco lavico diretto verso sud-ovest.In prossimità delle ore 11:00 della mattina del 19 febbraio, l’attività di fontana di lava è rapidamente diminuita e cessata, seguita da un intervallo di emissione di cenere. Come negli episodi precedenti, con la fine delle fontane di lava rapidamente si è rilevata la diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico e dei segnali infrasonici. Le colate laviche, benché non più alimentate, si sono espanse ancora per alcune ore. Sul cono del Cratere di Sud-Est sono continuate frequenti frane di materiale incandescente e rotolamenti di blocchi, in particolare da una zona sul fianco sud-orientale. L’attività dell’Etna è costantemente monitorata dall’Osservatorio Etneo dell’INGV di Catania. Durante il corso della giornata sono stati effettuati sopralluoghi dal personale dell’Osservatorio Etneo nell’area interessata per prelevare campioni dei prodotti emessi, durante il parossismo odierno, al fine di analizzarli in laboratorio. (foto copyright fonte: Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV-OE)

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Il rover della NASA Perseverance ha toccato ieri sera la superficie di Marte

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Obiettivo della sua missione è la ricerca di tracce di vita sul pianeta rosso. Infatti, grazie ai sofisticati strumenti che ospita a bordo, sarà in grado di analizzare la composizione chimica delle rocce in superficie e in profondità e anche di prelevare dei campioni da portare sulla Terra per permettere agli scienziati di condurre ulteriori ricerche. La missione Perseverance cercherà anche di far decollare dal rover un piccolo elicottero, chiamato Ingenuity, per esplorare la superficie marziana dalla sua atmosfera. Perseverance è l’ultimo di una serie di rover che la NASA ha inviato su Marte a partire dalla fine degli anni ’90, Spirit, Opportunity e Curiosity, e si aggiunge ad altre due sonde lanciate nell’ultimo mese dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina che però stanno studiando il pianeta dalla sua orbita [fonteThe New York Times e scienza in rete]

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Lasciare il denaro fermo sul conto, i costi connessi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Se a partire dal 2011 avessimo scelto di mettere da parte 50€ ogni mese su un conto corrente dedicato a questa attività, in teoria, dopo 120 versamenti, oggi dovremmo avere da parte una cifra pari a 6.000€. Nella pratica, però, avremmo accumulato circa 5.000€, una cifra notevolmente inferiore.Dalla cifra iniziale vanno infatti detratti i costi di gestione di un conto corrente tradizionale (fino a 88,50€ all’anno secondo Banca d’Italia) e il costo “nascosto” dell’inflazione, cioè la perdita di potere d’acquisto del denaro, due fattori che hanno eroso i risparmi, il cui valore reale oggi ammonterebbe a 4.968€, con una perdita di ben 1.032€.Anche aprendo un più economico conto online, con un costo annuo di 21,40€ (costo medio calcolato da Banca d’Italia), il valore del denaro accantonato sarebbe pari a 5.623€, poiché l’inflazione avrebbe comunque eroso i risparmi, determinando una perdita di valore complessivo di 377€.L’investimento rappresenta una difesa naturale contro l’erosione del valore del denaro. Se, oltre a mettere da parte il denaro, avessimo investito gli stessi 50€ al mese per 10 anni, grazie alla forza dell’interesse composto, oggi, anche tenendo conto dell’influenza negativa dell’inflazione e dei possibili costi legati all’investimento, avremmo raggiunto un patrimonio di 9.655€. Avremmo quindi guadagnato 4.032€, +72% rispetto al valore del denaro fermo sul conto digitale più economico. Confrontando poi l’investimento con il denaro fermo sul più dispendioso conto tradizionale, avremmo guadagnato 4.687€: +94%.Dall’esempio risulta evidente il costo-opportunità che si sopporta se ci si limita al solo accantonamento di denaro invece di investirlo. Per questo è importante adottare una pianificazione finanziaria improntata alla costanza di un piccolo gesto: investire una piccola somma con regolarità nel tempo può portare, senza neanche accorgersene, a risultati straordinari. Il tempo è il miglior alleato dell’investimento e grazie al salvadanaio digitale di Gimme5 è possibile impostare regole automatiche e seguire un Piano di Accumulo del Capitale. La regola del Joink Ricorrente, per esempio, consente di impostare una cifra da destinare ogni mese al salvadanaio digitale che viene accumulata e investita automaticamente il 15 del mese successivo, per mettere in moto i risparmi e difenderli dalla forza erosiva dell’inflazione e dei costi bancari.

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Il Commissario della SEC Peirce ritiene che sia giunto il momento per un ETP sul Bitcoin

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Di Eliézer Ndinga and Lanre Ige, Research Associates in 21Shares. Il Commissario della Security and Exchange Commission statunitense (SEC), Hester Pierce, ha affermato in un’intervista a Coindesk TV che gli USA sono pronti per un ETP sui Bitcoin. Come anticipato nel nostro resoconto di fine 2020 e nelle aspettative per il 2021, la nuova amministrazione fornirà maggiore chiarezza sulla regolamentazione dei criptoasset, soprattutto perché il nuovo presidente della SEC, Gary Gensler, è indubbiamente molto esperto di questo settore, avendo tenuto un corso al MIT sulle criptovalute e la tecnologia blockchain.Dato che l’attrattività del Bitcoin per istituzioni e imprese sta progressivamente crescendo, lo stesso sta facendo il suo prezzo. Il 16 febbraio di quest’anno, il valore del mercato di questa criptovaluta è arrivato a superare i 900 miliardi di dollari e si appresta a raggiungere il traguardo di un trilione di dollari per la prima volta nella sua storia. In tutte le settimane passate, si sono registrate notizie riguardanti l’adozione di Bitcoin; MicroStrategy, per esempio, ha annunciato un’ulteriore raccolta di 600 milioni di dollari tramite un debito convertibile, attraverso il quale comprare altri Bitcoin, mentre la più antica banca degli Stati Uniti, la BNY Mellon – 2 trilioni di dollari di asset under management – pianifica di custodire degli asset digitali. Questo istituto di credito ha dichiarato che possiederà, trasferirà ed emetterà criptovalute per la metà dei clienti che gestisce. Similmente, la Purpose Investment, Inc, ha emesso il primo ETF sui Bitcoin in Canada e, quindi, il primo di tutto il Nord America; mentre Mastercard, la società leader dei pagamenti globali che connette miliardi di consumatori e migliaia di istituzioni finanziarie, sta per portare le criptovalute nel suo network.Un ETP sul Bitcoin negli Stati Uniti, atto a soddisfare la domanda di investitori sofisticati e di istituzioni finanziarie, renderà mainstream la criptovaluta di riferimento, come ha accennato la stessa Pierce nella sua intervista, poiché le persone stanno cercando di avere accesso al Bitcoin attraverso un mercato regolamentato. È importante evidenziare la differenza principale tra ETP ed ETF, dato che un ETP sul Bitcoin non potrà essere, ovviamente, un ETF; ciò significa che non sarà un fondo di investimento, ma piuttosto un titolo di debito. Tutti gli ETP sono quotati e scambiati in borsa nelle fasce orarie in cui questa è aperta, proprio come la normali azioni, mentre il loro prezzo è calcolato sulla base di un indice o di un asset di riferimento, come il Bitcoin.Il fatto che il valore del Bitcoin sia stato brevemente sopra la soglia dei 50mila dollari ha anche portato gli investitori di lungo periodo a conseguire dei profitti grazie a questo mercato bull, come si può osservare dall’ASOL (Average Spent Outputs Lifespan) nel grafico sottostante, misura che indica per quanto tempo un asset in uscita, in questo caso il Bitcoin, è stato tenuto all’interno di un portafoglio. Ciò fornisce un quadro d’insieme sulle azioni degli investitori nelle monete digitali di più lungo corso. L’annuncio di Tesla della scorsa settimana ha significativamente accresciuto “l’età” delle criptovalute che sono state vendute, passata da 30 a più di 50 giorni. Con nuovi investitori in entrata sul mercato, portati dall’incremento del valore di questo asset, questi comportamenti da parte di investitori di lungo periodo è probabile che diventeranno sempre più comuni.

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Torino: La grande bellezza di palazzo Madama

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Tradizione e innovazione per far rinascere la grande bellezza di Palazzo Madama e metterla in sicurezza per i prossimi decenni. Prende il via il grande progetto di restauro e consolidamento dell’avancorpo centrale della facciata juvarriana, capolavoro architettonico del Settecento europeo: una spettacolare, complessa e delicata operazione “chirurgica”, capace di “mixare” antiche tecniche artigianali e metodologie all’avanguardia, recuperando i marmi originali accanto all’impiego di materiali contemporanei, come fibre di carbonio, resina e acciaio inox nelle parti nascoste dell’edificio. L’intervento, promosso dalla Fondazione Torino Musei, da sempre impegnata nella tutela, conservazione e valorizzazione dei beni museali, sarà interamente finanziato con 2,4 milioni di euro da Fondazione CRT, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama (16,6 i milioni stanziati complessivamente).Il progetto di restauro e consolidamento strutturale – approvato dal MIBACT e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino e “firmato” dall’architetto Gianfranco Gritella – è il risultato della prima indagine a 360 gradi delle problematiche della facciata, anche attraverso l’ispezione di “camere nascoste” nel cornicione. Il progetto prende le mosse dagli esiti del cantiere studio, già finanziato da Fondazione CRT nel 2018 e realizzato dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, per valutare lo stato di conservazione della facciata, progettata tra il 1718 e il 1722 dall’architetto Filippo Juvarra. Con il coinvolgimento anche del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, sono state condotte indagini scientifiche sui materiali e sulle alterazioni intervenute nel tempo. Le caratteristiche costruttive di Palazzo Madama e il marmo di Foresto utilizzato – di semplice lavorazione, ma affetto da “un male antico” legato alla propria friabilità – hanno fin da subito innescato problemi di conservazione e cedimenti strutturali, tanto che i primi tentativi per risolverli risalgono già alla fine del XVIII secolo.In dettaglio, le opere per riportare la facciata al suo antico splendore prevedono il restauro dell’apparato architettonico e decorativo; il consolidamento strutturale dei soffitti e degli architravi lapidei dei tre intercolumni del pronao centrale; il sollevamento, il trasporto e il restauro delle quattro monumentali statue allegoriche di coronamento del pronao, che saranno musealizzate e sostituite da copie identiche sulla sommità dell’edificio; il restauro, la revisione e il consolidamento strutturale dei serramenti lignei; la revisione e l’adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche della copertura e, infine, il recupero dei sotterranei circostanti il palazzo.Entro la primavera, la Fondazione Torino Musei pubblicherà il bando di gara per l’affidamento dei lavori sull’avancorpo centrale, che inizieranno prima dell’estate e dureranno circa un anno e mezzo, per concludersi a fine 2022.

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“Stigma clinico, obesità e covid-19″

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Roma 3 marzo 2021, ore 12.00-13.00 Sala stampa Camera Deputati. Secondo i dati della World Obesity Federation e dell’OMS nel mondo sono quasi 2 miliardi gli adulti con sovrappeso, di cui oltre 800 milioni con obesità. L’obesità è il principale fattore di rischio per diverse complicanze tra cui malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, ipertensione, malattia coronarica e cancro. Durante questi mesi di pandemia è stato anche riscontrato che l’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di sindrome respiratoria acuta grave nei casi di COVID-19, con esiti peggiori. Il World Obesity Day di quest’anno sarà l’occasione di confronto tra Istituzioni, mondo scientifico e dell’associazionismo per parlare di questa complessa malattia e delle azioni da intraprendere a tutela delle persone che ne soffrono.

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Scuola: I presidi del Lazio raccomandano la doppia mascherina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

È notizia dei giorni scorsi che l’associazione presidi del Lazio ha invitato i Dirigenti Scolastici a raccomandare l’uso della doppia mascherina per studenti e docenti, anche alla luce della “scarsa qualità di alcune finiture di DPI (dispositivi di protezione individuale) messe a disposizione della struttura commissariale dell’emergenza”, si legge nel comunicato.È dunque evidente che i Dirigenti Scolastici sono pienamente consapevoli della situazione per nulla sicura in cui si trovano i lavoratori della scuola e gli studenti, situazione che USB, insieme a Rete Iside ONLUS e agli studenti di OSA, denuncia dall’inizio dell’anno scolastico.Sulle mascherine di scarsa qualità, prodotte da FCA, dopo aver chiesto conto all’IIS della scarsa vestibilità dei primi lotti, abbiamo sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, avendone riscontrato la non rispondenza ai parametri stabiliti dal Dpcm 17 marzo 2020 n.18 in relazione al “potere filtrante”, sulla base delle analisi di Archa srl (società accreditata da Accredia, ente designato dal governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità dei laboratori che verificano la conformità di beni e servizi alle norme). Le analisi dicono infatti che le mascherine pediatriche hanno un potere filtrante dell’83-86% (invece del 98% previsto dalla norma), mentre quelle per adulti un potere filtrante dell’89-90% (invece del 98%).A questo punto, vista l’iniziativa dei Dirigenti Scolastici del Lazio, chiediamo ai Dirigenti Scolastici di tutta Italia, su cui da un anno viene scaricata la totale responsabilità della gestione della difficile situazione creata dalla pandemia, a fronte della scarsità di risorse loro assegnate e della mancanza di una reale pianificazione nazionale da parte del MIUR, di farsi parte attiva e fare pressione sul Ministero, perché le mascherine fornite alle scuole – ricordiamo che quelle di FCA Itali sono ben11 milioni di mascherine al giorno, il 70% del fabbisogno delle scuole italiane – siano adeguate al rischio per la salute che studenti e lavoratori effettivamente corrono. Che facciano questa richiesta direttamente al neoinsediato ministro Bianchi.In questo senso ribadiamo, come facciamo ormai da settembre, che la richiesta deve essere quella di mascherine FFP2 per tutti, visto l’elevato numero di ore quotidiane che le comunità scolastiche trascorrono insieme. I Dirigenti Scolastici sono stati lasciati soli dal Ministero e su di loro cade la responsabilità civile e penale della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Si facciano per questo parte in causa e pretendano quella sicurezza che sappiamo tutti bene non ci è garantita da ormai un anno!

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“Hey there, Tiger!”, prima mostra personale di Irene Fenara

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Piacenza 20 Febbraio 2021 – 15 Maggio 2021 Via Sant’Antonino 33, opening: sabato 20 Febbraio 15:00 – 20:00 orari: martedì – venerdì 16.00 – 19:00 | sabato 10:00 – 13:00 e 16:00 – 19:00 su appuntamento. Per l’occasione, Irene presenta un progetto inedito che crea un parallelismo tra il mondo naturale e la produzione di immagini. La ricerca dell’artista nasce infatti dall’osservazione che nel mondo esistono più immagini che rappresentano tigri che tigri viventi. Nel nostro immaginario le tigri sono molto comuni e sembrano essere ovunque: nei loghi delle case di moda, sulle scatole di cereali, sulle magliette…, ma in natura ne rimangono solamente tremila esemplari. Lavorando con un algoritmo generativo, al quale vengono consegnate tremila immagini di tigri, Irene ha creato grandi nuovi animali e nuove specie, che mantengono alla fine solo alcune caratteristiche dell’animale originale. Per imparare a riconoscere e riprodurre, infatti, un algoritmo avrebbe bisogno di milioni di immagini, proponendogliene un numero minore i risultati si allontanano dal reale. Le immagini generate vengono tradotte in una serie di arazzi realizzati in India, sottolineando l’affinità tra il modo in cui lavorano tessitura e algoritmo, in quanto la trama e l’ordito del tessuto si muovono in maniera analoga alle stringhe di codice del programma.
Accanto agli arazzi, completano la mostra alcune fotografie, nerissime e inquietanti, di tigri colte in paesaggi notturni, immagini “rubate” da videocamere trap (che si attivano con il movimento) nelle foreste e giungle. La mostra è accompagnata da una pubblicazione con un testo critico di Irene Sofia Comi
UNA is happy to announce “Hey there, Tiger!” the first solo show by Irene Fenara (*1990, Bologna) in the gallery.
For this occasion, Irene presents a new project, reflecting on the parallelism between the natural world and the production of images. The artist’s research originates from the observation that in the world there are more images representing tigers than real ones. In our imagery, these felines are very common and seem to be everywhere: in the logos of fashion houses, on cereal boxes, on t-shirts…. However, just three thousand tigers are left in the wild. Working with a generative algorithm, “fed” with three thousand images of tigers, Irene has created big new animals and new species that ultimately retain only some characteristics of the original animal. In fact, a generative algorithm requires millions of images in order to learn how to recognize and reproduce them; thus proposing a smaller number, results will be far from the reality. The generated images have been in turn transformed into tapestries made in India, underling the parallelism between the braiding technique typical of weaving and the binary code the algorithm is based upon. Alongside the tapestries, the exhibition presents black and almost disturbing pictures of tigers in night landscape, they are images “stolen” from cameras trap, which are triggered by animals’ movement in forests and jungles“Irene Fenara’s project discloses the nature of a feline star, that is blinded by digital spotlights thus becoming a ghostly presence. Deprived of its recognisable image – its changing form placed between now and elsewhere – as it appears in its rarefied character it loses its consistency, while simultaneously it reaffirms itself. […] Through tapestries with vibrant colours and black and white photographs, Three Thousand Tigers seems to suggest the need – nowadays a latent one – of an as-inclusive-as-possible integration of digital data into our natural condition. “What a pity not to be a tiger” fantasises Argentinian writer Jorge Luis Borges during an afternoon conversation with Alberto Manguel, colleague and author of the memoir With Borges. Like in a dream, we don’t see the real tiger anymore, but we can feel the bodily presence it has left us.” (Irene Sofia Comi)

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L’agricoltura e la transizione ecologica

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Per produrre un impatto misurabile sulla qualità dell’ambiente e sulla tutela del territorio, il ministero della Transizione ecologica dovrà lavorare in stretto coordinamento con quello delle Politiche agricole – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con l’istituzione del nuovo ministero, il Governo Draghi ha lanciato un segnale preciso in tema di politica energetica e ambientale. Affinché non resti un’operazione di facciata, è però indispensabile che il mondo agricolo sia coinvolto sin dall’inizio nel processo di transizione.L’Europa ha già tracciato un percorso chiaro con le strategie ‘Biodiversità’ e ‘Farm to fork’, che stabiliscono traguardi ambiziosi per il sistema agroalimentare nel suo complesso – continua Tiso. E’ compito del Governo Draghi riprendere il lavoro laddove si era interrotto, facendo dell’Italia uno dei Paesi capofila della rivoluzione verde. Se siamo ai primi posti in Europa per valore aggiunto in agricoltura, siamo anche chiamati ad aprire la strada alla conversione agroecologica di tutto il Vecchio continente.

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Gilbert F. Houngbo confermato alla presidenza dell’IFAD

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Nella riunione dell’annuale Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), gli Stati membri hanno confermato Gilbert F. Houngbo alla presidenza per un secondo mandato. La nomina è un chiaro indice non solo del supporto ma anche del riconoscimento verso un leader che ha dimostrato con successo l’importanza dello sviluppo rurale a lungo termine quale soluzione chiave alle sfide globali che il mondo sta attualmente affrontando.Sotto la leadership di Houngbo, l’IFAD mira a raddoppiare il suo impatto entro il 2030 ed offrire una vita senza povertà e fame a milioni di persone in più. L’obiettivo è garantire che 40 milioni di persone all’anno aumentino i loro redditi di almeno il 20 per cento entro il 2030, il doppio del risultato già raggiunto dall’IFAD oggi.
A tal fine, Houngbo ha invitato i donatori a contribuire in modo più significativo alle risorse dell’IFAD per realizzare un programma di lavoro complessivo di almeno 11 miliardi di dollari dal 2022 al 2024, anche attraverso un nuovo programma di finanziamento del settore privato e un’espansione del pionieristico programma IFAD di adattamento ai cambiamenti climatici. Un lavoro che contribuirà a ricostruire economie rurali più forti man mano che i paesi si riprenderanno dalle conseguenze del COVID-19 ed aiuterà queste popolazioni rurali emarginate a diventare molto più resilienti ai cambiamenti climatici e ad altri shock.Nel suo discorso di conferma nella carica di presidente, Houngbo ha spiegato come affrontare gli impatti devastanti dei cambiamenti climatici e invertire il declino della biodiversità siano tra le sue massime priorità. Il mese scorso l’IFAD ha lanciato il Programma di adeguamento rafforzato per i piccoli coltivatori (ASAP+) che mira a essere il più grande fondo dedicato alla canalizzazione dei finanziamenti per il clima per i piccoli produttori. Houngbo prevede che il programma mobiliti 500 milioni di dollari e aiuti più di 10 milioni di persone ad adattarsi a un clima imprevedibile. Nonostante la loro estrema vulnerabilità ai cambiamenti climatici, i piccoli agricoltori attualmente ricevono solo l’1,7 per cento dei finanziamenti globali per il clima.Un altro degli obiettivi di Houngbo è affrontare le principali sfide che i giovani rurali devono fronteggiare per trovare un lavoro dignitoso, un aspetto che ha un enorme impatto sull’instabilità e le migrazioni. In Africa, il 60 per cento dei giovani vive in aree rurali e ogni anno tra i 10 e i 12 milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro. Con maggiori investimenti su giovani imprenditori agricoli e sulle piccole e medie imprese rurali, l’IFAD mira a creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani delle zone rurali. Un obiettivo strettamente legato al lavoro fatto da Houngbo negli ultimi quattro anni, focalizzato su un maggiore coinvolgimento del settore privato in modo da portare competenze, innovazione e investimenti, così necessari nelle zone rurali.Houngbo ha anche parlato dell’importanza del cibo per le popolazioni rurali. Poiché la maggior parte di loro lavora nell’agricoltura, il cibo non è solo fondamentale per il loro nutrimento, ma anche per il loro sostentamento. Il presidente dell’IFAD ha sottolineato la necessità di investire in sistemi alimentari sostenibili che consentano alle popolazioni rurali di guadagnare redditi dignitosi, di avere diete nutrienti e di condurre una vita dignitosa. Ha quindi ribadito il ruolo chiave che l’IFAD svolgerà nell’inserire tale necessità nell’agenda globale durante il prossimo Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite.I sistemi di coltivazione su piccola scala producono la metà delle calorie alimentari del mondo, ma questi agricoltori sono spesso quelli che soffrono la fame. L’IFAD è l’unica organizzazione multilaterale focalizzata esclusivamente sull’affrontare la fame e la povertà nelle aree rurali dove vivono i tre quarti delle persone più povere e con più insicurezza alimentare del mondo. Decenni di progressi fatti per sconfiggere la povertà estrema rischiano di andare in fumo a causa della pandemia COVID-19. Fino a 150 milioni di persone potrebbero cadere in condizioni di povertà estrema entro il 2021 e si prevede che altri 136 milioni di persone soffriranno la fame.

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Sms svuota conto corrente: occhio alla truffa!

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

La maggior parte di noi riceve sms dalla Banca. Nessun dubbio se è un messaggio con cui la banca, dal proprio numero di telefono, segnala problemi connessi al nostro conto corrente. Dobbiamo fidarci? No! Da tempo quasi tutte le banche avvertono i clienti di stare attenti a messaggi Email provenienti da loro poiché i truffatori hanno ampliato il fenomeno del phishing tramite clonazione dei numeri e delle mail delle Banche stesse.
Cosa è il pishing? E’ una truffa on line attraverso la quale si convince la vittima a fornire dati personali, bancari, finanziari o codici di accesso, fingendosi operatore della Banca o della Posta.
Cosa accade in queste settimane? Si riceve un sms sul cellulare che segnala “tentativi di accesso anomali” al conto corrente e si chiede di cliccare sul link allegato per confermare la propria identità. Dopo aver ricevuto il messaggio, sempre dal medesimo numero, arriva una chiamata di una persona preparata che si premura di verificare l’effettuazione di una determinata operazione bancaria.
A quel punto la vittima fornisce ulteriori informazioni al presunto operatore. In alcuni casi la truffa non avviene immediatamente. A distanza di giorni lo stesso operatore riprende contatto chiedendo di stornare bonifici o di effettuare operazioni specifiche per mettersi al riparo da attacchi di hacker.
Come tutelarsi?
Non cliccare sul link. Solo dopo averlo cliccato il truffatore tenterà di mettersi in contatto. Qualora si sia caduti nella truffa, per recuperare le somme sottratte, sebbene le possibilità siano minime, è necessario denunciare il tutto alla Polizia Postale. Qui il servizio di consulenza di Aduc: https://gestione.aduc.it/info/consulenza.php Sara Astorino, legale, consulente Aduc

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Acquisti sui siti web

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Oramai la concorrenza allo sconto migliore tra gli acquisti sui siti web si sta rendendo sempre più prominente. Ma siamo sicuri che questi sconti siano sinonimo di acquisto sicuro? E’ necessario stare attenti quando si fanno spese online, pertanto ecco i consigli che Codacons Lombardia offre a tutti coloro che intendono acquistare online:
– Acquistare solo da siti internet sicuri, protetti da sistemi di sicurezza internazionali, riconoscibili dalla presenza del lucchetto nella barra di indirizzo;
– Attenzione alle offerte che sembrano esageratamente vantaggiose, potrebbero nascondere una truffa;
– Controllate non solo il prezzo del prodotto, ma anche se comprensivo di spese di spedizione o tasse;
– Controllate la data di spedizione, e verificata sempre da dove viene spedito il prodotto;
– Conservate una copia dell’ordine effettuato, e verificate che esista la possibilità di disdirlo senza pagamento di penali;
– Pagate o tramite Paypal o carte prepagate (meglio evitare bonifici o carte di credito), e non comunicate mai i vostri dati personali, sia via telefono, sia via mail. Mai inserire dati privati online.
– Per tutti gli acquisti effettuati online vale la possibilità di esercitare il diritto di recesso, entro 14 giorni dalla data dell’acquisto;
– Nel caso di recesso spetterà sempre il rimborso delle spese effettuate per l’acquisto del bene;
– Verificare il prezzo pre-saldi con quello in saldo, al fine di controllare l’effettivo abbassamento dello stesso.

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Enrico Terrinoni e Vittorio Giacopini: Fantasmi e ombre

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Roma, In libreria dal 3 marzo 2021 James Joyce e Giordano Bruno Illustrazioni di Vittorio Giacopini. Questo libro è l’intreccio di due biografie che attraversano due altre storie, così i ricordi di Joyce che ricorda Giordano Bruno diventano i ricordi degli autori: “…nei tardi anni settanta mi portavo dietro il Dedalus di Joyce come un breviario d’empietà, un messale nero (la copia, piuttosto rovinata, nell’edizione tradotta da Pavese, la comprai nel gennaio del ’77, a 16 anni. e ancora ce l’ho con me, spaginata e un po’ lisa”. “L’anima – è Dedalus che parla – ha una nascita lenta e buia, più misteriosa della nascita del corpo. Quando in questo paese è nata l’anima di un uomo, le vengono gettate reti per impedirle di fuggire. Tu mi parli di nazionalità, di lingua, di religione. Io cercherò di sfuggire a queste reti”.Enrico Terrinoni è professore ordinario di Letteratura inglese all’Università per stranieri di Perugia. Fra le traduzioni pubblicate la più importante di James Joyce, Ulisse (Newton Compton 2012) e “l’impossibile” Finnegans Wake (Mondadori 2017-19; con Fabio Pedone), L’antologia di Spoon River (Feltrinelli 2018). Ha curato l’edizione di Lettere e saggi di James Joyce (il Saggiatore 2016), Oltreabita il silenzio. Tradurre la letteratura (il Saggiatore 2019), Chi ha paura dei classici? (Cronopio 2020).
Vittorio Giacopini, scrittore e disegnatore, lavora in un’agenzia di stampa e collabora alla rivista “Lo straniero” e alle pagine domenicali del “Sole 24 Ore”.

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Tutela integrativa per lavoratori autonomi, atipici e caregiver

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia e di fronte ad un’assistenza sanitaria che ha impiegato sul fronte della guerra al nuovo coronavirus la maggior parte delle risorse economiche e umane del sistema sanitario pubblico, il IX rapporto sulla Sanita’ Pubblica, Privata e Intermediata non poteva che registrare l’inevitabile aumento del bisogno di protezione e di salute dei cittadini italiani. L’indagine, condotta come ogni anno dalla Fondazione Censis per conto di Intesa Sanpaolo RBM Salute, approfondisce le prospettive del Sistema Sanitario del nostro Paese tra sostenibilita’, equita’ e promozione della salute.Il bisogno di salute nel nostro Paese, come attestano i circa 40 miliardi spesi in sanita’ privata in Italia ogni anno, e’ forte e gestito attraverso un significativo impiego di risorse personali da parte di ciascun cittadino. Certo, esistono forme di assicurazione sanitaria integrativa sostenute dalle aziende per I propri dipendenti e collaboratori ma riguardano, per lo piu’, imprese medio-grandi. Eppure il rapporto rileva che, per 2 italiani su 3, proteggere la propria salute durante la pandemia, che ancora imperversa, e’ la principale fonte di preoccupazione.E un dato ancora piu’ importante, che emerge anch’esso dal rapporto, e’ quello che riguarda il rinvio delle prestazioni sanitarie a causa del Covid-19, che ha riguardato almeno un terzo degli italiani. A fronte dei circa 25 milioni di pazienti con patologie croniche che necessitano di cure, terapie e assistenza continuativa, il rinvio e la rinuncia alle prestazioni rendono il quadro clinico ridelineato dal Covid ancora piu’ drammatico.

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Vaccini anti-Covid-19 in pazienti con patologia endocrina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Nei prossimi giorni, una volta completata la vaccinazione del personale sanitario e avviata la vaccinazione su larga scala nella popolazione, gli specialisti endocrinologi potrebbero essere sollecitati dai pazienti affetti da patologia endocrina a esprimere un’opinione/consiglio relativamente alla vaccinazione contro il Sars-CoV-2. A tale proposito, Vincenzo De Geronimo, Aou Morgagni Ccd, Catania, ricorda che «sono stati pubblicati due studi sul “New England Journal of Medicine” relativamente all’efficacia della vaccinazione verso il Sars-CoV-2 (Baden LR, et al. N Engl J Med 2020; Polack FP, et al. N Engl J Med 2020). Entrambi hanno documentato un’efficacia elevata in termini di protezione dallo sviluppo di Covid-19 e in nessuno dei due viene proposto un allarme relativo alle patologie endocrine».L’Iss, per i rischi dell’infezione da Sars-CoV-2 in gravidanza, rimanda allo studio del gruppo di lavoro (Maraschini A, et al. Ann Ist Super Sanità 2020). La posizione dell’Oms, ricorda De Geronimo, è quella di non utilizzare il vaccino in gravidanza, salvo nei casi in cui i potenziali benefici superino i rischi, come per le operatrici sanitarie ad alto rischio di esposizione al virus o per le donne con comorbilità che le espongono al rischio di malattia grave da Covid-19. Secondo la Fda, prosegue lo specialista, «nonostante non siano disponibili dati per valutare gli effetti dei vaccini Covid-19 in gravidanza e allattamento, la vaccinazione non è contro-indicata. Le donne dovrebbero discutere i potenziali benefici e rischi della vaccinazione con i professionisti sanitari che le assistono». Questa la posizione Cdc, cita De Geronimo: «non sono disponibili dati sulla sicurezza dei vaccini Covid-19 in gravidanza e allattamento. Qualora le donne in gravidanza appartengano a uno dei gruppi a rischio per i quali è raccomandata la vaccinazione (es. personale sanitario), possono scegliere se sottoporsi o meno alla vaccinazione. Un colloquio con il team assistenziale può facilitare la scelta della donna». Riguardo alla posizione Aifa, prosegue, «anche se gli studi sugli animali non mostrano effetti dannosi durante la gravidanza, i dati relativi all’uso in donne in gravidanza sono in numero molto limitato. Sebbene non esistano studi sull’allattamento, non si prevedono rischi per l’allattamento stesso. La decisione se usare il vaccino in donne in gravidanza deve essere presa di concerto con il medico, dopo averne considerato benefici e rischi. La vaccinazione viene giudicata compatibile con l’allattamento, in virtù della plausibilità biologica che in un bambino allattato i rischi connessi alla vaccinazione Covid-19 della madre siano estremamente bassi, mentre l’interruzione dell’allattamento porterebbe a una sicura perdita dei suoi ben documentati benefici». Infine, De Geronimo esprime una breve considerazione per i pazienti affetti da iposurrenalismo: «la Pituitary Society ha realizzato un sondaggio (Pituitary Society. 18/12/2020) coinvolgendo centri con documentata esperienza nella gestione di questa patologia. I 103 pareri espressi si sono divisi tra chi raccomandava di incrementare la dose di glucocorticoide prima o al momento della somministrazione del vaccino (36%) e chi non consigliava un incremento della posologia di glucocorticoide (64%) a meno che non si fossero verificati sintomi (febbre, mialgie, artralgie)». (abstract fonte: Doctor33)

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Covid-19 e varianti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Le attività di testing e tracing restano elementi centrali all’interno delle strategie di contrasto alla diffusione del Covid-19, anche se lo scenario di riferimento risulta essere in continuo mutamento, alla luce in particolare della diffusione delle nuove varianti e, al contempo, delle evoluzioni relative ai dispositivi a disposizione. In questo quadro, da parte del Ministero della Salute, in una recente circolare, sono state emesse nuove indicazioni sull’uso dei test antigenici e molecolari, sulla gestione delle persone senza sintomi e sugli screening di popolazione. Vale la pena richiamarne alcuni contenuti per verificare i cambiamenti relativi ai dispositivi disponibili e alle prassi.A essere messo in luce nella circolare del Ministero è, in primo luogo, il diverso scenario rispetto a un mese fa, rilevando tanto “un’evoluzione nei test, quanto un cambiamento nella situazione epidemiologica dovuta alla circolazione di nuove varianti virali, da quella Uk alla brasiliana”. A essere sottolineato dal Ministero è in particolare che tale situazione “non dovrebbe in teoria causare problemi ai test antigenici, in quanto questi rilevano la proteina N”, mentre le varianti “presentano diverse mutazioni nella proteina spike (S)”. Anche se “è da tenere presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni che devono essere attentamente monitorate per valutare la possibile influenza sui test antigenici che la usino come bersaglio”. In merito, nello specifico, ai test antigenici, “oltre a quelli rapidi sono ora disponibili anche quelli da eseguire in laboratorio”, che “sembrano particolarmente indicati, tra l’altro, per la gestione di screening all’interno di strutture ospedaliere”. Alcuni poi “sono validati anche sulla saliva, mentre è in prospettiva la validazione su tampone nasale”: queste caratteristiche permettono di valutare la possibilità di impiego anche in “comunità scolastiche a basso rischio”.iPer il resto, rimane, comunque, l’indicazione già data in precedenza: “data la sensibilità analitica non ottimale di diversi test antigenici attualmente disponibili, è consigliabile confermarne la negatività nel caso di pazienti sintomatici o con link epidemiologico con casi confermati di Covid-19”. Mentre, “per quanto riguarda l’esecuzione di test su persone asintomatiche, e in genere per gli screening di popolazione, si ribadisce la raccomandazione di usare test antigenici ad elevata sensibilità e specificità (sensibilità ≥90%, specificità ≥97%), per ridurre il rischio di risultati falsi-negativi e/o falsi-positivi. A tal proposito, nell’ambito del counseling post- test, va ribadita la necessità di mantenere comportamenti prudenti anche in caso di risultato negativo, mentre in caso di risultato positivo il medico deve considerare la plausibilità di tale risultato nel contesto del singolo caso, e l’eventuale ricorso ad un test di conferma”.Per quanto riguarda infine gli aspetti relativi ai dispositivi utilizzati, il Ministero ricorda che “la classificazione di un dispositivo medico-diagnostico in vitro dipende dalla destinazione d’uso attribuita dal fabbricante e dal rischio associato in rapporto ai danni per la salute pubblica e al trattamento del paziente. È quindi onere del fabbricante, che ha la piena conoscenza delle caratteristiche dei propri dispositivi, inquadrare correttamente la normativa che regola i propri prodotti, tenuto conto della destinazione d’uso ad essi attribuita e del meccanismo d’azione alla base di tale destinazione, e di conseguenza attivarsi in coerenza con le norme vigenti”. A ogni modo, “dal punto di vista regolatorio, i test ad uso professionale sono marcati CE dalle aziende fabbricanti, sotto la propria responsabilità, (Direttiva 98/79/CE, recepita con il Decreto legislativo 8 settembre 2000, n. 332). Il fabbricante deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia delle prestazioni ed è tenuto a eseguire le procedure per la valutazione della conformità”. È comunque “fondamentale seguire con attenzione il progredire delle conoscenze e delle evidenze scientifiche disponibili per adattare nel prossimo futuro le modalità di utilizzo dei test antigenici per la rilevazione di Sars-CoV-2 nei campioni clinici”. by Francesca Giani fonte: Farmacista33

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Covid-19: una dose di vaccino ai guariti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Un soggetto guarito sviluppa un certo grado di immunità, che al momento si stima possa perdurare almeno 6 mesi. È a partire da questo presupposto che si sta facendo largo tra gli esperti l’ipotesi di somministrare una sola dose di vaccino anti-Covid, senza dunque effettuare il richiamo, alle persone che già hanno contratto la Covid-19 in forma sintomatica. L’idea è supportata anche dai primi studi scientifici e approda ora all’esame di tavoli tecnici mentre si apre un confronto anche con l’Agenzia italiana del farmaco.Ad oggi, non sono disponibili linee guida consolidate a livello internazionale sulla questione e le strategie adottate variano nei diversi Paesi. La vaccinazione ai guariti non ha una controindicazione secondo le autorità sanitarie, ma la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente raccomandato di posticipare la somministrazione del vaccino a chi si è contagiato in una situazione di scorte limitate di vaccini anti-Covid. Secondo l’Aifa, la vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, rileva l’Agenzia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a Covid-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre questa potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. Sicuramente, posticipare l’immunizzazione o non effettuare il richiamo ai guariti consentirebbe di avere a disposizione un gran numero di dosi da destinare ad altre categorie prioritarie. La Francia, ad esempio, si sta orientando in questa direzione. Favorevole a tale strategia è l’immunologo Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia e direttore scientifico dell’Istituto Irccs Humanitas di Milano. All’Humanitas, ha spiegato intervenendo a “Che tempo che fa” su Rai3, “abbiamo pubblicato un lavoro due settimane fa, coordinato da Maria Rescigno, in cui abbiamo osservato che nelle persone che hanno avuto Covid, nella prima dose di vaccino c’è una risposta straordinaria del livello di anticorpi. In parallelo, l’esperto Florian Krammer ha pubblicato un lavoro praticamente identico e sono usciti altri 3 lavori negli Usa con lo stesso massaggio”. Questi lavori, ha affermato, “suggeriscono che vada seriamente considerata l’ipotesi di dare una sola dose a chi ha già avuto Covid sintomatico per due motivi: il primo motivo è per il bene di chi viene vaccinato e per risparmiare tossicità e il secondo perché questo ci dà centinaia di migliaia, forse 1 milione di dosi di vaccino in più”.Sulla stessa linea anche Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, secondo il quale le persone guarite da Covid “non andrebbero vaccinate”. È infatti “verosimile – chiarisce – che i guariti mantengano una risposta immunitaria anche a lungo, e attualmente vediamo che in questi soggetti tale risposta è molto buona”. Inoltre, avverte, “in alcuni casi si sono viste delle reazioni più pesanti in soggetti guariti e vaccinati. Non si tratta di reazioni gravi o che richiedono ospedalizzazione ma non sappiamo come potrebbe ad esempio rispondere l’organismo di un soggetto anziano in questa situazione”. Il punto, conclude Galli, è che “credo si vaccini a tappeto anche per una questione di semplicità organizzativa, ma questo equivale ad una dichiarazione di incapacità di saper distinguere tra situazioni diverse”. (fonte DoctorNews33)

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Draghi: campagna vaccini sia veloce. La filiera risponde alla chiamata

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

«Ottenute le quantità sufficienti di vaccino, la nostra prima sfida» sono le parole di Mario Draghi, presidente del Consiglio, nel suo discorso programmatico «eÌ distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare» e «non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocitaÌ eÌ essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus». A essere centrale nel prossimo periodo, è il commento di Andrea Mandelli, presidente Fofi, «è la necessità di accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid e di sfruttare a pieno regime gli spazi pubblici e privati già oggi a nostra disposizione e su questo da Draghi è stato giustamente posto l’accento. È una visione che condividiamo e al riguardo ribadiamo che i 60mila farmacisti che esercitano nelle oltre 19mila farmacie sono da subito a disposizione. La rete delle farmacie rappresenta infatti una infrastruttura con una straordinaria capillarità sul territorio, già pronta e operativa perché ha al suo interno le professionalità necessarie, come stabilito dalla legge di Bilancio di quest’anno, per somministrare in sicurezza le vaccinazioni anti Covid alla popolazione generale». Sul punto arriva il plauso anche da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi che a Farmacista33 commenta: «È un’apertura importante che attribuisce valore e riconoscimento alla capacità della farmacia di rappresentare un punto di accesso sanitario per i cittadini, tanto da poter qualificarsi come elemento fondamentale nell’efficienza di una campagna che ha la necessità di essere rapida e capillare. La rete delle farmacie e della distribuzione intermedia hanno dimostrato in questi mesi di emergenza tutta la loro importanza nella garanzia della continuità dell’assistenza farmaceutica e, ancora di più di fronte a questa sfida, non possiamo che ribadire la nostra disponibilità ad attivarci celermente». Alla luce di questo, diventa ancora più importante anche che «i farmacisti, il personale della farmacia e, in generale, tutti gli operatori della filiera, compresi magazzinieri e corrieri delle aziende della distribuzione intermedia, come abbiamo più volte indicato a Ministero della Salute e Assessori regionali, siano tutelati e vaccinati già in questa prima fase».Da Draghi arriva poi una riflessione sulla «sanità territoriale, che va rafforzata e ridisegnata realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria)». Non solo: «la casa come principale luogo di cura eÌ oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata». «La farmacia dei servizi» commenta ancora Mandelli «rappresenta già oggi un’esperienza assolutamente in linea con questa impostazione. Con i servizi assistenziali e sanitari erogati al suo interno ma anche al domicilio del paziente, questo presidio sanitario polifunzionale costituisce infatti un pilastro fondamentale di quella “casa come luogo principale di cura” indicata come prospettiva futura di una sanità moderna, efficace e vicina al cittadino». By Francesca Giani fonte: Farmacista33

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Covid. Draghi: ampliare punti di accesso a vaccini

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Tra le priorità per far ripartire il Paese, secondo Mario Draghi, presidente del Consiglio, nel suo primo discorso al Senato, al primo posto c’è una «veloce» campagna vaccinale, «non solo per proteggere gli individui, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus». Se «gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo mai accaduto prima», adesso tocca alla distribuzione del vaccino, che deve essere «rapida ed efficiente». E su questo punto Draghi guarda a «tutte le strutture disponibili, pubbliche e private», anche «al di fuori della cerchia ristretta di ospedali autorizzati». Un obiettivo, questo, che è stato accolto positivamente e indicato come una «importante apertura» verso farmacie e farmacisti dalla filiera.

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Dopo il Covid? Possibili perdite di memoria e stanchezza mentale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

I pazienti che hanno superato il Covid-19 spesso, a distanza di tempo dalla guarigione e dalla dimissione dall’ospedale, lamentano rallentamento, stanchezza mentale, mancanza di lucidità e fatica nelle attività quotidiane come lavorare, guidare la macchina o fare la spesa. Un recente studio pubblicato sulla rivista Brain Sciences riporta la valutazione delle funzioni cognitive a distanza di 5 mesi dalla dimissione dall’ospedale in un gruppo di 38 pazienti precedentemente ospedalizzati tra i 22 ed i 74 anni, senza disturbi della memoria o dell’attenzione prima del ricovero. La ricerca coordinata da Roberta Ferrucci, che ha visto la collaborazione del Centro “Aldo Ravelli” del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano, dell’ASST Santi Paolo e Carlo e dell’IRCCS Istituto Auxologico di Milano, documenta che 6 pazienti su 10 guariti dal Covid-19 hanno un rallentamento mentale e ottundimento e 2 su 10 riportano oggettive difficoltà di memoria. Questi disturbi non sono associati a depressione ma sono correlati alla gravità della relativa insufficienza respiratoria durante la fase acuta della malattia. Le alterazioni osservate si riscontrano anche in soggetti giovani. II professor Alberto Priori, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Milano presso il Polo Universitario Ospedale San Paolo, commenta: “Questo è uno studio importante che dimostra per la prima volta che i disturbi di memoria e il rallentamento dei processi mentali osservati, in più della metà dei nostri pazienti, persistono anche mesi dopo la dimissione. Queste alterazioni possono, nei casi più gravi, anche interferire con l’attività lavorativa, particolarmente per chi ha un ruolo che richiede decisioni rapide, come gli stessi medici o gli infermieri. Il meccanismo per cui il virus altera le funzioni cognitive è complesso. L’interessamento del sistema nervoso origina sia da una diretta invasione da parte del virus, sia indirettamente attraverso l’attivazione dell’infiammazione e della risposta sistemica all’infezione”.“La necessità di seguire attentamente i pazienti che hanno presentato anche manifestazioni moderate di COVID-19 – conclude il professor Vincenzo Silani, direttore della Clinica Neurologica dell’ Università di Milano presso l’ IRCCS Istituto Auxologico Italinao – viene ulteriormente sottolineata da questo importante lavoro: per questo abbiamo insieme avviato anche un largo studio nazionale volto a raccogliere sotto l‘egida della Società Italiana di Neurologia (SIN) una ampia popolazione di pazienti colpiti da neuroCOVID-19 nell’ intento di seguirne le complicanze tardive, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative”.

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