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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Vaccini anti-Covid-19 in pazienti con patologia endocrina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Nei prossimi giorni, una volta completata la vaccinazione del personale sanitario e avviata la vaccinazione su larga scala nella popolazione, gli specialisti endocrinologi potrebbero essere sollecitati dai pazienti affetti da patologia endocrina a esprimere un’opinione/consiglio relativamente alla vaccinazione contro il Sars-CoV-2. A tale proposito, Vincenzo De Geronimo, Aou Morgagni Ccd, Catania, ricorda che «sono stati pubblicati due studi sul “New England Journal of Medicine” relativamente all’efficacia della vaccinazione verso il Sars-CoV-2 (Baden LR, et al. N Engl J Med 2020; Polack FP, et al. N Engl J Med 2020). Entrambi hanno documentato un’efficacia elevata in termini di protezione dallo sviluppo di Covid-19 e in nessuno dei due viene proposto un allarme relativo alle patologie endocrine».L’Iss, per i rischi dell’infezione da Sars-CoV-2 in gravidanza, rimanda allo studio del gruppo di lavoro (Maraschini A, et al. Ann Ist Super Sanità 2020). La posizione dell’Oms, ricorda De Geronimo, è quella di non utilizzare il vaccino in gravidanza, salvo nei casi in cui i potenziali benefici superino i rischi, come per le operatrici sanitarie ad alto rischio di esposizione al virus o per le donne con comorbilità che le espongono al rischio di malattia grave da Covid-19. Secondo la Fda, prosegue lo specialista, «nonostante non siano disponibili dati per valutare gli effetti dei vaccini Covid-19 in gravidanza e allattamento, la vaccinazione non è contro-indicata. Le donne dovrebbero discutere i potenziali benefici e rischi della vaccinazione con i professionisti sanitari che le assistono». Questa la posizione Cdc, cita De Geronimo: «non sono disponibili dati sulla sicurezza dei vaccini Covid-19 in gravidanza e allattamento. Qualora le donne in gravidanza appartengano a uno dei gruppi a rischio per i quali è raccomandata la vaccinazione (es. personale sanitario), possono scegliere se sottoporsi o meno alla vaccinazione. Un colloquio con il team assistenziale può facilitare la scelta della donna». Riguardo alla posizione Aifa, prosegue, «anche se gli studi sugli animali non mostrano effetti dannosi durante la gravidanza, i dati relativi all’uso in donne in gravidanza sono in numero molto limitato. Sebbene non esistano studi sull’allattamento, non si prevedono rischi per l’allattamento stesso. La decisione se usare il vaccino in donne in gravidanza deve essere presa di concerto con il medico, dopo averne considerato benefici e rischi. La vaccinazione viene giudicata compatibile con l’allattamento, in virtù della plausibilità biologica che in un bambino allattato i rischi connessi alla vaccinazione Covid-19 della madre siano estremamente bassi, mentre l’interruzione dell’allattamento porterebbe a una sicura perdita dei suoi ben documentati benefici». Infine, De Geronimo esprime una breve considerazione per i pazienti affetti da iposurrenalismo: «la Pituitary Society ha realizzato un sondaggio (Pituitary Society. 18/12/2020) coinvolgendo centri con documentata esperienza nella gestione di questa patologia. I 103 pareri espressi si sono divisi tra chi raccomandava di incrementare la dose di glucocorticoide prima o al momento della somministrazione del vaccino (36%) e chi non consigliava un incremento della posologia di glucocorticoide (64%) a meno che non si fossero verificati sintomi (febbre, mialgie, artralgie)». (abstract fonte: Doctor33)

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