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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Relazioni sindacali nei rapporti con i Comandanti di legione dei carabinieri

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

By michele fornicola. Nel 2000/2001 (vent’anni fa) il Comandante Generale affermava sostanzialmente che alla Rappresentanza Militare, è conferito il carattere prioritario agli obblighi connessi con l’attività dei Consigli; Poteva considerarsi una realtà consolidata nell’ambito dell’Istituzione e le sue articolazioni centrali e periferiche si devono esprimere in modo completo e scevro da ogni condizionamento. Sono passati altri vent’anni ma le condizioni di esercizio del mandato, dei delegati, dipendono ancora troppo spesso dagli umori dei Comandanti di Legione che interpretano in modo differenziato e, talvolta restrittivo, questa facoltà. E’ vero, il Comando Generale, per il periodo pandemico, ha diramato disposizioni “emergenziali” e non completamente corrispondenti alla vigente normativa tuttavia (il CoBar Marche spiega bene nella sua delibera), in presenza del previo parere favorevole del Presidente, non ha posto limiti alle attività assembleari o in “gruppo di lavoro” nella sede del comandante affiancato. Nel 2021, quando l’esperienza del sistema di Rappresentanza Militare si sta avviando verso il tramonto, dopo la nascita dei sindacati dei militari, ci sono ancora Generali Comandanti di Legione che IMPEDISCONO ai delegati di svolgere le loro funzioni nella Sede naturale. La realtà, purtroppo, indica diversamente. Abbiamo, infatti, comandanti di Legione che si ostinano a dare una personale interpretazione delle norme e delle disposizioni, anche quando le loro indicazioni contrastano con quelle di altri Comandanti di Legione o Comandanti Interregionali. Niente sembra utile a far loro cambiare idea, in questa variopinta situazione, ed il Presidente del CoCeR/CC non sembra si sia speso per favorire quell’uniformità delle condizioni favorevoli che è garantita solo ai delegati del CoCeR. Ad esempio: mentre i delegati del CoBaR Lazio, del CoBaR Umbria, del CoBaR Toscana, del CoBaR Marche, dei vari CoIR e del CoCeR, svolgono le attività nella loro Sede Naturale, vi sono i Delegati del CoBaR Liguria, del CoBaR Lombardia, che sono ancora confinati nei loro reparti di appartenenza, senza possibilità di incontrarsi fra loro. Il confronto e le delibere ancora non sono servite per rimediare a queste limitazioni. Le indicazioni sono chiare, molto chiare, ma alcuni generali sostengono che “non sono chiare”. Il mio sogno sarebbe stato quello di poter rivivere, un’ultima volta, l’esperienza di una “Assise Generale a Roma” prima della fine di questo quarantennale Istituto della Rappresentanza Militare. Un’Assise di delegati professionalmente maturi e pronti ad affrontare “idealmente” il passaggio verso un sistema di rappresentanza di tipo sindacale. Mi rendo conto, invece, che il Comando Generale deve ancora lavorare molto per ottenere quell’assonanza, quella unità di intenti, da parte dei Comandanti di Legione che sono meno inclini al dialogo, al rispettoso confronto.(dal diario di Michele Fornicola)

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