Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 22 febbraio 2021

Congo. attacco ad un convoglio dell’Onu

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Roma Campidoglio “Profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e del Carabiniere della sua scorta Vittorio Iacovacci, uccisi nel Congo orientale nel corso di un vile attacco ad un convoglio delle Nazioni Unite”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Vi fa eco l’on.le Laura Castelli su twitter: “ L’Italia piange la morte dell’ambasciatore Luca Attanasio e di un carabiniere della sua scorta. Uomini di Stato che si trovavano in Congo al servizio della pace e della cooperazione internazionale. Ai familiari il più profondo cordoglio e la mia vicinanza”.

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Uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo grande dolore per l’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Iacovacci e dell’autista che lo accompagnavano. Lo ricordiamo con affetto avendolo incontrato più volte a Roma e a Kinshasa avendo fatto conoscenza della sua grande professionalità e umanità. In particolare Attanasio si era appassionato al programma Dream, con cui Sant’Egidio in Africa cura i malati di Aids, ma non era estraneo a nessuna sollecitazione sulle emergenze sociali, come il sostegno ai minori in difficoltà, dai bambini di strada a quelli che frequentano le nostre Scuole della Pace.Con lui se ne va, in modo doloroso e drammatico, un uomo sensibile, impegnato per il bene comune. E’ una grave perdita per l’Italia, ma anche per l’Africa, continente per il quale Attanasio stava spendendo con coraggio tante energie, fiducioso in un futuro migliore, di sviluppo e di pace. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia, alla moglie e ai figli che abbiamo conosciuto e con cui siamo familiari, rinnovando il nostro impegno per l’Africa e per la pacificazione delle aree di crisi, segnate da una violenza cieca che non risparmia tante vite innocenti, come accade da troppi anni in Kivu, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo.

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Congo: Attacco terroristico compiuto oggi tra Goma e Bukavu

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Azione contro la Fame condanna con forza l’attacco terroristico compiuto oggi tra Goma e Bukavu, nella Repubblica democratica del Congo, nel quale hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e uno degli autisti che operano per il World Food Programme. L’organizzazione, presente nel Paese dal 1996, esprime la sua vicinanza e solidarietà al Governo italiano, alle sue forze dell’ordine e all’Agenzia delle Nazioni Unite e si augura che i feriti possano quanto prima ristabilirsi. L’atto terroristico è stato ordito in occasione di una visita ai programmi di alimentazione scolastica promossi a Rutshuru dal WFP, una delle tante attività cruciali promosse per combattere la fame e la malnutrizione infantile. È inaccettabile che gli operatori umanitari o chi, a vario titolo, è impegnato nella soluzione di problemi strutturali continuino ad essere bersaglio di gravi attacchi. È già accaduto in altri scenari e anche alla nostra organizzazione in Nigeria, con il chiaro obiettivo di colpire chi opera per sostenere le comunità locali.

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Attacco ad una delegazione in visita sul campo nell’est della Repubblica Democratica del Congo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Agenzia ONU World Food Programme (WFP) esprime le sue condoglianze e la sua vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli amici delle tre persone uccise, oggi, in un attacco a una delegazione che viaggiava per una visita sul campo nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC).Altri passeggeri che viaggiavano con la delegazione sono stati feriti nel corso dell’attacco.Le tre vittime sono l’Ambasciatore italiano nella RDC, Luca Attanasio, un funzionario dell’Ambasciata italiana e un autista del WFP.La delegazione era partita da Goma ed era in viaggio diretta in visita ad un programma di alimentazione scolastica del WFP a Rutshuru quando l’attacco ha avuto luogo.Il WFP lavorerà con le autorità nazionali per determinare i dettagli dell’attacco, che è avvenuto su una strada che era stata precedentemente dichiarata sicura per viaggi senza scorte di sicurezza.Il WFP è in stretto contatto con le autorità italiane attraverso i suoi uffici della sede di Roma e nella RDC.L’agenzia ONU World Food Programme è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2020. Impegnata a salvare vite nelle emergenze, siamo la più grande organizzazione umanitaria al mondo la cui assistenza alimentare vuole costruire un percorso di pace, stabilità e prosperità per quanti si stanno riprendendo da conflitti, disastri e dall’impatto del cambiamento climatico.

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Dolore e sconcerto per la morte dell’ambasciatore e del carabiniere

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“La terribile notizia dell’attentato in Congo nel quale hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il militare dell’Arma dei Carabinieri ci addolora e ci getta nel totale sgomento. In attesa che si faccia luce sulla dinamica e che la magistratura apra l’inchiesta, ci stringiamo alle famiglie delle due vittime, al prestigioso mondo della diplomazia italiana e all’Arma dei Carabinieri, punte di diamante della nostra presenza in tutto il pianeta”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
E da parte dell’onle Ciriello questore della Camera dei deputati: ““Profondo dolore per quanto accaduto, questa mattina, in Congo, dove il nostro Ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci sono rimasti uccisi a seguito di un vile attentato terroristico al convoglio Onu su cui stavano viaggiando”. “Mi auguro – soggiunge – che il Governo italiano, tramite il ministro Luigi Di Maio, ricostruisca in tempi rapidi la dinamica dell’accaduto e che la Procura di Roma apra un’inchiesta per risalire all’identità di mandanti ed esecutori dell’attentato, che non devono rimanere impuniti. Sarebbe opportuno, da parte del Governo, anche un rafforzamento delle misure antiterrorismo per il nostro personale diplomatico e militare impegnato nelle Nazioni più a rischio. Esprimo la mia vicinanza e il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime che meritano giustizia”

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Congo. Pichetto (FI): Italia piange due servitori dello Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“L’Italia piange altri due servitori dello Stato che nell’alta e nobile missione a favore della pace e della crescita sono rimasti vittime di un vile attentato. Alle famiglie dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere di scorta Iacovacci giunga il nostro cordoglio e la vicinanza, con la richiesta che al più presto il governo venga in Aula per chiarire i contorni di questa tragica vicenda”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Gilberto Pichetto Fratin. Un altro comunicato proviene dal presidente dei senatori Ciriani fi (FdI): sgomenti per attentato, cordoglio da gruppo FdI. Governo riferisca in Parlamento
“Esprimo a nome del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato cordoglio e vicinanza alle famiglie dell’ambasciatore Attanasio e del militare dell’Arma dei Carabinieri, rimasti oggi vittime di un vile attentato in Congo. Chiediamo che prontamente il governo riferisca in Parlamento per informare sulla dinamica dell’accaduto. Una notizia che ci riempie di sgomento e che testimonia l’alta missione civile e umana che sia il nostro personale diplomatico e sia quello militare compiono nel mondo”.Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Attentato in Congo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“L’attentato in Congo contro un convoglio Onu ha colpito l’Italia e anche la provincia di Latina. Oltre all’ambasciatore Luca Attanasio ha infatti perso la vita anche un giovane carabiniere originario di Sonnino, Vittorio Iacovacci. Un giovane che serviva la Patria con impegno e abnegazione. Alla sua famiglia e alla comunità di Sonnino vanno le mie condoglianze. Allo stesso modo esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia di Luca Attanasio e alla comunità di Lambiate. Su quanto accaduto in Congo attendiamo presto comunicazioni del governo in Parlamento”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini.

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Silvio Garattini: Il futuro della nostra salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il carico di difficoltà, errori e sofferenze che ha caratterizzato la pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha bisogno di profonde modifiche. Sul tema l’autore presenta un ampio spettro di proposte, spiegando al grande pubblico come dovremmo immaginare il futuro della nostra salute. In sintesi:
1. Occorre un completo cambiamento della mentalità. Il servizio della medicina deve occuparsi più della prevenzione che della cura.
2. Il SSN va sottratto alla politica, separandolo dal Ministero della Salute, che deve esercitare solo una funzione di controllo. Deve divenire una grande fondazione e poter utilizzare modalità di funzionamento privato senza avere necessità di lucro come la sanità privata.
3. Il nuovo SSN deve essere ancorato al territorio per evitare l’eccesso di ospedalizzazione.
4. Gli ospedali devono diminuire come numero ed essere utilizzati soprattutto per casi acuti. Occorre concentrare cardiochirurgie, neurochirurgie, trapianti d’organo, resezioni tumorali in relativamente pochi centri ad alta densità di interventi.
5. Il SSN deve essere sostenuto da una consulenza di tipo multidisciplinare, valorizzando gli IRCCS che devono fare da tramite in modo che diagnosi, terapia e riabilitazione siano coerenti con l’evidenza scientifica.
6. Il medico di oggi deve avere più tempo per studiare ed essere informato dalle case farmaceutiche solo attraverso incontri pubblici e trasparenti.
7. Il SSN è una delle attività più complesse che si possano immaginare e perciò ha bisogno di veri esperti e di adeguate risorse per la ricerca.
Silvio Garattini, Il futuro della nostra salute. Il Servizio Sanitario Nazionale che dobbiamo sognare, Edizioni San Paolo 2021, pp. 176, euro 17,00 In libreria dal 23 febbraio.
SILVIO GARATTINI è un notissimo scienziato e farmacologo italiano, fondatore presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – IRCCS. Frequenti i suoi interventi in televisione e sui giornali, anche in occasione dei recenti e attuali eventi legati alla pandemia da Covid-19.

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Amazzonia: fermiamo il trattato Eu-Mercosur

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il trattato Ue-Mercosur ha l’intento di creare la più grande area di libero commercio del mondo, che riguarderà 800 milioni di persone. Una deregolamentazione degli scambi fra i due blocchi per promuovere un aumento delle importazioni europee di carne bovina, soia e biocarburanti, in cambio di maggiori esportazioni di automobili nei Paesi sudamericani. Uno scambio fra agroindustria e automotive le cui pesanti esternalità ricadranno sulle condizioni della foresta amazzonica, già gravemente colpita da incendi e deforestazione guidata dai grandi allevatori e agricoltori con l’appoggio del governo brasiliano, in prima linea nella cancellazione dei vincoli ambientali. In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. Ad oggi, infatti, è virtualmente impossibile tracciare le importazioni provenienti dall’area del Mercosur, e in particolare dal Brasile. Il sistema di controlli europeo non pone sanzioni sostanziali sulle importazioni di materie prime collegate alla deforestazione, mentre la scarsa trasparenza delle imprese che operano nella zona rende difficile anche solo individuarle. Le stime dicono che l’80% della distruzione dell’Amazzonia è collegato al settore della carne bovina. L’Unione europea è il primo partner commerciale in questa filiera, e l’Italia il primo mercato di sbocco: stringendo un accordo che indebolisce ulteriormente ispezioni e controlli, l’UE e i paesi membri rischiano di rendersi complici della definitiva distruzione di un bioma fondamentale per la vita sul pianeta, una foresta in grado di assorbire il 9% del carbonio globale. Inoltre, accanto al disastro ambientale e climatico, ci sono le crescenti violazioni dei diritti umani: violenze e minacce nei confronti delle comunità native abitano la foresta stanno aumentando, con persone espulse e famiglie decimate da paramilitari al soldo delle imprese.
In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, per noi è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. L’Italia, che opera nell’area con oltre 500 aziende (la lista nel report “Colpevoli di ecocidio”), deve scegliere se stare dalla parte della distruzione o della cooperazione e della costruzione di un futuro migliore per tutti. Come Paese ospite del G20 dobbiamo dimostrare con i fatti di essere coerenti con gli impegni confermati anche dal nuovo Governo verso la transizione ecologica, la protezione sociale e evitare che le imprese che lavorano in qualità e nel rispetto degli standard ambientali e sociali in Europa come nel Mercosur vengano ulteriormente danneggiate da una liberalizzazione non accompagnata da adeguate valutazioni e analisi, anche alla luce del nuovo quadro determinato dalla pandemia. Chiediamo la riapertura di un tavolo sul trattato con i dicasteri competenti per un dialogo costruttivo con la società civile che ascolti anche le voci e le richieste di indigeni e associazioni dell’area Amazzonica”.

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Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella. Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo. “Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un ‘linguaggio’ diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita”. Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione della raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama” pubblicata nel 2019 da Apeiron Edizioni e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.
Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale legato all’uomo, al suo essere in costante sospensione tra il finito e l’infinito, il bene e il male, ma in modi diversi affrontano l’angoscia e le paure dello stesso individuo, la sua capacità di rinascere e di essere felice.
Rabarama e Alba Gonzales sono diverse, ma con radici che affondano entrambe nelle “regioni dell’Essere” come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro sottolineando come: ”la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire. Dove Rabarama raffigura corpi reali, martoriati ed ustionati, ripiegati su sé stessi alla ricerca di un’oasi interiore, Alba Gonzales rappresenta figure atemporali – e proprio per questo attualissime – nelle cui mani salvifiche è posto il tumultuoso scorrere del tempo.” Se Alba Gonzales ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti, alchimie e fascinazioni, e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire sè stesso, guardando anche al mito alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione. Entrambe descrivono il profondo legame dell’uomo con le sue origini, la natura e l’universo cui poter tornare per rinascere, superando la concezione di temporalità.

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Richiesta immobili: La pandemia non ferma gli stranieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia conferma, anche per il 2020, il suo trend di costante crescita. Rispetto al 2019 è aumentata del +14,93% la richiesta di case italiane dall’estero. La Toscana rimane la regione preferita, ma tra le zone più cercate emergono il Lago di Como e il Salento. La pandemia non ha fermato il desiderio degli stranieri di acquistare una casa in Italia. Dopo una pausa forzata, dovuta al Corona virus – soprattutto a marzo con un -35.13% di domande – sono tornati a interessarsi dell’Italia.“Gate-away.com ha registrato addirittura un giugno e luglio da record con richieste cresciute del 51,49% e del 57.11%, rispetto allo stesso periodo del 2019 – commenta il Ceo, Simone Rossi – Un risultato decisamente migliore di ogni altro giugno e luglio degli ultimi 13 anni, ovvero da quando è nato il portale. Se nel 2020 molti gli stranieri, non potendo viaggiare causa dell’emergenza sanitaria mondiale, hanno potuto comunque avviare e concludere delle trattative immobiliari grazie alla procura, ovvero autorizzando un altro soggetto di sua fiducia a compiere uno specifico atto giuridico nel loro interesse”.Le maggiori richieste registrate da Gate-away.com nel 2020 sono giunte dagli Stati Uniti 23,06% (percentuale sul totale delle richieste); dal Regno Unito 11,71%; Germania 10,84%; da stranieri presenti in Italia nel momento in cui hanno fatto la richiesta 6,07%, Francia 5,27%. Le regioni che hanno ricevuto più istanze sono la Toscana 15,03% (percentuale sul totale delle richieste); la Lombardia 11,05%; Puglia 8,94%; Abruzzo 7,77% e Liguria 7,45%. Seguono, nell’ordine Sicilia, Piemonte, Lazio, Umbria, Sardegna, Calabria, Marche, Molise, Campania, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Basilicata.
Tra zone, le prime 10 preferite sono: Lago di Como, Salento, Lunigiana, Valle d’Itria, Maremma, Chianti, Lago Maggiore, Costiera Amalfitana, Alpi e Lago Trasimeno.Gran parte delle ricerche (75,85%) sono indirizzate verso delle case singole, per il 66% restaurate/abitabili, il 51.26% sceglie una metratura di oltre 120 metri quadrati; il 57,81% con giardino; il 31,72% con terreno e il 20,65% con piscina. Il valore medio dell’immobile è di 499.956 euro (+37,28% rispetto al 2019).

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Lavoro: “400 mila posti precari persi nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Marcello Pacifico, vicepresidente dell’accademia Europa della Cesi e presidente nazionale Anief, è intervenuto al Convegno Cesi con la Commissione europea “Lavoro precario: responsabilizzare i sindacati ad affrontare nuove sfide”; il progetto si conclude, con questa conferenza, dopo due anni di intenso lavoro e riflessione sulle diverse dinamiche del precariato in Europa, con riferimento particolare alla mancanza di protezione sociale e di un’efficace rappresentanza degli interessi, oltre all’uso di contratti di lavoro atipici e alla discriminazione.La Cesi ha evidenziato i seguenti punti: l’accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori, compresi i giovani, i lavoratori migranti e stagionali, i lavoratori su piattaforme e tutti coloro che provengono da un contesto svantaggiato; la rappresentanza degli interessi adeguata ed effettiva di tutti i lavoratori, in particolare quelli con impiego atipico; un dialogo sociale inclusivo; la chiusura delle lacune legislative; l’applicazione dei principi della parità di trattamento nel modo più fluido possibile.
Marcello Pacifico, nel suo discorso, ha iniziato proprio da “come il Covid-19 ha cambiato il lavoro precario. Sappiamo che l’organizzazione internazionale del lavoro ha certificato la perdita di 255 milioni di posti di lavoro nel mondo a causa della pandemia. Solo in Italia nel 2020 sono stati persi 410 mila posti di contratti a tempo determinato, di lavoratori precari, e 103 mila posti di lavoratori indipendenti e autonomi. Nel mese di novembre si sono persi 40mila posti di contratti a tempo determinato, lavoratori precari, a fronte di un piccolo miglioramento di contratti di lavoratori autonomi e di lavoratori a tempo indeterminato, questo perché lo Stato italiano ha vietato alle aziende i licenziamenti per legge. Quindi il Covid ha sfavorito solo i contratti a tempo determinato e ha mantenuto i contratti a tempo indeterminato, grazie all’intervento della Stato. Questo significa che i lavoratori precari al tempo del Covid sono stati i più colpiti. Tra i lavoratori precari il 90% più colpito è riferito alle donne e agli under 35, quindi donne e giovani”.
“Per concludere, cosa può fare il sindacato? In quanto parte sociale deve cercare di garantire più di prima i diritti dei lavoratori perché, in questo periodo in cui i posti di lavoro si sono persi, le condizioni di lavoro sono più fragili e insicure e bisogna tutelare di più i lavoratori, da remoto, con assemblee, ma bisogna continuare a farlo attraverso la consultazione dei lavoratori. La Cesi dà una risposta grazie a questi convegni, sta mettendo in rete i vari sindacati e bisognerebbe creare un osservatorio all’interno della Cesi, che è quello che vorrebbe fare la Commissione Europea, sull’esecuzione delle direttive comunitarie negli Stati membri e su come nel mercato del lavoro i vari paesi nel Recovery plan vanno a orientare i propri progetti, i cluster, nel cercare di tutelare i posti di lavoro e trovarne altri, oltre a garantire il diritto al lavoro e soprattutto a porre fine alla precarietà nel mondo del lavoro”, ho concluso il vicepresidente dell’accademia Europa della Cesi e il presidente nazionale Anief.

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Scuola: Il ministro Bianchi apre al recupero mirato degli alunni danneggiati dalla dad

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Sull’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico, il nuovo ministro dell’Istruzione sta valutando la situazione. Lo fa intendere oggi in un’intervista al Corriere della Sera: “Dobbiamo decidere rispettando i diritti e la vita delle persone, valutando situazioni diverse, tra primarie e scuole superiori per esempio: quello che si è perso è soprattutto la socialità, lo stare insieme non la singola disciplina. La scuola non è solo insegnamento, apprendimento ma anche vita comune”. La conclusione, secondo la rivista Orizzonte Scuola, è che quindi “nessuna decisione è stata dunque assunta per il calendario scolastico. Al momento ci si concentra sulle strategie che permettano il rientro al 100% degli studenti in classe, a partire dalla campagna di vaccinazione degli insegnanti.Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “è impensabile dire che in questi mesi con la didattica a distanza si è ‘scherzato’. Se si pensa dunque di annullare ciò che è stato fatto con la dad, per ripeterlo in presenza attraverso il cambio del calendario scolastico, allora noi riteniamo che sarebbe sbagliato. Ciò che è importante è quindi cercare di far riportare la didattica in presenza, a patto che si tratti di attività in sicurezza”. Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.

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Scuola: Esami di Stato, pronte le Ordinanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Sono pronte le Ordinanze sugli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di Istruzione: lunedì saranno inviate al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il parere previsto prima della loro emanazione; il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere che definiscono gli Esami di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese. Sia per il primo che per il secondo ciclo, l’Esame si baserà su una prova orale che partirà con la discussione di un elaborato di forma varia e su discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi. L’Esame della licenza media prevede una prova orale a partire dalla discussione di un elaborato su una tematica personalizzata che i Consigli di classe assegneranno entro il 7 maggio: la consegna da parte dell’alunno avverrà entro un mese.Viene confermata la formula dell’Esame di Stato con esame unico orale omnicomprensivo. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha detto che alle superiori “deve essere concepito come il diritto di tutte le studentesse e tutti gli studenti ad essere valutati sulla base delle attività scolastiche svolte nell’arco di tutto il loro percorso. Tenendo conto delle difficoltà vissute durante l’emergenza sanitaria”. L’elaborato “potrà essere un testo, ma anche una prova pratica o un prodotto multimediale, potranno dimostrare ciò che hanno appreso e compreso, la loro capacità di pensiero critico e di esprimersi. La commissione sarà interna, con il Presidente esterno”.Sempre alle superiori, la sessione d’Esame avrà inizio il prossimo 16 giugno. La prova orale prevedrà anche l’analisi di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento della lingua e letteratura italiana. Saranno poi analizzati, come lo scorso anno, dei materiali (un testo, un documento, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione. All’interno dell’elaborato o nel corso del colloquio saranno esposte le esperienze svolte nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Nella conduzione dei colloqui si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente.

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Draghi e Brunetta vogliono velocizzare il Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Anche se siamo ancora ad un livello di pura enunciazione, ci sembra possibile e anche sensato iniziare a porci qualche domanda sulla direzione strategica che il nuovo esecutivo imprimerà alla funzione della pubblica amministrazione e al suo funzionamento. Per dirla con una battuta, sarà l’anno del Dragone? Dalle dichiarazioni di Draghi in Parlamento, finalizzate alla fiducia per il proprio governo, emergono alcuni elementi che vanno analizzati con attenzione se si vuol capire l’idea di Stato di questo governo e i progetti per la Pubblica Amministrazione e per i lavoratori pubblici. Difficile parlare di delusione, dal momento che sembra si vada proprio nella direzione che avevamo temuto e annunciato.
Una delle parole chiave è stata “Velocizzazione”: velocizzare lo “smaltimento del lavoro arretrato accumulato durante la pandemia”. A parte il fatto che non legare la parola alla situazione degli organici e alle necessarie assunzioni in una PA sempre più carente di personale risulta a dir poco velleitario, è senz’altro molto significativo che tra l’arretrato non venga nemmeno citata la situazione più grave che riguarda l’allungamento delle liste d’attesa in sanità e la conseguente impossibilità di curarsi per milioni di cittadini. Una circostanza che non viene citata nemmeno nel passaggio specifico sulla sanità che è apparso come una mera enunciazione di intenti, ma non supportata da elementi concreti, a partire dalle risorse necessarie alle assunzioni delle decine di migliaia di operatori necessari alla nostra sanità, come l’epidemia in corso ha ampiamente dimostrato.Velocizzazione anche per il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, ma non una parola sulla necessità di regolarizzare il cosiddetto “Smart Working” all’interno del quale milioni di dipendenti si sono ritrovati catapultati in modo assolutamente casuale e che al momento è vissuto soprattutto come un trasferimento di postazione di lavoro e di tutti i costi correlati (connessione, riscaldamento, dispositivi, corrente, buoni pasto) sui lavoratori e le loro famiglie, senza alcuna ipotesi di redistribuzione delle ingenti somme risparmiate dalle amministrazioni per la nuova situazione logistica. Importante anche il passaggio sulla velocizzazione dei processi di assunzione su base meritocratica, che sembrano tanto richiamare la volontà di creare una Pubblica Amministrazione impostata con criteri aziendali e manageriali secondo un’idea che si allontana – e molto- da quella di uno Stato che garantisca servizi essenziali e di qualità (gratuitamente), a cominciare da sanità scuola e ricerca, riprendendo nelle proprie mani quelle funzioni strategiche che sempre più sono state abbandonate per affidarle alle avide attenzioni dei privati.Infine, nessun passaggio sulla necessità di porre fine al sempre più diffuso precariato dentro la P.A., determinato dai processi di esternalizzazione e di privatizzazione.In tutto questo, la scelta di Brunetta come ministro della Funzione Pubblica non è certo rassicurante. Bisogna però stare attenti a non immaginare riproposizioni identiche di stagioni politiche con caratteristiche diverse da quella attuale – nessuno pensa alla riedizione di una stagione di pura austerità di montiana memoria – , ma allo stesso tempo bisogna avere il coraggio e l’ambizione di definire sempre meglio gli scenari nei quali combatteremo, insieme ai lavoratori pubblici, uno scontro decisivo sulla loro funzione complessiva e sulle finalità del loro lavoro.

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Vaccini: Zaia vuole acquistare 27 milioni di dosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’offerta alla Regione Veneto è stata fatta da intermediari via email. Oggetto: vendita di 27 milioni di dosi di vaccino della Pfizer. Il presidente della Regione, Luca Zaia, sta verificando le offerte e si dichiara disponibile all’acquisto. La domanda sorge spontanea: chi sono questi intermediari e quali garanzie forniscono? La Pfizer ha dichiarato che non sta fornendo il vaccino al mercato privato e che la distribuzione passa attraverso i governi, secondo il piano stabilito, quindi le Regioni sono escluse.La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che “c’è zero garanzia sui vaccini che sono offerti al di fuori del quadro di acquisto europeo. Vediamo un numero crescente di frodi e tentativi di frode”. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha avvertito: “I governi dell’Ue devono essere molto attenti nel monitorare i criminali che si spacciano per fornitori di vaccini Covid”. Marco Cavaleri, responsabile della Strategia per le minacce alla salute e i vaccini, presso l’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali), ha dichiarato: “Girano vaccini contraffatti. Abbiamo già avuto una segnalazione dalla Polonia, dove un mediatore cercava di vendere Pfizer contraffatto al mercato nero, un prodotto molto raffinato, quasi identico all’originale”. Insomma, prima di mettere in scena conferenze stampa e presenze televisive, sarebbe opportuno che Zaia verificasse i numeri dei lotti, le scadenze dei vaccini, la provenienza e la credibilità dei mediatori. Anticipare ha il sapore della propaganda. Non vorremo che si trovasse di fronte alla vendita della Fontana di Trevi ai turisti, così ben rappresentata nel film Totòtruffa. Un “particolare”: qui c’è di mezzo la vita e la salute delle persone. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Coronavirus. Vaccinazioni in Ue: siamo in ritardo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Cosa sarebbe successo se ogni Paese dell’Ue si fosse mosso autonomamente, invece di essere coordinati dall’Ue? Che alcuni Paesi avrebbero i vaccini e altri no.Facciamo un esempio: il vaccino Pfizer è anche Biontech, cioè di una società tedesca che ha avuto una sovvenzione statale di 370 milioni di euro per la ricerca. Così la Germania avrebbe avuto il “suo” vaccino, a discapito degli altri Paesi europei. Aver scelto la condivisione europea dei vaccini, è l’accusa rivolta alla cancelliere Angela Merkel da alcuni partiti tedeschi.Si paragona il numero di vaccinazioni in Ue con altri Paesi, per esempio, Israele e Usa. Facciamo notare che Israele ha una popolazione di 9 milioni di abitanti, una estensione analoga alla Toscana ed un unico governo; l’Ue ha 446 milioni di abitanti, una superficie di 4,5 milioni di kmq e 27 governi. Gli Usa hanno un presidente con pieni poteri, l’Ue ha un “governo”, cioè la Commissione, che promuove e coordina l’attività di 27 Paesi, il che comporta problemi, come si può facilmente capire.Si confronta, inoltre, il numero di vaccinazioni nel Regno Unito con quello dei Paesi comunitari. Vero che sono di più, ma si dimentica che il governo britannico ha deciso modalità di somministrazione del vaccino Pfizer e Moderna in contrasto con quanto indicato dalle stesse società farmaceutiche: rispettare la tempistica tra la prima e la seconda dose, per avere la copertura vaccinale prevista (95%). In sintesi, ci sono più cittadini britannici vaccinati, però meno protetti.
Confrontando i dati, rileviamo che il Regno Unito ha proporzionalmente più decessi del nostro Paese: 1753 morti per milione di abitanti, contro i 1571 dell’Italia.Insomma, l’Ue sconta le molteplicità nazionali: non siamo ancora gli Stati Uniti d’Europa e neanche abbiamo un sistema sanitario europeo. Si potrebbe iniziare da quest’ultimo, se questa tragica esperienza servirà a qualcosa.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Il diritto di apprendere dei disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia è stato il primo paese ad abolire le scuole speciali, dedicate agli alunni con disabilità. Tuttavia, al medesimo tempo non ha mai garantito il diritto di appendere dello studente senza discriminazione. “In questa operazione maldestra – sostiene suor Anna Monia Alfieri nel focus “Insegnanti di sostegno per una scuola veramente inclusiva” (PDF) – il prezzo più caro lo pagano soprattutto gli alunni disabili, perché nel momento in cui, negli anni, si sono indirizzati nella scuola statale, lo Stato non è riuscito a garantire loro l’adeguata assistenza dei docenti di sostegno”.
Per le famiglie che, anche per questo motivo, hanno scelto di iscrivere i loro figli disabili alle scuole paritarie, lo Stato non ha impegnato alcun sostegno pari a quello (di 20.000 euro di media) previsto nel caso di frequentazione di una scuola statale, destinando in questo caso solo 1.700 euro.”Si è innescata così – prosegue suor Anna Monia Alfieri – una guerra tra poveri: lo stato costringeva le famiglie dei ragazzi in difficoltà a pagarsi il docente, con dei ricorsi che le famiglie facevano contro le scuole paritarie, quasi fossero queste colpevoli, oppure costringeva le altre famiglie delle scuole paritarie, che già pagano la retta, a sobbarcarsi pure questo peso, o infine le scuole stesse, che per legge devono accogliere i bambini disabili, a pagare il docente di sostegno.Il paper ripercorre 20 anni di discriminazione, gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere anche in seguito all’emersione di questa discriminazione dovuta alla pandemia della Covid-19. Anna Monia Alfieri

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185 persone innocenti negli USA condannate a morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

La pena di morte è ancora in uso in alcuni stati degli Stati Uniti. È particolarmente tragico quando si verificano errori e di conseguenza lo Stato uccide persone innocenti. Secondo un’indagine del Death Penalty Information Center, 185 persone negli Stati Uniti sono state condannate a morte dal 1973, nonostante fossero innocenti. Il rapporto con i numeri spaventosi è stato presentato giovedì a Washington. La polizia e i pubblici ministeri sono responsabili dei motivi più frequenti di errori di valutazione. Anche lo spergiuro e le false dichiarazioni sono spesso problematici. Robert Dunham, direttore del Death Penalty Information Center, ha detto che ci si dovrebbe chiedere se ci si può fidare dello stato per emettere condanne a morte. La Florida è il triste leader delle statistiche: 30 persone sono state condannate a morte lì, ma che sono state successivamente dimostrate innocenti. È seguito dall’Illinois con 21 e dal Texas con 16 innocenti. L’Illinois aveva annullato la pena di morte nel 2011 proprio per questo problema.Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato più volte di essere contrario alla pena di morte. La scorsa settimana diversi gruppi per i diritti umani hanno chiesto a Biden di inviare all’ergastolo 49 detenuti condannati ai sensi della legge nazionale. Oltre 1.500 persone sono state giustiziate negli Stati Uniti dagli anni ’70. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, lo studio dimostra come l’infallibilità dei giudici non è che un mito poichè gli uomini sono condannati all’errore, e i giudici, sono uomini. L’errore giudiziario diventa sempre meno un episodio isolato per diventare un fenomeno collettivo, che può minacciare qualsiasi individuo del corpo sociale. La fretta nelle indagini, l’eccessiva fiducia accordata ai testimoni non sempre attendibili, la troppa importanza data alle presunzioni di colpevolezza e agli indizi sono tra i fattori che predispongono all’errore, ai quali va ad aggiungersi la pressione esercitata dall’opinione pubblica che desidera ad ogni costo trovare un colpevole, anche in mancanza di certezze irrefutabili.

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Fisco. de Bertoldi (FdI): per sindacati riforma è equa distribuzione povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“Profonda delusione per l’audizione dei rappresentanti sindacali nelle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato su tema della riforma fiscale. In particolare Cgil, Cisl e Uil hanno confermato una visione vetero marxista e pauperista, che stride con le reali esigenze del Paese e con i principali potenziali promotori della ripresa economica, cioè le Partite Iva sulle quali oggi ricadono le principali conseguenze della pandemia e dei ripetuti lockdown, e che invece sono indicate come i quasi esclusivi responsabili dell’evasione fiscale. Affermazioni al limite del ridicolo, se non calate nella ideologia comunista che ha mai realmente abbandonato i politicizzati sindacati italiani. Così come la proposta di dichiarazioni fiscali di fatto imposte alle aziende invece che frutto del loro bilancio; oppure la nostalgia per una progressività che arrivi al 60/70 per cento, o l’avversione al sistema della cedolare sui redditi da locazione, che costituisce una delle poche misure in favore dei bistrattati proprietari immobiliari. Ed è inaccettabile e contraddittorio sentire che la riforma fiscale dovrebbe avere una maggiore progressività in funzione precipuamente redistributiva, mentre per Fratelli d’Italia la leva fiscale deve avere un ruolo di stimolo al Pil. Allo stesso modo è insostenibile voler insistere nel proporre soluzioni che disincentivino le imprese, i ricchi e le ricchezze ad investire nel nostro Paese. Insomma, un’audizione che dimostra l’inadeguatezza delle principali sigle sindacali, che insieme alla sinistra italiana vorrebbero soltanto un’equa distribuzione della povertà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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