Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 23 febbraio 2021

Supporto sanitario alla Regione Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Proseguono le attività del Servizio nazionale della Protezione Civile a supporto delle strutture sanitarie regionali impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.Su richiesta della Regione Molise, il Dipartimento della protezione civile ha attivato nei giorni scorsi la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (CROSS), che ha già assicurato il trasferimento di 8 pazienti di terapia intensiva positivi al COVID-19 presso ospedali di Grosseto, Roma, Foggia e Cesena. Il supporto della Cross, che ha coordinato i trasferimenti attraverso ambulanze medicalizzate ed elicotteri del 118 e dell’Aeronautica Militare, è assicurato dalla centrale 118 di Pistoia.La CROSS, in questa seconda attivazione, può contare sulla forte esperienza acquisita durante i mesi di marzo ed aprile scorsi durante i quali sono stati 116 i pazienti trasferiti dagli ospedali della Regione Lombardia in altre regioni italiane e anche in Germania.
La scorsa settimana il Dipartimento ha inoltre raccolto oltre 1400 candidature di professionisti sanitari attraverso la manifestazione d’interesse per una task force sanitaria a supporto della regione Molise.

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Iniziativa di formazione sui pagamenti digitali per i Comuni Italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Prenderà il via l’8 marzo Nexi Academy PA, il programma di formazione ed educazione sui pagamenti digitali realizzato da Nexi in collaborazione con Visa e destinato ai Comuni Italiani: l’iniziativa, completamente gratuita e fruibile via web, consiste in una serie di webinar di formazione ed educazione sull’evoluzione dei pagamenti digitali nella PA, in particolare alla luce della normativa del DL Semplificazioni che prevede l’obbligo di adesione a PagoPA da parte di tutte le Pubbliche Amministrazioni del nostro Paese.
Durante gli incontri, manager di Nexi e di Visa, rappresentanti di Istituzioni e Associazioni ed esperti del settore spiegheranno come rispettare la normativa per la gestione di pagamenti e incassi e per consentire ai cittadini l’accesso ai servizi digitali del proprio Comune, anche tramite l’app IO, faranno il punto sulle nuove frontiere dei digital payments in Italia e in Europa, anche in chiave prospettica, illustreranno le principali evoluzioni di settore, come l’omnicanalità, il social commerce, i pagamenti in prossimità, ospiteranno i Comuni Italiani più evoluti sul fronte dei pagamenti digitali, illustrandone i casi di successo.L’iniziativa si inserisce in un momento storico in cui i pagamenti digitali, che nel nostro Paese sono meno diffusi rispetto alla media europea (26% in Italia vs 50% media UE), stanno crescendo a buon ritmo anche a seguito della pandemia, che ha cambiato le abitudini di acquisto e di incasso degli Italiani: secondo un recente studio condotto da GFK per conto di Visa, infatti, il 62% degli italiani non considera più i pagamenti in contante preferibili a quelli digitali e il 31% prevede di aumentare la frequenza dei propri pagamenti con carta nel prossimo futuro.Si tratta di un importante cambiamento culturale e di percezione che può rappresentare un’opportunità unica per accelerare la digitalizzazione del Paese, facendo leva proprio sui digital payments, ormai riconosciuti come indispensabili non solo per lo sviluppo economico, ma anche per rendere più innovativi e accessibili i servizi ai cittadini.“I servizi pubblici digitali pesano per il 15% nel DESI, l’indice elaborato dalla Commissione Europea per misurare il livello di digitalizzazione dei Paesi europei, che vede l’Italia al 25esimo posto: per crescere su questo fronte, oltre a un’ottima offerta di servizi, serve che la PA abbia anche una adeguata cultura digitale e buone competenze specifiche – dichiara Marco Torri, Head of Public Administration Advisory & Sales di Nexi – La nostra iniziativa ha proprio l’obiettivo di informare e formare chi opera nella PA, nello specifico i Comuni: lo facciamo sul mondo dei pagamenti digitali, nel quale siamo il player di riferimento, perché rappresentano una leva fondamentale per la digitalizzazione dei servizi pubblici e una straordinaria opportunità di crescita per il nostro Paese. Basti pensare che nel 2020 le adesioni a PagoPa sono cresciute del 69% e sono state registrate oltre 97 milioni di transazioni per un valore di circa 18 miliardi di euro”.Oltre ai webinar realizzati in collaborazione con Visa, Nexi metterà a disposizione sul proprio sito un canale dedicato ai pagamenti digitali nella PA nel quale sarà possibile consultare i materiali dei corsi, aggiornarsi tramite video informativi, consultare materiali attinenti al mondo dei pagamenti, avere risposte ai propri dubbi sull’evoluzione digitale del settore e sulle nuove tendenze, tenersi informati sulla normativa vigente.

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di febbraio 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’evoluzione dei mercati finanziari da inizio anno è stata promettente, con indici azionari in territorio ampiamente positivo. Il tema della ripresa ciclica dell’economia è in generale molto frequentato dagli investitori attraverso posizioni su small Cap, industriali, materie prime e beni durevoli. Dal punto di vista geografico, molto positivi i risultati dei paesi emergenti asiatici che guadagnano quasi il 10% da inizio anno. La componente europea è stata maggiormente contrastata e soffre l’impatto negativo del rischio Covid su due fronti: da un lato il rischio mutazioni e relativi dubbi riguardo all’efficacia dei vaccini sino ad ora approvati, dall’altro l’andamento di una campagna vaccinale fino ad ora fallimentare e che espone l’Europa a tensioni nazionalistiche/protezioniste soprattutto nei confronti della Gran Bretagna. Il fenomeno più interessante delle scorse settimane è stato lo short squeeze osservato su alcuni titoli a piccola capitalizzazione. Il braccio di ferro ha visto da un lato tanti trader retail, coalizzati negli acquisti grazie all’utilizzo di piattaforme social, e dall’altro lato hedge funds (con posizioni ribassiste) che hanno dovuto soccombere, riportando perdite multimiliardarie e liquidando altre posizioni per ridurre la leva finanziaria. Queste liquidazioni forzate hanno causato una correzione di quasi cinque punti sull’indice S&P500, per ragioni tecniche più che fondamentali. Quadro macroeconomico, deciso sostegno fiscale e monetario spingono verso l’alto le valutazioni dei premi di rischio azionari soprattutto nell’area USA e Asia (sia EM che Giappone). Le notizie che giungono dal fronte fiscale sono incoraggianti: nel corso del primo trimestre ci attendiamo il varo di un pacchetto aggiuntivo nell’ordine di almeno 1.000 miliardi di dollari (circa 5% del PIL USA), che rafforza lo scenario di ripresa ciclica. Rispetto ad inizio anno, la crescita mondiale sembra essere trainata soprattutto da USA e Cina mentre l’Europa resta indietro, sia per le indubbie difficoltà nella campagna vaccinale che per il minor spazio di stimolo monetario e fiscale. Il rischio principale, all’interno di uno scenario delineato che è positivo, è legato (a parte all’onnipresente evoluzione della pandemia) a improvvise fiammate inflazionistiche da eccesso di stimolo fiscale: allo stato attuale sembra prematuro ipotizzarlo. Con aspettative di inflazione già rientrate su livelli pre-crisi, eventuali rimbalzi pronunciati dell’inflazione realizzata (oltre agli attesi effetti base) potrebbero mettere in discussione il paradigma dei tassi bassi a lungo. Le Banche Centrali, a partire dalla Fed, potrebbero essere indotte ad agire sui tassi reali mettendo pressione sugli attivi azionari; si tratta probabilmente di uno scenario valido per la seconda parte dell’anno se non per il 2022, ma dovremo seguire molto attentamente l’evoluzione di questo tema.

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Gianni Orecchioni: Dietro il sipario

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

25 febbraio 2021, ore 18 Gianni Orecchioni, Dietro il sipario. Maria Eisenstein e l’invenzione del diario Prefazione di Dacia Maraini L’Autore ne discute con Maria Rosaria La Morgia e Giuseppe Lorentini su http://www.facebook.com/groups/AnpiLibri. AnpiLibri è a cura di Marco Cavallarin e Maria Grazia Maffina. “Trovo giusto e opportuno che si torni a parlare di Maria Eisenstein e del suo presunto diario del campo di concentramento di Lanciano […] Per questo credo sia una buona idea quella di Gianni Orecchioni: prendere in mano una delle poche testimonianze dirette e ragionarci sopra, accompagnando il ragionamento a una ricerca minuziosa e approfondita sulla specificità della scrittura del libro di Maria Eisenstein. […] Grazie a Orecchioni per il lavoro che ha fatto ricostruendo i passaggi storici con l’intrecciarsi di relazioni tra le prigioniere e analizzando puntualmente il testo, che si è rivelato molto più che una semplice testimonianza” (dalla Prefazione di Dacia Maraini). Gianni Orecchioni, già docente all’Università di Urbino e nei Licei, poi Dirigente scolastico, collabora a vari comitati scientifici. Oltre a decine di lavori su temi di politica scolastica, ha pubblicato: I sassi e le ombre. Storie di internamento e di confino nell’Italia fascista (2006), Il Fascismo, la Guerra, la Rivolta. Lanciano 1920-1945 (2011). Maria Rosaria La Morgia, giornalista documentarista Rai, Rai Tgr Abruzzo e Tg2. Collabora con la carta stampata su cultura e ambiente. Ha pubblicato: Contributo alla storia orale delle contaminante Frentane (1978), C’era una volta in Abruzzo (1985), La Buona Salute, medici medicina e sanità nell’intervista con Silvio Garattini (1997), Terra di Libertà, storie di donne e uomini nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale (2015).
Giuseppe Lorentini, è ideatore e responsabile curatore del Centro di documentazione online sul campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944), http://www.campocasoli.org. Ha ottenuto il doppio titolo di Laurea Magistrale/Master of Arts in Scienze storiche nell’ambito del corso integrato italo-tedesco tra l’Università di Bielefeld e quella di Bologna. Nel dicembre 2018 ha ricevuto il DAAD Preis, il prestigioso premio del “Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico”.

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Le Gallerie degli Uffizi acquistano un capolavoro del Cinquecento ritenuto perduto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Le Gallerie degli Uffizi hanno ritrovato e acquistato un dipinto del Cinquecento, da secoli ritenuto perduto. Si tratta dell’Enigma di Omero, del maestro bolognese Bartolomeo Passerotti (1529-1592). Presto l’opera verrà esposta nelle nuove sale dedicate alla pittura del XVI secolo, di prossima apertura. L’enigma di Omero, scomparso dai radar degli studiosi e degli storici dell’arte, era noto esclusivamente attraverso le descrizioni di alcune fonti storiche e alcuni disegni preparatori e d’après. Il primo biografo del Passerotti è Raffaello Borghini, che nella sua opera Il Riposo (1584) riporta una scrupolosa descrizione del dipinto: “un quadro grande in tela di colorito gagliardo a olio, dove sono in una barca i marinari che propongono l’enigma a Omero, che è sul lito; e da altra parte è una zingana e nel viso d’Omero ha il Passerotto ritratto se stesso e vi si veggono naturalissime l’acque del mare et alcune conche marine et un cane che par vivo”. Secondo la testimonianza dello stesso Borghini, il quadro si trovava nel palazzo del letterato fiorentino Giovanni Battista Deti (1539-1607), collezionista e dilettante d’arte, nonché membro fondatore dell’Accademia della Crusca col soprannome di Sollo e autore, fra gli altri, del primo Vocabolario della Crusca. Nel 1677 Giovanni Cinelli ricorda il dipinto nel palazzo di famiglia del senatore fiorentino Carlo Torrigiani (1616-1684) in via Porta Rossa in casa, senza tuttavia riconoscervi la descrizione del Borghini e addirittura confondendo il soggetto rappresentato: un quadro “entrovi un Orfeo, che con la lira in mano trae alla riva dal mare una nave con cinque figure dentro, rapite dalla dolcezza ed armonia di quel suono, opera molto vaga”. Quindi dell’opera si smarriscono le tracce: negli studi moderni sul Passerotti, L’enigma di Omero era segnalato come perduto. Almeno fino ad oggi, quando il quadro è stato rintracciato proprio presso la famiglia dei discendenti di Carlo Torrigiani.

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Le nuove scoperte italo-iraniane nella Pompei d’Oriente

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Mercoledì 24 febbraio 2021, alle ore 9 su http://bit.ly/3p7sasp, verrà presentato il volume che ne raccoglie le più recenti scoperte: “Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta” (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.
Eldorado archeologico che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell’UNESCO, Shahr-i Sokhta è oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento con le attività dei Laboratori di “Topografia antica e fotogrammetria”, “Antropologia fisica”, “Paleobotanica e paleoecologia” e “Archeozoologia”.

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Esportazioni record: L’agricoltura si conferma strategica per la ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Mentre gli altri settori economici soffrono le conseguenze della crisi, l’agricoltura italiana dimostra ancora una volta di essere il settore economico più resiliente, facendo registrare un massimo storico nell’export – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati Istat forniscono un’ulteriore prova di come il settore primario sia strategico per la tenuta del Paese e per la ripresa della sua economia: con 46,1 miliardi di euro di esportazioni nel 2020 – che si traducono in un aumento annuale dell’1,9% – l’agricoltura registra un andamento in netta controtendenza rispetto alle esportazioni complessive, che diminuiscono del 9,7%.
Non tutti i comparti godono di buona salute: se per pasta, olio d’oliva e conserve la congiuntura è positiva, il vino è al contrario in sofferenza – spiega Tiso. Ma è il dato complessivo a infondere ottimismo, perché nonostante l’emergenza sanitaria ed economica l’agricoltura è stata capace di superare una prova senza precedenti. L’altra buona notizia è che ci sono ampi margini di miglioramento, a condizione di gestire al meglio le risorse in arrivo dall’Europa. Per far ciò è necessaria una consultazione allargata, che coinvolga tutti gli operatori del settore. Al nuovo Governo chiediamo decisione, ma anche disponibilità all’ascolto di chi vive ogni giorno l’agricoltura, per far sì che le nuove misure siano radicate in una profonda conoscenza dei bisogni e delle potenzialità di un settore che attira sempre più lavoratori, incluse le nuove generazioni e le donne.

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Novità e prospettive per la cura del mieloma multiplo in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

25 febbraio 2021, ore 11:00-12:00 Sarà possibile seguire la diretta streaming.Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo ed è una malattia tipica dell’età avanzata. Si stima che in Italia nel 2020 ci siano stati circa 5.800 nuovi casi. Rappresenta l’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nella donna e l’1,2% nell’uomo. Sebbene attualmente non esista una cura, i trattamenti disponibili possono portare alla remissione. La malattia, i bisogni di cura dei pazienti e le attese novità in ambito terapeutico, come l’arrivo in prima linea di daratumumab, che potranno offrire una migliore prospettiva e qualità di vita alle persone con mieloma multiplo, saranno i temi discussi dai massimi esperti e dai rappresentanti dei pazienti durante la conferenza stampa organizzata da Janssen Oncology. Ne parleremo con: Prof. Mario Boccadoro, Università degli Studi di Torino, Vice Presidente European Myeloma Network Prof. Michele Cavo, Direttore dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” dell’Università degli Studi e IRCCS S.Orsola-Malpighi di Bologna Prof. Sergio Amadori, Presidente Ail – Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma Loredana Bergamini, Direttore Medico di Janssen Italia, azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson Modera: Irma D’Aria, Giornalista

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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“Con scelta Draghi su governance a Franco poteri assoluti. Parlamento è ancora luogo sovrano?”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Con la scelta di affidare al Mef l’interezza della governance sul Recovery plan si danno a Franco poteri enormi e assoluti su centinaia di miliardi. Il principale documento di politica economica del prossimo decennio deve essere concertato dal Parlamento, luogo sovrano, e non dalle tecnostrutture dei ministeri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza manca di aspetti cruciali, con nessun ruolo per lo spettacolo e pochi incisi per la cultura, lo sport e l’editoria. La reale entità dei fondi destinati alla digitalizzazione è pari a 3 miliardi, nemmeno l’investimento di base per una Nazione del G7. La riscrittura dovrà mettere al centro questi temi.”Così il Responsabile Nazionale Innovazione di FDI capogruppo di FDI in commissione VII, deputato Federico Mollicone.

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Covid-19, test da utilizzare per identificare le varianti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

I test per la diagnosi di Covid che si usano attualmente sono in grado di rilevare le varianti di Sars-CoV-2? “In linea generale, i test diagnostici attualmente in uso funzionano correttamente”, scrive l’Istituto superiore di sanità in una nuova Faq dello speciale varianti aggiornato online. L’Iss rimanda comunque, alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dal ministero della Salute. “Il ministero della Salute – spiega – raccomanda l’uso di test molecolari non esclusivamente basati sul gene S. Si può ricorrere ai test antigenici, ma per le eventuali conferme sono necessari i test antigenici non rapidi (di laboratorio) o quelli rapidi con lettura in fluorescenza (cioè letti con apposite apparecchiature), che garantiscano alta specificità e sensibilità”.Invece, “per potere distinguere se un’infezione è determinata da una variante – precisa l’Iss – è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto ‘sequenziamento’, tramite il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus. Il sequenziamento non è un’analisi a disposizione del pubblico, ma è un tipo di test che viene effettuato solo in centri specializzati per motivi di sanità pubblica”. Nel frattempo, per stimare la diffusione in Italia delle tre varianti di coronavirus VOC 202012/01 (Regno Unito), P1 (brasiliana) e 501.V2 (sudafricana), “è stata disegnata un’indagine rapida coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e Province autonome ed in particolare con i laboratori da queste ultime identificati”, lo prevede una nuova circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Prevenzione Gianni Rezza. L’obiettivo di questa indagine, che prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio, è quello “di identificare, tra i campioni con risultato positivo per Sars-CoV-2 in Rr-Pcr, possibili casi di infezione riconducibili a queste varianti”, riporta il documento.Il vaccino di Pfizer-Biontech potrebbe essere meno efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del coronavirus SarsCov2, secondo i dati preliminari, pubblicati sul New England Journal of Medicine dell’Università del Texas di Galveston e della stessa azienda, l’efficacia degli anticorpi neutralizzanti del vaccino calerebbe di circa due terzi. La verifica è stata fatta in laboratorio su 20 campioni di sangue ottenuti da 15 persone che avevano partecipato alla sperimentazione del vaccino. Si è così visto che l’azione degli anticorpi neutralizzanti del virus era più debole di circa i due terzi. Dati osservati “sul sangue di poche persone in vitro, e non sull’organismo intero della persona” fa notare Francesco Broccolo, virologo dell’università Bicocca di Milano. “Saranno solo i dati clinici, con esame sistematico della persona, a dirci se e quanto effettivamente cala la protezione offerta dal vaccino” aggiunge. Del resto al momento ancora non sono state stabilite le soglie e i livelli di anticorpi neutralizzanti sufficienti a garantire una protezione efficace. (fonte: doctornews33)

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Malattie cardiovascolari e Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il vaccino contro Covid-19 dovrebbe essere somministrato prima alle persone con malattia cardiovascolare (Cvd) avanzata rispetto a quelle con malattia ben gestita, secondo una dichiarazione dell’American College of Cardiology (Acc) pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (Jacc). «Secondo la guida dei Centers for Disease Control and Prevention, tutti i pazienti di età compresa tra 16 e 64 anni con patologie mediche che aumentano il rischio di infezione grave da Covid-19 dovrebbero ricevere il vaccino con priorità e, sebbene il documento affermi che le malattie cardiache, l’ipertensione, il diabete, l’obesità e il fumo siano compresi in questa indicazione, non si è espresso sui livelli di rischio delle malattie cardiovascolari» afferma Thomas Maddox, della Washington University School of Medicine di St. Louis, che ha partecipato al comitato di scrittura della dichiarazione.Per questo motivo, gli esperti hanno sviluppato una dichiarazione che fornisce considerazioni generali sul rischio clinico e sull’esposizione e hanno proposto uno schema a più livelli del rischio di Cvd da incorporare nelle decisioni di assegnazione del vaccino. Inoltre, hanno evidenziato le grandi disparità negli esiti di Covid-19 e Cvd tra i gruppi razziali ed etnici e i diversi livelli di stato socioeconomico, e hanno richiesto di prendere in considerazione queste disuguaglianze nelle decisioni di assegnazione. Per esempio, nello schema di allocazione del vaccino si indica che i pazienti con ipertensione scarsamente controllata, diabete insulino-dipendente o diabete con complicanze microvascolari e macrovascolari a causa di uno scarso controllo glicemico dovrebbero essere considerati a rischio più elevato rispetto ai pazienti con controllo glicemico ottimizzato. Allo stesso modo, i pazienti con obesità patologica dovrebbero essere considerati a maggior rischio rispetto ai pazienti in sovrappeso. Secondo i ricercatori, il rischio clinico di infezione grave da Covid-19 è associato sia all’età avanzata che a condizioni mediche preesistenti, specialmente quando siano presenti due o più di esse, e anche alla fragilità. Per questo, esortano a dare la priorità per la vaccinazione Covid-19 ai pazienti più anziani con comorbilità multiple, comprese le patologie cardiovascolari. (Fonte doctor33)

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Coronavirus: Fp Cgil Medici, bene accordo vaccini dai Medici di Medicina Generale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Siamo soddisfatti dell’accordo sottoscritto tra Ministero della Salute e organizzazioni sindacali della medicina generale sui vaccini. Un accordo che mette ordine nella giungla degli accordi regionali, che definisce linee guida e procedure organizzative necessarie ad uniformare il piano vaccini sul territorio nazionale e che qualifica la centralità del ruolo dei medici di medicina generale indispensabili per il contrasto alla pandemia”. Lo afferma la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn. “Ora però è necessario dare ai professionisti un nuovo contratto – aggiunge -. Dopo aver già sottoscritto l’accordo economico nel 2019, ora non è più rinviabile la sottoscrizione della parte normativa necessaria per uniformare e rendere esigibili sul territorio nazionale tutele e diritti dei Medici. Le carenze dell’assistenza territoriale drammaticamente evidenziate dalla pandemia sono chiaramente riconducibili alla mancata integrazione dei servizi dovuta anche alla frammentazione dei rapporti di lavori in convenzione dei medici di medicina generale”. “In una prospettiva di riorganizzazione della medicina territoriale, anche attraverso un transito di tutti i medici convenzionati nel contratto collettivo nazionale della dipendenza, è intanto necessario garantire l’applicazione uniforme dell’attuale accordo collettivo. Chiediamo al Ministro Speranza di intervenire per sbloccare una trattativa paralizzata per motivi a noi incomprensibili”, conclude la Fp Cgil Medici.

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Energia. Verso la fine del mercato tutelato. Che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Per consumatori (e microimprese con fornitura inferiore a 15 Kw), la fine del mercato tutelato è fissata alla fine di quest’anno (1). Dal 1 gennaio 2022, chi non avrà scelto avrà comunque il servizio garantito perché la sua utenza dovrebbe essere acquisita da un fornitore in una sorta di asta.Negli ultimi rapporti dell’Arera (Autorità energia) si è evidenziato che, da quando convivono mercato tutelato e libero, per i consumatori il prezzo del primo è più basso.Alla Camera in questi giorni – discussione sul decreto Milleproroghe in commissione – è stato approvato un emendamento che farebbe slittare la fine del mercato tutelato al 31/12/2023. Sesto rinvio dal 2016!! Entusiasmo di chi lo ha proposto (consumatori tutelati, etc – 2), preoccupazione delle associazioni di aziende del mercato libero (investimenti nell’incertezza, etc – 3).Hanno ragione entrambi. Come venirne fuori?
Al momento sembra che il problema venga solo spostato in là: “mettere in campo una serie di ulteriori interventi, informare correttamente i cittadini” (2), scrivono i presentatori dell’emendamento… ma è dal 2007 che va avanti questa storia (4)… e l’informazione c’è, anche se alcuni fornitori ci tempestano di telefonate con falsità per farci cambiare gestore (“se non decidi subito, ti staccano il servizio”… è il livello medio di queste comunicazioni).Alla fine della scadenza ancora in essere (31/12/2021) mancano 10 mesi, sufficienti perché quello che mancherebbe per un passaggio che non sia bagno di sangue per consumatori e imprenditori, possa essere deciso.Ritengono, Governo e Parlamento, che questa possa essere una delle innumerevoli priorità? Può essere fatto qualcosa prima di decidere ora per un rinvio che non risolverebbe il problema per i consumatori e continuerebbe a far crescere incertezza e danni negli imprenditori? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Milleproroghe, Melilli “Varato nonostante complessità del momento”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Voglio esprimere la mia soddisfazione per il lavoro concluso ieri sera in commissione Bilancio e in commissione Affari costituzionali in merito al varo del decreto “Milleproroghe”, un percorso difficile svolto nei giorni dell’insediamento del nuovo governo. Nonostante ciò la responsabilità dei gruppi parlamentari di maggioranza e il comportamento costruttivo dell’opposizione hanno consentito di individuare punti di incontro anche su argomenti che potevano essere divisivi.” E’ quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.“Insieme al presidente della I commissione on. Giuseppe Brescia che ringrazio, abbiamo lavorato per favorire il dialogo al fine di dare risposte alle numerose sollecitazioni ricevute dai gruppi parlamentari. In particolare sono state inserite, tra le altre, importanti norme relative alle aree terremotate che non avevano trovato spazio nella legge di Bilancio. Tra i provvedimenti ricordo l’approvazione del rinvio del pagamento delle bollette elettriche, il rinvio del pagamento delle imposte locali di occupazione del suolo pubblico, il rinvio dell’imposta di bollo, la semplificazione delle procedure per le stazioni appaltanti, l’esenzione del costo di costruzione per i locatari, l’impignorabilità delle risorse dei comuni e l’esclusione dai conteggi dell’ISEE degli immobili inagibili.” “Abbiamo poi provato – conclude Melilli – a prorogare il credito di imposta, ma non è stato possibile a causa della mancanza delle disponibilità finanziarie. Sarà necessario insistere perché la norma venga inserita già nel Decreto ristori.”

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Milleproroghe: norma svuotacarceri

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Conte e Bonafede non sono più al governo, sono arrivati Draghi e Cartabia ma per il momento sulla giustizia sembra non cambiare nulla. Nel corso dell’esame alla Camera del decreto milleproroghe, è stata approvata la proroga al 30 aprile 2021 delle norme che hanno permesso, seppur indirettamente, negli ultimi mesi di aprire le porte del carcere a criminali e mafiosi con la scusa dell’emergenza Covid19. Fratelli d’Italia è stato l’unico partito a votare contro questo indecente “svuota-carceri” mascherato, mentre tutti gli altri si sono detti a favore o si sono astenuti. Dall’opposizione e con responsabilità continueremo a batterci per portare avanti le nostre storiche battaglie: più sicurezza, certezza della pena, rispetto per le Forze dell’ordine e tolleranza zero contro ogni mafia”. Lo scrive dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Scuola: Partite le vaccinazioni anti Covid ma non per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Parte la preziosissima campagna di vaccinazioni dei docenti e dei lavoratori della scuola, ma ne rimangono fuori diversi: alcuni governatori hanno deciso di lasciare fuori dal piano i lavoratori in servizio in Regioni diverse rispetto a quella dove risiedono e che non sono assistiti da un medico del posto. Il cavillo burocratico non permette, quindi, di potersi prenotare per la somministrazione del vaccino né nella regione dove si opera professionalmente né in quella dove si risiede. Il risultato è quello dell’assurda esclusione dall’accedere a una somministrazione che è fondamentale, sarebbe il caso di dire vitale, per il singolo individuo e della società tutta quale è la vaccinazione anti Covid19.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, chiede ai vertici ministeriali, a iniziare da quello della Salute, di approfondire la questione e di risolvere il problema in brevissimo tempo: “Tutto il personale scolastico deve avere diritto di accesso alla vaccinazione a tappeto: anche perché stiamo parlando di docenti e Ata particolarmente esposti, in alta percentuale over 55 e quindi pure ad alto rischio. Ancora di più perché i virologi ci hanno detto che a breve nuovi casi di contagi torneranno a salire per via dell’allentamento delle restrizioni avviato da qualche giorno. Nel frattempo auspichiamo una mappatura generale e specifica per ogni istituto dei contagi, con tamponi rapidi continuativi per tutti gli studenti, da fare somministrare anche ai docenti e al personale Ata. E dimezzando il numero di alunni per classe, oggi come in futuro”.

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Scuola: Allarme abbandoni

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

La pandemia ha acuito la dispersione scolastica, a partire dalle periferie urbane e dai territori difficili e deprivati culturalmente: la conferma arriva dalla Comunità di Sant’Egidio che ha realizzata un’inchiesta nell’ambito del progetto Valori in Circolo, sul contrasto della povertà educativa minorile, a partire dal lavoro di sostegno scolastico che si svolge nei centri pomeridiani gestiti dalla Comunità conosciuti come “Scuole della Pace”. Proprio nelle realtà periferiche dei grandi centri, ha detto il dottor Stefano Orlando, che ha curato l’inchiesta, “ci siamo resi conto che la pandemia stava avendo un effetto piuttosto preoccupante sui bambini, per cui abbiamo voluto provare a capire meglio la situazione e abbiamo condotto un’inchiesta conoscitiva, affiancandola ad attività di acquisizione di ulteriori informazioni, parlando con i bambini e gli insegnanti e raccogliendo dati dalla documentazione ufficiale”.L’obiettivo principale della ricerca “è stato quello di stimare quanti bambini fossero a rischio di dispersione, quindi non parliamo ancora di abbandono scolastico, osservando in particolare due indicatori: il numero dei minori con più di tre assenze ingiustificate al mese e il numero di bambini che non avevano ripreso le attività scolastiche perché non avevano effettuato l’iscrizione o, pur essendosi iscritti, non avevano frequentato la scuola nel periodo di osservazione che va da settembre fino alla pausa natalizia”.Un dato su cui riflettere è che “nelle scuole che per motivi di emergenza, ad esempio per casi di positività, hanno adottato la didattica a distanza, circa la metà dei bambini hanno avuto delle difficoltà a seguire le lezioni. Questa soluzione, quindi, ha sostenuto solo la metà dei bambini mentre l’altra metà è rimasta esclusa”. Inoltre, “una scuola su nove, quindi circa il 10%, ha avuto un orario ridotto da settembre a dicembre. Ad esempio non è stato mai ripreso il tempo pomeridiano e questo significa che anche i bambini che non hanno avuto problemi con la DAD comunque hanno avuto meno ore di scuola quest’anno. Ma quello che ci ha maggiormente preoccupato è che s’è fatto poco, ci sono state poche proposte, lasciando passare tutto un po’ nel silenzio”.

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Milleproroghe: Serracchiani, rinvio tagli editoria è ottimo risultato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Queste sono alcune tra le cose buone che ci aspettiamo da questa inedita maggioranza e che oggi costituiscono un ottimo risultato: manteniamo il pluralismo dell’informazione per cui il Pd ha sempre lottato. Non solo viene ancora riconosciuta l’utilità pubblica del servizio che quotidianamente rende Radio Radicale ma si permette di sostenere giornali che altrimenti sarebbero condannati. Tra questi voglio ricordare il ‘Primorski dnevnik’ la storica testata della minoranza slovena pubblicata a Trieste, che in qualche modo del pluralismo è uno dei simboli”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, dopo che le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe che spostano di altri due anni l’entrata in vigore dei tagli all’editoria previsti con la manovra per il 2019.

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Equity emergente: dove ricerchiamo le migliori opportunità

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

A cura di Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR. Nonostante il rally degli ultimi mesi, l’universo azionario emergente continua ad offrire opportunità interessanti di investimento. Tuttavia, per coglierle appieno, a nostro avviso, è fondamentale utilizzare un approccio di investimento attivo spostando il radar d’azione dalla tradizionale composizione dell’indice emergente di riferimento verso titoli “value” e, in particolare, nelle small e mid cap. Riteniamo, infatti, che investire su questo mercato tramite strumenti passivi (come Etf) potrebbe non soltanto riflettere inadeguatamente l’enorme potenziale di crescita sottostante di queste economie, ma anche esporre l’investimento a rischi molto marcati di concentrazione a livello di paese, settore e titoli.
Circa il 30% dell’intero universo azionario emergente (come rappresentato dall’Indice MSCI EM) è, infatti, rappresentato da appena 7 titoli su un totale di 1380. Queste 7 società (Tsmc, Alibaba, Tencent, Meituan, Samsung Electronics, Naspers e Jd.com) sono tutte attive nel settore tecnologico in senso ampio (e-commerce, semiconduttori, sistemi pagamenti digitali, gaming, food delivery), sono per la maggior parte cinesi e sono tutte asiatiche, tranne Naspers (sudafricana) che però è in questa lista prevalentemente perché detiene indirettamente circa il 30% di Tencent. Se si scorre la lista si scopre poi che il successivo 48% dell’indice è rappresentato da 267 titoli mentre l’ultimo 25% del Msci Em è spalmato su ben 1124 aziende. La concentrazione, inoltre, non si limita ai singoli titoli ma si estende anche a livello geografico con più del 75% dell’intero indice rappresentato da appena 4 paesi (Cina, Sud Corea, Taiwan ed India) e l’intera Asia che da sola costituisce più dell’80% dell’Msci Em. È bene far notare inoltre come la Cina da sola pesi più del 40% dell’universo investibile e considerando i recenti Ipo a Hong Kong (come Kuaishou, il Tik Tok cinese) la situazione in futuro probabilmente peggiorerà. Anche a livello settoriale, i titoli tecnologici in senso allargato costituiscono ormai quasi il 40% dell’intero indice.In estrema sintesi, riteniamo che le valutazioni dei titoli tecnologici del Msci Em (un 30% abbondante dell’indice stesso come dicevamo) stiano già scontando tassi e aspettative di crescita forse eccessivamente ottimistiche. Per continuare a sovraperformare, questi giganti del tech dovranno continuare a battere le stime sempre più alte degli analisti, cosa che storicamente la maggior parte delle aziende non riesce a realizzare in modo continuativo. È utile inoltre ricordare che generalmente la sovraperformance dei primi 10-20 titoli di un indice non è destinata a perdurare nel tempo con il loro excess return che si appiattisce nel medio periodo.
Per queste ragioni nei nostri portafogli non abbiamo nessun titolo presente nella top 10 del MSCI EM, ad eccezione di Samsung Electronics che comunque, tra tutte le azioni tecnologiche globali, è forse quella più “value” in assoluto. Riteniamo che ci sia molto più valore inespresso nel restante universo emergente soprattutto tra le small e mid cap e in generale tra i titoli value che dovrebbero beneficare della ripartenza della crescita economica globale in uno scenario di reflazione post-pandemia. Queste società sono state chiaramente penalizzate dal peggioramento della congiuntura internazionale e in una prospettiva di riapertura delle economie offrono scenari molto attraenti in termini di crescita degli utili. Anche a livello geografico e settoriale il fondo AcomeA Paesi Emergenti non soffre degli stessi problemi dell’indice con gli investimenti in Asia che rappresentano il 55% del portafoglio (contro l’81% del benchmark) e una diversificazione settoriale ampia dove nessun settore pesa oltre il 16%. Le metriche principali del fondo AcomeA Paesi Emergenti continuano a riflettere un posizionamento marcatamente value, non soltanto nel confronto con l’indice generale MSCI EM, ma anche con lo stesso benchmark value dei mercati emergenti. In definitiva, riteniamo che le opportunità di investimento nei paesi emergenti siano ancora parecchie e che l’indice MSCI EM, così come è strutturato, non rispecchi appieno le potenzialità sottostanti di questi mercati.

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