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Covid-19, test da utilizzare per identificare le varianti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

I test per la diagnosi di Covid che si usano attualmente sono in grado di rilevare le varianti di Sars-CoV-2? “In linea generale, i test diagnostici attualmente in uso funzionano correttamente”, scrive l’Istituto superiore di sanità in una nuova Faq dello speciale varianti aggiornato online. L’Iss rimanda comunque, alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dal ministero della Salute. “Il ministero della Salute – spiega – raccomanda l’uso di test molecolari non esclusivamente basati sul gene S. Si può ricorrere ai test antigenici, ma per le eventuali conferme sono necessari i test antigenici non rapidi (di laboratorio) o quelli rapidi con lettura in fluorescenza (cioè letti con apposite apparecchiature), che garantiscano alta specificità e sensibilità”.Invece, “per potere distinguere se un’infezione è determinata da una variante – precisa l’Iss – è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto ‘sequenziamento’, tramite il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus. Il sequenziamento non è un’analisi a disposizione del pubblico, ma è un tipo di test che viene effettuato solo in centri specializzati per motivi di sanità pubblica”. Nel frattempo, per stimare la diffusione in Italia delle tre varianti di coronavirus VOC 202012/01 (Regno Unito), P1 (brasiliana) e 501.V2 (sudafricana), “è stata disegnata un’indagine rapida coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e Province autonome ed in particolare con i laboratori da queste ultime identificati”, lo prevede una nuova circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Prevenzione Gianni Rezza. L’obiettivo di questa indagine, che prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio, è quello “di identificare, tra i campioni con risultato positivo per Sars-CoV-2 in Rr-Pcr, possibili casi di infezione riconducibili a queste varianti”, riporta il documento.Il vaccino di Pfizer-Biontech potrebbe essere meno efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del coronavirus SarsCov2, secondo i dati preliminari, pubblicati sul New England Journal of Medicine dell’Università del Texas di Galveston e della stessa azienda, l’efficacia degli anticorpi neutralizzanti del vaccino calerebbe di circa due terzi. La verifica è stata fatta in laboratorio su 20 campioni di sangue ottenuti da 15 persone che avevano partecipato alla sperimentazione del vaccino. Si è così visto che l’azione degli anticorpi neutralizzanti del virus era più debole di circa i due terzi. Dati osservati “sul sangue di poche persone in vitro, e non sull’organismo intero della persona” fa notare Francesco Broccolo, virologo dell’università Bicocca di Milano. “Saranno solo i dati clinici, con esame sistematico della persona, a dirci se e quanto effettivamente cala la protezione offerta dal vaccino” aggiunge. Del resto al momento ancora non sono state stabilite le soglie e i livelli di anticorpi neutralizzanti sufficienti a garantire una protezione efficace. (fonte: doctornews33)

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