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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 26 febbraio 2021

Sassoli al Consiglio Europeo: Non si può tornare al mondo di prima della pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli durante il Consiglio europeo del 25 febbraio. “La pandemia ci ha dato nuove responsabilità e doveri: la responsabilità di fare delle scelte e il dovere di farlo nell’interesse generale e non di pochi. I vaccini saranno una parte fondamentale della nostra ripresa a lungo termine e nessuno dovrà essere lasciato solo. Abbiamo bisogno di un’azione che porti una risposta trasversale all’Europa con benefici tangibili per i nostri cittadini”.“La via europea, ci ha permesso di evitare la concorrenza tra i paesi europei e impedire che paesi ricchi si accaparrassero la maggior parte dei vaccini. Sono fortemente contrario a qualsiasi accordo bilaterale e vi chiedo di essere chiari nel rifuggire ogni tentazione di nazionalismo sui vaccini. Un approccio comune consente anche di monitorare, indagare e sanzionare ogni tentativo di frode ai danni degli Stati membri”.“La risposta alla crisi deve prevedere più democrazia”. “Ovviamente le case farmaceutiche dovrebbero onorare i loro obblighi contrattuali, ma dovremmo anche continuare ad agevolare tutte le soluzioni pratiche di concessione di licenze che permettano di accelerare la vaccinazione su grande scala dei nostri cittadini. Per aumentare in tempi rapidi la produzione è essenziale affrontare le carenze e le strozzature nella catena di approvvigionamento. La nostra ripresa economica sarà più forte se la diffusione dei vaccini sarà maggiore”.“Più in prospettiva, questa pandemia dovrebbe portarci a una riflessione sul rapporto tra protezione della proprietà intellettuale e il massiccio finanziamento pubblico erogato per la ricerca a livello europeo”.“La drammatica crisi attuale ha di fatto istituito competenze in capo all’Unione europea in materia di salute pubblica che dovremmo forse nel tempo codificare. La pandemia ci ha mostrato infatti che decisioni importanti sulla sicurezza, la salute, l’approvvigionamento di materiale medico e di vaccini, la ricerca e la produzione, la regolazione della circolazione e della apertura e chiusura delle nostre frontiere possono essere pienamente governate solo nella dimensione europea”.“La lezione che ci offre la pandemia non potrà farci tornare al punto di partenza. Sarebbe un errore, uno spreco di energie e non avremmo la possibilità di affrontare le sfide future. Siamo chiamati a costruire una politica europea della salute, radicando competenze precise in materia nelle istituzioni dell’Unione Europea”.“Converrete con me che non potrà essere più un tabù emendare i trattati per arricchirli e rendere efficace la risposta europea”.

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Tutelare chi lavora tramite le piattaforme

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

La Commissione avvia la prima fase di una consultazione delle parti sociali europee sulla questione di come migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano tramite piattaforme di lavoro digitali. Il lavoro tramite piattaforme è in rapido sviluppo nell’UE in un numero sempre maggiore di settori di attività. Può offrire maggiore flessibilità e più opportunità di lavoro e di reddito aggiuntivo anche a coloro che potrebbero avere maggiori difficoltà a entrare nei mercati del lavoro tradizionali. Però alcuni tipi di lavoro tramite piattaforme sono anche associati a condizioni di lavoro precarie, che si manifestano nell’assenza di trasparenza e prevedibilità degli accordi contrattuali, in problemi di salute e sicurezza e nell’insufficiente tutela sociale. Altri problemi collegati al lavoro tramite le piattaforme sono la sua dimensione transfrontaliera e la questione della gestione mediante algoritmi.Questi sviluppi e la natura transfrontaliera delle piattaforme digitali hanno ulteriormente evidenziato la necessità di un’iniziativa dell’UE per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano tramite tali piattaforme.L’obiettivo di questa prima fase della consultazione delle parti sociali è quello di raccogliere le opinioni delle parti sociali europee sulla necessità e la direzione delle possibili azioni dell’UE per migliorare le condizioni di lavoro in tale settore. La consultazione resterà aperta per almeno 6 settimane.Nei propri Orientamenti politici la Presidente von der Leyen ha sottolineato che la trasformazione digitale “comporta rapidi cambiamenti che influiscono sui nostri mercati del lavoro” e si è impegnata a cercare “modi per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori delle piattaforme digitali”.
La comunicazione Un’Europa sociale forte per transizioni giuste descrive le varie opportunità e sfide dell’Europa in ambiti quali la lotta al cambiamento climatico, la digitalizzazione e il cambiamento demografico, e ribadisce la necessità che tutte queste transizioni siano eque e attente al sociale. Il documento osserva anche che la crescita sostenibile dell’economia delle piattaforme impone di migliorare le condizioni di lavoro in questo settore.Il programma di lavoro 2021 della Commissione prevede un’iniziativa legislativa volta al miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme entro la fine del 2021. Tale iniziativa contribuirà all’attuazione dei principi contenuti nel pilastro europeo dei diritti sociali. L’articolo 154, paragrafo 2, TFUE prevede una consultazione in due fasi delle parti sociali per proposte nel settore della politica sociale sulla base dell’articolo 153 TFUE. A meno che le parti sociali non decidano di avviare negoziati tra di loro dopo la prima o la seconda fase della consultazione, la Commissione intende proporre un’iniziativa legislativa entro la fine dell’anno.

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Lavoro: Diritto alla disconnessione, risoluzione Parlamento UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Non svolgere mansioni o comunicazioni lavorative al di fuori dell’orario di lavoro per mezzo di strumenti digitali, come telefonate, email o altri messaggi”: lo chiede il Parlamento UE alla Commissione, esortando i vari Paesi membri ad attuare delle norme che aprano al diritto alla disconnessione, così da “consentire ai lavoratori di scollegarsi dagli strumenti lavorativi e di non rispondere alle richieste del datore di lavoro al di fuori dell’orario di lavoro, senza correre il rischio di subire conseguenze negative, come il licenziamento e altre misure di ritorsione”.Nella proposta si cita, in particolare, l’articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il quale “sancisce che ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro che ne rispettino la salute, sicurezza e dignità, così come a una limitazione dell’orario massimo di lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a un congedo retribuito”. Tra le varie norme di legge citate figura pura l’’articolo 24 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il quale “sancisce che ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione dell’orario di lavoro e ferie periodiche retribuite”.La Commissione europea avverte che “l’utilizzo di strumenti digitali per periodi prolungati potrebbe determinare una riduzione della concentrazione e un sovraccarico cognitivo ed emotivo”, oltre che “aggravare fenomeni quali l’isolamento, la dipendenza dalle tecnologie, la privazione del sonno, l’esaurimento emotivo, l’ansia e il burnout”.Purtroppo, però, le cose stanno andando diversamente, soprattutto dopo l’esplosione della pandemia da Covid19. Anche “da un’indagine di Eurofound è emerso che il 27 % degli intervistati in telelavoro ha dichiarato di aver lavorato nel proprio tempo libero per soddisfare le esigenze lavorative”. Sempre Eurofound ha appurato che “le persone che lavorano abitualmente da casa hanno più del doppio delle probabilità di lavorare oltre le 48 ore settimanali massime previste e di riposare meno delle 11 ore previste fra un giorno lavorativo e l’altro, come sancito dal diritto dell’Unione, rispetto alle persone che lavorano nella sede del datore di lavoro”.Alla luce di ciò, la Commissione UE ritiene che il diritto alla disconnessione debba essere considerato “un diritto fondamentale che costituisce una parte inseparabile dei nuovi modelli di lavoro della nuova era digitale”. Preso atto che non esiste una normativa dell’Unione che disciplini specificatamente il diritto alla disconnessione e la legislazione in materia varia notevolmente fra i diversi Stati membri, il Parlamento cita comunque “le direttive 89/391/CEE1 e 91/383/CEE2 del Consiglio mirano a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori”. In conclusione, con la risoluzione si chiede agli Stati membri di “garantire che i datori di lavoro istituiscano un sistema oggettivo, affidabile e accessibile che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore, conformemente alla giurisprudenza della CGUE”.

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Scuola: Docenti Covid, prolungare il contratto fino al 30 giugno

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Protrarre il contratto dei 60-70 mila docenti e Ata cosiddetti Covid fino al prossimo 30 giugno: lo chiede Anief da mesi, attraverso tutti i possibili canali legislativi e giudiziari; lo chiede ora anche la politica. Con un ordine del giorno rivolto al Governo l’on. Virginia Villani (del M5S) ritiene che “al fine di assicurare in tutti gli ordini di scuola la funzionalità di ogni singolo istituto nell’ambito dell’autonomia, il termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto- legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, deve essere prorogato al 30 giugno 2021”. Una decisione che sarebbe “fondamentale per agevolare il Governo al fine di far fronte all’emergenza pandemica, stabilendo una quota aggiuntiva di docenti e Personale ATA per le scuole”. La richiesta al Governo è di “valutare l’opportunità di trasformare i suddetti contratti in “supplenza fino al termine delle attività didattiche” con le conseguenti modifiche relative alle assenze per malattia al fine di garantire continuità e certezza in tutte le scuole italiane”.Anief plaude all’iniziativa dell’on. Virginia Villani: il sindacato è stato sostenitore dello stesso emendamento all’interno del decreto Milleproroghe, nel quale si chiedeva, al comma 5, “al fine di assicurare in tutti gli ordini di scuola la funzionalità di ogni singolo istituto nell’ambito dell’autonomia”, di mettere mano al “termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77” prorogandoli “al 30 giugno 2021”.L’istanza dell’on. Virginia Villani è stata collocata all’interno dell’esame del Disegno di legge recante “Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea” (2845)”.La parlamentare pentastellata spiega che “il disegno di legge AC. 2845 prevede una serie di norme che stabiliscono la proroga di termini legislativi nonché la realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché norme in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea” e che “di fatto in vista della piena funzionalità degli istituti scolastici appare irragionevole che i circa 60-70 mila docenti che costituiscono l’organico Covid 19 siano nominati come supplenti brevi”.

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Istruzione: Marcello Pacifico (Anief): Bisogna raggiungere il fine di avere una scuola giusta

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dalla sua pagina Facebook in diretta, ha comunicato che è saltato l’emendamento al Milleproroghe che riguardava la mobilità professionale di migliaia di docenti che si sono trasferiti da casa loro in parti lontane del paese e che vivono questo distanziamento dalle loro famiglie in modo ancora più duro a causa del Covid-19 e trovano ancora più irragionevole questa situazione perché ci sono oltre 200mila posti vacanti. Pacifico ha affermato che “non è giusto partire con il taglio di due emendamenti, su trasferimenti personale e organico Covid. Domani avremo la prima riunione con il neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi”: la scuola ha bisogno di soluzioni concrete, bisogna porre attenzione a quello che diciamo. Faccio un appello, dimentichiamoci del Milleproroghe, è un’occasione persa sì ma da domani rimettiamoci subito a lavoro. Nel primo decreto legge diamo priorità alla sicurezza a scuola, alla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Il sindacato può aiutare lo Stato a sistemare le cose, altrimenti continueremo a dire ciò che non va e a denunciare anche in Europa le ingiustizie. L’uomo non deve assuefarsi alle ingiustizie, bisogna raggiungere il fine di avere una scuola più giusta”.

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Industria: fatturato 2020 -11,5% su 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria scende nella media del 2020 dell’11,5%.”Un anno funesto! Dati devastanti. Il 2020 segna un tracollo del fatturato, -11,5%, secondo solo a quello dell’anno più buio della crisi precedente, il 2009, quando rispetto al 2008 ci fu un tonfo pari al 19%. Anche il fatturato interno registra un -11,5% contro il -17,5% del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Gli ordinativi, che purtroppo non saranno più rilevati a partire dal prossimo comunicato, pur scendendo del 9,6% rispetto al 2019, hanno, però, una caduta più contenuta nel confronto con il 2009, -9,6% contro un -22,3%, un dato che fa sperare in un ripresa del fatturato 2021″ conclude Dona.

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SACE, SIMEST e Deutsche Bank al fianco delle PMI italiane per i programmi di sviluppo del Ghana

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Espandere e ammodernare l’impianto di trattamento delle acque di Agordome, costruire collegamenti idrici e un nuovo mercato coperto a Takoradi in Ghana sono parte dell’ampio programma di sviluppo del Governo del Paese per rafforzarne l’economia e creare nuove opportunità di lavoro.Sono progetti affidati dal Governo Ghanese a due aziende – Lesico Infrastructures e Contracta Costruzioni – capofila di una filiera di oltre 40 PMI italiane, eccellenze in settori che vanno dalla meccanica strumentale alle costruzioni, dagli apparecchi elettrici ai prodotti in metallo, e che SACE, SIMEST e Deutsche Bank sostengono con due pacchetti finanziari, erogati dalla Banca e parzialmente garantiti da SACE, del valore complessivo di 150 milioni di euro, e che hanno beneficiato in parte del Contributo export di SIMEST tramite la stabilizzazione del tasso del finanziamento al CIRR.Il primo pacchetto finanziario, pari a 96 milioni di euro – erogato da Deutsche Bank di cui una tranche assicurata da SACE per 84 milioni di euro, è destinato all’ammodernamento ed espansione dell’impianto di trattamento delle acque di Agordome e alla costruzione di linee di trasmissione idrica che collegheranno le cittadine di Agordome, Sogakope, Anloga e Keta, in Ghana. Un progetto realizzato da Lesico insieme a 16 PMI italiane, con l’obiettivo di migliorare le condizioni idriche e igienico-sanitarie nella Regione dove il sistema di approvvigionamento idrico esistente è oggi limitato al pompaggio di acqua dai pozzi locali.Il progetto prevede l’ammodernamento dell’attuale impianto di trattamento delle acque di Keta ad Agordome per ripristinarne la piena capacità di 7.200 metri cubi al giorno e la costruzione di un nuovo impianto dalla capacità di 35.000 metri cubi al giorno. Una volta completate, le opere consentiranno di soddisfare il fabbisogno idrico di oltre 400 mila residenti nelle comunità di Keta, Anloga e distretti Tongu.Il secondo pacchetto finanziario, pari a 53 milioni di euro – erogato da Deutsche Bank comprendente una tranche assicurata da SACE per 37 milioni e l’intervento di SIMEST tramite la stabilizzazione del tasso del finanziamento al CIRR – è destinato al rifacimento del mercato coperto di Sekondi-Takoradi, capoluogo e più popolosa città della Regione Occidentale del Paese.
Costruito nel 1960 e ampliato negli anni Settanta, il mercato di Sekondi -Takoradi copre un’area di circa 1 km quadrato ed è la più grande struttura commerciale nella Regione Occidentale del Ghana, con un ruolo centrale nello sviluppo del territorio. Nel corso degli anni, la mancata manutenzione e il numero crescente di commercianti e visitatori ha congestionato e portato in rovina le strutture esistenti. Il nuovo mercato, la cui realizzazione è stata affidata a Contracta Italia, insieme a 25 PMI italiane, comprenderà oltre 2.400 negozi, ristoranti e punti ristoro, aree di smistamento, banchine per la raccolta differenziata, uffici amministrativi e strutture pubbliche, tra cui una stazione di polizia, una stazione dei vigili del fuoco, un ufficio postale e una clinica.

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Canone Rai. Combattiamolo a partire da noi stessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Spesso “ci costringiamo” a pagare il canone Rai (imposta su possesso di un tv) anche quando non ci serve il tv: lo usiamo poco o vediamo altri canali, o addirittura non abbiamo l’apparecchio. Il canone è incluso nella bolletta della luce e… o non sappiamo come levarlo o ci fa fatica farlo.Aduc ha consigliato a Governo e Parlamento, impegnati nella riforma fiscale, di valutare la cancellazione del canone come iniezione di fiducia e prospettiva per contribuenti e mercato. Ma prima che questo “prezioso” consiglio venga considerato…. Siamo disposti a continuare a regalare alla Rai 90 euro l’anno? Se la risposta è sì!… ognuno si paga la propria pigrizia e ingiustizia. Se la risposta è no! … si può fare. Anche senza dover rinunciare a guardare Rai e altre emittenti: tutti abbiamo Internet a casa e tutto si può vedere in streaming (per il quale non c’è obbligo di pagare canone), e i nostri piccoli schermi di telefonino, tablet e pc sono collegabili anche a grandi schermi/monitor non legati all’antenna tv. Ovviamente, il Fisco non-amico che abbiamo ha ben pensato come scoraggiarci. Occorre fare un’autodichiarazione, da inviare ogni anno tramite raccomandata A/R all’Agenzia delle Entrate. Metodo incivile e arrogante, lo sappiamo. Ma al momento c’è solo questo. Una decina di euro e un po’ di fastidio a fronte dei novanta del canone e il pagamento di un servizio che spesso non ci serve e che, comunque, possiamo fruire altrimenti e gratis.Qui il modulo per l’esenzione: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/Schede/Agevolazioni/Canone+TV/Dichiarazione+sostitutiva+canone+TV/?page=schedeagevolazioni Qui il canale web di Aduc sul canone: https://tlc.aduc.it/rai/ (comunicato stampa Aduc)

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Realtà virtuale nelle cardiopatie congenite

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Le cardiopatie congenite sono fra le forme di anomalia congenita più variegate e complesse, e parte della loro complessità si manifesta con l’ampio spettro di variabilità anatomica e fisiopatologica. L’integrazione sistematica di modelli 3D nella pratica di tutti i giorni sta diventando per la Cardiochirurgia Pediatrica di Padova una pratica standard e sta contribuendo a cambiare l’approccio al trattamento delle malattie cardiache congenite dei bambini, offrendo un trattamento altamente personalizzato e “customizzato” sul paziente.La Realtà Virtuale (Virtual Reality) è la possibilità di navigare in ambientazioni fotorealistiche in tempo reale, interagendo con tutti i sensi con degli oggetti presenti in esse, che in questo caso sono i cuori dei nostri pazienti, simulando la realtà effettiva. Questa modalità offre capacità uniche di interazione e manipolazione interattiva di rappresentazioni ad alta risoluzione di dati di “imaging” specifici del paziente, come supplemento alle tradizionali visualizzazioni 2D e ai modelli di cuore stampati in 3D. Quando si stampa un modello anatomico utilizzando tecniche di stampa 3D, è possibile aprire il modello una sola volta, nella realtà virtuale invece puoi ruotarlo, ingrandirlo, sezionarlo più e più volte su piani infiniti, tagliarlo e rimetterlo insieme, ritagliarlo di nuovo in un posto diverso e ingrandirlo con un semplice gesto intuitivo della mano, interagirci in modi infiniti e letteralmente puoi “navigare” dentro il cuore di un p Le potenzialità di questa tecnologia innovativa sono molteplici e sono tutte finalizzate ad un miglioramento della qualità del trattamento offerto ai pazienti affetti da cardiopatie congenite che includono:counseling in epoca fetale. Ai genitori vengono presentati dei modelli stampati in dimensione reale del cuore del loro bambino e in versione magnificata al fine di ottenere una migliore comprensione dell’anatomia e delle procedure chirurgiche che vengono proposte per il trattamento;
ai genitori vengono presentati dei modelli stampati e dei modelli in realtà virtuale aumentata dei cuori dei loro figli al fine di aumentare la comprensione, soprattutto nei casi di cardiopatie congenite complesse; la migliore pianificazione dell’intervento chirurgico
si avvale sia dei modelli stampati, ove si possono simulare procedure chirurgiche nei giorni antecedenti all’intervento al fine di ottimizzare i tempi operatori e i materiali che verranno utilizzati, che della realtà virtuale al fine di aumentare la comprensione delle strutture anatomiche, specialmente in cardiopatie congenite complesse, offrendo delle visuali che non sono possibili con nessun’altra metodica diagnostica.
L’Azienda Ospedale/Università di Padova ha a disposizione tecnologie innovative che partendo da diversi tipi di “imaging” cardiaci tradizionali, quali tomografia assiale computerizzata (TAC), Risonanza magnetica nucleare (RMN) ed ecografia fetale, ha la possibilità di giungere alla ricostruzione tridimensionale dell’organo cardiaco affetto da malformazioni congenite semplici e complesse. Queste ricostruzioni virtuali possono essere stampate tridimensionalmente mediante l’utilizzo di una stampante 3D con l’obiettivo di ottenere una riproduzione dell’organo cardiaco quanto più fedele all’organo reale del paziente.

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Diabete in Italia: trend in continua crescita da Nord a Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Il diabete è in continua crescita in tutti i paesi europei. Fra il 2008 e il 2014 il numero di cittadini europei con diabete è cresciuto di 4,6 milioni, ovvero del 28 per cento in sei anni, con una crescita 24 volte maggiore rispetto a quella della popolazione nello stesso periodo. Questa crescita è evidente anche In Italia, dove Istat stima che dal 2000 al 2019 le persone con diabete siano aumentate di circa il 60 per cento, passando dal 3,8 per cento della popolazione al 5,8 per cento (ovvero oltre 3 milioni e mezzo di persone). Lo documenta la quattordicesima edizione dell’Italian Diabetes Barometer Report, che verrà presentata stasera durante il webinar patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete “Il Diabete una malattia silente: l’impatto In Italia e nelle Regioni”.Questo incremento è spiegabile con una pluralità di motivi, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la sedentarietà, l’obesità e in generale la scarsa attenzione a stili di vita salutari hanno un notevole impatto. Anche i continui progressi nel contrasto alle malattie croniche, quali le migliorate capacità diagnostiche accompagnate a una diagnosi in età più giovane o la capacità del sistema di cura di allungare la sopravvivenza delle persone con diabete e relative complicanze contribuiscono a questa crescita.“L’aumento della popolazione con diabete si riscontra in tutte le regioni d’Italia, ma gli incrementi non sono stati omogenei su tutto il territorio. In particolare, rispetto al 2000 le prevalenze standardizzate aumentano maggiormente nelle regioni del Nord e del Centro (escluso il Lazio), che partivano da livelli più bassi. Per il Mezzogiorno fa eccezione la Sicilia che passa dal 4,4 per cento nel 2000 al 6,9 per cento nel 2019. Le differenze regionali si mantengono particolarmente elevate nella popolazione anziana, oltre 15 punti percentuali la distanza tra Bolzano e la Calabria, dove la quota di anziani con diabete supera il 25 percento e il tasso di mortalità per diabete è superiore alla media nazionale”, dice Roberta Crialesi, Dirigente Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia, Istat.Per quanto riguarda la mortalità, si conferma la tendenza a crescere passando dalle aree settentrionali a quelle meridionali del paese, con una certa variabilità in base alle province della stessa regione. Per esempio, in Piemonte i decessi per diabete rappresentano il 2,9 per cento dei decessi totali, una percentuale inferiore alla media nazionale che si attesta al 3,5 per cento, ma nella provincia di Vercelli il dato sale al 4,1 per cento, e in quella di Torino scende al 2,5. Analogamente, in Puglia, la cui media regionale è 4,6 per cento, si passa dal 5,6 di Taranto al 3,6 di Lecce.

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Intersos e UNHCR lanciano il bando di PartecipAzione 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

E’ il programma di empowerment e capacity-building per associazioni di rifugiati in Italia, giunto alla sua quarta edizione.Il programma si rivolge alle associazioni di rifugiati e a quelle organizzazioni locali che, lavorando insieme a persone rifugiate, promuovono i diritti dei rifugiati, l’integrazione e la coesione sociale con la comunità di accoglienza.In tre anni PartecipAzione ha sostenuto lo sviluppo di una rete di 33 associazioni in 11 regioni, offrendo loro formazione, collaborazione nella realizzazione dei progetti, percorsi di consolidamento, di sostenibilità e di crescita. In questo tempo, diverse associazioni della rete sono state riconosciute come esempi di leadership nella protezione e nell’integrazione dei rifugiati in Italia e in Europa. Soltanto nel 2020, due organizzazioni hanno ricevuto importanti riconoscimenti europei: UNIRE, Unione Nazionale Italiana per i Rifugiati ed Esuli, e’ diventata parte dal gruppo di esperti in integrazione della Commissione Europea e Generazione Ponte ha ricevuto il premio Altiero Spinelli della Commissione Europea.In linea con l’esperienza maturata a partire dal 2018, anche quest’anno UNHCR e Intersos attraverso PartecipAzione vogliono individuare su tutto il territorio nazionale nuove associazioni da coinvolgere nelle attività di rafforzamento delle competenze a cui si affianca anche un percorso di coaching e networking rivolto a tutta rete.Il nuovo bando per partecipare al programma è aperto fino al 14 marzo, le linee guida e i documenti sono disponibili qui. Entro la data indicata possono essere presentati tutti i progetti che rispondono almeno a una delle tre linee strategiche del programma: protezione dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati; promozione di attività che favoriscono l’integrazione; promozione della coesione sociale con le comunità di accoglienza.Quest’anno fino ad un massimo di 8 associazioni potranno beneficiare di un percorso di formazione articolato in 4 moduli, da giugno a settembre 2021 su: scrittura e gestione di progetti, fundraising, comunicazione e public speaking, protezione dei rifugiati. Saranno erogati fino ad un massimo di 8 micro finanziamenti, il cui importo può variare da 5.000 e 8.000 euro a seconda della proposta progettuale e delle capacità dell’associazione proponente. Infine, il programma promuove opportunità di networking, per scambiare pratiche e stimolare collaborazioni con le altre associazioni che hanno partecipato alle diverse edizioni del programma.
Venerdì 26 febbraio si terrà un evento online di presentazione del programma e del bando che sarà visibile sulla pagina facebook di Intersos e sul sito ufficiale.

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Copyright, Mollicone (FdI) su accordo editori-Microsoft

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Un passo in avanti per la difesa della creatività e dell’editoria europea e nazionale che ci auguriamo possa essere parametro di riferimento per le altre piattaforme digitali, così da tutelare la sovranità digitale – commenta così il Responsabile Nazionale Innovazione Federico Mollicone l’accordo fra le categorie dell’editoria europea e Microsoft per l’equa remunerazione dei contenuti sulle piattaforme – auspichiamo, ora, che nel recepimento nazionale della direttiva Copyright, come da noi richiesto in un ordine del giorno già approvato in Senato, e che nei pacchetti legislativi del Digital Services Act e del Digital Market Act possa essere indicata l’obbligatorietà, sul modello australiano e francese, di un meccanismo di negoziazione tra le parti interessate che individui una quota adeguata di proventi che gli editori devono percepire e che, in caso di mancato accordo in un termine prestabilito tra gli editori e gli over-the-top, sia previsto l’intervento dell’Autorità regolatoria di settore per definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali.”

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AIE coordina il Community Group W3C per la tutela dei diritti degli editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

L’italiana Giulia Marangoni, in nome dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e il francese Laurent Le Meur (EDRLab) sono i co-Chair del Community Group attivato in ambito W3C, il consorzio che sviluppa gli standard del web. Il gruppo, sostenuto della FEP (Federazione degli editori europei) e dalla associazione francese degli editori (SNE), ha l’obiettivo di individuare i protocolli tecnologici che consentono agli editori di tutelare i diritti sui contenuti messi disponibili online rispetto all’utilizzo per text and data mining, l’analisi automatizzata di testi e dati tramite algoritmi da parte delle grandi aziende tecnologiche (e non solo da queste).“Text and Data Mining Reservation Protocol ” è il nome del Community Group targato W3C che nasce in vista dell’adozione da parte degli Stati europei della direttiva copyright, prevista a giugno, che all’articolo 4 introduce una nuova eccezione al diritto d’autore per l’utilizzo dei contenuti online per obiettivi di text and data mining per finalità commerciali, inclusa quindi la raccolta di big data necessaria a istruire le intelligenze artificiali o con obiettivi di profilazione e ricerca statistica.L’eccezione prevede che tale utilizzo dei contenuti liberamente consultabili sul web sia sempre consentito a meno che non venga espressamente riservato dagli aventi diritto. La riserva dei diritti per il text and data mining può essere effettuata tramite strumenti “machine readable”, ovvero stringhe di codice presenti nei siti, ma la direttiva non entra nel dettaglio dei formati e dei protocolli da utilizzare. Per questo il Community Group si propone di individuare soluzioni semplici e basate sugli standard in uso nella web e che spetterà poi agli editori decidere di adottare o meno. Tali soluzioni potranno consentire sia di riservare i diritti sia di comunicare le eventuali licenze disponibili, facilitando lo sviluppo di applicazioni basate sull’uso legittimo dei contenuti protetti dal diritto d’autore. “È interesse dei detentori dei diritti così come delle aziende tecnologiche adottare soluzioni condivise che consentono una gestione ordinata e senza contenziosi di questa materia – ha spiegato Giulia Marangoni – per questo auspichiamo che la partecipazione all’iniziativa sia il più ampia possibile: il gruppo è aperto, non occorre essere membri W3C e ci si può iscrivere online”.

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Piano triennale Agenzia Entrate sconcertante e preoccupante

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Il piano triennale 2021-2023 presentato dall’Agenzia delle Entrate in pieno pandemia e con continui lockdown, desta sconcerto e preoccupazione. La previsione di recuperare circa 45 miliardi (14 già nel 2021) con 340mila controlli fiscali indirizzati nei confronti delle Pmi e dei lavoratori autonomi, cioè di quelle categorie non assistite e maggiormente colpite dalla crisi economica connessa alla pandemia, non è solo praticamente irraggiungibile e dannosa per il tessuto imprenditoriale, che subirebbe ulteriori fallimenti e chiusure per l’incapacità di adempiere all’accertato, ma rappresenta pure un ulteriore affronto a quei cittadini che sono in prima linea per sopravvivere e mantenere in vita le proprie aziende ed i propri dipendenti. Fratelli d’Italia chiede un’immediata presa di posizione del governo per tutelare le nostre imprese, così duramente impegnate e stremate nella resistenza ai lockdown, affinchè non debbano anche subire accertamenti tributari, e suggerisce piuttosto di indirizzare le forze dell’Agenzia verso il recupero dei fenomeni di -evasione totale- nonchè di evasione ed elusione transfrontaliera. Attendiamo poi ancora una normativa per una tassazione effettiva sul commercio elettronico, una web tax che ridia non solo risorse all’erario, ma ripristini pure una condizione di libero mercato ed equa concorrenza tra i colossi del web e le nostre stoiche ed eroiche Pmi nazionali. E soprattutto auspichiamo che la storica proposta di Fratelli d’Italia di eliminare o quantomeno ridurre la ritenuta d’acconto sui compensi dei professionisti sia recepita dal governo, così come abbiamo formalmente proposto nella dichiarazione sul voto di fiducia al presidente Draghi”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano da 61,4 milioni di €

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 61,4 milioni di € a sostegno dei datori di lavoro privati nel contesto della pandemia di coronavirus. La misura, approvata a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato, ha l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati che stanno subendo perturbazioni socioeconomiche a causa della pandemia di coronavirus, al fine di mantenere i livelli di occupazione.Il sostegno pubblico consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori a carico del datore di lavoro (ad eccezione di quelli relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) per un periodo di quattro settimane, fino al 31 gennaio 2021. Al regime potranno accedere i datori di lavoro registrati in Italia e attivi in tutti i settori, ad esclusione di quelli finanziario e agricolo. I beneficiari sono imprese che avevano beneficiato della cassa integrazione ordinaria e in deroga nel giugno 2020, ma che non hanno presentato domanda per misure di integrazione salariale più recenti. Il regime integra un regime approvato dalla Commissione il 10 novembre 2020 (SA.59255), che prevedeva una misura analoga per un periodo massimo di quattro mesi, fino al 31 dicembre 2020.La Commissione ha constatato che la misura italiana è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) il sostegno non supererà 270 000 € per impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 1,8 milioni di € per impresa attiva negli altri settori; e ii) l’aiuto sarà concesso fino al 31 dicembre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.61939 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione

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21Shares: superato il miliardo di dollari di asset under management

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Zurigo. 21Shares, società con sede in Svizzera, leader negli ETP sulle criptovalute, ha ufficialmente superato il traguardo del miliardo di dollari di raccolta (Asset under Management) attraverso i suoi 12 differenti prodotti. Nell’arco di soli due anni, 21Shares ha visto aumentare il suo patrimonio di oltre 200 volte ed è entrato a far parte della ristretta lista di emittenti di ETP ed ETF con oltre un miliardo di dollari in AuM.Il successo di questa start-up dipende principalmente da due fattori: Un rapido interessamento e riconoscimento del mercato delle criptovalute da parte degli investitori istituzionali. Da quando ha raggiunto il suo minimo di 5mila dollari americani nel marzo del 2020, il Bitcoin è arrivato a superare quota 55mila dollari nel febbraio del 2021; inoltre, anche il mercato di Ethereum è cresciuto da 950 milioni a 43 miliardi di dollari nello stesso arco temporale. Questa crescita esorbitante del prezzo delle criptovalute ha portato questa asset class, considerata di nicchia fino a pochi anni fa, all’attenzione degli investitori istituzionali, facendo impennare la domanda.
I suoi ETP quotati in borsa e fisicamente coperti permettono agli investitori, sia istituzionali che retail, di accedere al mercato delle criptovalute attraverso strumenti conosciuti, convenienti, sicuri e semplici; infatti, le istituzioni europee ed estere preferiscono la struttura “institutional-grade” di un ETP svizzero, rispetto a un certificate, per crearsi una posizione verso i Bitcoin e le criptovalute in una modalità più efficiente e sicura. La struttura di un ETP svizzero – che 21Shares ha utilizzato per la prima volta nel suo HODL Crypto Basket ETP – ha molti elementi in comune con quella di un ETF tradizionale, come un prospetto approvato dall’UE, la quotazione su piattaforme di scambio europee regolamentate, una collateralizzazione totale degli asset sottostanti e il ricorso a ETF market maker per la disponibilità della liquidità giornaliera. Dato che la struttura dell’ETP svizzero non è vincolata ai requisiti di diversificazione UCITS, è l’ideale per offrire agli investitori un accesso sicuro a delle asset class nuove e particolarmente attraenti.
Fin dalla sua nascita, 21Shares ha lanciato un totale di 12 prodotti sulle criptovalute, tutti quotati nelle maggiori borse dell’area mitteleuropea (Germania, Austria e Svizzera). Questa società è attualmente l’unica ad aver lanciato un ETP sull’Ethereum (AETH) su due piattaforme di scambio regolamentate e su tre comparti che offrono ETP sulle valute digitali. Non c’è nessun’altra società emittente di prodotti sulle criptovalute ad avere un’offerta così ampia su dei mercati regolamentati. Possiede oltre il 90% delle quote del mercato di ETP sui bitcoin e l’ultimo prodotto che ha lanciato, l’ETP sul Polkadot, ha accumulato più di 25 milioni di dollari di raccolta in 15 giorni, mostrando ancora una volta la grande popolarità di cui gode la sua gamma di prodotti. 21Shares è stata anche la prima società ad aver emesso uno strumento per investire nel Ripple (o XRP), denominato AXRP, ma ha acquisito grande notorietà soprattutto per aver lanciato il primo ETP short sulle criptovalute che fosse anche compensato a livello centrale, per una maggiore conformità con i requisiti richiesti dalla borsa di Francoforte. Infine, è anche l’unico emittente a contare ben 9 prodotti sulle valute digitali, scambiati sulla piattaforma Stuttgart.

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Tassi Treasury in ripresa: come si posizionano i portafogli obbligazionari

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

A cura di Vittorio Fontanesi, Portfolio Manager mercati obbligazionari AcomeA SGR Il 2021 è iniziato con un movimento al rialzo dei tassi decennali statunitensi sulla scia di aspettative positive di ripresa economica grazie all’adozione dei vaccini e allo stimolo fiscale da 1.9 trilioni di dollari (in aggiunta ai 900 miliardi di fine 2020) promesso dalla nuova amministrazione americana. Per quanto riguarda però gli impatti sui mercati obbligazionari, in particolare sull’universo degli asset emergenti, che è quello dove siamo maggiormente esposti, è fondamentale in questa fase monitorare i movimenti dei tassi nominali e reali. I primi, che oggi viaggiano intorno al 1.35% se si guarda al decennale, solitamente si muovono al rialzo nelle prime fasi di ripresa del ciclo economico e delle aspettative di inflazione, seguendo il cosiddetto reflation trade. Questo è uno scenario negativo per i detentori di titoli del Tesoro americano, ma non lo è necessariamente per chi è esposto verso asset di rischio, tra cui anche i bond e le valute emergenti. Tuttavia, è il movimento dei tassi reali a governare molto da vicino l’andamento dei mercati obbligazionari globali e, in generale, degli asset di rischio. I tassi reali americani, che si trovano in territorio negativo da marzo, sono il risultato della differenza tra tassi nominali e aspettative di inflazione e riflettono in buona sostanza la percezione del mercato sulla stance di politica monetaria della Fed. Quando i tassi reali salgono, specialmente se lo fanno in maniera repentina, il mercato teme un cambio di politica economica da parte della Fed verso una direzione più restrittiva. Uno scenario di ripresa violenta dei tassi reali è chiaramente un incubo per gli investitori e riporta alla memoria il Taper Tantrum del 2013 quando, un po’ a sorpresa, la Fed annunciò che avrebbe ridotto gli acquisti di asset. Se, invece, i tassi reali scendono o rimangono in area negativa, anche in una fase di ripresa del ciclo, è un segnale di una politica espansionistica della Fed. Questo sfondo è chiaramente positivo per i risky assets e provoca un deprezzamento del dollaro, come abbiamo visto dalla seconda metà del 2020.
Per buona parte della seconda metà del 2020 (evidenziata in verde) abbiamo assistito a una crescita dei tassi “breakeven” (linea verde), cioè delle aspettative di inflazione da parte del mercato, più rapida rispetto alla crescita dei tassi nominali (linea blu). Questo ha determinato la discesa dei tassi reali (linea rossa) verso livelli ancor più negativi. Nelle ultime sessioni di mercato, i breakeven si sono stabilizzati attorno a 2.15%, mentre i tassi nominali hanno continuato la loro ascesa, provocando il movimento al rialzo dei tassi reali, da -1% a -0.8%. Questi ultimi rimangono però ancora in area negativa e a livelli storicamente molto bassi. L’ampio stimolo fiscale pro-ciclico, il ritmo sostenuto delle vaccinazioni, la domanda repressa, sono i fattori che hanno fatto crescere le aspettative di una ripresa economica più rapida del previsto negli Stati Uniti e fatto presagire un possibile cambio di passo da parte della Fed.
Nei nostri portafogli obbligazionari continuiamo a mantenere un’esposizione rilevante all’universo emergente e al debito dei finanziari italiani. Nel corso degli ultimi mesi, abbiamo preferito aumentare l’esposizione ai titoli di paesi emergenti in valuta locale, in particolare la parte lunga delle curve di rublo russo e real brasiliano. Valute che, per una serie di fattori idiosincratici, sono rimaste più indietro rispetto al complesso delle divise emergenti e le cui curve mostrano una steepness rilevante. Sorprese positive potrebbero giungere dalle banche centrali di questi paesi che hanno già assunto un tono più hawkish e nei prossimi mesi potrebbero essere tra le prime a iniziare il ciclo di rialzo dei tassi, conferendo così supporto alle rispettive divise. Inoltre, tendenzialmente queste due valute beneficiano della ripresa dei prezzi delle commodities.Sempre sulla componente emergente, abbiamo ridotto alcune posizioni in spread in hard currency, specialmente nella parte lunga della curva. Abbiamo preferito ridurre il Messico in dollari, che potrebbe soffrire particolarmente in caso di ulteriore ripresa dei tassi americani, e abbiamo venduto una serie di posizioni nella parte della duration di alcuni paesi emergenti di frontiera che avevano performato molto bene nella seconda metà del 2020. Anche sulla parte finanziaria, recentemente abbiamo alleggerito il rischio in maniera prudenziale, considerando i rischi domestici di qualche settimana fa, vendendo i Tier1 di Unicredit e Bankia, poiché aveva sovraperformato rispetto al mercato, rimpiazzandole con una esposizione al corporate ciclico legato in settori infrastrutturali (Webuild) e travel (Air France). Sulla componente cambi, stiamo gradualmente aumentando l’esposizione al dollaro sui nostri fondi, attraverso la riduzione delle coperture delle nostre posizioni, come strategia difensiva sul rialzo dei tassi americani. In generale, siamo consapevoli dei possibili shock derivanti dal fronte dei tassi e di una volatilità di breve periodo inevitabile: in particolare del tasso reale americano, anche se riteniamo che l’aggiustamento, questa volta, sarà molto graduale per evitare gli errori commessi in passato. All’interno dei nostri portafogli, in questa fase, preferiamo dunque esporci su storie con caratteristiche più idiosincratiche (Brasile, Russia, ma anche Ucraina), che offrono rendimenti locali attraenti, valute a sconto rispetto agli altri mercati emergenti e minore sensibilità agli eventuali movimenti al rialzo dei tassi americani.

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Coronavirus. Vaccino e produzione. Non si fanno miracoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Come al solito, sembra che la memoria venga meno. Dopo aver sostenuto che il Covid 19 è poco più di una influenza, che il virus è morto, che con l’estate passerà, per cui ci ritroviamo in piena seconda ondata (sperando che non arrivi la terza), ora si levano grida perché c’è poco vaccino disponibile.Nel mondo siamo circa 8 miliardi e si dovrebbero produrre dosi in tale numero, se non il doppio, visto che i vaccini a disposizione prevedono due somministrazioni.Si possono avere 16 miliardi di dosi per domani mattina?Ovvio che no!In Ue siamo circa 450 milioni di persone e per il vaccino vale il discorso precedente: si possono avere 900 milioni di dosi per domani mattina? Ovvio che no!E’ altrettanto ovvio che occorre accelerare l’autorizzazione, la produzione, la distribuzione dei vaccini e le vaccinazioni.Nel Mondo, ci sono 9 vaccini che sono somministrati a 2,8 milioni di persone al giorno, il che copre una percentuale limitata di popolazione.Comunque, l’insieme delle misure di confinamento e di vaccinazioni, parziali e totali, limita la diffusione virale, ma la consapevolezza del pericolo sembra non attecchire, soprattutto tra i giovani. Poi, ci sono quelli che non vogliono vaccinarsi, i negazionisti, ovvero i terrapiattisti, ma questo è altro discorso.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Migliaia di etiopi cercano asilo nello stato sudanese del Nilo Azzurro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Diverse migliaia di persone in fuga dall’escalation di violenza nella regione etiope del Benishangul Gumuz hanno cercato sicurezza nello Stato sudanese del Nilo Azzurro nell’ultimo mese.Le tensioni sono alte nella zona di Metekel dal 2019, con diverse segnalazioni di attacchi intercomunitari nella regione. La situazione si è rapidamente aggravata negli ultimi tre mesi. Il governo federale etiope ha dichiarato lo stato di emergenza nella zona il 21 gennaio 2021.L’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sta lavorando a stretto contatto con le autorità e i partner sudanesi per valutare la situazione e rispondere ai bisogni umanitari dei nuovi arrivati, molti dei quali si trovano in luoghi difficili da raggiungere lungo il confine.La regione del Benishangul Gumuz si trova nell’Etiopia occidentale. Questo esodo non è direttamente collegato al conflitto nella regione settentrionale del Tigray, che ha spinto più di 61.000 persone a cercare sicurezza in Sudan negli ultimi mesi.Delle 7.000 persone che si stima siano arrivate nello Stato del Nilo Azzurro, quasi 3.000 sono state registrate. Questo numero è destinato ad aumentare man mano che le verifiche continuano in tutte le località in cui i rifugiati sono accolti.Nelle scorse settimane, l’UNHCR e i partner hanno già fornito assistenza umanitaria a quasi 1.000 rifugiati a Yabatcher, al confine tra Sudan ed Etiopia. I rifugiati hanno ricevuto cibo, accesso a strutture sanitarie, idriche e igieniche, e forniture di beni di prima necessità.La maggior parte di questi richiedenti asilo è ospitata nella comunità sudanese che continua ad accogliere le persone in cerca di sicurezza. L’UNHCR e i partner continueranno a rafforzare la risposta per sostenere il governo nella sua risposta.

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Carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Nel carcinoma della vescica localmente avanzato o metastatico, avelumab è l’unica immunoterapia ad aver dimostrato un aumento significativo della sopravvivenza globale nel setting di prima linea di uno studio di fase III. Grazie all’approvazione della Commissione Europea, possiamo ora offrire ai pazienti un potenziale nuovo standard di cura per il mantenimento in prima linea che può aiutarli a vivere più a lungo,” ha dichiarato il Professor Thomas Powles, MD, Direttore del Barts Cancer Centre, Londra, Regno Unito. Nell’ambito dello studio clinico registrativo JAVELIN Bladder 100, il trattamento di mantenimento in prima linea con avelumab, associato alla migliore terapia di supporto (BSC, Best Supportive Care), ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale (OS, Overall Survival) mediana rispetto alla sola BSC nell’ambito di un’analisi ad interim prestabilita (data cut-off dei dati: 21 ottobre 2019): 21,4 mesi (IC – Intervallo di Confidenza al 95%: da 18,9 a 26,1) rispetto ai 14,3 mesi (IC al 95%: da 12,9 a 17,8) nella popolazione coprimaria di tutti i pazienti randomizzati (HR – Hazard Ratio 0,69; IC al 95%: da 0,56 a 0,86).1 Anche nella popolazione coprimaria dei pazienti con tumori PD-L1 positivi (n=358), la sopravvivenza globale è risultata essere significativamente migliore con avelumab in associazione alla BSC (mediana non raggiunta; IC al 95%: 20,3, non raggiunta) rispetto alla sola BSC (17,1 mesi; IC al 95%: 13,5, 23,7; HR 0,56; IC al 95%, da 0,40 a 0,79).1,2 Sulla base di questi risultati, il regime di mantenimento in prima linea con avelumab è stato inserito nel recente aggiornamento delle ESMO Clinical Practice Guidelines per il tumore alla vescica.La prima approvazione di Avelumab è stata ottenuta negli Stati Uniti come trattamento di mantenimento di prima linea nel carcinoma uroteliale avanzato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel giugno 2020 ed è ora approvato per questa indicazione in 38 Paesi. Ulteriori domande alle Autorità regolatorie sono in fase di revisione in 13 Paesi, incluso il Giappone dove l’approvazione è attesa per la prima metà del 2021.
Il tumore della vescica è il decimo tumore più comune al mondo.4 Solo in Europa, nel 2020 circa 204.000 persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore alla vescica nei diversi stadi della malattia, e più di 67.000 pazienti sono deceduti a causa di questa neoplasia, nonostante i trattamenti disponibili.4 Il carcinoma uroteliale è il più comune tra i tumori della vescica e rappresenta circa il 90% dei casi.5 Il carcinoma uroteliale diventa più difficile da trattare man mano che la neoplasia progredisce.6 Per i pazienti con un carcinoma uroteliale metastatico, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è del 5%.

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