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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

AIE coordina il Community Group W3C per la tutela dei diritti degli editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

L’italiana Giulia Marangoni, in nome dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e il francese Laurent Le Meur (EDRLab) sono i co-Chair del Community Group attivato in ambito W3C, il consorzio che sviluppa gli standard del web. Il gruppo, sostenuto della FEP (Federazione degli editori europei) e dalla associazione francese degli editori (SNE), ha l’obiettivo di individuare i protocolli tecnologici che consentono agli editori di tutelare i diritti sui contenuti messi disponibili online rispetto all’utilizzo per text and data mining, l’analisi automatizzata di testi e dati tramite algoritmi da parte delle grandi aziende tecnologiche (e non solo da queste).“Text and Data Mining Reservation Protocol ” è il nome del Community Group targato W3C che nasce in vista dell’adozione da parte degli Stati europei della direttiva copyright, prevista a giugno, che all’articolo 4 introduce una nuova eccezione al diritto d’autore per l’utilizzo dei contenuti online per obiettivi di text and data mining per finalità commerciali, inclusa quindi la raccolta di big data necessaria a istruire le intelligenze artificiali o con obiettivi di profilazione e ricerca statistica.L’eccezione prevede che tale utilizzo dei contenuti liberamente consultabili sul web sia sempre consentito a meno che non venga espressamente riservato dagli aventi diritto. La riserva dei diritti per il text and data mining può essere effettuata tramite strumenti “machine readable”, ovvero stringhe di codice presenti nei siti, ma la direttiva non entra nel dettaglio dei formati e dei protocolli da utilizzare. Per questo il Community Group si propone di individuare soluzioni semplici e basate sugli standard in uso nella web e che spetterà poi agli editori decidere di adottare o meno. Tali soluzioni potranno consentire sia di riservare i diritti sia di comunicare le eventuali licenze disponibili, facilitando lo sviluppo di applicazioni basate sull’uso legittimo dei contenuti protetti dal diritto d’autore. “È interesse dei detentori dei diritti così come delle aziende tecnologiche adottare soluzioni condivise che consentono una gestione ordinata e senza contenziosi di questa materia – ha spiegato Giulia Marangoni – per questo auspichiamo che la partecipazione all’iniziativa sia il più ampia possibile: il gruppo è aperto, non occorre essere membri W3C e ci si può iscrivere online”.

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