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Sieroprevalenza da Sars-CoV-2: dati aggiornati sui bambini più piccoli

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

Uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health suggerisce che i tassi di infezione da Sars-CoV-2 sono bassi nei più piccoli. Dalla ricerca è emerso che in Francia i bambini tra i 5 mesi e i 4 anni che durante il lockdown da marzo a maggio 2020 hanno frequentano l’asilo nido hanno una bassa sieroprevalenza per il virus. Risultati che, secondo Camille Aupiais, dell’Hôpital Jean-Verdier di Parigi e ultimo nome dello studio, dovrebbero essere rassicuranti in quanto suggeriscono che gli asili nido non sono punti focali dell’infezione e che i piccoli non stanno diffondendo ampiamente il virus in questi ambienti. Pare che la maggiore probabilità di contrarre Covid-19 per i più piccoli sia a casa.Lo studio, il primo ad aver valutato la sieroprevalenza nella fascia prescolare, può fornire informazioni ai responsabili politici riguardo le chiusure dei nidi, ma per gli autori sono necessarie ulteriori ricerche in altri ambienti e sulle varianti emergenti. Inoltre, si fa notare che gli asili inclusi non lavoravano a capacità completa. Lo studio ha coinvolto 22 asili nido in Francia, dove durante il lockdown il piccolo numero rimasto aperto ha appunto lavorato a capacità ridotta per i bambini dei lavoratori fondamentali e seguendo protocolli di sicurezza, e come gruppo di confronto, lavoratori d’ufficio o di laboratorio di ospedali non esposti a bambini piccoli sul lavoro. I dati, raccolti tra le 4 e le 8 settimane dopo la fine del lockdown, mostrano che erano positivi agli anticorpi per Sars-CoV-2 14/327 bambini, 14/197 membri del personale degli asili e 9/164 adulti di confronto; valori che, dopo l’aggiustamento per sensibilità e specificità del test, corrispondevano a 3,7%, 6,8% e 5,0%. Il tasso di sieroprevalenza non era diverso in modo statistico tra il personale e il gruppo di confronto. I bambini sieropositivi avevano una probabilità significativamente maggiore rispetto ai negativi di avere almeno un genitore sieropositivo (55% contro 14%) e provenivano da 13 asili, ma in quello con 2 casi i bambini avevano frequentato zone separate, il che suggerisce che non c’è stata trasmissione tra loro. Il personale sieropositivo proveniva da 8 asili nido, con 2 centri che ne avevano 3.Non è stata osservata nessuna differenza nei tassi di sieroprevalenza tra i membri del personale degli asili che era stato esposto o meno a un bambino con Covid-19. «Suggeriamo che i segni clinici di Covid-19 non siano i migliori indicatori di infezione o per testare bambini molto piccoli e che il criterio principale dovrebbe essere un caso sospetto o confermato di un membro adulto in famiglia» ha dichiarato Aupiais sottolineando la necessità di studi per comprendere appieno il ruolo dei piccoli nella trasmissione della comunità. (fonte doctor33)

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