Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“E inflazione fu?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’abbiamo aspettata a lungo, e infine forse è giunto il suo momento.Per anni, le politiche monetarie straordinarie delle banche centrali, capaci di arginare gli effetti negativi dell’esplosione del debito pubblico e di sostenere il sentiment degli investitori, si erano dimostrate invece inefficaci a provocare una risalita dell’inflazione. Tanto che nel 2017 Janet Yellen, all’epoca alla guida della Fed (oggi al Tesoro USA), arrivò a definire la persistente bassa inflazione un “mistero”. Per certi versi sorprendentemente, quindi, oggi Lawrence Summers (ex Segretario del Tesoro USA) e l’economista Olivier Blanchard richiamano l’attenzione su un imminente rischio inflattivo.
A far scattare l’allarme è stata la manovra fiscale da $1’900 miliardi ideata dall’amministrazione Biden, supportata anche dalla mini-onda blu a cui abbiamo assistito a gennaio con la vittoria dei seggi al Senato in Georgia, che ha di fatto consegnato ai Democratici la maggioranza in Parlamento. Peraltro, considerata l’assenza di efficaci ammortizzatori sociali negli Stati Uniti, le misure fiscali espansive proposte dai Democratici, potrebbero incontrare qualche sponda persino in campo repubblicano, con l’esclusione forse dell’innalzamento del salario minimo (da 7,25$ l’ora a $15). Una manovra imponente, a cui potrebbero far seguito ulteriori $1’500 miliardi di spesa in infrastrutture, che come primo effetto sta producendo quello di far lievitare i risparmi dei cittadini. Si tratta di una vera e proprio valanga di liquidità destinata a riversarsi in una poderosa crescita della domanda (soprattutto di servizi) quando le restrizioni legate all’emergenza sanitaria verranno rimosse. Se, quindi, da un lato verrà sostenuta la crescita, dall’altro un impatto significativo verrà registrato anche a livello di inflazione, quantomeno ‘locale’ ovvero negli USA. Così, dalla paura di un fiscal cliff (vuoto d’aria fiscale) di cui si parlava qualche mese fa a causa della fine del pacchetto fiscale implementato dalla vecchia amministrazione Trump e del vuoto di potere dovuto al passaggio di consegne alla Casa Bianca, siamo passati al timore opposto: secondo Summers e Blanchard, infatti, gli stimoli fiscali record, già implementati o programmati per i prossimi mesi (pari a >10% del PIL), sono spropositatamente superiori all’output gap attuale (circa 4 volte l’output gap) e, di conseguenza, rischiano di provocare una impennata nella dormiente inflazione. L’inflazione ha battuto un colpo d’avvertimento. Sui mercati finanziari lo scossa di assestamento si è fatta sentire, ma per il momento pare assorbibile. I prossimi mesi saranno quelli fondamentali per comprendere la reazione della politica monetaria: verrà mantenuta la linea della tolleranza o si correrà a normalizzare i tassi di interesse? (abstract)

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