Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Covid-19 e danni al cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Circa il 50% dei pazienti che sono stati ricoverati con Covid-19 grave e che hanno mostrato livelli elevati di troponina presentano danni cardiaci (miocardite, cicatrici o infarto e ischemia) a distanza di almeno un mese dopo la dimissione, secondo uno studio pubblicato sull’European Heart Journal. «Livelli elevati di troponina sono associati a esiti peggiori nei pazienti con Covid-19. I pazienti con forme gravi della malattia spesso hanno problemi cardiaci dovuti a condizioni pre-esistenti, tra cui diabete, aumento della pressione sanguigna e obesità. Durante una grave infezione da Covid-19, tuttavia, il cuore può essere colpito direttamente» spiega Marianna Fontana, dello University College di Londra, Regno Unito, che ha guidato lo studio.I ricercatori hanno valutato 148 pazienti con Covid-19 dimessi fino a giugno 2020 da sei ospedali di Londra. Ai pazienti che avevano livelli anomali di troponina è stata offerta una risonanza magnetica cardiaca dopo la dimissione, e i loro risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di pazienti che non avevano avuto Covid-19, e con 40 volontari sani. Ebbene, nell’89% dei pazienti che avevano avuto Covid-19 la funzione del ventricolo sinistro del cuore era normale, ma in 80 pazienti (54%) erano presenti cicatrici o lesioni al muscolo cardiaco. Le cicatrici e le lesioni tissutali avevano avuto origine da infiammazione in 39 pazienti (26%), da cardiopatia ischemica in 32 pazienti (22%) o da entrambi in nove pazienti (6%), e 12 pazienti (8%) sembravano avere un’infiammazione cardiaca in corso. «Questi risultati ci danno due opportunità. In primo luogo, potremo trovare modi per prevenire la lesione, dato che abbiamo visto che la coagulazione del sangue potrebbe avere un ruolo nella sua formazione. In secondo luogo, potremo identificare soggetti che trarrebbero beneficio da specifici trattamenti farmacologici di supporto per proteggere la funzione cardiaca nel tempo» afferma Fontana. Gli esperti sottolineano che i risultati dello studio sono limitati dalla natura della selezione dei pazienti, dato che includevano solo quelli sopravvissuti a un’infezione da coronavirus che avesse richiesto il ricovero ospedaliero, e sostengono che saranno necessari ulteriori approfondimenti con scansioni di risonanza magnetica. (Fonte cardiologia33)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: