Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Delocalizzazione della CO2: applicare un dazio su alcune importazioni UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Secondo i deputati, per aumentare l’ambizione climatica globale e prevenire delocalizzazione delle imprese, l’UE deve applicare un dazio su alcune importazioni da paesi meno ambiziosi.Il Parlamento ha adottato una risoluzione che propone l’introduzione di un Meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (CBAM – dall’inglese Carbon Border Adjustment Mechanism) compatibile con l’OMC. Nella risoluzione si sottolinea che la maggiore ambizione dell’UE sul cambiamento climatico non deve portare alla “fuga di carbonio”, ossia alla fuga all’estero delle imprese comunitarie. Difatti, gli sforzi globali per il clima non ne beneficerebbero, qualora la produzione dell’UE venisse semplicemente spostata in paesi terzi che hanno regole meno ambiziose sulle emissioni.I deputati hanno proposto di applicare un prezzo sulle emissioni di CO2 di alcuni beni importati nell’UE, se provengono da paesi con standard climatici meno ambiziosi. Ciò creerebbe una parità di condizioni a livello globale, nonché un incentivo per le industrie europee e non europee a decarbonizzarsi, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.Il dazio sulle importazioni dovrebbe essere compatibile con l’OMC e non essere usato impropriamente come strumento per rafforzare il protezionismo. Deve quindi essere progettato specificamente per soddisfare gli obiettivi climatici. Le entrate generate dovrebbero, propongono i deputati, essere utilizzate come parte delle risorse proprie per aumentare il sostegno agli obiettivi del Green Deal nel bilancio UE.Il nuovo meccanismo dovrebbe essere parte di una più ampia strategia industriale UE che copra tutte le importazioni di prodotti e materie prime previste dall’ETS. In una fase iniziale, già entro il 2023, si dovrebbero coprire il settore energetico e i settori industriali ad alta intensità energetica, come il cemento, l’acciaio, l’alluminio, la raffinazione del petrolio, la carta, il vetro, i prodotti chimici e i fertilizzanti, che continuano a beneficiare di consistenti quote gratuite e rappresentano tutt’ora il 94% delle emissioni industriali nell’UE. Fissare il dazio del CBAM allo stesso valore delle quote UE nell’ambito dell’ETS è una strategia che funzionerà meglio rispetto alle misure attuali, che danno quote di CO2 gratuite a determinati settori per combattere la delocalizzazione delle emissioni di carbonio, affermano sempre i deputati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: