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Fixed Income – ESG e debito emergente: adottare una prospettiva di lungo termine

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt di Pictet Asset Management Gli investitori con esposizione al debito dei mercati emergenti hanno bisogno di comprendere l’impatto reale sulle economie in via di sviluppo di fattori a lungo termine come il cambiamento climatico e lo sviluppo del capitale umano.I governi di tutto il mondo stanno cercando di approfittare dei costi di finanziamento storicamente bassi per emettere debito sempre più a lunga scadenza – negli ultimi anni il Messico e l’Argentina sono riusciti persino a vendere bond secolari. Ciò presenta alcune nuove sfide agli investitori nel reddito fisso. Soprattutto per coloro che possiedono obbligazioni dei mercati emergenti.I detentori di obbligazioni non devono soltanto valutare i consueti fattori a breve termine, come i cicli politici, economici e delle materie prime, ma devono anche considerare l’impatto di tendenze a lungo termine, come il cambiamento climatico e lo sviluppo sociale. Entrambi possono influire profondamente sul merito creditizio.
Il nuovo contesto ha richiesto nuovi approcci nel modo di pensare agli investimenti. Le previsioni economiche e finanziarie devono essere riviste tenendo conto della situazione climatica. Nel frattempo, gli stessi scenari modellizzati del cambiamento climatico sono soggetti alle aspettative sulla futura innovazione tecnologica e sull’evoluzione del pensiero politico in questi Paesi. Il numero di elementi non fa che crescere man mano che gli investitori prendono coscienza del contributo attivo che possono apportare nel plasmare l’approccio dei governi nel rendere le loro economie sostenibili e a basse emissioni di carbonio.Nel 2015, circa il 17% del debito dei mercati emergenti in valuta forte aveva una scadenza di almeno 20 anni. All’inizio del 2021 tale percentuale è cresciuta al 27%. Anche il debito dei mercati emergenti denominato in valuta locale, che tende a essere a più breve scadenza, si è spostato più avanti lungo la curva: nello stesso periodo, infatti, la quota di debito in valuta locale con scadenza pari o superiore a cinque anni è aumentata di 11 punti percentuali fino al 58%. Questo cambiamento riflette la crescente domanda di rendimento da parte degli investitori in cerca di reddito. Allo stesso tempo, però, gli investitori in obbligazioni hanno riconosciuto l’importanza di assumere una visione a lungo termine sulle questioni ambientali. Ciò è evidente nell’appetito sia per i green bond – il cui capitale è destinato a progetti ambientali o legati al clima – sia, più in generale, per le obbligazioni che rientrano nell’universo ESG (fattori ambientali, sociali e di governance).I governi soddisfano volentieri questa domanda. Riconoscono sempre più la necessità di impegnarsi per mitigare il cambiamento climatico e, dato che le economie dei mercati emergenti rappresentano la metà della produzione mondiale, svolgono un ruolo significativo nel raggiungimento degli obiettivi globali in materia di emissioni di gas serra.
Tutto ciò implica un ruolo attivo degli investitori: non possono limitarsi ad allocare passivamente i fondi sulla base dei pesi all’interno dell’indice o reagire solo alle decisioni dei responsabili della politica. Gli investitori di maggior successo aiuteranno i governi a orientarsi verso un percorso che rafforzi i loro rating creditizi, offra loro il massimo accesso al mercato e migliori il patrimonio e il potenziale dei cittadini. Spiegando, ad esempio, come l’elettricità generata da turbine eoliche o quella solare possano rivelarsi più convenienti nel lungo termine, se finanziata da green bond, rispetto al carbone, apparentemente più economico, estratto da una miniera pagata con un debito convenzionale a rendimento più elevato. Oppure, mostrando come gli investimenti in combustibili fossili possano rivelarsi cattedrali nel deserto, man mano che questo tipo di risorse inquinanti verrà abbandonato in favore del passaggio verso una produzione di energia più pulita. O ancora che non investire abbastanza nell’istruzione costituirebbe un falso risparmio che nel lungo periodo non consentirà di sfruttare al meglio il capitale umano e che quindi deprimerà la produzione nazionale – come abbiamo fatto notare al governo sudafricano dopo gli incontri con i nostri partner degli enti benefici locali. A tal fine, nel 2020 la Banca mondiale ha redatto una guida puntuale su come gli emittenti sovrani possono migliorare il loro impegno con gli investitori sulle questioni ESG.

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