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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Lavorare a casa: Lo smart working è sempre più diffuso

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Non credo che lavorare da casa in modo permanente sia la nuova normalità e spero che a un certo punto torneremo in ufficio. Siamo creature sociali ed è molto importante che le persone lavorino insieme. Personalmente, i miei colleghi sono creativi e vogliono condividere idee, ma farlo online in modo naturale è abbastanza difficile. Penso però che il fatto di lavorare di più da casa rimarrà una possibilità, e questo è positivo perché è stato dimostrato che aumenta la produttività e permette una maggiore diversità sul posto di lavoro. Sono un genitore che lavora e prima della pandemia spesso era difficile conciliare tutto, per esempio se i miei figli erano ammalati o dovevo partecipare alle serate dei genitori a scuola o alle recite dei bambini. Ora posso lavorare da casa e occuparmi di alcune di queste cose. Quindi, dal punto di vista della diversità di genere, penso che un lavoro più flessibile sia fantastico. Ma in futuro la gente lavorerà al 100% da casa? Non credo. Il Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza dei sistemi sanitari e della salute generale delle popolazioni di tutto il mondo, due aspetti su cui ora i governi si soffermano in misura crescente. Per esempio, nel Regno Unito la popolazione ha capito l’importanza di un sistema sanitario nazionale solido e del sostegno all’investimento in quest’ambito in termini di spesa sanitaria pro capite. Ma occorre anche un cambiamento culturale e di stile di vita, che è un altro aspetto su cui la pandemia ha influito. Per esempio, oltre a comportare problemi come il diabete, l’obesità rende le persone più vulnerabili al Covid-19. Questo è il motivo per cui nel Regno Unito, dopo aver contratto il virus, il primo ministro Boris Johnson ha fatto dietrofront riguardo all’obesità, promuovendo uno stile di vita più sano. Di conseguenza, ora il governo britannico propone misure come il divieto di pubblicità online per alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale prima delle 21.00 e il divieto di promozioni di tipo “1+1 gratis” sugli alimenti poco salutari.È importante sottolineare anche l’ascesa dell’agricoltura sostenibile. La consapevolezza del rischio di trasmissione del virus dalla fauna selvatica all’uomo è aumentata, così come la coscienza che spesso ciò si verifica quando invadiamo in misura crescente gli spazi naturali e della fauna selvatica. Occorre dunque soffermarsi sul settore agricolo e in particolare sulla deforestazione causata dall’agricoltura, e ciò potrebbe indurre i paesi ad adottare pratiche agricole più sostenibili. A livello dei consumatori, la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale del consumo di carne e proteine potrebbe accelerare l’adozione di diete più vegetali a livello globale. In definitiva, però, alcune cose non cambieranno. Anche se i viaggi, il tempo libero e l’intrattenimento dal vivo sono stati alcuni dei settori più penalizzati dalla pandemia, la gente ha di nuovo voglia di divertirsi e di fare esperienze. Torneremo a farlo. La domanda non è scomparsa e alcuni paragonano la potenziale fase post-Covid ai ruggenti anni Venti dopo la Prima guerra mondiale, quando tutti morivano dalla voglia di uscire e tornare a divertirsi. Ci auguriamo di poter tornare a fare queste cose come prima.

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