Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Rendere le imprese responsabili per le violazioni dei diritti umani e ambientali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Il Parlamento apre la strada a una nuova legge UE che renderebbe le imprese responsabili di atti contro i diritti umani e gli standard ambientali all’interno, ungo l’intera catena di valore.In una risoluzione di iniziativa legislativa, il Parlamento chiede l’adozione urgente di una legge UE per far sì che le aziende siano ritenute responsabili e tenute a rispondere degli effetti negativi delle proprie decisioni sui diritti umani, sull’ambiente e sulla buona governance che causano o cui contribuiscono nella loro catena del valore. Si chiede anche che le vittime di tali azioni abbiano accesso a mezzi di ricorso.La Commissione ha annunciato che presenterà la sua proposta legislativa in materia entro la fine dell’anno.Le norme vincolanti UE sulla dovuta diligenza (due diligence in inglese) obbligherebbero le imprese a individuare, valutare e prevenire gli effetti negativi potenziali o effettivi che possono comportare le loro attività, e quelle delle loro catene del valore (tutte le operazioni, le relazioni commerciali dirette o indirette e le catene di investimento), e che potrebbero violare i diritti umani (compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), danneggiare l’ambiente (contribuendo al cambiamento climatico o alla deforestazione, per esempio) e la buona governance (come la corruzione e le tangenti).I deputati sottolineano che gli obblighi di dovuta diligenza sono principalmente uno strumento preventivo, che richiede alle aziende di adottare misure proporzionate e commisurate in base alla probabilità e alla gravità dei loro impatti negativi potenziali o effettivi e alla loro situazione specifica, in particolare al loro settore di attività, alle dimensioni e alla lunghezza della loro catena del valore, alle dimensioni dell’impresa, nonché alla sua capacità, alle sue risorse e alla sua affluenza.Le imprese che vogliono accedere al mercato unico europeo, comprese quelle con sede al di fuori dell’UE, dovrebbero dimostrare il rispetto degli obblighi di dovuta diligenza in materia di ambiente e diritti umani.Il Parlamento chiede misure aggiuntive, tra cui il divieto di importare prodotti legati a gravi violazioni dei diritti umani come il lavoro forzato o minorile. Gli accordi internazionali dell’UE dovrebbero includere questi obiettivi nei loro capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile.I deputati chiedono inoltre alla Commissione di effettuare un esame approfondito delle imprese con sede nello Xinjiang che esportano prodotti nell’Unione al fine di individuare potenziali violazioni dei diritti umani, in particolare legate alla repressione degli uiguri.Al fine di garantire un effettivo risarcimento per le vittime, le imprese dovrebbero essere ritenute responsabili delle loro azioni secondo le leggi nazionali ed essere sanzionate per i danni che le imprese sotto il loro controllo hanno causato o contribuito a causare, a meno che non possano dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli per prevenire tali danni.Inoltre, i diritti delle vittime o delle parti interessate nei paesi terzi – che sono particolarmente vulnerabili – sarebbero protetti in maniera più efficace da un accesso effettivo ai mezzi di ricorso, in quanto sarebbero in grado di portare le aziende in tribunale secondo il diritto dell’UE. Per creare condizioni di parità, il futuro quadro legislativo sugli obblighi di dovuta diligenza dovrebbe avere una portata ampia e includere tutte le grandi imprese soggette al diritto di uno Stato membro o stabilite nel territorio dell’Unione, comprese quelle che forniscono prodotti e servizi finanziari. Le regole dovrebbero applicarsi anche alle piccole e medie imprese quotate in borsa e a quelle ad alto rischio, che dovrebbero ricevere assistenza tecnica per conformarsi ai requisiti.

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