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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Il sindacato dei dirigenti scolastici UDIR, in riferimento al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la Pubblica Amministrazione e delle maggiori sigle sindacali, formula le elaborazioni e proposte di seguito riportate discorso dell’alta figura istituzionale sembra riguardare più che altre attività pubbliche proprio la scuola che con notevole sorpresa degli stessi attori del processo educativo, nell’attuale stato di emergenza, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. È sotto gli occhi di tutti infatti la grande flessibilità e capacità di adattamento e resilienza, in condizioni che sono mutate con una rapidità frastornante, che ha caratterizzato l’azione di capillare presenza educante e formativa messa in campo dalla scuola italiana in tutti i suoi ordini e dislocazioni territoriali. La scuola italiana infatti si era preparata per tempo per questo inaspettato e non programmato esperimento formativo, probabilmente il più grande che la storia conosca, avendo proprio i Dirigenti Scolastici nell’ultimo ventennio dotato le scuole di hardware e della conseguente ricaduta formativa su alunni, personale docente e ATA. Il trascorso anno, segnato dalla pandemia, ha reso più solida la dotazione di strumentazione informatica nelle scuola e la capacità di corretta utilizzazione da parte di tutti gli attori del processo formativo. Una prima conclusione è che non si può arretrare rispetto a queste dinamiche, in gran parte acquisite, perciò da consolidare e ampliare.In relazione al reperimento delle indicazioni guida e dell’individuazione delle risorse si riparte dal documento citato ad apertura di questa nota, nel punto in cui dice che: l’Italia del 2021 affronta la triplice emergenza sanitaria, economica e sociale indicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la consapevolezza di non poter perdere l’opportunità straordinaria del Next Generation EU e di dover perseguire, insieme alla modernizzazione del Paese, l’obiettivo cruciale della coesione sociale.Il documento firmato tra gli altri proprio dal Presidente del Consiglio Draghi dichiara intenti positivi quando dice che il Ministero della Pubblica Amministrazione intende avviare una nuova stagione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e a centrare obiettivi ambiziosi. In questa ottica, i rinnovi contrattuali sono un investimento politico e sociale che favorisce il rilancio dei consumi e un clima di fiducia e di stabilità, precondizioni essenziali per qualsiasi percorso di innovazione e riforma.La riforma dell’ordinamento professionale non potrà così non dare una risposta compiuta e seria all’istanza, annosa oramai, formulata dai Presidi di UDIR di una piena perequazione normativa ed economica dei Dirigenti Scolastici con tutte le altre dirigenze di tutte le Amministrazioni dello Stato. Naturalmente non si tratta di una proposta di livellamento al ribasso, bensì al contrario di un giusto e legittimo posizionamento al livello più alto. Ciò anche in considerazione della complessità del ruolo e delle grandi responsabilità amministrative, penali e patrimoniali che dirigere le scuole comporta. Il ruolo della scuola, quale agenzia formativa permanente, aperta a fasce di lavoratori del settore pubblico e privato, sulla base anche della grande esperienza dell’utilizzo i strumenti informatici nella didattica, è certamente esportabile in altri, amplissimi settori della vita sociale e professionale. A suggerirlo è lo stesso Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale nel dire che viene comunemente assunto l’impegno a definire, previo confronto, politiche formative di ampio respiro in grado di rispondere alle mutate esigenze delle Amministrazioni Pubbliche, garantendo percorsi formativi specifici a tutto il personale con particolare riferimento al miglioramento delle competenze informatiche e digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. In questo le scuole e i loro Dirigenti saprebbero mettere a disposizione di tutti la loro esperienza, la loro capacità e l’esperienza di carattere formativo ed educativo.

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