Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Scuola: Lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

All’esordio della pandemia, il Governo aveva previsto una forma di protezione per i “lavoratori fragili” e ne aveva delineato i profili attorno a una condizione di maggior rischio: persone con immunodepressione o esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, legge 104/1992). Per questi lavoratori era garantito che l’assenza dal servizio fosse equiparata al ricovero ospedaliero. In sintesi: per chi rientrava in quelle condizioni di fragilità sopra delineate ed era in grado di dimostrarlo l’assenza veniva equiparata al trattamento del ricovero ospedaliero. Non era precisata la questione del computo delle assenze e in mancanza di un chiaro dettato normativo si applicava la normativa prevista dal CCNL: per il personale della scuola il ricovero ospedaliero non comporta la trattenuta stipendiale prevista per la malattia ma determina l’erosione del comporto con conseguenze più gravi per i lavoratori precari.Se il personale di ruolo ha diritto a 18 mesi di malattia retribuiti più altri 18 con la conservazione del posto, ai supplenti al 30 giugno spettano 9 mesi in un triennio e ai supplenti brevi solo 30 giorni per anno scolastico. Il periodo di comporto, regolamentato dai singoli Contratti collettivi nazionali di lavoro, è il tempo massimo di giorni di malattia di cui un lavoratore può beneficiare senza che possa scattare il licenziamento per giusta causa. È evidente che molti lavoratori – oncologici, immunodepressi o con altre condizioni che comportano già molte assenze per malattia – fossero quantomeno preoccupati. Il decreto Sostegni afferma finalmente che questi periodi di assenza non determinano l’erosione del periodo di comporto. Si apre perciò la possibilità di un intervento per coloro che in questi mesi fossero stati licenziati a causa del superamento del limite massimo delle assenze.L’altra criticità di questi mesi era relativa alla scadenza di questa forma di tutela: all’inizio era fissata fino al 31 luglio 2020, poi fino al 15 ottobre dello stesso anno. E ancora, nell’ultima legge di bilancio dal 1 gennaio al 28 di febbraio 2021. Rimanevano perciò scoperti e da sanare i periodi dal 16 ottobre al 31 dicembre e quello successivo al 28 febbraio. Lo Schema del Decreto Sostegni accoglie queste richieste dopo mesi di segnalazioni provvedendo alla copertura per tutto il periodo della pandemia e fino al 30 giugno 2021.

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