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Scuola: Vincolo 5 anni, crescono proteste e indignazione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Cresce la delusione tra il personale scolastico neo assunto per la mancata cancellazione nel Decreto Legge “Sostegni” del vincolo quinquennale che continua a costringe migliaia di docenti e immessi in ruolo nel 2020 Ata a lavorare lontano da casa pur in presenza di posti molti più vicini: “è una storia che nasconde storie di delusione e di stanchezza, di rabbia e di demotivazione”, si legge oggi in una inchiesta realizzata dalla Orizzonte Scuola. Lo scoramento tra il personale interessato è notevole e ben rappresentato dall’inchiesta odierna della stessa rivista specializzata. Una maestra ricorda che “migliaia di docenti si trovano impossibilitati nel chiedere mobilità, assegnazione provvisoria, utilizzazione, art. 36. Addirittura non è concesso alcun movimento neppure per madri con figli minori di 3 anni o titolari di legge 104. In questo ultimo caso è possibile concedere la mobilità solo se lo stato di invalidità si è presentato dopo la pubblicazione del bando concorsuale che si è espletato”. Anche la motivazione di fondo che ha portato al vincolo, la supposta continuità didattica che garantirebbe, è stato dimostrato che si realizza solo in teoria.Fa discutere il blocco per cinque anni degli spostamenti del personale assunto. Secondo la stampa specializzata a poche settimane dalla pubblicazione dell’ordinanza sulla mobilità resta ormai solo qualche spiraglio sul quale tanti docenti continuano a sperare facendo affidamento alle dichiarazioni di vari politici del governo, tanto più che ora son tutti, o quasi tutti al governo. “Ci si sta rendendo conto – scrive oggi Orizzonte Scuola – che, al di là del suo nobile intento, la norma sul blocco quinquennale ha inciso solo in piccola parte sulla continuità didattica, introducendo, se possibile, ulteriori forme di disagio, di discriminazione e di cattivo andamento della pubblica amministrazione. Di discriminazione poiché chi era stato assunto prima questo problema non lo ha avuto”.Anche la ratio del vincolo, quale dovrebbe esser la salvaguardia del mantenimento della continuità didattica, alla fine si è rivelata “un falso problema: se mi danno una terza superiore o della primaria poi che cosa faccio dopo cinque anni? Abbandono ugualmente i bambini. Lo dimostra anche il fatto dei diplomati magistrale ai quali non è più stata data l’utilizzazione, quest’anno il Ministero non ne ha voluto sapere”. Eppure, continua la maestra, ““c’è una pandemia, si sta lontano dai figli, si vive sui pullman, sui treni, sembrava anche logico, anche perché era un’azione a costo zero. Ma non è entrata, ora non si sa bene che cosa aspettarsi”.Quello che c’è da aspettarsi, commenta il sindacato Anief, è senza dubbio “la cancellazione della norma. Non riusciamo a comprendere perché si debba impedire a decine di migliaia di docenti, Ata e Dsga di spostarsi di sede, in presenza di posti privi di titolare, sapendo bene che questo stesso personale periodicamente sarà costretto a spostarsi di regione, anche di oltre mille chilometri, in un periodo durante il quale le autorità sanitarie e le stesse norme sugli spostamenti dei cittadini impediscono di spostarsi di regione.

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