Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 26 marzo 2021

Strategia nazionale sul biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2021

Il Governo italiano aggiorni al più presto la strategia nazionale sul biologico per essere all’altezza del Green Deal Ue e tutelare la leadership del settore Made in Italy nel mondo. Dall’Europa arrivano stimoli e incentivi importanti da cogliere come opportunità decisiva. Così Anabio, l’Associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani a commento del “Piano d’azione per lo sviluppo del settore biologico: sulla strada verso il 2030” appena presentato dalla Commissione Ue. L’approccio che emerge dal nuovo documento di Bruxelles, sottolinea Anabio-Cia, implica una conversione su larga scala dell’agricoltura convenzionale alla produzione bio che non può essere raggiunta seguendo i vecchi schemi organizzativi e produttivi. L’obiettivo del 25% di terreni agricoli coltivati con metodo bio entro il 2030 richiede, infatti, secondo Anabio-Cia, una revisione pragmatica anche delle azioni previste dall’Italia e a rafforzamento dei risultati già raggiunti come i 2 milioni di ettari coltivati a biologico con un valore della produzione pari a 6,3 miliardi di euro.In quest’ambito serve chiaramente un’analisi d’impatto da parte della Commissione Ue e dell’Italia, precisa Anabio-Cia. Occorre capire gli effetti che avrebbe un aumento della produzione bio su agricoltura totale, tenuta delle aziende del settore e, infine, sui cittadini. Una maggiore offerta con diminuzione dei prezzi, positiva per il consumatore, lancia l’allarme Anabio-Cia, non si ripercuota negativamente sul reddito degli agricoltori, finora tutelati dal mercato. Più in generale, aggiunge poi Anabio-Cia, il piano italiano dovrà quanto prima rivedere e integrare gli indicatori quantitativi, avere target più ambiziosi e scadenze chiare. La Commissione Ue spinge su una maggiore accessibilità dei prodotti bio, stimolando la domanda e lavorando sulla fiducia dei cittadini, su un nuovo impulso da dare alla catena del valore e sul riposizionamento del settore nella transizione green. Agli Stati membri e, quindi, anche all’Italia, il compito di spiegare come intendano contribuire al processo, fissando un valore nazionale per la quota di superficie bio nel 2030. La Commissione seguirà con monitoraggio e revisione a medio termine.Dunque, per Anabio-Cia, c’è sul tavolo una chiara proposta di assunzione di responsabilità tra le parti con l’impegno dell’Europa, attraverso il Piano, ad aumentare il finanziamento per la ricerca e l’innovazione nel comparto, a realizzare una migliore tracciabilità dei prodotti partendo da un organico database dei certificati di tutti i produttori Ue e, ancora, a supportare la promozione tra i consumatori e, in modo particolare, tra i bambini aumentando la distribuzione di prodotti biologici all’interno delle scuole e nelle mense pubbliche.Da tempo, conclude Anabio-Cia, chiediamo chiarezza, tracciamento, raccolta e analisi dei dati in modo strutturato lungo la filiera produttiva, perché fondamentali al consolidamento del settore e a nuove fasi di sviluppo verso l’aggregazione e la sostenibilità. Il Piano d’azione Ue rappresenta, in tal senso, uno strumento di lavoro utile che le istituzioni italiane devono poter fare proprio, in modo dinamico e anche grazie al contributo delle organizzazioni di settore. Bene, infine, l’istituzione di una ‘Giornata del biologico’ europea.

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Giornate smart-working e risparmi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2021

Oltre 5.800 persone in smartworking pari al 93% dell’organico ed oltre 513 mila giornate di lavoro da remoto effettuate che hanno consentito di evitare spostamenti per quasi 20 milioni di chilometri con un risparmio di circa 330 mila kg di CO2. Sono questi alcuni dei principali numeri legati all’utilizzo dello smart working nel Gruppo Credem, tra i principali e più solidi gruppi bancari nazionali, durante il 2020 e che costituiscono anche il trend dei primi mesi del 2021. Per Credem lo smart working, adottato dal 2015, rappresenta uno dei pilastri della strategia di investimento sulle Persone. L’obiettivo di tale strategia è migliorare l’ambiente di lavoro, cogliere i bisogni dei dipendenti e supportarli nel raggiungimento degli obiettivi personali. Tutto ciò anche grazie al costante ampliamento dei servizi di welfare legati alla salute ed alla prevenzione, all’avvio di progetti per la valorizzazione delle differenze e delle capacità individuali, allo sviluppo di percorsi di crescita e condivisione delle esperienze professionali. Da una indagine interna condotta a fine 2020 su oltre 4.500 persone è emerso che il 92,5% ha collaborato bene con i colleghi a distanza, il 96,3% ha ridotto le stampe di oltre il 50%, l’80% non ha avuto difficoltà nella gestione delle attività, il 70% ha imparato l’uso di nuovi strumenti, ed il 74,2% ha avuto una buona capacità di concentrazione.Credem, inoltre, ha vinto nella categoria grandi imprese il premio “Smart Working Awards 2020” assegnato dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano alle organizzazioni che si sono distinte per capacità di innovazione nell’ambito lavorativo grazie alle loro iniziative di smart working. Più in dettaglio, il riconoscimento è stato assegnato all’istituto per il progetto di smart working aziendale che durante l’emergenza ha esteso il lavoro completamente da remoto a tutti i dipendenti comprese le persone che operano nelle filiali.Il piano di welfare aziendale, strutturato su salute e benessere, protezione, supporto personale e work-life balance, ha consolidato i servizi in essere e sviluppato nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. I temi principali sono stati tele-prevenzione in ambito medico, genitorialità, forma fisica, smart working, supporto psicologico, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver e soluzioni “salva tempo”. All’interno del piano di welfare aziendale, è stata fatta, per il secondo anno, un’importante sperimentazione di volontariato di impresa che ha visto l’adesione di oltre 300 persone che hanno effettuato attività di volontariato da remoto in orari e giornate lavorative. Si è inoltre investito sulla “sostenibilità ambientale” attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

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Inps: 59,6% pensioni inferiori a 750 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2021

Secondi i dati Inps, il 59,6% delle pensioni ha un importo inferiore a 750,00 euro.”Pensioni da fame. Anche se molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche, resta un importo vergognoso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, anche analizzando il reddito pensionistico, sommando quindi tutte le pensioni percepite, la situazione non è molto migliore: il 12,1% dei pensionati percepisce un reddito fino a 499 euro al mese mentre il 23,1% da 500 a 999 euro. Insomma, più di un terzo dei pensionati, il 35,2%, è sotto i 1000 euro. Un dato da leggere insieme a quello secondo il quale l’8,3% prende oltre 3000 euro” conclude Dona.

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Pesticidi e salute dei suoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2021

L’eredità più sgradita dell’agricoltura intensiva non potrà essere liquidata in pochi anni, ma richiederà un’attenzione costante per ripristinare la salute dei suoli che versa in condizioni preoccupanti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ultimo studio del gruppo di ricerca di Agroscope, centro specializzato nell’agricoltura sostenibile, rivela che i residui dei pesticidi possono sopravvivere anche in campi convertiti da più di 20 anni al biologico, compromettendone la fertilità. Gli scienziati, sotto il coordinamento del dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Zurigo, hanno analizzato il suolo di 100 aziende agricole, di cui 40 convertite al biologico, trovando in ogni singolo campo ben 46 tra i principali erbicidi, fungicidi e insetticidi. La ricerca conferma che la diffusa adozione di pratiche insostenibili pesa come una vera ipoteca sul futuro dell’agricoltura e sull’offerta di cibo per le prossime generazioni – continua Tiso. Sono infatti sufficienti solo base concentrazioni di sostanze dannose per alterare la naturale capacità produttiva dei terreni. In un mondo che diventerà sempre più popolato, queste evidenze suggeriscono come il business as usual non possa essere un’opzione, ma sia necessario un radicale cambiamento.La transizione verde sarà un processo graduale destinato a trasformare nel profondo l’intero sistema produttivo. Affinché i suoi frutti siano raccolti dalle prossime generazioni, è necessario attivarsi adesso.

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