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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Scuola: mezzo milione di docenti in pensione nei prossimi 15 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Nei tre lustri che ci attendono oltre la metà degli insegnanti lascerà il lavoro per la pensione: lo dice il rapporto della rete Eurydice dal titolo Teachers in Europe: Careers, Development and Well-being. Dallo studio – pubblicato oggi – emerge che l’invecchiamento degli insegnanti interessa più della metà dei sistemi educativi e l’Italia, dove appena il 6,4% di insegnanti ha meno di 35 anni di età (solo la Grecia e il Portogallo fanno peggio), è uno dei paesi dove la tendenza è maggiormente sentita. In media nell’UE tra gli insegnanti con meno di 35 anni più di un terzo lavora con contratti a tempo determinato, ma in Italia la percentuale di precarietà sale al 78%: come in Spagna, Austria e Portogallo, sono addirittura più di due terzi, con contratti brevi e spesso non superiori a un anno (come il caso dell’Italia).Anief reputa che i dati pubblicati oggi costituiscono un ulteriore motivo per introdurre delle regole sul reclutamento adeguate al contesto e moderne, introducendo quindi il doppio canale, le assunzioni dopo 36 mesi e i concorsi riservati, così da favorire il turn over in modo naturale e svecchiare la categoria. “Non possiamo ritrovarci nella spiacevole situazione degli ultimi anni, quando le nuove immissioni in ruolo non hanno nemmeno coperto le cattedre liberate dai pensionamenti – dice Marcello Pacifico, leader Anief -: lo scorso anno si è arrivati al paradosso che a fronte di circa 85 mila assunzioni a tempo indeterminato accordate dal Mef ne sono state poi effettuate meno di 25 mila, mandandone in fumo quindi 60 mila. È anche da questo che deriva il boom di supplenze di quest’anno e che nella prossima estate, se non si attuano le assunzioni per titoli e servizi, potrà solo che aumentare. Così ci ritroveremo col doppio record: i docenti più vecchi e pure i più precari d’Europa. I fondi del Recovery plan possono servire anche a questo”. “Avere più di 50-55 anni significa essere più esposti alle patologie, oltre che allo stesso Covid – dice Marcello Pacifico, presidente Anief -. Riteniamo che sia doveroso quindi procedere all’uscita graduale di questi insegnanti a partire dai 62 anni, ovviamente senza tagli all’assegno di quiescenza, così come si fa con personale delle forze armate. Non è possibile continuare ad ignorare lo stress psicofisico di chi svolge questa professione in tutti gli ordini di scuola, continuando pure a negare il rischio biologico invece riconosciuto ad altri professionisti, ad iniziare da quelli che operano in campo sanitario. Nello stesso tempo – continua Pacifico – per ringiovanire la categoria degli insegnanti è bene che otto docenti under 35 su dieci non siano più assunti con contratti a tempo determinato: è una prerogativa necessaria, da introdurre per via legislativa”.

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