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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola: Precariato e mobilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

I numeri record del precariato sono all’esame del Governo: secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore, l’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere almeno 90 mila precari per un piano di stabilizzazioni. Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione avrebbe già definito l’organico dei prof per il prossimo anno scolastico: 620 mila cattedre comuni, 106 mila di sostegno e 14 mila cattedre “di fatto”. Evidentemente, è ormai chiaro a chi governa la scuola, come ha sempre detto il sindacato, che non basta il concorso straordinario svolto con l’accordo tra i sindacati firmatari di contratto e l’ex ministro Fioramonti che sacrificò pure il trasferimento dei docenti immobilizzati. Sono due le possibilità che si starebbero esaminando. La prima passerebbe dallo sblocco della mobilità e dall’addio al vincolo dei 5 anni – con 100-130mila insegnanti che ne approfitterebbero per riavvicinarsi a casa – e dall’avvio di un corso-concorso “semplificato” (ma non riservato) e incentrato sui titoli di servizio, per inserire precari storici, magari con un primo anno formativo e l’immissione in ruolo nel 2022/2023. La seconda possibilità verterebbe invece sul rinvio di un anno della mobilità e sulla conferma di tutti i precari sui posti attualmente occupati. Confermato il corso-concorso. Un aspetto da considerare, segnala sempre Il Sole 24 Ore, riguarda possibili ricorsi: da qui l’idea di stabilizzare in ordine di graduatoria (non quindi quelli oggi in cattedra, spesso non abilitati). La soluzione tecnica prospettata passa, naturalmente, anche da quella politica, con M5S e Iv contrari a nuove sanatorie, Pd e Lega invece favorevoli alla stabilizzazione dei precari storici. Trovare un compromesso, ancora una volta, non sarà semplice, commenta la rivista specializzata Orizzonte Scuola. Anief ritiene che in questa situazione di incertezza diventa ancora più importante reintrodurre il doppio canale di reclutamento, procedendo con le assunzioni per titoli e servizi dopo 36 mesi che ci chiede l’Unione europea, con i concorsi riservati e la riapertura delle GaE.

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