Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Nel turbinio della pandemia da Covid-19, il tanto auspicato “Brexit Deal” siglato a fine 2020 tra Regno Unito e Unione Europea è passato quasi in sordina. Eppure, sancendo il libero scambio e azzerando dazi e quote, è stato un grande regalo di Natale per le imprese europee che esportano verso il mercato britannico. Nel 2020 il volume dell’export dai Paesi dell’Unione in Gran Bretagna si è attestato su 226.000 miliardi di sterline. In Italia, secondo le fonti del Ministero degli Esteri, le esportazioni verso il mercato anglosassone hanno superato i 22 miliardi di euro, il 5% dell’intero export, una percentuale di tutto rispetto per il Belpaese. I primi mesi del 2021, tuttavia, con un ulteriore calo di 6,6 miliardi di sterline dell’export europeo verso l’UK, non sembrano aver colto i benefici del grande risultato negoziale tra Londra e Bruxelles. Sarà per l’aumento degli adempimenti burocratici comunque generati dalla Brexit, le code alle dogane e la confusione generale di questo primo periodo post-Deal, sembra che le piccole-medie imprese dell’Unione europea siano ancora preoccupate delle incognite derivanti da questa fase di passaggio.Sono particolarmente sensibili a questa condizione di disorientamento le società di servizi europee che, operando nel campo dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistico-culturale, sono diventate da alcuni mesi destinatarie delle più svariate richieste di informazioni e consulenza da parte delle imprese dell’Unione che cercano di ritrovare la bussola in questa importante fase di trasformazione post-Brexit.La perfetta conoscenza delle nuove procedure burocratiche in materia doganale e di controllo sanitario che regolamentano il traffico di merci attraverso la Manica diventa pertanto l’unico scoglio da superare per poter cogliere questa irripetibile opportunità in quello che è stato finora il quinto importatore al mondo di beni italiani e che, secondo le recenti dichiarazioni del suo Prime Minister, Boris Johnson, intende rimanere “culturalmente, emotivamente, storicamente, strategicamente, geologicamente attaccato all’Europa”.Si consideri poi che, a fronte del calo dell’export dall’Unione al Regno Unito, si sta configurando un incremento degli accordi di libero scambio con i Paesi extra-Ue, i quali sembrano cavalcare l’onda del cambiamento, andando a occupare quelle quote del mercato britannico lasciate scoperte dall’Unione. Secondo fonti KPMG, gli scambi tra questi Paesi e il Regno Unito hanno registrato a gennaio 2021 una crescita dell’1,7%.Landoor è il partner linguistico di riferimento per primari business player operanti sui mercati globali più esigenti: medico-farmaceutico, diagnostico, finanziario, legale, nuove tecnologie, digitale, fashion&design. Con sede centrale a Milano e correspondent offices a Londra, Berlino e Parigi, l’azienda vanta 35 anni di esperienza al fianco di imprese locali e internazionali con un ventaglio completo di servizi linguistici, che vanno dalle traduzioni alla localizzazione, dal medical writing all’interpretariato. Fonte http://www.landoor.com.

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