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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

A. Tiburzi: Un mondo estinto

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

La comunità ebraica di Brody e il suo destino (1941-1945). Prefazione di Carlo Saletti. Ombre corte, 2020. Tra i sei milioni di ebrei assassinati ci sono anche i nove mila della importante e antica comunità di Brody, che tra il 1941 e il 1944 furono quasi totalmente annientati nelle strade della loro città, e poi nel ghetto, nelle loro abitazioni, nelle loro scuole, nelle sedi delle loro associazioni giovanili, nei campi di lavoro forzato e nei campi di sterminio di Bełźec e Majdanek. Ciò fu possibile anche grazie al fondamentale collaborazionismo degli ultranazionalisti ucraini, animati da antico antisemitismo. Nelle ultime settimane di guerra, i superstiti ebrei organizzarono una resistenza all’interno del ghetto per accelerare la ritirata dei nazisti, ma le Einsatzkommando delle SS risposero compiendo uno dei più grandi massacri della storia della Shoah, che non risparmiò nemmeno i ragazzi e le ragazze nascosti nei rifugi. I pochi superstiti di Brody lasciarono l’Europa orientale perché nuovamente vittime dell’antisemitismo del dopoguerra. Tra Israele e gli Stati Uniti costituirono il gruppo degli “ex residenti di Brody” e diedero vita al progetto Yitzkor Sefer shel Brod (Il libro della memoria di Brody), testo indispensabile per ricostruire i fatti avvenuti tra settembre 1941 e luglio 1944, e per cogliere il profondo legame con la loro comunità. Ripercorrendo minuziosamente la distruzione della comunità, il lavoro di Antonella Tiburzi descrive la pianificata ferocia dei nazisti e dei loro complici ucraini, facendo emergere il mondo culturale e intellettuale di quella humanitas estinta con la Shoah. Antonella Tiburzi insegna Didattica della storia all’Università di Bolzano, specializzata all’International School of Holocaust studies di Yad Vashem. I suoi studi riguardano la Shoah in Italia e in Unione Sovietica, il lavoro forzato nei lager, la resistenza ebraica e le vittime ebraiche dell’Aktion T4. Tra le sue pubblicazioni: Kanada Kommando (2007); Non perdonerò mai (2006); I giorni del sole nero. La deportazione da Roma (2007); Perché insegnare la storia della Shoah. Strumenti didattici, in G. Capriotti (a cura di), Antigiudaismo, antisemitismo, memoria (2009). Carlo Saletti, storico e regista teatrale, ha dedicato diversi studi alla Shoah. Tra i più recenti: Fine terra. Benjamin a Portbou (2010); Visitare Auschwitz (2011, con F. Sessi); Precursori dello sterminio (2012, con E. De Cristofaro); Auschwitz. Guida alla visita dell’ex campo di concentramento e del sito memoriale (2016, con F. Sessi).

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