Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 2 aprile 2021

Roma Capitale aderisce alla Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per l’occasione, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, accogliendo l’appello della Fondazione italiana per l’autismo, ha invitato tutti i Comuni a illuminare di blu le loro sedi.La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha deciso che Roma Capitale aderisca a questo simbolico gesto per manifestare solidarietà, promuovere conoscenza e rendere visibile la testimonianza della condivisione su una tematica così delicata che colpisce migliaia di famiglie italiane. La facciata di Palazzo Senatorio sarà quindi illuminata di blu dalle 19 alle 22.

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“Rompere le barriere dell’autismo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

“Si può perché lo sport è universale e soprattutto inclusivo”. Questo è il motto che l’attore Antonio Giuliani e le conduttrici sportive Georgia Viero e Roberta Pedrelli hanno preso in prestito dalla sezione AUTISTIC FC della SS Romulea, la prima squadra di calcio inclusiva di Roma nata nel settembre 2015, per lanciare una campagna di sensibilizzazione, #facciamoungolperlautismo, con partenza prevista in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD), fissata al 2 aprile di ogni anno, e che si articolerà per tutto il mese di aprile con una serie di messaggi solidali. L’edizione 2021 sarà organizzata anche in collaborazione con la A.S.D. Sportiva Savio S.r.l..In questo giorno, riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite ad attivarsi per sensibilizzare riguardo alle persone dentro lo spettro dell’autismo, il trio composto da Giuliani, Viero, Pedrelli, prossimamente protagonista di una sitcom tv #LeTifose (le cui riprese ora sono ferme nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dall’emergenza sanitaria), ha deciso di scendere in campo per testimoniare l’importanza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà perché lo sport è un’attività sociale che va difesa e può essere praticata da tutti con passione e senza alcuna distinzione.La Viero, ideatrice del format tv, da sempre con Roberta Pedrelli si batte per quella parità di genere che vede le donne conquistare lentamente la propria metà campo, un tempo prerogativa maschile, e per questo insieme al celebre attore comico Giuliani è stata accolta l’idea di dare vita ad una campagna social da realizzare tramite alcuni video-messaggi proprio dal campo della SS Romulea SSD, situato a San Giovanni in Laterano. Per tutti lo slogan #facciamoungolperlautismo. (fonte: http://www.federicarinaudo.it)

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Scuola: Didattica digitale integrata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, – ha partecipato all’audizione informale con i rappresentanti dei Gruppi parlamentari delle Commissioni 7ª e 12ª del Senato in merito all’impatto della didattica digitale integrata (DDI) sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti. In proposito ha affermato che il sindacato “ha condotto un’analisi con l’intento di migliorare la didattica a distanza. Purtroppo abbiamo rilevato dei dati negativi: 8% degli studenti non ha fatto didattica a distanza, quindi questo ha aumentato le divergenze, facendo registrare una carenza per quanto riguarda gli strumenti e la formazione, portano disagi anche alle famiglie. Bisogna pensare alla didattica digitale integrata non come a un farmaco, ma come a un integratore alimentare che può solo giovare anche a una didattica in presenza, che possiamo continuare a prendere quando l’emergenza da Covid-19 sarà rientrata. Il problema è anche legato all’impossibilità di accedere, per i precari, alla card adibita proprio alla possibilità di fornirsi di connettività e strumenti informatici. Nel complesso sugli studenti l’impatto è stato devastante, è necessario dare supporto a insegnanti e alunni. Bisogna tornare alla didattica in presenza ma bisogna capire come operare con le scuole aperte, perché non ci sono ancora gli strumenti adeguati e il prossimo anno non ci sarà nemmeno l’organico Covid; dobbiamo fare i conti ancora con le classi pollaio. Dobbiamo riflettere su come sono aperte queste scuole”, ha concluso Pacifico.

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Scuola: Tutti in classe dopo Pasqua?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Chiudere le scuole non riduce i contagi Covid. Se ne parla insistentemente da giorni. Il sindacato, però, rimane ai fatti. E alle testimonianze degli esperti epidemiologi: è di pochi giorni fa la dichiarazione, ad esempio, di Fabrizio Pregliasco, membro del Cts e virologo dell’Università degli studi di Milano, che ha insistito sull’abbassamento della media generale dei contagi “sotto i 44 anni, e tantissimi casi tra i 13 e i 19 anni ma anche nei più piccoli. Casi nella stragrande maggioranza senza sintomi, ma ovviamente con un grande rischio di diffusione, come si è visto, nei focolai familiari”.C’è poi una lunga analisi realizzata dal Post, secondo il quale “le ricostruzioni giornalistiche e le “evidenze scientifiche” di cui parla Draghi” per giustificare la riapertura delle scuole “sono legate allo studio pubblicato lo stesso 26 marzo da Lancet Regional Health – Europe e anticipato in due occasioni dal Corriere della Sera, il 19 dicembre 2020 e lo scorso 22 marzo”. A fronte di questi dati, “una delle critiche più condivise riguarda la scarsa attendibilità del periodo analizzato, dal 12 settembre all’8 novembre, una fase molto precoce della seconda ondata, quando il rischio di contagio era inferiore per tutta la popolazione rispetto a quanto sarebbe successo dopo. Con i dati risalenti a mesi fa, inoltre, non è possibile verificare l’impatto delle nuove varianti del coronavirus, più contagiose. La scarsa conoscenza delle varianti è stato uno dei problemi più rilevanti della cosiddetta terza ondata”.“Lo studio, poi, non sembra valutare con attenzione il fatto che i bambini hanno una maggiore probabilità di essere asintomatici: contagiati ma senza sintomi, sono difficili da individuare e potrebbero sfuggire al tracciamento, ma potrebbero comunque contribuire a diffondere il virus a scuola e in famiglia”. Infine, continua il Post, “il giornalista scientifico Sergio Pistoi, laureato in Scienze biologiche all’università di Torino e con un dottorato in Biologia molecolare all’Université Pierre et Marie Curie di Parigi, già corrispondente di Reuters Health, la notevole diffusione della ricerca è stata influenzata dal fatto che molti degli autori, tra cui Sara Gandini, gestiscono una popolare pagina Facebook con posizioni generalmente contrarie a lockdown e restrizioni”.

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Scuola: Ripartono i concorsi, l’annuncio del ministro Brunetta

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Secondo quanto riporta la stampa specializzata, vi sarebbero anche “quelli della scuola, già banditi ad aprile 2020 e dei quali è stato svolto tra mille difficoltà solo quello straordinario di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020, per l’assegnazione di 32.000 posti. Rimangono da svolgere però le suppletive per candidati in possesso di cautelare, che non hanno partecipato per motivi legati al Covid”.Gli altri concorsi per la scuola pubblica sono quello ordinario della secondaria primo e secondo grado, con 33.000 posti già a bando: il concorso ordinario per infanzia e primaria con 12.861 posti da assegnare. Sarà quindi avviato anche il VI ciclo TFA sostegno, per il quale sono previsti 6.191 posti. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera “altri 9 mila posti circa arriveranno dai rimanenti quattro concorsi di prossima pubblicazione” senza riferimento alla procedura. I concorsi più attesi sono per l’insegnamento della Religione cattolica e per Dirigenti Tecnici. Infine, è “molto atteso anche il Concorso veloce su posti di Sostegno per insegnanti specializzati introdotto dalla legge di Bilancio 2021 e sul quale le sen. Angrisani e Granato (Misto) hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Bianchi per chiedere iter di attivazione”.Secondo Anief la politica dei concorsi non ha prodotto i benefici sperati: siamo arrivati al punto che non si riesce nemmeno più a coprire il turn over. I concorsi straordinari non possono essere più essere selettivi, ma vanno utilizzati tutti gli idonei e coloro che risultano in graduatoria, anche sulla base di titoli e servizi. Poi vanno attuati corsi abilitanti periodici, senza più numero chiuso, oltre alla riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto e l’addio all’organico di fatto. La strada maestra è l’esecuzione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE che porta in ruolo coloro che hanno svolto più di tre anni, anche non continuativi, su posto vacante: il Comitato dei diritti sociali europei ha avallato il ricorso Anief n. 146/2017. Per questo, è giunta l’ora di assumere da graduatoria e di svecchiare la categoria.

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Scuola: Didattica digitale integrata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

L’impatto della didattica digitale integrata sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti arrivano tra i banchi del Senato: tra le sigle audite oggi anche Anief, giovane sindacato che dalla sua nascita è in prima linea per la difesa dei lavoratori della scuola e per il successo formativo delle nostre studentesse e dei nostri studenti, pilastro di un paese che deve rinascere. Durante il suo intervento, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “la scuola in presenza è il fondamento di un ambiente sociale oltre che di apprendimento che basa la sua essenza sulla didattica in presenza. L’uso prolungato ed esclusivo della DaD, che stiamo vivendo ora, causerà dei problemi relazionali a lungo termine i cui effetti non sono prevedibili”.“Pertanto – ha continuato Pacifico – la progettualità a lungo termine deve essere necessariamente organizzata in modo tale da prevedere anche delle scelte di prevenzione a tali disagi”. A questo scopo, il sindacato ha presentato un documento molto dettagliato che prendeva in esame i diversi segmenti scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino ai centri per adulti.“Riteniamo fondamentale il tema delle risorse per la formazione dei docenti – ha detto Stefano Cavallini, segretario generale Anief – Questo è un capitolo sul quale molto deve ancora essere approvato. Incredibilmente, nella scuola italiana ancora oggi si consumano discriminazioni intollerabili tra docenti in ruolo e colleghi precari. Basti ricordare il non riconoscere anche ai docenti a tempo determinato il diritto alla Carta del docente, introdotta dal governo Renzi con Legge “Buona Scuola”, grazie alla quale ogni docente (solo se in ruolo, però) può contare su un fondo annuale di 500 euro per l’aggiornamento e la formazione, utile anche per acquistare strumentazione digitale”. “Abbiamo presentato diverse proposte specifiche – ha commentato Andrea Messina, segretario generale Anief – fra le quali l’assegnazione di computer in comodato d’uso attraverso convezioni con società o ditte, anziché spendere soldi per la dismissione dei personal computer. Tale attività dovrebbe essere organizzata direttamente dal ministero dell’Istruzione. Ma sarebbe anche fondamentale ripensare gli spazi nelle scuole e nelle città attraverso la realizzazione immediata di collegamenti in fibra ultrarapida in tutta Italia con Wifi free access point. E pure contrattualizzare i docenti precari come tutor in orario extrascolastico, con servizio ovviamente valido a tutti gli effetti di legge, così da garantire agli studenti il diritto allo studio anche in locali scolastici qualora sprovvisti di mezzi propri sufficienti”.

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Scuola: Vaccinazioni anche ai lavoratori fuori Regione

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Con l’ordinanza del commissario straordinario viene messo nero su bianco a livello nazionale quello che sull’effettuazione dei vaccini tutti pensavano, meno il Governo. “In attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini – si legge nell’ordinanza – ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione o provincia autonoma”. Il sindacato Anief prende atto del cambiamento di rotta del Governo. E se ne compiace, poiché figura tra i primi ad avere denunciato l’incongruenza. Tuttavia, ricorda anche che gli esclusi dalle vaccinazioni rimangono i tirocinanti su sostegno, pure loro impegnati in attività didattiche formative quotidiane, quindi di certo esposti al rischio contagio, ma inspiegabilmente esclusi dal programma nazionale e locale di vaccinazione. E anche molti lavoratori ‘fragili’ rischiano di vedersi rinviare la somministrazione: tra costoro figurano molti degli oltre 300 mila over 55 docenti e Ata, che dopo Pasqua dovranno anche quasi tutti riprendere l’attività didattica in classe. Rimane poi in vigore l’ingiustificata ‘tassa’ sulla malattia, che molti lavoratori sono costretti a prendere proprio dopo avere effettuato il vaccino AstraZeneca: una sottrazione di una quota dallo stipendio che non ha alcuna giustificazione.

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Parità di genere nei libri di testo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Un tavolo di lavoro tra Università e impresa per analizzare il tema della parità di genere nei libri di testo per le scuole primaria e secondaria è la base dell’accordo stipulato tra il Gruppo Editoriale ELI e l’Università di Macerata, che hanno unito le forze per sviluppare il tema della parità, molto sentito oggi e importante da comunicare anche alle giovanissime generazioni.È stato così attivato un rapporto di collaborazione per studiare le questioni di genere e costituire un team che lavori su linee guida per la promozione delle pari opportunità nei testi pubblicati dal Gruppo Editoriale sulla base della ricerca che sarà co-progettata.L’Università identificherà gli esperti che coordineranno il gruppo di lavoro, mentre il Gruppo Editoriale non solo fornirà i testi da analizzare e parteciperà con proprio personale specializzato ai seminari organizzati dall’Ateneo, ma sosterrà anche la ricerca-azione con un finanziamento per tre borse di studio all’UniMC, così da creare un osservatorio sperimentale sul tema della parità di genere che faccia un monitoraggio delle pubblicazioni ELI e che potrà divenire permanente. A coordinare il progetto saranno Paola Nicolini, docente di psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Macerata, e Beatrice Loreti, in qualità di responsabile editoriale della casa editrice La Spiga, interna al Gruppo ELI. Faranno, inoltre, parte del nucleo di ricerca e gestione le docenti Donatella Pagliacci, che insegna filosofia morale e Ninfa Contigiani, giurista e presidente del consiglio delle donne di Macerata, oltre a Simona Franzoni, Mafalda Brancaccio e l’Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale ELI Michele Casali. “Questo accordo – commenta Casali – ci consente di alzare la nostra asticella, migliorando gli standard qualitativi di produzione editoriale. Il tema dell’attenzione alla parità nei libri di testo è molto sentito e siamo ben contenti di essere promotori di questo progetto con l’Università di Macerata, che siamo certi porterà anche al miglioramento dei prodotti, che vorremmo esenti da ogni tipo di stereotipo”. L’Università attesta così la sua aderenza alle esigenze del territorio, mostrando ancora una volta la necessità di intrecciare la ricerca alla cultura aziendale e il forte contributo che possono offrire le discipline umanistiche. La convenzione, che prevede il finanziamento di tre borse di ricerca a carico del gruppo editoriale, offre anche un importante contributo alla formazione post laurea di giovani laureati, che potranno mettere a frutto le conoscenze e le competenze acquisite nel percorso universitario applicandole in esperienze sul campo.

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Covid-19: Si può tornare a scuola?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Dalla letteratura scientifica è ormai chiaro che le scuole, in presenza di misure di igieniche e di distanziamento, non contribuiscono in maniera significativa all’epidemia. In Italia si sta andando faticosamente verso la riapertura in presenza della scuola primaria ma ancora restano molti dubbi sulla riapertura delle secondarie, anche in relazione alla diffusione delle varianti virali. Cosa ci dice la scienza al riguardo? Sono stati analizzati i dati sufficientemente o in realtà ad oggi mancano ancora i dati dei contagi relativamente agli ambienti scolastici? D’altro canto, le chiusure sono associate ad importanti costi per bambini/e e ragazzi/e e la società tutta. Non c’è il rischio, in una situazione di incertezza, di prendere misure eccessive, sottovalutando l’impatto su una fascia di popolazione, i minori di diciotto anni, che ha oggettivamente meno possibilità di esprimere i propri bisogni e difendere i propri diritti? Giovedì 1° aprile Maria Sole Piccioli di ActionAid hanno partecipato al confronto organizzato da Francesca Incardona di EuResist Network con esperti come l’infettivologa Antonella D’Arminio Monforte, l’epidemiologa Sara Gandini, il pedagogista Daniele Novara, la dott.ssa Antonella Inverno di Save the Children, il dott. Agostino Miozzo. A seguire una tavola rotonda che ha permesso di allargare il quadro e coinvolgere nella discussione i rappresentanti di importanti associazioni della società civile impegnate nel mondo della scuola e dei diritti, come Forum Disuguaglianze e Diversità, la Fondazione Roberto Franceschi, l’Unione Degli Studenti ed esponenti istituzionali dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute, delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato, con un video intervento della Ministra Bonetti. Dopo un anno dal primo lockdown Governo e Regioni non riescono ancora ad assicurare l’apprendimento in presenza, in sicurezza e in tutte le Regioni italiane. Le conseguenze sui minori sono evidenti: malessere, sfiducia, chiusura dietro una videocamera spenta o rivolta verso il soffitto, mancanza di sane relazioni. Si attendono anche i dati del 2020 relativi alla dispersione scolastica, di cui si è preannunciato l’inevitabile aumento.

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Scuola: Il decreto Covid fa tornare gli alunni in classe pure nelle zone rosse

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

La scuola torna in presenza. Lo prevede il decreto Covid in via di approvazione da parte dei Consiglio dei ministri. L’articolo 2 della bozza del decreto prevede che “dal 7 aprile al 30 aprile 2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado. La disposizione di cui al primo periodo non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome”. Inoltre, nella fascia rossa “le attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado nonché le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado si svolgono esclusivamente in modalità a distanza”. Mentre in zona gialla e in zona arancione “le attività scolastiche e didattiche per il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza. Nelle medesime zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”. Significa che l’attività didattica in presenza verrà garantita “almeno al 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza”.Al comma tre, si riporta, infine, che “sull’intero territorio nazionale, resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.

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Roma capitale: Progetti e visione risorse

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

“Il PNRR nella sua prima versione difetta di una visione generale e nebulizza 209 miliardi rischiando di non farli fruttare. Cosa grave se si considera che oltre 160 miliardi peseranno sulle future generazioni che dovranno restituirli a Bruxelles.Nel dettaglio occorre per esempio capire che la digitalizzazione è importante esclusivamente per velocizzare e semplificare le procedure amministrative e per questo è giusto investirvi risorse, ma a tre condizioni: che si elimini il divario con le zone più problematiche, il sud, le isole, i comuni montani; che il saldo sociale sia pari a zero, cioè che non si sacrifichi un solo posto di lavoro; che non sia modificato il nostro sistema sociale, incentrato sull’umanesimo del lavoro. La persona si realizza con il lavoro, che rende liberi e autonomi e non con una sorta di reddito di cittadinanza globale.Roma Capitale nel Pnrr non c’è, si arriva al paradosso di una spinta politica intrapresa con evidenti fini propagandistici in Commissione Affari costituzionali per dare poteri speciali a Roma, ma nei fondi di cui si discute Roma non compare. Come se i poteri di esercitassero insiemi ai salmi.La Città Eterna per essere Capitale universale e competere con Parigi, Berlino e Londra deve ricevere le stesse risorse delle altre capitali europee. Fratelli d’Italia chiede un miliardo l’anno.Infine, le infrastrutture: i nostri porti sono completamente fuori dalle rotte che transitano nel Mediterraneo perché manca il collegamento adeguato Messina e il continente. Che cosa aspettiamo a realizzare il ponte sullo Stretto per intercettare quella ricchezza che transita sulle rotte del nord Africa e del Medio Oriente e portare l’alta velocità a Palermo? E poi la transizione ecologica che non circostanzia gli interventi per rendere sostenibili l’energia, la moda, il trasporto pubblico, gli impianti di riscaldamento, che non lancia nemmeno linee generali sulla sostituzione edilizia, il dissesto idrogeologico e l’erosione delle coste, l’edilizia scolastica…per ora solo segnali timidi. Di fumo”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula.

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40 mila vaccinati “fantasma” in Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

“La Regione Toscana ha vaccinato almeno 40 mila operatori sociosanitari in più del totale del personale di tutte le strutture sanitarie, comprese quelle no profit. Vogliamo sapere a chi siano finiti quei vaccini. Per questo Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza: sulla vicenda, secondo quanto appreso dal quotidiano ‘Domani’, è già stato presentato un esposto ai Carabinieri e alla Procura di Firenze”. E’ quanto affermano il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e il responsabile sanità del partito Marcello Gemmato.”Secondo l’esposto – spiegano i due parlamentari – 234.155 dosi sarebbero state somministrate al personale sociosanitario ma secondo i dati dell’Istat il numero degli individui della Regione Toscana facenti parte di questo insieme statistico è pari a 72.553 persone: anche calcolando due dosi per tutti i conti non tornano. Si tratta di numeri inquietanti: il disastro della vaccinazione in Toscana assume aspetti sempre più cupi. Dopo i clamorosi ritardi sugli over 80, super fragili e ultra 70enni costretti a odissee telematiche, ‘furbetti’ e ‘Scanzi’ di ogni genere è necessario fare luce su una gestione corporativa che lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha nei giorni scorsi stigmatizzato”.”Al Ministro Speranza abbiamo chiesto chiarezza sulle dosi dei vari vaccini inviate: – sottolineano Donzelli e Gemmato – il sospetto è dunque che la Toscana abbia somministrato Pfizer a decine di migliaia di giovani. Un tema che lo stesso ordine dei medici di Firenze nei giorni scorsi aveva sollevato, contestando la scelta di somministrare Pfizer a tutto il sociosanitario e lasciando così scoperti gli over 80. Tutto mentre, come denunciato nei giorni scorsi delle Misericordie, – concludono i deputati di Fratelli d’Italia – migliaia di volontari del soccorso che operano su servizi anche di emergenza del 118 non sono stati ancora vaccinati”.

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Autocertificazioni ed obbligo di verità

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

In questi giorni sta rimbalzando, soprattutto online, la notizia che mentire nelle autocertificazioni non costituirebbe reato.Al fine di evitare la diffusione di notizie poco chiare e che legittimano un comportamento scorretto e potenzialmente dannoso, si ritiene opportuno fare alcune dovute e necessarie precisazioni.Siamo, infatti, innanzi ad un comportamento che va disincentivato e non incentivato! Siamo certi che la falsità non porterà ad una condanna?Sulla falsità nelle autocertificazioni non esiste un orientamento unico, anzi c’è un profondo contrasto che porta alla conseguenza, paradossale ma che si verifica sovente nei Tribunali, che due persone che hanno tenuto il medesimo comportamento, seppure giudicate nello stesso luogo ma da Giudici diversi, abbiano sentenze contrastanti. Una persona potrebbe essere assolta e l’altra condannata. E’ quindi sbagliato e falso credere che mentendo nelle dichiarazioni contenute nelle autocertificazioni non si subiranno conseguenze. Cosa dicono i DPCM? Dovrebbe essere circostanza nota (il condizionale è d’obbligo) che la violazione delle norme contenute nei vari DPCM, che sono ancora in vigore sebbene parzialmente modificati dai provvedimenti successivi, comporta il rischio di essere sanzionati amministrativamente oppure di vedersi contestato un reato. Quelle che vengono elevate per il mancato uso della mascherina, per la violazione del divieto di assembramento o di circolazione, possono variare dai € 400 ai € 1.000, ed in entrambi i casi, se si paga entro 5 giorni da quando è stata elevata, si potrà usufruire di uno sconto del 30%. Per tale ragione spesso si sente dire che la multa è pari ad € 280! I reati Mentre le sanzioni amministrative non hanno creato scalpore, le conseguenze penali legate alla violazione dei DPCM hanno generato un vero e proprio dibattito. In alcuni casi la violazione del DPCM non si traduce in una semplice sanzione amministrativa ma nella contestazione del reato previsto dall’art. 483 cp ovvero falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.Cosa prevede la norma? “Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.” Vista così sembrerebbe che non ci sia scampo, che il reato venga commesso ogni volta che si propone all’Autorità una giustificazione falsa. La domanda è naturale: se la norma è chiara perché c’è contrasto giurisprudenziale? Perché alcuni giudici assolvono? Per alcuni Giudici non è possibile procedere alla condanna perché “Un simile obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge e perché un tale obbligo sarebbe in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo”. Verrebbe da pensare, quindi, che i DPCM non sono una Legge ma sarebbe un pensiero errato. Semplicemente nei DPCM manca una norma specifica sull’obbligo di dire la verità nelle autocertificazioni dell’emergenza sanitaria e una legge che preveda l’obbligo di fare autocertificazione in questi casi. Per taluni Giudici, infatti, i DPCM sono dei semplici atti regolamentari e per tale ragione non avrebbero la “forza” normativa per costringere qualcuno a non uscire di casa. Cosa fare? La cosa migliore, indipendentemente da come si vogliono interpretare i DPCM o dal valore giuridico che si vuole riconoscere agli stessi, è di rispettarli, di evitare uscite inutili per una semplice questione di tutela della salute. La cosa migliore è evitare il rischio perché NON è vero che non verrà contestato il reato o che sicuramente si verrà assolti (ed in questo caso comunque andrebbero sostenute le spese legali e del giudizio). Sara Astorino, legale, consulente Aduc

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L’identikit di chi cerca lavoro nel settore della logistica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

La logistica è stato uno dei settori più impegnati durante la pandemia da Covid, assicurando agli italiani 24h su 24 i beni primari sugli scaffali dei supermercati e raggiungendo ogni cittadino con le merci acquistate tramite l’e-commerce. Il settore è diventato particolarmente ambito tra chi cerca lavoro, tanto che assistiamo oggi ad un fenomeno di mismatch tra domanda e offerta. Ma chi sta cercando oggi un impiego nella logistica in Italia? Secondo un’analisi di Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia per il lavoro digitale, gli italiani che cercano una posizione in questa industria sono prevalentemente uomini (80% del campione), giovani (il 57,7% appartiene alla Gen Z o ai Millennials), colti (il 64% ha un diploma di maturità o un titolo superiore) ed estremamente flessibili e disponibili (il 52% si è detto disponibile al lavoro notturno e 71% a un contratto part time). Analizzando domanda e offerta di lavoro sul territorio nazionale, l’indagine di Jobtech –condotta su un campione di oltre 4000 persone attive sul portale magazzinieri.it e sul volume degli annunci di posizioni aperte nel settore logistica negli ultimi 6 mesi – evidenzia come l’offerta di lavoratori nell’industria della logistica si concentri principalmente in tre regioni: Lombardia (38%), Campania e Lazio che insieme raccolgono più del 60% degli italiani alla ricerca di una posizione. Portando il focus sulle città, preoccupa un grosso gap in negativo tra numero di persone che cercano rispetto alla domanda di lavoro a Napoli, Roma e Genova. Al contrario, Reggio Emilia e Padova sono le città dove potrebbe essere più facile trovare un impiego nella logistica in quanto risultano essere rispettivamente la seconda e terza città per numero di posizioni aperte a dispetto di un’offerta molto contenuta. Milano invece si afferma come la città con la più alta concentrazione sia domanda che di offerta di lavoro. Analizzando gli aspetti demografici, formativi e comportamentali di oltre 4000 italiani alla ricerca di un impiego nel settore logistica, Jobtech traccia un identikit per sesso, età, istruzione e disponibilità. Rispetto al totale, l’80% di chi cerca lavoro in questo ambito è di sesso maschile mentre le donne rappresentano solo il 20%. Altro elemento significativo è l’età: il 57,7% di chi si offre appartiene alla Gen Z o ai Millennials, che si rivelano capaci di individuare nella logistica un settore in crescita e in fase di cambiamento. A conferma di un ramo in fase di innovazione e cambiamento, secondo un report di BCI, nel mondo più della metà (55,6%) delle organizzazioni operanti nella logistica sta usando la tecnologia per ottimizzare il lavoro nella supply chain. Dato che trova conforto in un elevato livello formativo degli italiani che cercano una posizione: il 64% del campione ha conseguito un diploma di maturità o una qualifica superiore, di questi il 6,7% è in possesso di titoli di studio universitari (dalla laurea triennale al dottorato di ricerca). Inoltre, il 51% dichiara di parlare una terza lingua, che di solito è (nell’ordine) il francese, lo spagnolo o l’arabo, mentre solo il 5,3% afferma di non conoscere una seconda lingua, che nel 91% dei casi è l’inglese. A completare l’identikit è il livello di disponibilità e flessibilità dei lavoratori: il 94% del campione si è detto disponibile a lavorare nel weekend, il 71% accetterebbe un contratto di lavoro part time e, dato che evidenzia con chiarezza il bisogno degli italiani di trovare un impiego, il 52% dei lavoratori che si è reso disponibile a lavoro notturno.

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L’agroalimentare in Brasile: prospettive di crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

San Paolo, Brasile, Aumento pari al 2,06% dell’agroalimentare nel dicembre 2020, PIL del settore a fine anno di €0,30 bilioni (R$2 bilioni) su un totale pari a €1,10 bilioni (R$ 7,45 bilioni). Questi i numeri dell’agrobusiness in Brasile, che nonostante la diffusione della pandemia e il conseguente impatto sull’economia brasiliana, ha concluso il 2020 mantenendo le proprie attività, ottenendo buone performance e mostrando rilevanti potenzialità di crescita per il 2021. In questo contesto, il Ministero brasiliano dell’agricoltura, allevamento e approvvigionamento (Mapa) ha compiuto 160 anni con una nuova sfida: promuovere misure per garantire l’approvvigionamento di cibo e mantenere operativi i servizi essenziali, come l’ispezione sanitaria, oltre a ridurre gli impatti della crisi sul reddito dei produttori rurali, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Il Mapa ha quindi istituito il Comitato CC-Agro-COVID19, formato da 14 membri delle segreterie ministeriali, la Società di Fornitura Nazionale (Conab) e la Società Brasiliana di Ricerca Agricola (Embrapa). “Si tratta di una grande opportunità per le aziende italiane che dispongano di offerte tecnologiche interessanti per la filiera dell’agrobusiness, per esempio macchinari agricoli, tecnologie per l’agricoltura 4.0 e, in generale, soluzioni per contribuire a migliorare i processi di lavorazione della terra così come i processi industriali, in ambito per esempio refrigerazione, efficienza energetica, efficienza di utilizzo della materia prima” – ha commentato l’Avvocato Giacomo Guarnera, Socio Fondatore di Guarnera Advogados – “Nonostante la complessità del periodo attuale, settori come l’agroalimentare resistono nel Paese e continuano a essere attrattivi per le imprese italiane.” Scenario economico e prospettive di crescita Considerato il più grande produttore mondiale di caffè e succo d’arancia, il secondo più grande produttore di zucchero, semi di soia in cereali, manzo e pollo e il terzo nella produzione di mais, il Brasile non è stato inferiore nei tempi del Coronavirus. Secondo i dati più recenti del ministero dell’Agricoltura, l’agroalimentare brasiliano ha esportato €0,96 miliardi (R$ 6,47 miliardi) nel febbraio 2021 (+2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno). Il Brasile, inoltre, è il quarto esportatore mondiale di prodotti agricoli (dietro l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina). Il settore genera anche numerosi posti di lavoro, assorbendo praticamente un lavoratore brasiliano su tre. Secondo la più recente Indagine Nazionale (PNAD), su un totale di 94,4 milioni di lavoratori intervistati, il 32,3% (cioè 30,5 milioni) apparteneva all’grobusiness.

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Itas presenta i dati di bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Il Gruppo ITAS chiude con un utile netto consolidato di 26,4 milioni €, in decisa crescita rispetto al 2019 (-10,1 milioni €). Nell’esercizio appena concluso si è registrato un deciso incremento del risultato del saldo tecnico nel segmento dei rami danni, nonché un importante contributo da parte del segmento dei rami vita.Il risultato dell’esercizio e le azioni a diretto sostegno del capitale hanno comportato un rafforzamento del patrimonio netto che raggiunge i 503,2 milioni €, in aumento rispetto al 31.12.2019 di 111,9 milioni € (+28,6%). Il Solvency Ratio di gruppo si attesta al 184% (137% al 31.12.2019) con un surplus di capitale di 374 milioni €, in miglioramento di ben 47 punti rispetto al 31.12.2019.L’amministratore delegato di ITAS, Alessandro Molinari, evidenzia come nel bilancio si sia già consolidata una crescita ulteriore del settore welfare, con particolare riferimento al Fondo Pensione aperto Plurifonds (+17,9% di raccolta) e alle polizze di copertura rischio morte e della non autosufficienza.

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L’edilizia rialza la testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Nonostante il Covid e la situazione di crisi, dal settore edilizio giungono alcuni segnali che fanno ben sperare. “I dati della Cassa Edile di Arezzo relativi agli ultimi 3 mesi dell’anno 2020 sono in netto miglioramento rispetto all’anno precedente – dice l’Arch. Igor Michele Magini, Presidente Ance Arezzo oltrechè della stessa Cassa Edile – il numero medio di imprese attive sale da 300 a 330, registrando un incremento del 10%; la media del numero di operai impiegati passa da 1.340 a 1.528, con un incremento del 14,03%. Segno più anche per il totale ore lavorate che nel trimestre ottobre/dicembre 2020 crescono del 9,45% rispetto allo stesso periodo del 2019, passando da 489.000 a 535.000; infine la massa salari che cresce quasi del 12%: 6.151.000 euro rispetto ai precedenti 5.493.000. Sono dati che ci incoraggiano a tener duro e ad impegnarci, se possibile, ancora di più rispetto a quanto fatto sinora. Secondo anche quanto diffuso dall’Osservatorio congiunturale Nazionale sull’industria delle Costruzioni, due fattori fanno pensare che nel 2021 si potrà assistere ad un rimbalzo degli investimenti nel settore pari a +8,6%; rimbalzo trainato da opere pubbliche + 7,7% e manutenzione degli edifici +14% (legato al Superbonus 110%) – spiega Magini – ovviamente il ritorno del segno più nelle opere pubbliche è condizionato dalla reale riapertura dei cantieri e dall’effettiva capacità di spesa dell’amministrazione pubblica. Per quanto invece concerne l’incentivo del Superbonus 110%, ci siamo fin da subito attivati su più fronti e a vari livelli con una serie di iniziative, per offrire alle imprese ogni strumento utile a massimizzare le opportunità connesse al provvedimento.

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La cacciata degli ebrei della Spagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

E’ stato uno degli episodi più noti che riguardano il popolo ebraico. Avvenne nel 1492, anno che diversi storici indicano come l’inizio dell’era moderna.Era il 31 marzo e con il decreto dell’Alhambra, conosciuto anche come editto o decreto di Granada, i re cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona, decretavano l’espulsione delle comunità ebraiche dai regni spagnoli e dai loro possedimenti a partire dal 31 luglio dello stesso anno. L’unica possibilità di rimanere in Spagna era accettare di convertirsi al cristianesimo.Gli oltre 200.000 ebrei espulsi trovarono rifugio per lo più nell’Africa del Nord e in Turchia, altri trovarono una nuova casa in Italia (Venezia e Livorno). Molti migliaia non riuscirono a raggiungere la meta sperata e morirono durante il viaggio.Di seguito il testo del decreto di espulsione degli ebrei dalla Spagna:“Sapete bene, o dovreste saperlo, che, poiché fummo informati che in questi nostri domini c’erano alcuni cattivi cristiani che si dedicavano al giudaismo e si allontanavano dalla nostra santa fede cattolica, a causa soprattutto delle relazioni fra ebrei e cristiani, nelle cortes riunitesi a Toledo nel 1480 ordinammo che in tutte le città e i villaggi dei nostri regni e signorie gli ebrei dovevano vivere separatamente dagli altri, nella speranza che la loro segregazione avrebbe risolto il problema. Avevamo anche provveduto e ordinato che nei nostri suddetti regni e signorie fosse istituita un’Inquisizione: come sapete, il tribunale nacque più di dodici anni fa e opera ancora. L’Inquisizione ha scoperto molti colpevoli, come è noto, e dagli stessi inquisitori, oltre che da numerosi fedeli, religiosi e secolari, siamo informati che sussiste un grave pericolo per i cristiani a causa dell’attività, della conversazione e della comunicazione che [i cristiani] mantengono con gli ebrei. [Gli ebrei infatti] dimostrano di essere sempre all’opera per sovvertire e sottrarre i cristiani alla nostra santa fede cattolica, per attirarli con ogni mezzo e pervertirli al loro credo, istruendoli nelle cerimonie e nell’osservanza della loro legge […].Per questo motivo, e per mettere fine a una così grande vergogna e ingiuria alla fede e alla religione cristiana, poiché ogni giorno diventa sempre più evidente che i suddetti ebrei perseverano nel loro pessimo e malvagio progetto dovunque vivano e conversino [con i cristiani], [noi dobbiamo] cacciare i suddetti ebrei dai nostri regni così che non ci sia più occasione di offesa alla nostra fede.Pertanto ordiniamo che quanto da noi stabilito sia fatto conoscere, e cioè che tutti gli ebrei e le ebree che vivono e risiedono nei nostri suddetti regni e signorie, a prescindere dallo loro età […], entro la fine di luglio lascino i nostri regni e signorie insieme con i loro figli […], e non osino mai più farvi ritorno.”Il 1492 segna l’inizio dell’età moderna. La cacciata degli ebrei dalla Spagna, di conseguenza, segna l’inizio delle persecuzioni moderne subite dal popolo ebraico.

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Nicola Gratteri, prefazione a un libro antisemita e complottista della pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Prima di addentrarci nelle polemiche sorte attorno al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, per la sua prefazione di un libro che sminuisce la portata dal Covid-19, dobbiamo fare un piccolo passo indietro.Non possiamo far passare il termine “negazionista” in relazione al Covid-19. Termine che fino ai primi mesi del 2020 si riferiva a tutti coloro che negavano la Shoah. Non stiamo rivendicando una mera esclusività attorno alle vittime dei campi di sterminio.Stiamo chiedendo rispetto per una tragedia di uomini perpetrata da altri uomini, che ha portato a milioni di vittime innocenti. E dobbiamo batterci affinché la deriva sociale portata dalla pandemia non sfoci in una deriva narrativa, dove le parole vengono svuotate del loro significato originario.Una premessa d’obbligo, perché molti organi di informazione hanno usato e usano il termine riferendosi a chi non pensa che la pandemia sia reale, ma la ritiene un prodotto gestito dai potenti della Terra per controllare il mondo.Come nel libro “Strage di Stato” di Angelo Giorgianni (collega di Gratteri) e Pasquale Bacco (medico con un passato nell’estrema destra), in cui sono elogiate tesi complottiste sulla pandemia costruita a tavolino da Big Pharma, Oms, Bill Gates, Soros e Rockefeller e in cui sono elogiate idee antisemite:“Vogliamo dire chi comanda nel mondo? Comandano gli ebrei! Sta tutto in mano a loro! Tutte le lobby economiche e le lobby farmaceutiche…” Ma non solo, perché nel libro di cui si può leggere, per l’appunto, la prefazione del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, è scritto che gli ebrei giocano un ruolo fondamentale della “strategia globale del terrore” e fanno parte del:“Governo mondiale da parte del Deep state guidato dalle alte vette del Vaticano, dalla famiglia Windsor, Rockefeller e Rotschild”. Gratteri che si è difeso sostenendo di aver scritto esclusivamente di come la mafia possa trarre vantaggio dalla pandemia che stiamo vivendo da un anno a questa parte.Ma può un procuratore della Repubblica fare da apripista a una pubblicazione simile?Una domanda che porta con sé una considerazione. O Nicola Grattieri sposa le idee complottiste degli autori oppure non ha letto il libro, venendo a conoscenza del contenuto solo tardivamente, magari fidandosi del lavoro del collega magistrato.Solo il tempo ci dirà la risposta. Una risposta che dovrà spiegare perché il titolo – “Strage di Stato”, locuzione utilizzata dagli ambienti della sinistra extraparlamentare in relazione alla strage di Piazza Fontana – non abbia fatto innalzare l’attenzione di un procuratore della Repubblica.

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CME lancerà dei Micro Future sul Bitcoin a maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Analisi di Eliézer Ndinga, Research team di 21Shares. La Chicago Mercantile Exchange (CME), impresa con oltre 75 miliardi di dollari di asset gestiti, lancerà dei micro-future sul Bitcoin nei prossimi due mesi, nell’arco del mese di maggio. L’asset sottostante a questi future corrisponde a circa un decimo di Bitcoin e non solo risponde alla domanda per dei titoli dalle “dimensioni ridotte”, ma offre anche a un pubblico più vasto la possibilità di esporsi a questa criptovaluta. I volumi scambiati mensilmente sul mercato dei future sono molto più grandi rispetto a quelli del mercato spot, infatti fino a ora gli scambi mensili si attestano sugli 1,8 trilioni di dollari per il primo, contro gli 889 miliardi del secondo. Questo dimostra anche la crescita dell’interesse da parte degli investitori istituzionali nei confronti dei future sul Bitcoin, dato che da giugno 2020, questi sono cresciuti del 450% – da poco meno a 450 milioni a oltre 2,7 miliardi di dollari, soglia toccata lo scorso 29 marzo.Molte giurisdizioni si stanno accorgendo delle potenzialità del Bitcoin come riserva di valore in un mondo sempre più digitalizzato, soprattutto da quando è esplosa la recente crisi sanitaria. L’adozione del Bitcoin da parte delle istituzioni è cresciuta di pari passo con la disponibilità di strumenti per investimenti institutional-grade, come gli investment trust scambiati over the counter negli Stati Uniti, gli ETP/ETN in Europa e gli ETF in Canada e, recentemente, in Brasile. Questi strumenti rappresentano delle opzioni e delle alternative per quegli investitori istituzionali che hanno la possibilità di scegliere quello che si adatta meglio alle loro esigenze. Esiste anche una gamma di prodotti che si accompagna a quelli appena citati, come i certificate di XBT Provider, che hanno delle date di scadenza e mancano di market maker indipendenti per la liquidità, a differenza di ETP ed ETF, poiché anche l’emittente di certificate effettua transazioni attraverso questi, il che in una certa misura comporta rischi di controparte.La crescita degli ETF al di fuori dell’Europa non ha tuttavia precluso un interesse senza precedenti nei confronti degli ETP di 21Shares nel Vecchio Continente, dato che la nostra gamma di prodotti è la più ampia al mondo. Tra l’altro, lo ABNB e lo HODL sono gli ETP che hanno conseguito le performance migliori al mondo e sono stati emessi da noi.Il grafico sottostante mostra quanto l’interesse verso il Bitcoin sia cresciuto da aprile 2020, un mese in cui la crisi sanitaria era particolarmente acuta. Da quando è scoppiata la pandemia, i portafogli di criptovalute detenuti per un periodo compreso tra 1 e 6 mesi sono quasi raddoppiati e hanno registrato un picco annuale – arrivando a rappresentare oltre il 25% dell’offerta complessiva di Bitcoin.

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