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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 3 aprile 2021

Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Un progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei, attraverso lo sguardo di Luigi Spina.” Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio” è il nome della duplice ricerca artistica che sarà realizzata dal fotografo all’interno degli scavi di Pompei in due fasi. L’una attraverso fotografie in bianconero, con le sequenze delle vie e le visioni prospettiche delle case pompeiane; e l’altra che introduce il colore nella rappresentazione degli interni degli edifici pompeiani.Le foto, al termine del lavoro, costituiranno un nuovo patrimonio visivo per il Parco e il sito di Pompei e potranno essere oggetto di una Mostra fotografica per presentare l’immagine più intima e profonda della antica città, ricercata e emersa attraverso questo progetto.Il Parco, da sempre attento alle diverse forme d’arte e in particolare alla fotografia, promuove la ricerca artistica, in questo caso attraverso uno dei più apprezzati fotografi d’arte italiani, che a più riprese, ha già indagato già la bellezza della città di Pompei.L’obiettivo di Interno Pompeiano è restituire una dimensione umana degli interni delle domus, rispettando la loro esistenza come spazi attuali, senza gli abitanti di un tempo: le famiglie. L’autore si affiderà alla mutevolezza della luce e alle declinazioni del tempo. Gli ambienti delle domus saranno colti nella loro luce naturale quotidiana, senza aggiunta di artifici. Lo scopo è di coglierne l’intima vitalità, restituendo agli scavi – non solo luogo archeologico – la dimensione originaria di spazio esistenziale, progettato e costruito per la società del tempo.Le Regiones saranno indagate in modo da restituire all’osservatore l’immensità e la diversità dei luoghi pompeiani. Emergerà una nuova visione urbana, fatta di sequenze di interni che saranno interrotti da vedute della rete viaria, degli incroci, del Foro. In questo senso la ricerca di Spina si estende in tutte le direzioni con lo scopo di offrire una nuova immagine della città.Interno Pompeiano si completa con Archivio dello Spazio, che indaga e penetra con maggior attenzione le domus mostrandone il tessuto costruttivo e decorativo. Dalle Regiones, alle Insulae fino alle abitazioni sarà un viatico della conoscenza materica, volto ad approfondire lo spazio antico, mostrandone le superfici nella loro esistenza contemporanea.“Pompei è la città delle mutazioni, dei cambiamenti. È proprio il fattore temporale, lo scorrere degli anni, che restituiscono una diversa visione della città. – sottolinea il Direttore uscente del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, promotore del progetto – Dalla metà del Settecento, disegnatori, pittori, filosofi, poeti, letterati, viaggiatori e poi i fotografi hanno subito il fascino della città sepolta. Hanno percepito la dimensione della catastrofe storica e umana. L’immagine fotografica, medium contemporaneo del nostro presente, è fisiologicamente legata alla città del vulcano. Il duplice progetto fotografico di Luigi Spina è una ricerca autoriale, una ricerca visiva epica, mai prima tentata, per le ovvie finalità scientifiche. Il termine “enciclopedico” è la parola che più riesce a dare il senso della dimensione della antica città e in questo caso al lavoro di Spina. Pompei è una soglia temporale che ci offre la possibilità di poter conoscere ogni aspetto della vita romana. Un autentico sapere enciclopedico.”Nella sua inventariazione e restituzione sensibile delle materie architettoniche pompeiane, Archivio dello Spazio collaborerà anche con il primo progetto del Parco Archeologico di Pompei dedicato alle arti contemporanee, Pompeii Commitment. Materie archeologiche.I due progetti di ricerca hanno avuto il sostegno tecnico di un marchio celebre e prestigioso. Hasselblad La famosa casa produttrice di fotocamere professionali ha messo a disposizione di Luigi Spina una delle sue ammiraglie. L’Hasseblad H6D 100 C con ottiche è l’accessorio, essenziale, per il controllo del decentramento e basculaggio. progetto artistico fotografico di Luigi Spina in copyright

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel quarto trimestre del 2020, rispetto al trimestre precedente, il reddito disponibile delle famiglie è sceso dell’1,8%, il potere d’acquisto del 2,1%, la spesa per consumi del 2,5% “Dati disastrosi! Effetto lockdown! Dopo il buon rimbalzo del terzo trimestre, l’Italia riprecipita nel tunnel della crisi per via delle misure restrittive reintrodotte a partire dal Dpcm del 3 novembre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Questi dati dimostrano che se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio. Altro che Pil tendenziale al 4,1%! Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai” prosegue Dona.”Inoltre servono misure più incisive a sostegno del reddito delle famiglie. Se non ci sono i soldi, infatti, difficilmente potranno essere spesi” conclude Dona.

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Stati Uniti: 50 o 51 Stati?

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

“Washington D.C. non merita divenire uno Stato perché non possiede una concessionaria di automobili”. Ecco come Jody Hice, parlamentare repubblicano della Georgia (decimo distretto), ha obiettato alla recente proposta della creazione del 51esimo Stato. Una volta informato che si sbagliava, Hice ha chiesto scusa, ma continua ad opporsi alla proposta (H.R. 51). Si tratta di una nuova legge approvata dalla Camera con voti di solo democratici (232 sì, 180 no) l’anno scorso ma recentemente discussa dalla Commissione di Supervisione e Riforme.I 705mila abitanti della capitale americana sono ovviamente cittadini ma non possiedono tutti i diritti poiché non vivono in un luogo con un governo statale, essendo Washington D.C. (District of Columbia) considerato un territorio. Questa problematica situazione è emersa nell’insurrezione del 6 gennaio quando la sindaca della capitale Muriel Bowser ha dovuto chiedere permesso alle autorità federali di chiamare la Guardia Nazionale. Le autorità federali hanno ritardato e con ogni probabilità sono responsabili per almeno una parte dei danni fatti dagli assaltatori al Campidoglio. Il governatore di uno Stato avrebbe avuto pieni poteri di chiamare la Guardia Nazionale tempestivamente. Inoltre, a causa della classificazione di “territorio”, i cittadini della capitale hanno perso 750 milioni di dollari dopo l’approvazione del CARES Act dell’anno scorso.La mancanza di vivere in uno Stato rappresenta una contraddizione al concetto basico costituzionale americano con richiami alla fondazione del Paese: “No taxation without representation” (Nessuna tassazione senza rappresentanza). Questo fu uno slogan politico agli inizi della Rivoluzione americana. I coloni credevano che le tasse imposte dalla monarchia britannica fossero illegali perché loro non erano rappresentati nel lontano parlamento britannico. I cittadini di Washington D.C. si trovano in una simile situazione anche se non completamente: non solo pagano le loro tasse ma nella graduatoria di chi ne paga di più si trovano infatti al primo posto in tutta l’America. Tutto sommato, i cittadini della capitale non hanno i pieni diritti di tutti gli americani. Va ricordato che nessun Paese al mondo nega ai cittadini della loro capitale i pieni diritti.Nel corso della storia alcuni cambiamenti sono stati fatti per offrire ai cittadini di Washington D.C. i dovuti diritti ma difatti sono tuttora in una situazione sfavorevole. La città è governata da un sindaco ma il bilancio municipale può essere controllato dal Congresso, composto da rappresentanti eletti da cittadini di altri Stati. I cittadini della capitale possono votare nell’elezione presidenziale e ricevono tre voti per il collegio elettorale, stesso numero di altri sette Stati con basse popolazioni. Non hanno rappresentazione al Senato ma alla Camera ne hanno uno che però non ha diritto al voto. H.R. 51 offrirebbe pieni diritti ai residenti di Washington D.C. con la creazione del 51esimo Stato. Secondo la Costituzione, il Congresso ha il potere di ammettere nuovi Stati, il che significa una situazione politica. I democratici sono ovviamente a favore perché un nuovo Stato si tradurrebbe in due nuovi senatori e un nuovo parlamentare. Questi tre legislatori si aggiungerebbero quasi certamente alle file del loro partito considerando la stragrande maggioranza dei residenti di Washington D.C. che tipicamente vota per i democratici. Per esempio, nell’ultima elezione presidenziale il 92% degli elettori della capitale ha votato per Joe Biden. La composizione demografica, con la stragrande maggioranza di afro-americani, ci suggerisce che il nuovo Stato aumenterebbe la diversità anche se minimamente in ambedue le Camere.Le argomentazioni dei repubblicani sono scontate e sono emerse non solo da legislatori a Washington ma anche dalle legislature Statali dominate dai repubblicani. Il South Dakota si è già dichiarato contrario sostenendo che un nuovo Stato eroderebbe i diritti dei suoi cittadini. Paradossalmente, i due Dakota, North e South, creati nel 1889 dal Dakota Territory, dovevano essere uno Stato, ma i repubblicani ne fecero due onde avere 4 senatori nelle loro file e consolidare la loro maggioranza. Altri Stati dominati da legislature democratiche hanno però dissentito e appoggiano l’ampliamento da 50 a 51 Stati.La decisione verrà fatta però al livello federale. Se la Camera, dominata dai democratici, ha già approvato la formazione del nuovo Stato, si dovrà affrontare lo scoglio del Senato dove le regole attuali richiedono 60 dei cento consensi per procedere al voto a causa del filibuster. I democratici si trovano nella situazione favorevole di avere la maggioranza in ambedue le Camere fino all’elezione di midterm del 2022. Potrebbero dunque approfittare per fare approvare H.R. 51 ma prima dovrebbero eliminare il filibuster. Al momento ciò sembra improbabile anche se non impossibile. Almeno due degli attuali senatori democratici, Joe Manchin (West Virginia) e Kyrsten Sinema (Arizona), sono contrari anche se le loro ultime dichiarazioni suggeriscono posizioni ammorbidite al riguardo. Il presidente Biden ha anche lui dichiarato apertamente che favorisce l’abolizione del filibuster. Mitch McConnell, senatore del Kentucky e leader della minoranza repubblicana al Senato, ha minacciato i democratici sulla possibile eliminazione del filibuster. McConnell ha annunciato che una volta eliminato il filibuster lui metterà in atto una politica di terra bruciata abrogando tutti i programmi estremisti dei democratici la prossima volta che il suo partito otterrà la maggioranza. Una minaccia poco credibile come ci dimostra la storia con i programmi del Social Security, Medicare, e il più recente di Obamacare. I repubblicani hanno controllato le due Camere e la Casa Bianca nei primi due anni dell’amministrazione di Donald Trump ma non sono riusciti nemmeno a revocare la tanto odiata Obamacare. Eliminare programmi popolari approvati dai democratici anche senza voti repubblicani diverrebbe impossibile. Si vedrà se i democratici oseranno eliminare il filibuster per mettere in atto gli ambiziosi programmi di Biden che ci ricordano il New Deal di Franklin D. Roosevelt.Al di là delle questioni politiche rimane però il senso della giustizia e dell’uguaglianza di tutti i cittadini. I residenti di Washington D.C. meritano pieni diritti. I democratici, lottando per questi diritti, non si trovano in una situazione completamente altruistica, poiché ci guadagnerebbero politicamente. Allo stesso tempo, considerando l’estremismo del Partito Repubblicano sempre più nelle mani di Donald Trump con le sue arcinote tendenze autoritarie, i democratici devono lottare per la giustizia ma anche per la difesa della democrazia. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Inspired by Nature

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Roma 12 Aprile – 12 Maggio 2021 apertura no-stop da lunedì a venerdì 11:00-18:00Rossocinabro Via Raffaele Cadorna 28. In un mondo sempre più oberato da questioni urgenti di grande importanza e sfide immense, ci rivolgiamo alla natura per trovare conforto e pace. Questa mostra riunisce artisti che spinti da un senso di urgenza guardano alla natura non solo come fonte di ispirazione ma anche come guida e sostegno. I loro processi di ispirazione, creando connessioni significative, sono risposte ottimistiche in questo momento in cui gli esseri umani devono lottare con le complessità e le condizioni del nostro pianeta. La mostra diventa anche un viaggio tra realtà e finzione, tra Natura e rappresentazione, in cui sembrerà talvolta difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è realistico e in cui foreste, marine, campagne e prati dipinti saranno l’emblema di quel verde che da anni cerchiamo di recuperare, per rinsaldare un rapporto tra uomo e Natura che, fortissimo nei tempi antichi, sempre più si sta perdendo nel vivere attuale. Curatore Cristina MadiniIn mostra: Cecilia Álvarez, Brian Avadka Colez, Naqiba Bergefurt, Annamaria Biagini, Nathanael Cox, Kyna De Schouël, Jasmine Genzel, Angelika Lialios Freitag, Fiona Livingstone, Soha Jeong, Ann Palmer, Wang Peng, Gerhard Petzl, Michaela Resch, Toril Sæterbakken, Taka & Megu, Stéphane Vereecken Img: Visit: http://www.rossocinabro.com

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Inspired by Nature

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Rome 12th April – 12th May 2021 opening no-stop from lunedì to venerdì 11:00-18:00 In a world increasingly burdened with pressing matters of great importance and immense challenges, we turn to nature for comfort and peace. This exhibition brings together artists who, guide by a sense of urgency, look to nature not only as a source of inspiration but also as a guide and support. Their inspirational processes, creating meaningful connections, are optimistic responses at this time when human beings must struggle with the complexities and conditions of our planet. The exhibition also becomes a travel between reality and fiction, between Nature and representation, in which it will sometimes seem difficult to distinguish what is real from what is realistic and in which forests, seascapes, countryside and painted fields will be the emblem of that green that for years we have been trying to recover, to strengthen a relationship between man and Nature which, very strong in ancient times, is increasingly being lost in today’s life.Curator Cristina MadiniFeatured artists: Cecilia Álvarez, Brian Avadka Colez, Naqiba Bergefurt, Annamaria Biagini, Nathanael Cox, Kyna De Schouël, Jasmine Genzel, Angelika Lialios Freitag, Fiona Livingstone, Soha Jeong, Ann Palmer, Wang Peng, Gerhard Petzl, Michaela Resch, Toril Sæterbakken, Taka & Megu, Stéphane Vereecken Visit: http://www.rossocinabro.com

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La disoccupazione giovanile sale al 22%

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Milano. Sono 20mila gli occupati in meno nel 2020 a Milano, pari al -1,3% rispetto all’anno precedente. È l’effetto del Covid-19, che ha colpito l’economia della città più di altri territori, anche a causa di una presenza maggiore dei servizi alla persona e delle attività legate all’accoglienza e al turismo. Sebbene a Milano, a differenza di quanto si rileva per l’Italia e la Lombardia, il calo sia stato più contenuto rispetto al picco registrato in occasione della crisi del 2009, quando gli occupati sono scesi di 33mila unità.La grande differenza nell’impatto di questa crisi sul mercato del lavoro è che la diminuzione dell’occupazione si accompagna con una riduzione della disoccupazione: sono oltre 4mila in meno i disoccupati nel capoluogo lombardo, con una conseguente discesa del tasso di disoccupazione al 5,7% (dal 5,9% nel 2019). Diminuzione degli occupati e al contempo dei disoccupati sono solo apparentemente in contraddizione: questo avviene quando aumentano gli inattivi, quasi 50mila in più nel 2020 che scoraggiati rinunciano a cercare una nuova occupazione. Nel 2009, invece, la perdita di occupazione si era quasi totalmente tradotta in disoccupazione.Il clima di incertezza, le chiusure, la limitata attività di molti settori produttivi, maggiori carichi familiari, limitazioni agli spostamenti e, in generale, tutte le difficoltà emerse nel corso della pandemia hanno sicuramente alimentato una spirale di sfiducia nel mercato del lavoro e ingrossato le fila di quanti, dopo aver perso un impiego, hanno rinunciato a cercarne un altro.Inoltre, più in linea con le tendenze nazionali, l’impatto della perdita di occupazione a Milano avviene quasi esclusivamente sui lavoratori dipendenti (-19 mila). Ed è verosimile, tenuto conto del blocco dei licenziamenti e delle evidenze su base regionale e nazionale che anche a Milano i più colpiti siano stati i rapporti di lavoro a termine, a causa del fermo prolungato delle attività causato dalla pandemia.Stringendo lo sguardo sui settori, la maggiore perdita occupazionale si concentra nei comparti che hanno riscontrato le maggiori flessioni in termini di fatturato e attività: quasi -18mila occupati nel commercio, alberghi e ristoranti e -9mila circa nei servizi.Al contrario, aumentano i lavoratori nell’industria (+4mila) e nel settore residuale che include logistica, costruzioni e agricoltura (+3mila).Particolarmente colpiti dalla crisi Covid sono i giovani: nella media del 2020 il tasso di occupazione tra i 15 e i 24 anni scende al 18,9% (dal 21,4% nel 2019) e in parallelo il tasso di disoccupazione giovanile sale al 22,0% (dal 18,1%), invertendo bruscamente la progressiva diminuzione dal picco del 34,1% toccato nel 2014. Un anno di pandemia restituisce dunque per Milano la fotografia di un mercato del lavoro condizionato dalle conseguenze dello shock registrato dal sistema economico, con più penalizzati i lavoratori a tempo determinato, i giovani e i settori del commercio, degli alberghi e della ristorazione, e con ricadute sul piano della tenuta sociale da monitorare con attenzione.

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Banche: “Hai troppo denaro sul conto? Lo chiudiamo!”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Ha dell’incredibile quanto sta succedendo a molti correntisti italiani che sono stati contattati dal proprio istituto di credito perché hanno accumulato troppo denaro sul proprio conto corrente.Ebbene sì, il problema non è l’insolvenza, bensì l’eccesso di liquidità sui conti, divenuto oneroso a causa dei tassi negativi. Ecco allora che gli istituti di credito, in maniera più o meno discutibile, stanno adottando misure tese a disincentivare l’accumulo di denaro sul conto.C’è chi incentiva investimenti a bassissimo rischio, c’è chi impone commissioni elevate (anche di oltre 30 Euro al mese) per chi ha sul proprio conto importi superiori a 100 mila euro e c’è chi, come Fineco, che ha comunicato ai propri correntisti la prossima chiusura dei conti con importi oltre 100 mila euro intestati a clienti che non abbiano in corso alcun tipo di investimento o finanziamento.Una vera e propria assurdità, del tutto arbitraria, di cui non si capisce la logica. Nel momento in cui un cittadino deve aprire un conto corrente la banca provvede a controllare scrupolosamente la solvibilità ed il merito creditizio, ma poi non si fa alcuno scrupolo ad applicare commissioni improponibili o a risolvere il rapporto se quel cittadino accumula troppo denaro?“Si tratta di una pratica evidentemente scorretta, che segnaleremo all’Antitrust, oltre che alle autorità di vigilanza competenti in materia finanziaria quali Banca d’Italia e Consob.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. – “All’Antitrust chiederemo inoltre di indagare sull’ipotesi di cartello tra le diverse banche che, seppure con modalità differenti, sembrano tutte contemporaneamente allineate su tali politiche di contrasto all’accumulo di somme sui conti correnti.” Ai cittadini coinvolti chiediamo di rivolgersi ai nostri sportelli, presenti sull’intero territorio nazionale, per verificare, caso per caso, la legittimità della richiesta pervenuta dalla banca e accertare, in caso di chiusura “forzata” del conto, che non venga pregiudicato il proprio merito creditizio e la disapplicazione di costi di chiusura a carico del correntista obbligato a tale opzione.

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Vaccini: chi rispetta gli impegni e chi no

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Nei mesi scorsi, i media riportavano la polemica sul numero di dosi che le varie case farmaceutiche dovevano fornire all’Ue. Si era discettato sugli impegni rispettati, sulle fiale dalle quali si potevano ricavare dosi in più, ecc.Alla fine del trimestre, considerato come primo termine per la fornitura delle dosi di vaccino, vediamo come è andata. 1. Vaccino Pfizer-Biontech: ha rispettato gli impegni, anzi, ha fornito maggiori quantità di dosi; 2. Vaccino Moderna: poco sotto gli impegni di fornitura; 3. Vaccino Astrazeneca (ora Vaxzevria): non rispettati gli impegni. Ha fornito solo il 25% delle dosi, cioè 30 milioni a fronte di 120 milioni promesse. Il caso della britannica Astrazeneca è evidente. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato: “Ho il sospetto che alcune società si siano vendute le dosi due-tre volte”. Non vogliamo sospettare, ma rileviamo che gli impegni assunti da Astazeneca, cioè quantità di forniture “al meglio”, sono stati disattesi.Servirà come monito per il futuro.Nel frattempo, gli italiani continuano a pagare il prezzo degli errori della gestione del governo Conte2: dalle vaccinazioni a categorie sbagliate, al mancato confinamento nei primi giorni di febbraio, alla rinuncia di dosi del vaccino Pfizer, per non ricordare quelli della scorsa estate.Errori che si pagano: oggi, per milione di abitanti, in Italia ci sono 1.811 decessi a fronte dei 917 della Germania. Il doppio. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

(PNRR) rappresenta un’occasione unica in vista dell’urgenza della sfida climatica per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Il nuovo Governo, sotto la guida di Mario Draghi, nasce con l’impegno di mettere la transizione ecologica e i temi legati al cambiamento climatico al centro della strategia dell’esecutivo e di considerare la decarbonizzazione come una chiave della ripresa del paese post-Covid19.La revisione del Piano Italiano di Ripresa e Resilienza (PNRR) sarà la prima prova di questo percorso. Riuscirà il nuovo piano ad innescare l’innovazione necessaria alla decarbonizzazione per abbandonare il ricorso alle fonti fossili? Il WWF Italia, in collaborazione con il think tank ECCO, il think tank inglese E3G e l’Istituto Wuppertal cercano di rispondere a questa domanda con l’evento “Il Piano Italiano di Ripresa e Resilienza: analisi comparativa e buone pratiche europee”.Lo scopo del confronto è quello di fornire un’analisi del PNRR e avanzare proposte utili per valutarne la rispondenza con la Strategia europea di lungo periodo, la Long Term Strategy nazionale al 2050, il sostegno degli impegni di Parigi 2015, e la coerenza con la strategia europea di crescita sostenibile legata alla ripresa post Covid19.Insieme all’esame sul PNRR italiano, l’evento presenterà anche una valutazione di buone pratiche a livello europeo, evidenziando le principali criticità e punti di forza nei piani nazionali di Germania, Spagna e Portogallo, secondo le stime del Green Recovery Tracker, uno strumento scientifico di analisi, sviluppato dall’Istituto Wuppertal e dal think tank E3G, che vuole analizzare i PNRR dagli Stati europei, in base al loro effetto positivo o negativo sul cambiamento climatico. Il webinar si terrà giovedì 8 aprile dalle 11:00 alle 12:00 sulla piattaforma Zoom

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Prezzi: il tasso di inflazione al +0,8%

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Prosegue la risalita del tasso di inflazione, che a marzo sale a quota +0,8% sull’anno. La spinta maggiore, spiega l’Istituto Nazionale di Statistica, proviene dai beni energetici, in primis i carburanti che crescono a marzo del +1,7%. Rimane fermo, invece, il tasso relativo al carrello della spesa.Come purtroppo avevamo previsto, destano allarme i costi dei carburanti e dei beni alimentari non lavorati. I costi di questi ultimi crescono del +1%. Quello dei carburanti, in particolar modo della benzina, è un aumento che si attesta ben al di sopra di quanto dovrebbe. Sono note a tutti le tensioni sui mercati internazionali, aggravata, da ultimo, anche dall’incagliamento della nave cargo nel canale di Suez, ma le speculazioni sono sempre dietro l’angolo. Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina, calcolando le quotazioni del petrolio ed il cambio, dovrebbe attestarsi ben al di sotto di quello attuale, almeno di 11 centesimi. Un sovrapprezzo di questa portata, in un anno, porterebbe ad un aggravio di circa +132 Euro ad automobilista. Con l’inflazione a questi livelli, complessivamente, le ricadute pe le famiglie saranno di +238,40 Euro annui. Un importo notevole, specialmente alla luce della grave crisi che i cittadini e il Paese stanno affrontando a causa delle conseguenze della pandemia. Per fronteggiare tale situazione è necessario che il Governo adotti misure adeguate ad aiutare le famiglie, oltre al sostegno alle attività economiche che si trovano in maggiore difficoltà. Un sostegno che non sia solo di carattere emergenziale, ma costituisca la base per avviare una ripresa stabile e duratura.“È giunto il momento di avviare un piano lungimirante per il rilancio dell’occupazione, la promozione di una crescita sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale, una determinata lotta alle disuguaglianze e della povertà. Inoltre è fondamentale, in questa fase, una seria azione di monitoraggio e di contrasto ai fenomeni speculativi.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Deliveroo… una consegna in ritardo!

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR. Le premesse per l’Ipo di Deliveroo sembravano essere quelle giuste: alta richiesta in fase di collocamento, appartenenza ad uno di quei settori classificati come vincenti nell’era della pandemia ed indici di mercato che continuano a spingere al rialzo. Insomma, sembrava essere tutto in regola per un debutto brillante per una delle più grandi quotazioni per un operatore di e-commerce nel Regno Unito. Ma, nei fatti, questo non è successo e al debutto Deliveroo ha registrato una perdita pari a circa il 30%. Quali sono le motivazioni dietro questo flop? Le Ipo, si sa, sono delle operazioni sempre molto difficili da valutare; ci sono sicuramente argomentazioni specifiche dietro un fallimento in questo genere di situazioni, ma ci possono essere altre motivazioni che segnalano un differente orientamento del mercato. Da un lato, infatti, i dubbi circa la struttura dell’operazione, le criticità della governance societaria e le questioni sul trattamento dei propri dipendenti (i cosiddetti rider) messi in evidenza dai recenti scioperi e dalla maggiore attenzione dei fondi ESG sulle tematiche di sostenibilità, hanno sollevato enormi dubbi circa la sostenibilità del modello di business. Ma, dall’altro lato, ci sono elementi che testimoniano un sentiment di mercato differente rispetto a quello di qualche mese fa. Se l’inizio della pandemia ha sancito la vittoria dei cosiddetti titoli growth, e, in generale, dei titoli appartenenti allo “stay at home” a cui si iscrive di diritto Deliveroo, è altrettanto vero che l’uscita, anche se molto graduale, dalla pandemia ha spostato l’attenzione del mercato su tre aspetti che hanno determinato la rotazione settoriale in atto negli ultimi mesi, che ha contribuito a mettere in luce quei settori che, invece, erano stati sacrificati dal mercato nell’era pandemica. Il primo focus del mercato è sicuramente quello legato alla ripresa economica: la velocità e la solidità della stessa dipenderà dal grado di efficacia dei programmi di politica fiscale, contribuendo a dare maggiore visibilità a quei titoli “value” più sensibili all’andamento del ciclo economico. Altri aspetti su cui il mercato si sta focalizzando riguardano le aspettative di inflazione con le sue ripercussioni, dall’andamento dei tassi di interesse che sanciscono la disaffezione del mercato verso quei titoli più sensibili positivamente ad un contesto di bassi tassi di interesse, come il settore delle utilities e quello tecnologico, e l’efficacia delle campagne di vaccinazione da cui dipenderà l’inizio della fase di normalizzazione sociale ed economica.Insomma, una tempistica di quotazione in un contesto meno favorevole ai titoli tech, come una consegna fatta in ritardo, ha messo a dura prova i nervi del mercato.

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Columbia Threadneedle Investments al 23° Premio Alto Rendimento sul podio dei migliori gestori esteri

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Columbia Threadnedle Investments, gruppo specializzato nell’attività di asset management leader a livello globale, sale sul podio tra i vincitori del 23° Premio Alto Rendimento. In questa edizione, nella sua versione digitale, Columbia Threadneedle Investments ritira virtualmente il premio nella categoria ‘Fondi Esteri – Miglior gestore’. Una nuova conferma per la società di gestione che consolida i successi ottenuti in questi anni in cui ha sempre più creduto nel ruolo centrale degli investimenti responsabili e nell’importanza della ricerca.Il secondo riconoscimento è andato al comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies AE EUR, che ha ottenuto il Premio Alto Rendimento nella categoria “Migliore fondo azionario internazionale Small Cap”, per il terzo anno consecutivo. Il comparto, gestito da Scott Woods, è un azionario globale che investe almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni globali di società a piccola capitalizzazione, dall’elevata qualità e potenzialità di crescita, ma che si ritengono sottovalutate dal mercato. In particolare, si focalizza su quelle con un’imprenditorialità più marcata, attive in specifiche nicchie di mercato, che possono generare rendimenti potenzialmente rilevanti.“In Columbia Threadneedle Investments abbiamo un obiettivo: il successo dei nostri clienti. Ci impegniamo a ottenerlo grazie a un approccio d’investimento unico nel suo genere che si fonda su quattro pilastri: prospettive globali, che ci consentono di avere una conoscenza completa di ciò che accade in tutto il mondo, qualità della ricerca, grazie al lavoro di team composti da oltre 450 professionisti, investimento responsabile, con l’ausilio di strumenti proprietari di analisi che abbiamo sviluppato internamente, e miglioramento continuo, per ricercare sempre le più interessanti opportunità da offrire ai nostri clienti” – ha dichiarato Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. Scott Woods, gestore del comparto basato a Londra, ha concluso: “Si tratta di un nuovo significativo riconoscimento, fonte di grande soddisfazione per me e per tutto il team, che premia il nostro approccio di gestione in un momento storico complesso a livello globale. Il comparto, a partire dal lancio, ha sempre ottenuto solidi rendimenti corretti per il rischio. Questo perché puntiamo ad offrire, anche e soprattutto in momenti di alta volatilità del mercato, ritorni elevati e sostenibili grazie a un portafoglio di alta qualità, composto da small cap brillanti”.Il Premio Alto Rendimento è attribuito dal Sole 24 Ore alle Società di Gestione e ai Fondi Comuni d’investimento che si sono distinti per i risultati conseguiti, nonché per l’impegno e la professionalità nel prendersi cura degli investimenti, ispirandosi al fondamentale valore della tutela del risparmiatore. Il premio, vera e propria pietra miliare per chi deve decidere dove investire i propri risparmi, viene assegnato sulla base dei criteri e della metodologia della società di analisi indipendente Cfs Rating, partner storico. http://www.columbiathreadneedle.it

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Con il COVID-19 e il climate change, cresce l’engagement di LGIM verso le aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato il suo decimo “Active Ownership” report annuale. La società rivela che nel corso del 2020 ha aumentato del 21% le azioni di engagement con le aziende e ha continuato a esercitare il suo diritto di voto a livello globale, opponendosi all’elezione di oltre 4.700 amministratori di società, con l’obiettivo di apportare cambiamenti positivi nelle aziende in cui investe. Il 2020 è stato un anno eccezionale per l’engagement. A marzo LGIM ha scritto alle aziende presentando suggerimenti costruttivi su come affrontare la pandemia in corso e i relativi lockdown, dal sostegno ai dipendenti alla raccolta di capitali. Oltre al crescente focus su temi quali la retribuzione dei dirigenti, la governance dei consigli di amministrazione e le disuguaglianze di reddito, la stewardship di LGIM ha continuato a far luce sulla diversity di genere ed etnica delle aziende, nonché sulla minaccia di lungo termine del cambiamento climatico. Nel 2020, LGIM ha ampliato i suoi UK Principles of Executive Pay per evidenziare che aumenterà i controlli su quelle società che hanno ricevuto sostegno dal governo o dagli azionisti – tramite capitale aggiuntivo o dividendi sospesi – o quelle che hanno effettuato licenziamenti del personale, ma hanno continuato a pagare bonus ai dirigenti. LGIM è stata coinvolta in 145 consultazioni sulle retribuzioni – rispetto alle 96 del 2019 – riguardanti le modifiche alle politiche da sottoporre agli azionisti alle assemblee generali del 2021 e le ulteriori incertezze sulla pandemia di COVID-19. Nel 2020, sono state 341 le proposte di adozione di una nuova politica retributiva presso le società del Regno Unito, ed LGIM ha espresso voto contrario per 128 (il 37,5%). Di queste, 82 (il 64%) riguardavano politiche con requisiti di partecipazione azionaria successiva all’uscita che non soddisfacevano i principi retributivi individuati da LGIM. All’inizio del 2020, LGIM ha annunciato la sua decisione di votare contro tutte le società in cui i ruoli di presidente del consiglio di amministrazione e CEO fossero congiunti e nel corso dell’anno ha votato contro 411 società in cui le due funzioni erano unite. Solo in Nord America, ha espresso voto contrario nei confronti di 280 amministratori con ruoli non separati e ha sostenuto 42 proposte degli azionisti che chiedevano un presidente indipendente.LGIM ha rafforzato il suo engagement sui temi della diversity nel 2020, lanciando campagne di alto profilo per promuovere una maggiore diversity etnica all’interno dei consigli, impegnandosi nel contempo sulla diversity di genere e di leadership in Giappone.

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Salute venosa e linfatica delle gambe

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Più di una persona su due presenta sintomi e/o segni di patologia venosa–linfatica quali gambe gonfie, pesanti o doloranti, ma meno del 50% dei pazienti, anche con segni cutanei di patologia severa (iperpigmentazione, eczema, lipodermatosclerosi), viene indirizzato all’opportuna visita specialistica o riceve una diagnosi negli stadi precoci della malattia. Questo uno dei motivi per cui, in occasione della settimana del 5-11 aprile dedicata alla salute ed in particolare il 7 aprile, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “giorno mondiale della salute”, Venous-lymphatic World International Network foundation (v-WIN) – organizzazione no profit internazionale per l’educazione in campo venoso e linfatico – ha realizzato un progetto internazionale di consapevolezza pubblica, finalizzato a incrementare l’attenzione sanitaria sul tema della patologia venosa e linfatica degli arti inferiori. Il progetto Vein Week si svilupperà durante la settimana della salute, connettendo esperti, pazienti e pubblico di tutto il mondo. Un software dedicato è stato reso gratuitamente disponibile a tutti i professionisti della salute e alle associazioni pazienti desiderosi di aggiungere contenuti educazionali. Più di 150 iniziative sono già state ad oggi programmate.“La trombosi venosa rappresenta una delle prime cause di morte prevenibile, il linfedema è considerato un’epidemia nascosta, il dolore pelvico potenzialmente associato a reflussi venosi è più frequente dell’asma e del mal di schiena” così Sergio Gianesini, chirurgo e presidente della Venous-lymphatic World International Network Foundation (v-WIN Foundation), sottolinea l’importanza della gestione venosa della popolazione soprattutto in epoca COVID, dove le complicanze trombotiche rappresentano una delle sfide cliniche maggiori da affrontare.La fondazione ha sede in Italia e rappresenta il centro nevralgico per attività su scala mondiale: coinvolge il mondo accademico in congressi internazionali, sviluppa progetti sportivi ed educazionali, quali il progetto Game Over to Leg Failure e offre diverse iniziative educazionali, disponibili anche in italiano nel sito della fondazione (www.vwinfoundation.com).Quest’anno a sostenere l’iniziativa no profit Vein Week, quale unica pharma italiana tra i supporters, ci sarà Alfasigma. L’appoggio incondizionato dell’Azienda, tra i primi 5 player farmaceutici in Italia, ha permesso la realizzazione di un software di geo-calendarizzazione che mostra su una mappa interattiva gli eventi sviluppati e caricati autonomamente da esperti vascolari provenienti da tutto il mondo. “Tutti i continenti partecipano attivamente caricando su un sito dedicato eventi scientifici, educazionali e sociali, secondo un calendario condiviso. Sono coinvolte le più importanti società scientifiche del settore”, aggiunge Gianesini.La pagina web connessa al software di geo-calendarizzazione (https://veinweek.vwinfoundation.com) rimarrà attiva anche dopo la Vein Week, offrendo uno spazio di condivisione eventi, a disposizione dell’enorme numero di professionisti sanitari e promotori della salute coinvolti nell’importante tema venoso e linfatico. “Il valore aggiunto che Alfasigma dà all’importante appuntamento della Vein Week è quello di permettere la condivisione a livello globale di iniziative locali- spiega Federico Riccardini di Alfasigma-. Più di 200 eventi sono stati già autonomamente caricati da tutte le parti del mondo e ognuno di questi può essere personalizzato con video, interviste e altri contenuti di presentazione”. A guidare questa iniziativa di sostegno è la volontà di investire in un software digitale a sostegno della salute che diventa così uno dei numerosi tasselli del processo di digital transformation della multinazionale farmaceutica. Conclude il professor Willy Chi fondatore e membro del board della v-WIN Foundation: “Il disturbo venoso e linfatico è una delle condizioni sanitarie più comuni in tutto il mondo, indipendentemente dalla pandemia. È anche strettamente legato alle complicanze del COVID-19, ovvero la trombosi venosa. Una campagna dedicata incentrata sull’aumento della consapevolezza del disturbo venoso e linfatico, oltre alla sua associazione con la complicanza COVID durante pandemia globale, è fondamentale per la cura di coloro che hanno sofferto della malattia.”

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Sociale. Mammì: “Attenzione a persone più fragili sempre alta”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Roma. “L’attenzione per le persone più fragili non è mai venuta meno da parte dell’Amministrazione. Abbiamo investito con forza e costantemente per nuove strutture, abbiamo aperto e continueremo ad inaugurare anche nei prossimi mesi cohousing dove accogliere e guidare chi si trova in difficoltà verso l’autonomia, abbiamo investito su ogni immobile potesse essere coinvolto in servizi di tipo sociale, anche riconvertendo beni confiscati alla mafia, per il benessere della città. Come assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale ho condotto una ricognizione sia tra gli immobili del patrimonio capitolino sia tra quelli confiscati a disposizione e ho fatto assegnare ogni singola unità immobiliare che potevo utilizzare agli uffici dei Dipartimenti competenti. Grazie a questa azione sono nati e continuano a nascere sempre più servizi. Sicuramente c’è ancora molto da fare, ma l’impegno e l’azione di sistema, per colmare le lacune di troppi anni di gestione inefficace delle risorse pubbliche, è stato e continua ad essere totale. Durante questa ricognizione del patrimonio, condotta in tutte le direzioni, non è stato possibile prendere in utilizzo Casale Gomenizza, al centro delle attenzioni per un importante servizio a sostegno delle persone con autismo, in quanto non di immediato utilizzo. L’attenzione dell’Amministrazione resta sempre alta per aprire nuovi servizi”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

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Università all’estero, meglio gli Usa: in Inghilterra costa il triplo dopo la Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Qualcuno parla della fine di un’epoca, il periodo in cui gli italiani potevano sognare di mandare i figli a studiare nelle celebri università inglesi, tra le migliori al mondo – secondo le graduatorie internazionali – insieme ad Harvard, Stanford e Yale negli Stati Uniti.Ma la fine di un’epoca segna sempre l’inizio di un’altra, dove l’American Dream in questo caso diventa il protagonista.Fino allo scorso anno, agli europei veniva richiesto di pagare la stessa retta universitari degli inglesi, ossia circa 9mila sterline l’anno. Dal prossimo anno scolastico, invece, dovranno pagare circa 3 volte tanto, arrivando così fino a 30mila sterline.Per questo motivo, sono sempre di più gli studenti che decidono di proseguire gli studi negli Stati Uniti, potendo contare su una vastissima scelta di corsi, un ambiente internazionale con studenti provenienti da tutto il mondo e un’ottima introduzione nel mercato del lavoro. Oxford e Cambridge hanno da sempre occupato le top position nelle graduatorie delle migliori università del mondo, potendo competere con università del calibro di Harvard, grazie alla facilità di accesso alle università inglesi per gli studenti europei, ma con la Brexit, gli studenti e i docenti stessi, avranno sempre più difficoltà ad accedere alle università britanniche.Anche il semplice viaggiare diventerà sempre più complicato, così come le pratiche burocratiche che stanno diventando sempre più costose e impegnative.Lo scorso anno, erano 13.965 gli studenti italiani che avevano scelto di frequentare un’università inglese, ma dall’anno accademico 2021/22 perderanno i loro privilegi a causa della Brexit.Per capire le conseguenze di questa decisione del governo britannico, il portale Studying-in-UK.org ha condotto un sondaggio, dal quale è emerso che il 59,2% degli studenti italiani sta decidendo di lasciare le università britanniche nel prossimo anno accademico e, la maggior parte di essi, ha dichiarato che proseguirà gli studi negli Stati Uniti.Questo dato è confermato anche dalle agenzie di programmi di studio all’estero: “Quest’anno abbiamo ricevuto un record di richieste per le università americane” afferma Valeria Sessini, responsabile del Programma Campus USA di Mondo Insieme che offre borse di studio garantite in grado di coprire fino al 70% dei costi di vitto, alloggio e tasse scolastiche.“Studiare negli Stati Uniti è sempre più conveniente grazie alle borse di studio che permettono di pagare $13.000 per anno scolastico che, grazie anche al cambio favorevole, corrispondono a soli 11.000 euro.Sono sempre di più le opportunità per i giovani italiani che hanno il coraggio di investire nel loro futuro, studiando presso università prestigiose, che offrono loro un’eccellente istruzione, aprendo tante possibilità nel mondo lavorativo.Maggiori dettagli su come ottenere le borse di studio negli Stati Uniti sono reperibili su http://www.mondoinsieme.it,

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Un protocollo d’intesa per l’incremento e la formazione degli insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Torino C’è anche la Città metropolitana di Torino tra i firmatari del protocollo d’intesa, intitolato alla promozione della cultura dell’inclusione e finalizzato ad ampliare il numero dei docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. L’accordo, che coinvolge Università degli Studi di Torino, Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Università del Piemonte orientale e Città metropolitana di Torino, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali del comparto scuola Cgil, Cisl e Uil, è stato presentato oggi in diretta streaming sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino alla presenza, tra gli altri, del rettore Stefano Geuna. A rappresentare la Città metropolitana era presente la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà. Secondo il protocollo d’intesa, le istituzioni firmatarie “intendono contribuire a coordinare le proprie azioni secondo un modello di società inclusivo e sostenibile al fine di garantire i diritti e il benessere delle persone con disabilità”, nella convinzione che “con la collaborazione reciproca possa essere valorizzata la disseminazione della cultura dell’inclusione delle persone diversamente abili”.Nel dettaglio, le Università di Torino e del Piemonte orientale realizzeranno le attività formative degli insegnanti di sostegno, l’Ufficio scolastico regionale collaborerà mettendo a disposizione docenti esperti in materia per lo sviluppo delle competenze culturali e professionali dei docenti in formazione, la Regione finanzierà l’Università con 20mila euro per la formazione di docenti qualificati a svolgere le attività formative e la Città metropolitana collaborerà alla ricerca di spazi per la realizzazione delle attività formative.È già stato avviato un gruppo di lavoro che ha lo scopo di incrementare il numero di docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per diminuire il divario tra il numero di insegnanti di sostegno in servizio e il numero di insegnanti in servizio su posto di sostegno in possesso di specializzazione, formando al contempo un pool di esperti che potranno essere “ambasciatori” della cultura dell’inclusione sul territorio. Nelle prossime settimane sarà attivato il corso di aggiornamento e formazione professionale “Esperto nei processi di inclusione scolastica” al Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione dell’Università degli studi di Torino”Il protocollo è volto a migliorare la formazione dei docenti che si occupano degli studenti disabili” commenta la consigliera Barbara Azzarà. “Un’intesa della quale Città metropolitana di Torino è particolarmente soddisfatta, perché unisce l’esigenza dell’aggiornamento per i nostri insegnanti all’attenzione indispensabile per gli alunni che più hanno bisogno di un sostegno qualificato”.

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Parliamo di scuola, una rete di esperti per contributi di qualità

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

“Intervenire con soluzioni fattive per frenare gli effetti del lockdown sugli studenti di ogni ordine e grado è un dovere morale della scuola e non solo. Davanti all’aumento dei casi di disturbi di ansia e da stress, degli episodi di disagio giovanile conseguenza della didattica digitale obbligata, dinanzi ai gap sociali ampliati e ai ragazzi che decidono di non frequentare più, non ci tiriamo indietro”. Ad affermarlo Cristina Costarelli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP) del Lazio, nel corso del secondo webinar organizzato da ANP Lazio “Parliamo di scuola: una rete di esperti per contributi di qualità”. “Come ANP Lazio – ha spiegato Costarelli – proseguiremo, con il rientro in classe anche delle scuole superiori dopo le festività pasquali, il percorso relazionale sul territorio inaugurato, che si concretizzerà in proposte specifiche indirizzate alle istituzioni. Iniziative di helping diffuso negli istituti e corsi di recupero dedicati per intervenire sulle carenze di apprendimento, ma anche progetti di formazione intensivi coadiuvati da esperti di diverse tematiche, a partire da quelli che quotidianamente si rapportano con le realtà più sensibili, potranno fare la differenza nel superare questa fase delicata”. A portare i loro ulteriori contributi nei vari ambiti nel secondo incontro volto alla creazione di una “rete di sistema” della scuola, introdotto dal presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Lazio, Mario Rusconi, sono stati Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio “Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio”, Roberto Massimi Raccis, dirigente presso Raggruppamento Emergenza Roma9, Protezione Civile, Melita Cavallo, past president del Tribunale per i minorenni di Roma, Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali, istituita presso il Dipartimento Affari sociali della Presidenza del Consiglio, Daniele Grassucci, co-fondatore e direttore di Skuola.net, Daria Maggio, psicologa, psicoterapeuta, specialista in psicologia della salute, Giudice Onorario presso Tribunale per i Minorenni di Roma, Socio fondatore dell’Associazione Obiettivo Psico Sociale Onlus, Roberta Beolchi, presidente Associazione Edela a tutela degli orfani delle vittime di femminicidio.

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L’Istituto Svizzero presenta Works/Sculptural

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Roma. Via Ludovisi 48 villa Maraini. E’ la prima grande mostra personale dell’artista svizzera Hannah Villiger (1951-97) in Italia. Hannah Villiger è diventata celebre negli anni Ottanta, in particolare grazie alle fotografie di grande formato del suo stesso corpo. Organizzate nei cosiddetti ‘blocchi’ composti da diverse immagini, i lavori mostrano vedute in primo piano o talvolta parti del corpo frammentate o astratte. L’artista, che si è sempre considerata una scultrice anziché una fotografa, è stata residente all’Istituto Svizzero dal novembre 1974 all’estate 1976. Gli ‘anni romani’ sono stati decisivi per la sua biografia artistica: nel suo studio e nel giardino di Villa Maraini, Hannah Villiger ha sviluppato semplici oggetti ispirati dai materiali dell’Arte Povera, ma con il tempo si è dedicata sempre più consapevolmente alla fotografia, intesa come un metodo scultoreo. A Roma, per esempio, ha creato una precoce serie di scatti in bianco e nero con foglie di palma in fiamme.La mostra presso l’Istituto Svizzero offre una panoramica globale dell’opera dell’artista, presentando una selezione di lavori tratti da ciascuna fase elaborativa. Allo stesso tempo, la residenza all’Istituto Svizzero sarà oggetto di particolare attenzione, con l’esposizione dei diari di lavoro e di altri materiali di ricerca.La mostra verrà accompagnata da un volume pubblicato insieme a Mousse Publishing nell’estate 2021, contenente fotografie dei diari di lavoro e contributi testuali a cura di Elisabeth Bronfen, Gioia Dal Molin, Quinn Latimer, e Thomas Schmutz. Hannah Villiger nasce nel 1951 a Cham, nei pressi di Lucerna (CH). Nel 1971 frequenta i corsi preliminari della Scuola di Arti Applicate di Zurigo, e tra il 1972 e il 1974 il corso di scultura con Anton Egloff alla Scuola di Arti Applicate di Lucerna. Nel 1974 vince una Borsa di Studio Federale d’Arte e una Borsa per una residenza all’Istituto Svizzero di Roma. Fino al 1977 vive a Roma (prima all’Istituto Svizzero, poi in un appartamento a Trastevere), in seguito a Montefalco (IT), dopodiché ritorna in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Dal 1986 vive a Parigi. Tra il 1992 e il 1996 detiene una cattedra alla Scuola di Design di Basilea. Nel 1997 muore a causa di un’insufficienza cardiaca ad Auw (CH). Il suo lavoro è stato riconosciuto in territorio elvetico e a livello internazionale. Già nell’autunno 1975 rappresenta la Svizzera alla Nona Biennale di Parigi insieme ad altri artisti svizzeri come John Armleder e Martin Disler. Nel 1981 è parte della mostra collettiva Künstler aus Basel (‘Giovani artisti di Basilea’) alla Kunsthalle di Basilea, dove il curatore Jean-Christophe Ammann la ripresenta nel 1984 con la mostra personale Neid (‘Invidia’), seguita da altre due personali, al Centre Culturel Suisse di Parigi nel 1986 e al Museum für Gegenwartskunst di Basilea nel 1988-89. Nel 1991 espone il suo lavoro al Kunstverein di Francoforte, e nel 1994 rappresenta la Svizzera insieme a Pipilotti Rist alla 22esima Biennale di San Paolo. Dopo la sua morte hanno avuto luogo ulteriori mostre personali: nel 2001 alla Kunsthalle di Basilea e alla Kunsthalle di Bonn, nel 2002 alla NGBK Neue Gesellschaft für Bildende Kunst di Berlino, nel 2007 al MAMCO – Musée d’art contemporain a Genevra, nel 2008 at Museum für Gegenwartskunst a Basilea e nel 2012 al Centre Culturel Suisse di Parigi. Tra il 2020 e il 2021 la sua opera sarà parte di mostre collettive al Kolumba di Colonia e al Museum zu Allerheiligen a Sciaffusa.A causa delle disposizioni governative la mostra è temporaneamente chiusa. Per i professionisti del settore sono disponibili visite private straordinarie su appuntamento.

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Halo Collective Inc. Reports Record Fourth Quarter and Full Year 2020 Results

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Halo Collective Inc. (“Halo” or the “Company”) (NEO: HALO, OTCQX: HCANF, Germany: A9KN) today announced its financial and operational results for three and twelve months ending December 31, 2020. The Company reported revenues of $21.6 million for the year ended December 31, 2020, a 23% decrease in comparison with the previous year. Profitability, however, was up overall. Adjusted gross profit, excluding fair value gains in biological assets, impairment of inventory and non-reoccurring costs due to market circumstances, was $5.2 million (compared to $2.9 million in 2019). The adjusted gross margin in 2020 was 24% in comparison with 10% in 2019. Complete results are reported in the Company’s consolidated financial statements for the year ended December 31, 2020 (the “Consolidated Financial Statements”) and associated management discussion and analysis (the “MD&A”).

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