Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 9 aprile 2021

Un duro colpo per i giganti dell’industria agricola

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

La scorsa settimana è entrata in vigore una nuova normativa dell’UE che rende più difficile l’accesso al mercato ai pesticidi e alle sostanze tossiche presenti nel nostro sistema alimentare. Questo renderà il nostro sistema alimentare il più trasparente del mondo e garantirà l’accesso pubblico agli studi industriali che la Bayer voleva tenere segreti. Ci sono voluti anni di campagne prima che ciò accadesse, ma abbiamo vinto! Sono passati cinque anni da quando abbiamo lanciato la prima campagna d’azione per cercare di ottenere questa nuova legge. E non sarebbe stato possibile senza le piccole donazioni regolari dei membri di WeMove Europe come te. Le donazioni regolari ci hanno permesso di fare ciò che era necessario per vincere. Che si trattasse di incaricare i migliori scienziati indipendenti per verificare i “dati scientifici” inaffidabili della Bayer, di organizzare una grande trovata mediatica all’ ultimo minuto, o di preparare azioni di massa destinate ai responsabili delle decisioni. Siamo stati in grado di fare qualsiasi cosa. La nuova legge è un brutto colpo per la grande industria agricola e una vittoria per tutti gli europei. Potete essere sicuri che quelli come la Bayer non prenderanno questa sconfitta alla leggera, e quindi dobbiamo prepararci al prossimo attacco.

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Conferenza sul futuro dell’Europa: dal 19 aprile la piattaforma dei cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Nella riunione di mercoledì, il Comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa ha continuato i preparativi per il lancio dell’evento in preparazione di una cerimonia inaugurale il 9 maggio (Festa dell’Europa) Il Comitato esecutivo ha approvato la creazione di una piattaforma digitale multilingue che permetterà ai cittadini di tutta l’UE di contribuire alla Conferenza. Ha anche concordato il proprio metodo di lavoro e avanzato i preparativi per l’evento inaugurale durante la Giornata dell’Europa (9 maggio). A partire dal 19 aprile, grazie alla nuova piattaforma digitale multilingue, i cittadini di tutta Europa avranno la possibilità di esprimere le loro opinioni su qualsiasi argomento che considerano importante per il futuro dell’UE. Ciò permetterà ai cittadini – per la prima volta a livello europeo – di proporre le loro idee e commentare le proposte di altre persone, oltre a creare e partecipare ad eventi. La piattaforma sarà l’hub centrale della Conferenza, uno spazio dove raggruppare e condividere tutti i contributi, compresi gli eventi locali, gli incontri dei cittadini e le sedute plenarie.Un sistema sviluppato per la gestione dei feedback raccoglierà e analizzerà i punti principali sollevati, in modo che possano essere presi in considerazione anche durante gli incontri dei cittadini e le plenarie della conferenza. La piattaforma fornirà anche informazioni sulla struttura e il lavoro della Conferenza, così come delle risorse per gli organizzatori di eventi quali un catalogo degli eventi principali dove promuovere le loro iniziative a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. I cittadini potranno facilmente cercare gli eventi a cui desiderano partecipare grazie a una mappa. Inoltre, il Comitato esecutivo ha compiuto dei progressi significativi riguardo la preparazione di una cerimonia inaugurale della Conferenza, da tenersi il 9 maggio nel corso della Giornata dell’Europa (condizioni sanitarie permettendo). Il Comitato ha poi adottato il proprio metodo di lavoro e ha tenuto una prima discussione sulle regole per la composizione e il lavoro delle sessioni plenarie della Conferenza. Il Comitato esecutivo si riunirà di nuovo il 21 aprile, per finalizzare la discussione sulle regole e per affrontare gli altri aspetti necessari per l’organizzazione della conferenza.

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Viafintech stringe una partnership con illimity

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

viafintech e illimity Bank S.p.A. (“illimity” o la “Banca”) annunciano una partnership che consente ai clienti di illimitybank.com – la banca digitale diretta del Gruppo illimity – di utilizzare la funzione viacash all’interno della loro app di mobile banking. Il servizio, fornito da viafintech, si trova nell’app della banca sotto la voce “Versamento Contanti” e permette ai clienti di depositare contanti in modo intelligente ed efficiente, mentre fanno la spesa. I clienti di illimitybank.com potranno effettuare versamenti anche al supermercato, utilizzando la nuova funzionalità e sfruttando una rete di oltre 1000 Punti Vendita in Italia. Il meccanismo è semplice e veloce: per ottenere l’accredito sul conto in modo automatico, il cliente genera un codice a barre direttamente nell’app, che viene poi scansionato alla cassa di un qualsiasi punto vendita, partner di viafintech. Tra i rivenditori che offrono il servizio ci sono le filiali dei seguenti supermercati: Pam Panorama, Pam Local, Penny Market Italia e Carrefour Italia.

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UCB guarda al futuro con partnership del livello di Microsoft e Talent Garden

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

UCB ha da poco annunciato una nuova collaborazione con Microsoft, che inaugura una strategia pluriennale per combinare i servizi computazionali, il cloud e l’intelligenza artificiale (AI) di Microsoft con le capacità di scoperta e sviluppo di farmaci di UCB. Microsoft fornirà tecnologia di intelligenza artificiale e scienziati applicati per lavorare a fianco dei nostri scienziati e dei nostri professionisti, con l’obiettivo di favorire la scoperta di nuove correlazioni e modelli, fondamentali per sviluppare farmaci nuovi e altamente personalizzati. Alcune attività relative alla scoperta di farmaci richiedono infatti l’analisi di set di dati ad alta dimensione o informazioni multimodali non strutturate, che la piattaforma di Microsoft può supportare, consentendo così ai nostri scienziati di scoprire nuovi farmaci in modo più efficiente e innovativo. In linea con questa prospettiva globale, anche in Italia abbiamo da tempo sposato il progetto della digitalizzazione e la sfida dell’intelligenza artificiale. Per offrire alle persone che lavorano in UCB sempre maggiori opportunità di aggiornamento professionale e formazione di alto livello sui temi dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, abbiamo attivato un percorso formativo e operativo di ripensamento in ottica digitale di tutti i dipartimenti aziendali, teso a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per prendere decisioni realmente data driven. La trasformazione digitale è un’opportunità preziosa per ogni dipendente di UCB poiché, a prescindere dalla funzione e dalla seniority, ognuno avrà in questo contesto, la possibilità di un radicale reskilling, di aggiornarsi secondo le ultime tendenze del settore e di confrontarsi con consulenti e partner stimolanti. Questo piano di sviluppo si serve di partnership prestigiose, come, per esempio, quella con Talent Garden: la Data Digital Academy, partita nel 2020, rappresenta un piano strutturato di alfabetizzazione rivolto a tutti i collaboratori di UCB nell’ambito della digitalizzazione e della gestione dei dati, seguito da un più profondo lavoro di avvio alla trasformazione digitale di processi già in corso, con l’obiettivo di condizionare in modo rilevante anche lo sviluppo di tutti i nostri progetti futuri. Per lo sviluppo di progetto, abbiamo a disposizione il network di startup che TAG è in grado di mobilitare, ma anche il contributo degli studenti di 2 master (Digital Transformation e Business Data Analysis) di Talent Garden, a cui abbiamo offerto la possibilità di confrontarsi con le sfide che la nostra azienda sta incontrando e di proporci soluzioni realmente innovative. Stella Manduchi – ADNKRONOS COMUNICAZIONE SRL

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Keystone: le 10 caratteristiche del CEO di successo nel 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

A un anno dall’esplosione degli effetti del Covid19 sull’economia, si evidenziano alcune tendenze manageriali destinate a restare nella nuova normalità e a definire chi saranno i leader aziendali di domani. La pandemia ha introdotto nuovi stili di leadership e nuove modalità per guidare e gestire i team. Ha fatto emergere alcune nuove parole d’ordine e nuove esigenze per le aziende che devono guardare oltre la crisi, con scelte coraggiose e lungimiranti. In questo scenario, Keystone, la linea di business di Randstad dedicata alla ricerca e selezione di profili executive, ha stilato il decalogo delle caratteristiche che deve avere il CEO di successo nel 2021 sulla base dell’esperienza dei grandi manager alla guida delle più importanti aziende globali. Il CEO di successo oggi è un leader riconosciuto, di comprovate capacità e competenze, che porta risultati con tutto il team, capace di delega e di fiducia, che valorizza il talento e sa apprendere dall’esperienza per guardare lontano”. 1 – Conoscere il business. La condizione imprescindibile per guidare un’azienda nel 2021, secondo Keystone, è conoscerne in profondità l’attività, il settore, i processi. Oggi non basta più un manager che sappia muovere le leve finanziarie, il CEO deve conoscere a fondo la realtà che è chiamato a guidare, dalle regole che governano la produzione, a quelle della distribuzione e del marketing. 2 – Essere ispiratore. Le persone oggi non si accontentano di svolgere un compito, desiderano essere ingaggiate. “Spacchi le pietre o costruisci cattedrali?” Aiutare a dare un senso al lavoro significa, per il CEO, coinvolgere i collaboratori sui valori e sulla cultura aziendale. Solo così arrivano i risultati. 3 – Essere “vicino” alle persone. Per essere riconosciuto come un leader, il CEO deve conoscere i suoi collaboratori e parlare il loro stesso linguaggio: oltre che al business, deve essere vicino al lavoro quotidiano delle persone, per comprenderne le esigenze, fissarne gli obiettivi e i traguardi. 4 – Portare visione. Il CEO ha il dovere di guardare oltre l’esistente. Nella sfida della pandemia deve affrontare il presente, ma anche indirizzare l’azienda nel medio-lungo periodo, prepararla al domani. Deve tracciare la strada e definire l’indirizzo strategico, in modo da fornire a tutti i lavoratori il senso della sfida comune a cui sono chiamati a prendere parte. 5 – Avere uno stile di leadership inclusivo. La sfida della pandemia ha rafforzato il concetto di “alleanza” per un progetto comune. Il CEO di successo oggi è quello che ottiene risultati grazie al lavoro dei suoi collaboratori, che mette avanti il “noi” prima di sé stesso, infondendo fiducia e sapendo delegare. Un manager che si prende la responsabilità di decidere, dopo aver consultato le persone nei ruoli chiave. 6 – Valorizzare il talento. Se a fare davvero la differenza è il team, il CEO deve valorizzare il talento che è in ogni persona e far sì che sia realmente messo a disposizione dell’organizzazione. Deve investire nel capitale umano, stimolare la crescita individuale, promuovere upskilling e reskilling ad ogni livello aziendale. 7 – Stimolare la creatività. In modelli di lavoro sempre più agili, incentrati sulla responsabilizzazione individuale, non è il controllo a portare risultati, ma il coinvolgimento di tutti, la disponibilità a mettersi in gioco, l’”imprenditorialità”, con il contributo di libertà, idee, creatività e passione che il CEO deve impegnarsi a promuovere. 8 – Curare il benessere. L’esperienza della pandemia ha portato prepotentemente l’attenzione sulla salute e la sicurezza delle persone. Chi guida l’azienda oggi non deve solo garantirle, ma rassicurare la comunità aziendale, impegnarsi a “prendersi cura” dei collaboratori, portando attenzione al benessere e al significato profondo del lavoro. 9 – Avere credibilità. È fondamentale che il CEO sia riconosciuto come guida dell’azienda grazie ad una “credibilità” fondata su autorevolezza, serietà, affidabilità e coerenza. Una reputazione che si costruisce nel tempo, anno dopo anno, in cui sono importanti l’immagine e il racconto di sè, ma ancora di più il curriculum: la credibilità è comprovata dall’esperienza e dai progetti portati a termine nel corso della carriera. 10 – Mettersi in discussione. Una delle soft skills più importante per ogni manager è la capacità di imparare dall’esperienza. Nella vita del CEO questo significa dimostrarsi aperto al cambiamento e disponibile ad apprendere nuove conoscenze, attraverso un continuo reskilling nel corso della carriera. Ma anche mettersi in discussione e apprendere dai propri errori per migliorare costantemente.

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L’integrità genetica del lupo italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

E’ sempre più minacciata dall’ibridazione con il cane domestico. È quanto dimostrato in un recente studio condotto dalla ,Sapienza Università di Roma in collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) e il Centre Nationale de la Recherche Scientifique (Francia), pubblicato sulla rivista The Journal of Wildlife Management. Il cane domestico è il risultato di una forte selezione attuata dall’uomo e di millenni di isolamento riproduttivo dal lupo. Nel tempo il cane ha sviluppato forme e comportamenti più appropriati alle necessità dell’uomo e profondamente diversi rispetto al suo progenitore selvatico. Dal punto di vista biologico, il cane e il lupo sono la stessa specie e in determinate circostanze possono accoppiarsi e generare ibridi fertili. Eppure, nonostante l’ibridazione con il lupo sia occasionalmente avvenuta fin dall’origine stessa della domesticazione del cane, oggi il timore è che il fenomeno sia in forte aumento a causa dell’espansione del lupo in aree maggiormente antropizzate, dove il rapporto numerico risulta ampiamente a favore della popolazione canina.Sulla base di 152 campioni raccolti, corrispondenti a 39 lupi in 7 branchi differenti, i ricercatori hanno stimato una prevalenza di ibridazione del 70%, con individui ibridi presenti in almeno 6 dei 7 branchi monitorati. Inoltre, attraverso la ricostruzione genealogica è stato accertato che in almeno due di questi branchi gli individui ibridi godono dello status di riproduttori, e sono in grado quindi di tramandare le varianti genetiche di origine canina alle generazioni successive. Nonostante la presenza di casi di ibridazione fosse stata originariamente ipotizzata, se si considerano gli effetti potenzialmente negativi che i geni di origine canina possono avere per la sopravvivenza del lupo allo stato selvatico, i risultati dello studio evidenziano uno scenario allarmante per la conservazione della specie e per la tutela della sua identità genetica.I risultati dello studio evidenziano quanto sia fondamentale non ignorare il fenomeno e mettere in campo tutte le migliori competenze e capacità gestionali per preservare l’integrità genetica del lupo. Ma non solo, è necessario informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di estinzione genomica. “È questo un concetto molto più difficile da comprendere e condividere di quanto non lo sia stato il rischio di estinzione demografica quando, nei primi anni ’70, l’Italia si è detta favorevole alla protezione legale della specie – conclude Ciucci. “Paradossalmente, 50 anni più tardi, è la stessa identità genetica del lupo che è messa a rischio come conseguenza delle dinamiche espansive della specie, dell’elevato numero di cani vaganti e dell’inerzia gestionale”. Le tecniche genetiche utilizzate dai ricercatori per identificare gli ibridi, che utilizzano il DNA estratto dagli escrementi di lupo, sono state messe a punto nel laboratorio di Genetica della Conservazione dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), da anni attivo nel settore. La stima della prevalenza degli ibridi è stata effettuata nella popolazione di lupo che vive nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e nelle zone circostanti dell’Appennino settentrionale, un’area centrale e strategica della distribuzione del lupo nell’Appennino, dove i primi individui ibridi, o comunque morfologicamente devianti rispetto allo standard morfologico del lupo, erano già stati osservati dalla fine degli anni ’90.

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Mieloma multiplo: I casi in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Ogni anno, in Italia, 5.800 persone sono colpite da mieloma multiplo, un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo. Le armi innovative come gli immunomodulanti, utilizzati in combinazione con altre terapie, consentono di prolungare significativamente gli intervalli di tempo liberi da recidiva con una buona qualità di vita, arrivando in molti casi a cronicizzare la malattia. In vent’anni, infatti, la sopravvivenza mediana è passata da circa 36 mesi a 7 anni. Gli immunomodulanti hanno cambiato radicalmente le prospettive di cura e, utilizzati in combinazione con farmaci come gli inibitori del proteasoma e gli anticorpi monoclonali, rappresentano la vera e propria “spina dorsale” del trattamento, dalla prima linea fino a quelle successive. E le CAR T, che costituiscono il fronte più avanzato dell’immunoterapia, stanno evidenziando risultati importanti nei pazienti pesantemente pretrattati, con circa l’80% vivo a un anno rispetto a un’aspettativa di vita che non superava i 9 mesi. Le prospettive offerte dalle armi innovative contro il mieloma multiplo sono approfondite oggi in un media tutorial virtuale, promosso da Celgene ora parte di Bristol Myers Squibb. Le opzioni terapeutiche disponibili nelle varie fasi della malattia si sono espanse considerevolmente, e ciò si è tradotto in un significativo miglioramento dell’attesa di vita dei pazienti”.Lenalidomide, farmaco immunomodulante, in associazione con un inibitore del proteasoma (bortezomib) e cortisone (desametasone), fornisce a pazienti con malattia di nuova diagnosi e non eleggibili al trapianto un’opzione terapeutica che estende significativamente la prima remissione. Questa ‘tripletta’ è stata approvata in Europa sulla base dei risultati dello studio SWOG S0777, che ha coinvolto 525 pazienti. La sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 42 mesi e la sopravvivenza mediana globale 89 mesi. Dalla seconda linea, le combinazioni a base di pomalidomide rappresentano il cardine. Nello studio OPTIMISMM, che ha coinvolto 559 pazienti e pubblicato su ‘The Lancet Oncology’, il trattamento con pomalidomide associato a bortezomib e desametasone ha notevolmente migliorato la sopravvivenza libera da progressione (11,2 mesi), con una riduzione del rischio di progressione della malattia o morte del 39%, e ha generato risposte più rapide e durature nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, che hanno ricevuto fino a tre precedenti linee terapeutiche. La terza linea di trattamento vede un’opzione importante nell’aggiunta di un anticorpo monoclonale, elotuzumab, a pomalidomide e desametasone. Questa tripletta è stata approvata in Europa nei pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario, che abbiano ricevuto almeno due precedenti linee di terapia. L’approvazione si basa sui dati dello studio ELOQUENT-3 su 117 pazienti, in cui la tripletta ha raddoppiato, rispetto a pomalidomide e desametasone da soli, sia la sopravvivenza libera da progressione mediana (10,25 mesi rispetto a 4,67 mesi) che il tasso di risposta globale (53,3% rispetto a 26,3%).

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Investire nelle obbligazioni cinesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Qian Zhang, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management Con 15.000 miliardi di dollari, la Cina è ora il secondo mercato obbligazionario più grande al mondo, dopo quello degli Stati Uniti e prima di quello giapponese. Eppure è un mercato ancora molto poco considerato dagli investitori internazionali: la quota di obbligazioni cinesi detenute attualmente da stranieri è inferiore al 3%. Dato che i rendimenti del mercato obbligazionario globale sono ai minimi storici, gli investitori nel reddito fisso hanno bisogno di una classe di attivi che offra rendimento e resilienza. Riteniamo che le obbligazioni cinesi siano un elemento di diversificazione difensivo per i portafogli globali e abbiano il potenziale di aumentarne il rendimento grazie a: rendimento elevato e di alta qualità rispetto alle obbligazioni dei mercati sviluppati bassa volatilità, bassa correlazione con le altre principali classi di attivi Oggi è forse l’unico tra i grossi segmenti dell’universo dei titoli di Stato a offrire ancora rendimenti soddisfacenti e una qualità discreta. Gli investitori guardano alle obbligazioni cinesi pensando di investire nel debito dei mercati emergenti, ma c’è una certa differenza. Innanzitutto, il debito cinese onshore è molto più ampio di tutti gli altri debiti in valuta locale dei mercati emergenti combinati. In secondo luogo, ha generato rendimenti simili, ma con una volatilità molto inferiore.I mercati emergenti tradizionali normalmente registrano deflussi di capitale e volatilità della valuta nei periodi di avversione al rischio a livello globale, ma ciò non è avvenuto con la Cina. A nostro avviso le obbligazioni cinesi si sono staccate dagli attivi dei Paesi emergenti e si sono convertite in attivi “core” a reddito fisso. La pandemia dovrebbe contribuire ad accelerare tale tendenza. Riteniamo che le obbligazioni cinesi debbano essere uno strumento difensivo di diversificazione per i portafogli globali con il potenziale per migliorarne anche il rendimento. Queste sono le ragioni: Resilienza nelle fasi di turbolenza globale: La classe di attivi ha dimostrato la sua resilienza in periodi storici caratterizzati da elevata volatilità, tra cui la crisi finanziaria del 2008, la crisi del debito europeo e la crisi causata dal COVID-19 nel primo trimestre del 2020. Convergenza verso gli attivi “core” a reddito fisso Le obbligazioni cinesi in valuta locale presentano una bassa volatilità, pari al 4% annuo (in USD), se confrontata con quella degli strumenti a reddito fisso dei mercati sviluppati e dei mercati emergenti e delle azioni dei mercati sviluppati e cinesi. Oltre alle sue caratteristiche di resilienza e bassa correlazione, riteniamo che le obbligazioni cinesi diventeranno sempre più adatte a far parte della componente “core” a reddito fisso. Vantaggio della diversificazione: Ha una bassa correlazione con le principali classi di attivi, incluse le obbligazioni e le azioni globali; una caratteristica attualmente molto difficile da trovare in un momento in cui la maggior parte delle classi di attivi è sempre più correlata per via delle politiche economiche attualmente in vigore, come il quantitative easing. L’inserimento negli indici obbligazionari globali ha stimolato gli investimenti stranieri in questo mercato e la valuta beneficia di una prospettiva relativamente stabile poiché si avvia a diventare gradualmente una valuta di riserva.

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Mercati Emergenti: quando il diritto (di prelievo) è un compromesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. Questa settimana si svolgono a Washington i tanto attesi incontri del Fondo Monetario Internazionale (FMI), in forma ovviamente virtuale. Le ultime stime del Fondo vedono la crescita mondiale in miglioramento, con il PIL globale in crescita del 6% nel 2021, in rialzo dello 0.5% rispetto alle stime di gennaio. Questa stima nasconde però delle divergenze importanti: i paesi avanzati cresceranno del 5.1%, trainati dagli Stati Uniti (+6.4%). I paesi emergenti cresceranno del 6.7%, ma solo grazie alle performance della Cina (+8.4%) e dell’India (+12.5%). L’Africa Sub-sahariana, ad esempio, crescerà solo del 3.4%, l’America Latina del 4.6% e l’Europa Emergente del 4.4%. Questo gap di crescita è ancora più marcato se lo guardiamo da un altro punto di vista. Secondo le stime del Fondo, l’unico paese in cui nel medio periodo il livello stimato del PIL sarà superiore alle stime pre-Covid sono gli Stati Uniti. Nelle economie emergenti, la perdita totale di ricchezza rispetto alle stime pre-Covid è nell’ordine del 4-8% del PIL, con Asia (ex-Cina) e America Latina maggiormente colpite.Che cosa sta alla base del fenomeno che vede le economie ricche riprendersi dalla pandemia con un vigore superiore rispetto ai paesi emergenti? Due fattori: una politica fiscale più espansiva e una somministrazione di vaccini più efficace. Il primo fattore è legato alla possibilità che i paesi ricchi hanno di finanziare stimolo fiscale tramite emissione monetaria (quantitative easing), un privilegio legato al fatto di emettere reserve currencies. Il secondo fattore è legato agli accordi presi dai paesi sviluppati con le multinazionali farmaceutiche, grazie ai quali si sono assicurati la stragrande maggioranza delle dosi di vaccini disponibili nei primi mesi di inoculazioni. Questo vuol dire che i paesi sviluppati raggiungeranno l’immunità di gregge e riapriranno le loro economie quando alcuni paesi emergenti staranno appena iniziando a vaccinare su larga scala. In parole povere, i paesi emergenti continueranno a soffrire degli effetti della pandemia ben più a lungo degli altri. È palese che il Fondo Monetario debba giocare un ruolo importante per evitare una nuova crisi dei paesi emergenti, ma quale? Nel post-Covid, l’FMI ha messo in piedi programmi di vario genere con 86 paesi per un totale di 110 miliardi di dollari (vedi qui), ai quali vanno aggiunte altre linee preesistenti, per un totale di 250 miliardi. Questo è ancora poco rispetto al potenziale di erogazione del Fondo che ammonta a circa un trilione di dollari. Può il Fondo Monetario fare di più per aiutare i paesi emergenti? Certamente. Ma allora perché non lo fa? Non è così semplice. Per capire, dobbiamo fare un passo indietro.In sintesi, l’FMI di oggi è diverso rispetto a quello di 20 anni fa per due aspetti fondamentali. In primo luogo, il Fondo non insiste più con i paesi sul principio della libera circolazione del capitale. Al contrario, ritiene che i controlli di capitale possano, in certi casi, avere un senso. In secondo luogo, il Fondo ha abbandonato il dogma dell’austerità fiscale e spinge anzi i paesi a continuare a fare investimenti pubblici. In parole povere, il Fondo ha abbandonato la sua ortodossia economica per assumere una posizione più malleabile. Questa è senz’altro una buona notizia per i paesi emergenti, ma che dire degli investitori che hanno finanziato questi paesi? A pensarci bene, se il Fondo Monetario apre la porta a controlli di capitale (in uscita) ed è meno rigido sul consolidamento fiscale, sta implicitamente rendendo il default sul debito sovrano più probabile. Come mai? L’FMI – per suo stesso Statuto – può solo erogare prestiti ove il debito sia giudicato sostenibile. Se al paese viene richiesta meno austerità fiscale che in passato, è chiaro che uno sforzo aggiuntivo per ridurre il debito possa venir chiesto ai bondholders, tramite una ristrutturazione. In parole povere, se il debito non è sostenibile, qualcosa va fatta. Se non la fa il paese (tirando la cinghia) devono farla gli obbligazionisti (accettando una ristrutturazione). La linea dura del “proactive restructuring” è sostenuta con forza da molti accademici, i quali sostengono che i paesi emergenti devono a gran voce rinegoziare il debito con i bondholders all’interno di un programma con l’FMI. Paradossalmente però sono proprio i paesi emergenti, spesso, a non volersi avvicinare al Fondo Monetario per paura di essere obbligati dal Fondo stesso a ristrutturare il debito contratto con gli obbligazionisti privati. Questo perché temono di entrare in una spirale perversa di contenziosi legali, perdendo accesso al mercato dei capitali per diversi anni.Quindi, da un lato il “nuovo” Fondo Monetario è pronto ad aiutare i paesi, ma è comprensibilmente restio a offrire linee di credito che vengano usate per ripagare gli obbligazionisti privati. Dall’altro i paesi emergenti sono altrettanto comprensibilmente restii a iniziare un arduo processo di ristrutturazione del debito se pensano che la crisi sia in realtà solo passeggera. Nel dubbio, tendono a non avvicinarsi al Fondo. Appare poco ragionevole aspettarsi che investitori privati che hanno dato fiducia a mercati emergenti decidano di loro iniziativa di ristrutturare o condonare il debito. Sta, quindi, al Fondo stesso persuadere i paesi che è nel loro interesse prendere una linea di credito e iniziare (ove fosse necessario) un processo di ristrutturazione. Ma – per le ragioni esposte qui sopra – non è facile. Siamo quindi al punto di partenza. Che fare allora? Ecco che entrano in gioco le SDR (Special Drawing Rights), i famosi diritti speciali di prelievo. Sembra probabile che l’FMI annuncerà a breve l’emissione di 650 miliardi di dollari di SDR. Questi diritti di prelievo sono un tipo di valuta, scambiabile sul mercato con dollari o altre valute forti. Un’emissione di SDR da parte del FMI equivale, quindi, a un’immissione di liquidità nelle riserve di tutti i paesi membri del Fondo Monetario. Un paese che ha poche riserve auree e riceve SDR può scambiarle con dollari sul mercato e far fronte a pagamenti verso esteri, ad esempio. Ogni paese riceve SDR in base alla sua quota nel Fondo Monetario. I critici di questa misura sostengono che le SDR andrebbero principalmente ai paesi ricchi, che detengono la maggior parte delle quote – il che è vero. Detto questo, un’emissione da 650 miliardi di dollari equivale a un aumento significativo delle riserve in molti paesi, tra cui ad esempio Sri Lanka, Pakistan, Ecuador, Ghana, Argentina, Ucraina ed Egitto. Inoltre, non è da escludere che l’FMI possa incoraggiare in qualche modo i paesi più ricchi a cedere la loro quota a paesi più poveri.Il Fondo ha ovviamente altre opzioni, tra cui la creazione di nuove e originali linee di credito, con scadenze più lunghe e tassi più bassi. Ciò detto, per una parte significativa dei paesi rimane il timore che chiedere aiuto all’FMI possa voler dire dover ristrutturare il proprio debito. Uscire da questa impasse è difficile, e in fondo sono mesi che le posizioni non cambiano. Un’emissione di SDR rappresenta quindi una scelta facile e immediata, un compromesso non certo ideale ma che tutto sommato non scontenta nessuno. http://www.acomea.it

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Il piano di Biden sulle infrastrutture: al di là di strade e ponti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Domenico Maceri, PhD. “È come un cavallo di Troia”. Ecco la reazione di Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky e leader della minoranza al Senato, mentre commentava il massiccio piano infrastrutturale annunciato da Joe Biden in un discorso a Pittsburgh in Pennsylvania. McConnell ha elaborato sostenendo che il progetto si basa su “ulteriori prestiti e ingenti aumenti fiscali a tutte le componenti produttive” dell’economia.Il programma dell’attuale inquilino alla Casa Bianca di circa duemila miliardi di dollari si aggiunge al recente pacchetto di stimolo anti-Covid approvato recentemente con voti di soli democratici. I repubblicani, a differenza dei democratici che votarono a favore del pacchetto anti-Covid durante l’amministrazione di Donald Trump, sembrano essersi rinchiusi nella loro tipica strategia di bloccare qualunque cosa un presidente democratico possa fare. Lo fecero in grande misura durante l’amministrazione di Barack Obama e lo stanno mettendo in pratica con Biden.Biden sa benissimo che il tema delle infrastrutture è popolare con gli americani e in un certo senso anche con i repubblicani, ma lavorare in maniera bipartisan a Washington sembra essere scomparso. Il piano di Biden etichettato “American Jobs Plan” spenderebbe ingenti somme sulle strade, ponti, ferrovie, ma includerebbe anche fondi per nuove tecnologie e il cambiamento climatico. Biden lo ha classificato come “l’investimento più significativo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale” che metterebbe l’America all’avanguardia anche nelle emergenti tecnologie.Il 73 percento degli americani favorisce il piano annunciato da Biden, cifra molto alta specialmente di questi giorni. Alcuni repubblicani, a differenza di McConnell, se ne sono accorti, riconoscendo l’importanza dei progetti di infrastrutture, obiettando però sulle dimensioni del piano. Il senatore repubblicano del Missouri Roy Blunt, in un’intervista alla Fox News, ha detto che bisogna ridurre il piano di Biden del 70 percento se il presidente spera di ottenere supporto del suo partito. Blunt ha dichiarato che 615 miliardi sarebbero sufficienti perché il resto sarebbe speso in aree che non hanno nulla a che fare con le infrastrutture.Blunt non ha tutti i torti se si definiscono infrastrutture semplicemente come ponti e strade. Biden la vede diversamente includendo anche l’ampliamento di banda larga a zone in America dove non esiste. Include anche infrastrutture legate all’industria manifatturiera, la modernizzazione delle reti elettriche, migliorie alle scuole, e anche assistenza per la cura degli anziani e per assicurarsi che l’acqua sia potabile per tutti.Si tratta di una differenza non solo del termine infrastrutture ma anche di una visione del ruolo del governo nella società. I repubblicani continuano ad insistere che lasciando mano libera alle aziende private il sistema funziona per tutti. Una visione limitata poiché le aziende private investono solo quando vedono il profilo dei guadagni. Il tipo di investimenti fatti dal governo non mira a produrre profitti ogni tre mesi per soddisfare gli investitori. Gli investimenti governativi producono alcuni frutti immediatamente ma in molti casi i benefici saranno duraturi e verranno a galla in tempi poco vicini.I repubblicani non sono gli unici insoddisfatti con le spese della proposta di Biden. L’ala sinistra del Partito Democratico dissente anche ma nella direzione opposta. Alexandria Ocasio-Cortez, parlamentare ultra liberal di New York (14esimo distretto), in un’intervista alla Msnbc ha dichiarato che le spese proposte da Biden sono insufficienti poiché includono un lasso di tempo di dieci anni. La cifra indicata da Ocasio-Cortez si aggirerebbe invece non su duemila ma diecimila miliardi di dollari.La proposta di Biden sarà dunque massaggiata e discussa alla Camera che come si sa è dominata dai democratici. Alla fine emergerà un disegno di legge che soddisfi le due ali del partito democratico il quale arriverà al Senato dove si prevede una strada in salita. Nella Camera Alta i democratici dovranno fare i conti con il filibuster che richiede 60 consensi per procedere al voto il che vuol dire che 10 repubblicani dovrebbero votare con i democratici. Già si parla di raggirare il filibuster ripetendo la reconciliation che solo richiede una semplice maggioranza se i disegni di legge sono concentrati su questioni di bilancio. La parlamentarian Elizabeth McDonough, il funzionario che consiglia il Senato su questioni di procedure legislative, ha informato i vertici del Partito Democratico che possono usare altre tre manovre di reconciliation nei primi due anni dell’amministrazione di Biden. Una buona notizia per i democratici anche se uno dei loro senatori conservatori, Joe Manchin del West Virginia, ha dichiarato che non appoggia totalmente la proposta di Biden. In particolar modo Manchin è contrario all’aumento delle tasse alle corporation dal 21 al 28 percento che lui vorrebbe ridurre al 25 percento. Va ricordato che nel 2017 i repubblicani ridussero la cifra dal 35 al 21 percento. Tutto sommato, le corporation ne uscirebbero abbastanza bene anche con Biden nonostante l’evidente piccolo passo indietro. Jeff Bezos, infatti, il padrone di Amazon e l’uomo più ricco al mondo, si è dichiarato favorevole alle tasse sulle corporation programmate da Biden.Questo piccolo sacrificio per le corporation coprirebbe il costo della sua proposta, secondo Biden, anche se il tam-tam di una patrimoniale alle classi benestanti suonato dai senatori democratici di sinistra Bernie Sanders e Elizabeth Warren gli chiederebbe un altro piccolo sacrificio. Non dovrebbe fare loro tanto male considerando anche i notevoli profitti accumulati durante la pandemia. I benefici della nuova proposta però andrebbero a tutti gli americani, come ci confermano ricerche citate in un recente articolo del Washington Post. Uno studio di Moody Analytics ci informa che ogni dollaro investito dal governo si traduce a 1,50 nell’aumento del Pil (Prodotto interno lordo). La crescita verrebbe stimolata al 3,8 percento, la disoccupazione scenderebbe a 3,5 percento e 13,5 milioni di posti di lavoro verrebbero creati. Un altro studio della Georgetown University conferma questi dati anche se il numero di posti di lavoro sarebbe 15 milioni.La proposta di Biden sulle infrastrutture fa parte dell’ideologia dei democratici di usare il governo per migliorare la società guardando al passato ma anche al futuro. Donald Trump nel suo slogan di “Make America Great Again” (Rifacciamo grande l’America) mirava a riportare il Paese nella società degli anni 50 quando i bianchi dominavano e i gruppi minoritari si trovavano decisamente in una posizione sfavorevole, specialmente gli afro-americani. Biden sta cercando di fare l’America grande includendo però tutti gli americani, prendendo ispirazione dai programmi progressisti del New Deal degli anni 30 di Franklin Delano Roosevelt, la cui foto lui vede ogni giorno dal suo studio ovale alla Casa Bianca. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Green deal: stop pesticidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

C’è tempo fino al 12 aprile prossimo, per partecipare alla consultazione pubblica indetta dalla Commissione Europea sulla revisione della Direttiva UE Pesticidi (2009/128/EC), la normativa europea che fissa le regole per un utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari ed impone agli Stati membri la redazione di Piani di Azione nazionali per la sua attuazione. Quello dell’Italia è ormai scaduto dal febbraio 2018 ed è urgente un suo aggiornamento. Si tratta di un’occasione imperdibile per far sentire da parte dei cittadini, direttamente alla Commissione Europea, la propria opinione in merito alle regole europee sull’uso dei pesticidi. Per questo è importantissimo che il maggior numero possibile di Associazioni e singoli cittadini si attivino per partecipare. Farlo è molto semplice.L’Alleanza per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” ha creato uno strumento agile e funzionale per facilitare la partecipazione del comune cittadino, non addetto ai lavori ma interessato a fare sentire la propria voce per chiedere l’eliminazione dei pesticidi dai campi alla tavola. Si tratta di un sito web che permette alle Associazioni e singoli cittadini di partecipare alla consultazione della Commissione Europea con facilità, fornendo istruzioni e suggerimenti. Da QUESTO SITO basta cliccare su “Partecipa alla consultazione pubblica: “Uso sostenibile dei pesticidi – revisione delle norme dell’UE” e seguire i prompt.La Direttiva UE 2009/128/EC sull’uso sostenibile dei pesticidi (nota anche come Direttiva SUD) mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dai possibili rischi e impatti dei pesticidi, rendendo obbligatorio per gli Stati membri ridurre la loro dipendenza dai prodotti chimici di sintesi utilizzati in agricoltura e per la manutenzione del verde pubblico e privato. Diverse valutazioni, anche da parte della stessa Commissione Europea, hanno dimostrato che gli Stati membri non hanno fissato alcun obiettivo di riduzione dei pesticidi come richiesto dalla Direttiva e sono in gran parte inadempienti. Eppure la Commissione Europea fino ad oggi non ha aperto procedure d’infrazione contro nessun Stato membro per la mancanza di attuazione di questa Direttiva, a differenza di altre normative europee per la tutela dell’ambiente. La Direttiva UE 2009/128/EC non ha dato risultati tangibili ma le alternative ai pesticidi esistono e sono già utilizzate con successo in diversi paesi dell’UE. Non solo è possibile costruire gradualmente un modello agricolo esente da pesticidi dannosi, ma è ormai di fatto una necessità se vogliamo raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo, arrestare la perdita della biodiversità e tutelare la salute dei cittadini e residenti nei territori rurali. Insieme all’Iniziativa dei Cittadini Europei “Salviamo Api e Agricoltori”, con la raccolta di 1 milione di firme, superando il quorum in almeno 7 Paesi europei, questa consultazione pubblica sulla riforma della Direttiva UE Pesticidi è molto importante per rafforzare gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, oggi sotto attacco da parte delle potenti lobby dell’agrochimica e delle corporazioni agricole.Gli obiettivi della partecipazione alla consultazione della Commissione Europea per la revisione della Direttiva UE Pesticidi, coincidono in parte con la petizione ICE “Salviamo le Api e Agricoltori”: Trasformare l’obiettivo del 50% di riduzione dell’uso di pesticidi fissato dalla strategia “Farm to Fork” e l’ambizione del Green Deal europeo in una norma vincolante per gli Stati membri. Costringere gli Stati membri a elaborare Piani d’Azione Nazionali con obiettivi concreti per ridurre significativamente l’uso di pesticidi nei prossimi anni, tutelare i cittadini residenti nelle aree rurali e l’agricoltura biologica dalle contaminazioni accidentali e risolvere I conflitti d’interesse tra coloro che forniscono assistenza tecnica agli agricoltori e vendono pesticidi.

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AssembraMenti: Clima, lavoro, inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Il 10 e 11 aprile, tramite ZOOM, si apre il sipario su “AssembraMenti – Clima, lavoro, inclusione”, organizzata da Rinascimento Green in Emilia Romagna, coordinata da Mattia Santori con il patrocinio della Regione e il supporto della European Climate Foundation. L’iniziativa di democrazia dal basso permetterà a cittadine e cittadini emiliano-romagnoli di parlare di clima, transizione ecologica e dei bisogni della loro terra, individuati a seguito del questionario che ha coinvolto diverse centinaia di persone. Un’assemblea che si svolgerà nell’arco di due giornate, con momenti di formazione, alla presenza di esperti e facilitatori che parleranno dei temi emersi dalla cittadinanza, e altri momenti di discussione con “focus” sulle tematiche più specifiche. L’obiettivo è quello di elaborare proposte concrete, interloquendo con esperti e con rappresentanti politici bipartisan, e, in seguito, trasformarle in proposte di legge o in provvedimenti dedicati. Erano previsti 150 posti ma in brevissimo tempo le richieste di adesione sono state più del doppio, infatti gli organizzatori stanno ripianificando l’evento in modo da poter accogliere più persone possibile. Ai partecipanti, che lavoreranno divisi in gruppi di 10/15 persone, è richiesto di formulare delle proposte in merito ad argomenti specifici e tenendo conto di quelli che sono i principi dell’organizzazione. Alla fine verranno votate le proposte più interessanti che, nei giorni seguenti verranno simbolicamente consegnate alla Presidete dell’Assemblea Legislativa Emma Petittie alla Vice Presidente Elly Schlein. La stessa Schlein farà un intervento anche nel primo giorno dell’evento durante l’incontro formativo guidato dal giornalista Marco Merola, autore del documentario Adaptation il quale, nella sezione che riguarda l’italia si concentra proprio sull’Emilia Romagna. http://www.rinascimentogreen.it/

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Perdite di fatturato nelle grandi imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

«Nelle grandi industrie la perdita di fatturato varia invece tra il 6% ed il 26% della spesa energetica» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 del 2020.Partendo dallo studio dell’ultimo rapporto disponibile dell’Enea sui dati pervenuti dalle diagnosi energetiche obbligatorie (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019), Ener2Crowd.com è riuscita —in collaborazione con il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green— a calcolare questo “gap di competitività”.«L’elaborazione è stata fatta tenendo contro della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali. Così è stato possibile calcolare che ogni 1.000 euro investiti in soluzioni di riduzione dei consumi oppure in efficientamento energetico è in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 370 euro l’anno» ribadisce Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it. Insomma l’investimento si ripaga da solo in meno di 3 anni. Ma, proprio come —su un altro livello, quello dei privati— accade per il Superbonus 110%, non tutte le aziende hanno saputo cogliere questa opportunità. La perdita totale, calcolata da Ener2Crowd.com in collaborazione con il GreenVestingForum.it, è di 27 miliardi di euro annui, pari all’1% del fatturato totale delle imprese italiane, di cui ben 21 miliardi di euro nel segmento delle piccole e medie imprese. «Per recuperare l’extra-costo energetico del sistema imprese italiano ci vorrebbero ora 25 miliardi di euro di investimenti, un ammontare che porterebbe a generare una crescita di valore aggiunto complessivo di 16 miliardi di euro» spiega Giorgio Mottironi.In altri termini si tratterebbe di raddoppiare l’attuale volume di investimenti nel comparto energetico ed aumentare di circa 25 volte quelli nel campo dell’efficienza energetica. «È un grande sforzo che oggi però può beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata proprio per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica» sostiene Niccolò Sovico. Secondo il ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese sono molteplici, a partire dalla generazione da fonti rinnovabili —in grado di produrre (anche tenendo presente del costo degli impianti) risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica delle piccole e medie imprese— passando per gli interventi di “retrofitting” o “renewal” degli impianti di produzione —con un ritorno sugli investimenti pari al 25% annuo— fino ad arrivare a soluzioni di efficienza gestionale, quali ad esempio la dotazione di un software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, implementando il quale si riesce ad ottenere un ulteriore 5% di risparmio sui costi energetici totali. Per sostenere un flusso diretto ed efficace di risorse verso queste opportunità di trasformazione esiste oggi l’energy crowdfunding di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di investimenti “diffusi” nella green economy, con una community che già oggi conta 3 mila investitori, che nel 2020 ha erogato 1,6 milioni di euro a favore di aziende pronte a ridurre i loro impatti ambientali migliorando nel contempo la propria competitività e che punta nel 2021 a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3 milioni di euro.E a guidare il settore di questa tipologia di finanziamento è proprio Ener2Crowd.com. La piattaforma può essere utilizzata sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento parabancario insieme ad altri canali di finanziamento, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità. Come già sottolineato gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di 3 milioni di euro. Un traguardo che sarà facilmente raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti su Ener2Crowd.com, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che accettabili per le aziende che riescono a veder finanziare i loro progetti in pochi giorni o —come accade— anche in poche ore. (AJ-Com.Net). REPORT COMPLETO: https://www.aj-com.net/ener2crowd/e2c_extra-costo-energetico.pdf

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Nikon: dal 15 aprile in edicola la collana “Master di fotografia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Dal 15 aprile sarà in edicola con cadenza settimanale la collana Master di Fotografia, nata dalla collaborazione fra Nikon e Corriere della Sera. 25 volumi con oltre 1500 immagini complete di spiegazioni in cui i professionisti Nikon School metteranno a disposizione le loro conoscenze per divulgare l’arte della fotografia. Un’opera unica, un vero e proprio master realizzato in stile Nikon che per 25 settimane promuoverà l’esperienza fotografica allo stato puro attraverso la voce di chi vive di scatti e usa la tecnologia Nikon sfruttandone al massimo innovazione e performance. La collana sarà in edicola ogni settimana a partire dal 15 aprile in allegato con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport: ogni volume affronta un particolare tema tecnico – dal reportage di viaggio alla fotografia sportiva, dal ritratto allo still life, dal colore nella composizione fotografica al bianco e nero e molto altro ancora – in oltre 100 pagine attraverso i lavori di quattro fotografi che commentano i propri scatti mettendone in luce la genesi, la tecnica, lo spirito, i segreti.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Non accenna a diminuire la sofferenza idrica dei fiumi dell’Emilia Romagna con Enza e Secchia al di sotto dei minimi mensili, mentre Savio e Reno si avviano a seguirli; analogo è l’andamento del Trebbia, la cui portata (7,1 metri cubi al secondo) è meno del 30% della media storica di Aprile (mc/sec 23,8): è questa la principale indicazione rilevata dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Causa prima di questa preoccupante situazione è il crollo nelle precipitazioni che, nel bacino del fiume Po, ha registrato -92% in Marzo con il 1 Aprile risultato il più caldo di sempre. La portata del Grande Fiume è ben al di sotto delle medie di periodo (-48%).Seppur in calo, rimangono in linea con le medie del periodo le altezze idrometriche dei grandi laghi Maggiore e Benaco, mentre recuperano parzialmente il deficit idrico sia il Lario che l’Iseo. Il positivo trend è conseguenza della fusione del manto nevoso alpino, dovuta a temperature sopra la media nelle scorse settimane; il totale della riserva idrica trattenuta nei grandi laghi, negli invasi artificiali e sotto forma di neve è diminuito rispetto ad una settimana fa (-5.2%), ma continua a risultare superiore alla media del periodo 2006-2020 (+9.2%).I dati confermano il crescente rischio aridità anche lungo la dorsale adriatica, dove gli invasi marchigiani (Mercatale, Castreccioni, San Ruffino, Comunanza, Rio Canale), con poco più di 46 milioni di metri cubi d’acqua, segnano la peggiore performance dal 2017.Non va meglio in Toscana, dove sono dimezzate le portate dei fiumi Ombrone e Sieve, ma anche Arno e Serchio sono largamente sotto media. Tornando al Nord, registrano una ripresa i fiumi del Piemonte (Pesio, Tanaro, Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), dove le piogge marzoline sono calate di oltre il 90%; restano ottime le performance dei corsi d’acqua valdostani. Risale anche la portata dell’ Adda in Lombardia, mentre sostanzialmente reggono i fiumi veneti (solo la Livenza registra un calo significativo), nonostante -88% nelle precipitazioni di Marzo.In Lazio, la portata del fiume Tevere è inferiore a quelle degli anni recenti, mentre migliorano le condizioni idriche di Sacco e Liri-Garigliano, così come sono stabili le altezze dei laghi di Bracciano e Nemi.I principali fiumi della Campania (Volturno e Sele) si mantengono su livelli superiori allo scorso anno; continuano a crescere le riserve idriche negli invasi della Basilicata (quasi 132 milioni di metri cubi in più rispetto al 2020), mentre sono sostanzialmente stabili quelle pugliesi, attestate comunque a + 129,69 milioni di metri cubi sull’anno scorso.

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Merger & Acquisition Summit

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Mercoledì 14 aprile a partire dalle ore 09:30 si terrà in forma digitale il Merger & Acquisition Summit organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con 4cLegal, nel corso del quale verrà approfondito il ruolo delle M&A quali strategie di finanza straordinaria che rappresentano un settore chiave per l’economia del nostro paese e che, se ben pianificate, possono condurre a dei guadagni consistenti. Ma l’evolversi del processo acquisitivo richiede un’accurata pianificazione che deve obbligatoriamente considerare tutti i problemi e i tempi necessari per l’integrazione delle realtà operative coinvolte nel deal. Di questo e dei possibili scenari futuri discuteranno, tra gli altri, il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti; Francesco Gatti, Equity Partner Gatti Pavesi Bianchi Ludovici; Stefano Giudici Responsabile Investment Banking NOMURA; Giuseppe Latorre, Partner KPMG Head of Corporate Finance; Mauro Micillo, Chief of IMI Corporate & Investment Banking Division Intesa Sanpaolo; Diego Selva, Head of Investment Banking Banca Mediolanum Vi chiedo cortesemente di poterne dare segnalazione nel calendario appuntamenti della prossima settimana, segnalando che l’evento è gratuito previa registrazione sul sito https://onlineevent.ilsole24ore.com/eventi/merger-acquisition/

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Libro: Quello che non sai di Susy Galluzzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare. Viaggio negli equilibri precari di una famiglia all’apparenza perfetta, Quello che non sai è un romanzo sulla maternità e sul timore di non essere mai all’altezza. Attraverso la storia di un distacco necessario, narrata in un crescendo di sentimenti contrastanti, l’autrice inscena il fallimento personale della protagonista cambiando continuamente prospettiva in un gioco psicologico complesso e molto appassionante. Un libro intenso che affronta un tema tabù con grande abilità e coraggio meditando in maniera profonda sul lato oscuro che è in ognuno di noi e su quello che una donna non confesserebbe mai, neppure a se stessa.

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Viviana Guarini – “Siamo stati anche felici”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni Genere: Narrativa contemporanea Pagine: 100 Prezzo: 10,00 € “Siamo stati anche felici” di Viviana Guarini è la storia della ricerca della felicità: «Attraversa il buio, attraversalo per intero. Fidati delle intuizioni. Datti tempo. Ascoltati. Abbi paura, ma mai troppa. Concediti il lusso di vivere. Concediti il lusso di amare. Sprofonda nel buio ma non dimenticare di risalire. Attaccati a un pensiero felice e fanne la tua àncora di bellezza». L’opera è caratterizzata da un intenso dialogo tra la mente e l’anima, tra l’emotività e la spiritualità. È un inno alla gioia di vivere, alla bellezza della fragilità, alla potenza dell’amore; è un messaggio importante inviato a tutti coloro che vogliono lasciare questo mondo migliore di come l’hanno trovato – «Io combatterò per te. Per me. Per noi. Per quel sogno ancora intatto che ho, che è la vita e l’amore che ho per essa. Io combatterò perché nessuno possa più piangere le lacrime amare che ho versato io. Io combatterò perché sia ancora possibile un mondo meraviglioso e stupendo, all’altezza dei sogni. Di tutti». Il titolo è ordinabile in tutte le librerie italiane, sui principali store online, fra cui Amazon, Ibs, Mondadori Store, Libreria Universitaria, e nel circuito Fastbook. Disponibile in formato digitale su Amazon, anche per i possessori di abbonamento Kindle Unlimited. BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Viviana Guarini (Bari, 1988) è una psicologa, copywriter e formatrice. Si occupa di strategie digitali, consulenze alle aziende in Responsabilità Sociale di Impresa e incubazione di giovani talenti. Con Les Flâneurs Edizioni ha pubblicato i suoi romanzi “Non dirlo al cuore” (2018), vincitore del premio letterario under 35 Ludovica Castelli, “Deve andare tutto bene” (2019) e “Siamo stati anche felici” (2021).

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Internet casa: 1 richiesta su 4 è per usare i videogames

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

In epoca Covid la linea internet casa è diventata un servizio imprescindibile anche per le attività del tempo libero tanto che, secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 650.000 richieste di cambio di fornitore, la percentuale degli utenti che ha dichiarato di usare la rete domestica per giocare online è aumentata del 30%, passando dal 16% rilevato nei mesi pre-pandemia al 21% rilevato tra marzo e dicembre 2020, fino ad arrivare al 25% nel primo trimestre 2021.La grande novità emersa è che giocare online con smartphone, tablet, PC o console non sembra più essere un’esclusiva dei giovani: l’utilizzo di internet per i giochi online è addirittura raddoppiato tra gli over 55. Nello specifico, tra i richiedenti con età compresa tra i 55 e i 64 anni si è passati dal 9% pre-pandemia al 18% nel 2021, mentre tra gli over 65 la percentuale è cresciuta dal 7% al 15%, chissà se per propria passione o per far felici i nipoti.Il lockdown e le limitazioni alla mobilità, inoltre, hanno dato un grosso impulso anche alla fruizione di contenuti tramite Smart TV: l’indagine ha rilevato come il numero di richiedenti che hanno dichiarato di usare la linea di casa per guardare film e serie televisive in streaming sia aumentato, passando dal 48% del periodo pre-pandemia al 59% del primo trimestre del 2021.

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Jacques Chessex, l’oeuvre peinte

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

L’exposition ouvrira ses portes officiellement le 15 avril et fermera le 31 juillet 2021. 1, rue Roger de Lessert, 1164 Buchillon, Vaud (1er étage) Aarlo u Viggo, galerie d’art, Ouverture spéciale le samedi 17 avril. Horaires: les jeudis et vendredis de 14:00 à 20:00 ainsi que les premiers samedis de chaque mois, ou sur rdv au +41 78 300 25 01. “C’est avec grand plaisir et fierté que nous vous annonçons l’ouverture de l’exposition de Jacques Chessex. Un texte critique accompagne ce courriel”. Plus connu pour sa littérature, l’auteur de l’Ogre a été aussi un peintre prolifique. Nous présentons des œuvres aux supports divers; papiers, enveloppes, revues… Certaines inédites et jamais exposées, en côtoient d’autres que l’on a déjà pu admirer en Espagne et en Suisse, notamment dans la mythique galerie de Jean Planque à Lausanne.

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