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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Mieloma multiplo: I casi in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Ogni anno, in Italia, 5.800 persone sono colpite da mieloma multiplo, un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo. Le armi innovative come gli immunomodulanti, utilizzati in combinazione con altre terapie, consentono di prolungare significativamente gli intervalli di tempo liberi da recidiva con una buona qualità di vita, arrivando in molti casi a cronicizzare la malattia. In vent’anni, infatti, la sopravvivenza mediana è passata da circa 36 mesi a 7 anni. Gli immunomodulanti hanno cambiato radicalmente le prospettive di cura e, utilizzati in combinazione con farmaci come gli inibitori del proteasoma e gli anticorpi monoclonali, rappresentano la vera e propria “spina dorsale” del trattamento, dalla prima linea fino a quelle successive. E le CAR T, che costituiscono il fronte più avanzato dell’immunoterapia, stanno evidenziando risultati importanti nei pazienti pesantemente pretrattati, con circa l’80% vivo a un anno rispetto a un’aspettativa di vita che non superava i 9 mesi. Le prospettive offerte dalle armi innovative contro il mieloma multiplo sono approfondite oggi in un media tutorial virtuale, promosso da Celgene ora parte di Bristol Myers Squibb. Le opzioni terapeutiche disponibili nelle varie fasi della malattia si sono espanse considerevolmente, e ciò si è tradotto in un significativo miglioramento dell’attesa di vita dei pazienti”.Lenalidomide, farmaco immunomodulante, in associazione con un inibitore del proteasoma (bortezomib) e cortisone (desametasone), fornisce a pazienti con malattia di nuova diagnosi e non eleggibili al trapianto un’opzione terapeutica che estende significativamente la prima remissione. Questa ‘tripletta’ è stata approvata in Europa sulla base dei risultati dello studio SWOG S0777, che ha coinvolto 525 pazienti. La sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 42 mesi e la sopravvivenza mediana globale 89 mesi. Dalla seconda linea, le combinazioni a base di pomalidomide rappresentano il cardine. Nello studio OPTIMISMM, che ha coinvolto 559 pazienti e pubblicato su ‘The Lancet Oncology’, il trattamento con pomalidomide associato a bortezomib e desametasone ha notevolmente migliorato la sopravvivenza libera da progressione (11,2 mesi), con una riduzione del rischio di progressione della malattia o morte del 39%, e ha generato risposte più rapide e durature nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, che hanno ricevuto fino a tre precedenti linee terapeutiche. La terza linea di trattamento vede un’opzione importante nell’aggiunta di un anticorpo monoclonale, elotuzumab, a pomalidomide e desametasone. Questa tripletta è stata approvata in Europa nei pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario, che abbiano ricevuto almeno due precedenti linee di terapia. L’approvazione si basa sui dati dello studio ELOQUENT-3 su 117 pazienti, in cui la tripletta ha raddoppiato, rispetto a pomalidomide e desametasone da soli, sia la sopravvivenza libera da progressione mediana (10,25 mesi rispetto a 4,67 mesi) che il tasso di risposta globale (53,3% rispetto a 26,3%).

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