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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Giornata Nazionale del Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

L’11 aprile si celebra la Giornata Nazionale del Mare per valorizzare il mare come risorsa culturale, scientifica, ricreativa ed economica. Francesca Santoro, specialista di programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice del Decennio del Mare in Italia, sottolinea la necessità di proteggere un patrimonio che può contrastare il cambiamento climatico e creare occupazione. Appuntamento con un un nuovo “Aperitivo blu – Un Totem Per l’Oceano” del Decennio del Mare per parlare di Blue Economy l’11 aprile alle ore 19 con Simone Perotti, candidato con il suo libro “I Momenti Buoni” al Premio Strega 2021. Sono 27 le aree marine protette in Italia (AMP), cui si aggiungono 2 parchi sommersi, che tutelano complessivamente circa 228.000 ettari di mare e 700.000 km di costa*. Andando a guardare nel dettaglio, il 19,12% delle acque territoriali italiane (0-12 miglia nautiche) è coperto da aree marine a vario titolo protette: aree in cui le attività umane – ad esempio pesca e turismo – dovrebbero essere parzialmente o totalmente limitate, i pesci riescono a riprodursi e si conserva la biodiversità del più grande ecosistema del Pianeta. Tuttavia solo nell’1,67% dei casi si tratta di aree che implementano efficacemente i propri piani di gestione, mentre per il resto si tratta di piccoli paper park, ovvero aree marine che non sono efficacemente gestite. Inoltre, soltanto lo 0,1% è coperto da aree a protezione integrale. L’Italia insieme a Regno Unito, Spagna, Germania e Francia, è tra i maggiori contributori all’Economia Blu dell’UE sia per l’occupazione (con un contributo combinato del 58%) che per il valore aggiunto lordo VAL (con un contributo combinato del 69%). Nel 2017, in termini di VAL dell’economia blu dell’UE il bacino marittimo del Mediterraneo – di cui fa parte l’Italia – ha toccato quota 59,6 miliardi di euro, 29% del totale a livello europeo, arrivando dopo Oceano Atlantico ((73,4 miliardi di euro) e Mare del Nord (63 miliardi di euro). Tuttavia, la dimensione in termini di occupazione è stata invertita: il 40% dell’occupazione della Blue Economy si trova nel Mediterraneo (1,78 milioni di dipendenti), il 29% nell’Oceano Atlantico (1,29 milioni di dipendenti) e solo il 20% nel Mare del Nord (0,87 milioni di dipendenti). Per quanto riguarda l’Italia, nel dettaglio, negli ultimi 10 anni (dal 2009 al 2018) ha visto la sua quota di occupazione e di VAL diminuire. D’altra parte però, l’Italia ha un ruolo importante dal punto di vista ambientale: si stima che sia responsabile del sequestro di 13.2 milioni di tonnellate annue di Carbonio Blu, il valore più alto tra gli stati membri dell’UE nel Mar Mediterraneo.La Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI-UNESCO), è stata istituita nel 1960 come ente dell’UNESCO con autonomia funzionale, è l’unica organizzazione competente per le scienze del mare nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite.

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