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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola. Drago (FdI): lo Stato colmi il divario tra formazione scientifica e umanistica

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

“Potenziare lo studio della matematica farà crescere l’approccio scientifico dei nostri studenti. Fratelli d’Italia ha espresso convintamente un voto favorevole alla mozione sull’insegnamento della matematica e dell’educazione digitale, ma dobbiamo comunque evidenziare che con questa mozione la maggioranza certifica il fallimento del provvedimento dei 500 euro annui stanziati per la formazione di ciascun docente. Vista l’inadeguata formazione di una parte dei docenti, dimostrata ad esempio nelle difficoltà nell’adozione della Dad, meglio si sarebbe fatto destinando direttamente quei soldi per rimpinguare i magri stipendi del personale insegnante, facendo in modo che il ministero dell’Istruzione si faccia carico direttamente della formazione permanente degli insegnanti. Pur essendo del tutto evidente la correlazione tra la struttura del pensiero matematico e la struttura dell’azione della lingua, il nostro sistema scolastico, ad oggi, manifesta un preoccupante divario tra formazione scientifica e umanistica. Una distanza che va colmata quanto prima, rivedendo molti dei parametri che contraddistinguono l’accesso all’insegnamento della matematica da parte di docenti con lauree tra le più disparate, che, associate alla formazione carente e alla scarsità di tirocini, determinano un’enorme discrepanza nell’apprendimento da parte degli studenti. Un problema reale per i ragazzi che invece dovrebbero apprendere la matematica in maniera omogenea e attiva, rendendosi attori nella costruzione del proprio sapere. Non si può prescindere dalle fasi di crescita delle giovani generazioni. Importante sarebbe rendere l’ultimo anno della scuola dell’infanzia obbligatorio, evitando, così, salti nelle fasi di apprendimento e cognitive. Infine, proprio per garantire un approccio armonico allo studio della matematica, lo Stato dovrebbe impegnarsi nel dedicare maggiore attenzione nei confronti dei disturbi dell’apprendimento (DSA) che andrebbero considerati per quello che in realtà sono, ossia dei diversi stili di apprendimento”.

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