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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Vaccino AstraZeneca, aggiornate le informazioni di sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Dopo il responso dell’Ema, l’uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato per le fasce d’età sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso una Nota informativa con aggiornamenti sul rischio di trombosi associate a trombocitopenia. Sulla base degli elementi emersi dall’analisi di tutta la documentazione disponibile, la Cts spiega che «è stata riscontrata un’associazione tra il vaccino Vaxzevria e casi molto rari di tromboembolismi anche gravi, in sedi inusuali (fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali, trombosi splancniche e arteriose), associati a trombocitopenia. Ad oggi, la maggior parte dei casi è stata segnalata in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne. Tali eventi sono stati osservati per lo più entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino».«L’associazione con gli eventi trombotici sopra descritti non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni, nei quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa», sottolinea la Cts, precisando che «non sono ancora disponibili ulteriori dati dalle sperimentazioni attualmente in corso». Un’evidenza che, secondo il farmacologo Antonio Clavenna, del dipartimento Salute pubblica dell’Istituto Mario Negri di Milano, «potrebbe essere dovuto alla circostanza che proprio questa fascia di età e le donne sono state le categorie maggiormente immunizzate con il vaccino AstraZeneca». «Ema – prosegue la Commissione Aifa – ha aggiornato le informazioni di sicurezza del vaccino in Rcp (Riassunto delle caratteristiche di prodotto, ndr), per tenere conto degli eventi di tromboembolismo in sedi inusuali (fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali, trombosi splancniche e arteriose) associati a trombocitopenia». «Sono in corso e saranno implementati studi di approfondimento in merito al possibile meccanismo patogenetico sottostante», al momento non ancora chiarito. «L’Aifa, in collaborazione con l’Ema – rassicura l’ente regolatorio – continuerà l’attenta valutazione di qualsiasi segnale di sicurezza anche al fine di formulare eventuali ulteriori raccomandazioni». In ogni caso, sia l’Ema che la Cts sottolineano che «il bilancio beneficio/rischio del vaccino Vaxzevria si conferma complessivamente positivo, in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19».Stesso parere emerge anche dalla nuova circolare con cui il ministero della Salute ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino di AstraZeneca. La circolare – inviata a Regioni, istituzioni ed associazioni – ribadisce che il vaccino è approvato dai 18 anni d’età. «Sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate – si legge – si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni». E, soprattutto: «Chi ha già ricevuto una prima dose Vaxzevria, può completare il ciclo col medesimo vaccino».La reazione autoimmune alla base dei rari eventi trombotici seguiti alla somministrazione del vaccino AstraZeneca che l’Ema ha rilevato, «potrebbe essere causata dal vettore virale utilizzato per il vaccino, ma si tratta di un’ipotesi che richiede ulteriori studi». Ad affermarlo è il farmacologo Clavenna che, anche sulla questione di valutare i maggiori o minori rischi di tale vaccino anti Sar-Cov-2 rispetto ad altri, chiarisce: «È impossibile fare dei paragoni. Il vaccino antinfluenzale, ad esempio, utilizza una piattaforma differente, ovvero si avvale dello stesso virus inattivato o di componenti del virus e dunque non paragonabili sono gli effetti collaterali e per l’antinfluenzale non si segnalano reazioni autoimmuni». E, poi, spiega: «La tecnologia del vaccino AstraZeneca prevede l’utilizzo di un adenovirus da scimpanzé per trasportare la proteina Spike del SarsCov2. L’ipotesi è che l’utilizzo di un virus come vettore possa, in determinati soggetti che hanno magari una particolare predisposizione, portare alla formazione di anticorpi che vanno ad agire contro l’organismo stesso. Una ipotesi da approfondire anche in relazione al vaccino di Johnson & Johnson, che utilizza la stessa tecnologia a vettore virale e per il quale l’Ema ha segnalato tre eventi rari trombotici su 4,5 milioni di vaccinati». (fonte doctor33)

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