Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Osservatorio mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Marzo è stato un mese tutto sommato positivo per i mercati e caratterizzato da un deciso cambio di regime rispetto all’inizio dell’anno. I tassi d’interesse per ora sembrano essersi stabilizzati e questo ha permesso al settore tecnologico e, più in generale, ai titoli growth di recuperare un po’ del terreno perso rispetto ai titoli value, che comunque hanno continuato a registrare performance positive in quest’ultimo mese. La ripresa del comparto growth però presenta alcune importanti divergenze al suo interno. Se infatti i grandi campioni di questo indice (Microsoft, Google, Facebook) hanno ripreso a marciare senza sosta dalla metà di marzo, altri comparti di questo indice, come il cosiddetto “Innovation”, stanno facendo fatica a scrollarsi di dosso la forte volatilità di fine febbraio, segnalando una decisa preferenza degli investitori per le società dal business già affermato. In questo contesto va letta, secondo noi, anche la decisa frenata da parte degli indici Small Cap rispetto alle società a più alta capitalizzazione. Dal punto di vista geografico, l’Europa ha confermato il suo momento di gloria, sovraperformando i listini a stelle e strisce ed emergenti, quest’ultimi direi grandi assenti nel festival di performance positive dell’ultimo mese. In particolare, il comparto asiatico sta prendendo una pausa dopo le performance molto positive dell’anno passato, con esso si sono fermati i grandi campioni tecnologici della rivoluzione dei consumi Made in China, Tencent e Alibaba, che sembrano ancora accusare la stretta messa in atto dal governo cinese sul settore del Fintech, con queste soffre tutto il comparto emergente. Da luglio 2020 abbiamo cominciato un percorso di ripristino della rischiosità dei portafogli. Dopo la strategia essenzialmente conservativa di febbraio e marzo dell’anno scorso, nei mesi successivi, sulla scia di un contesto macroeconomico in miglioramento, abbiamo aumentato la percentuale di asset class con profilo di rischio e rendimento più alto e lo abbiamo fatto principalmente incrementando la percentuale investita in azioni. Nel ribilanciamento di novembre avevamo espresso una preferenza per quelle società più colpite dalla pandemia, quindi caratterizzate da valutazioni più convenienti, e ci eravamo anche alleggeriti di alcuni degli strumenti obbligazionari a scadenza più lunga. Quest’ultimo ribilanciamento in sostanza conferma le nostre scelte sull’azionario e apporta alcune modifiche all’asset allocation strategica. I binari su cui si muove sono principalmente tre (fermo restando che le nostre scelte si declinano in modo differente a seconda del livello di rischio del portafoglio). In primis, l’aumento della quota azionaria. Continuiamo ad aumentare la percentuale investita in azioni su tutte le linee. Il contesto, sia finanziario sia economico, al momento presenta più opportunità che rischi. Ovviamente siamo consci del fatto che proprio in questi giorni i mercati azionari stanno raggiungendo nuovi massimi, ma dobbiamo ricordare che le nostre scelte sono sempre legate a un’ottica di lungo periodo e l’andamento dei mercati ci sembra coerente alle nostre valutazioni strategiche. I dati dell’economia reale e il livello di indici di rischio come il VIX ci consentono di guardare con fiducia ai mesi a venire ricordandoci anche che, al momento, date le valutazioni su tutte le varie asset class entro lo spettro del rischio consentito dalla nostra gestione, le azioni costituiscono ancora l’alternativa migliore per cercare rendimento nel medio-lungo termine. Anche questa volta preferiamo continuare a puntare sulle società con valutazioni più convenienti, dando continuità a una strada che per adesso ha premiato. Secondo elemento, l’introduzione di obbligazioni societarie in dollari in quei portafogli in cui l’obbligazionario non è solo un diversificatore ma anche una fonte di rendimento. I tassi d’interesse sono stati indubbiamente i protagonisti di questi primi mesi del 2021 e i movimenti sulla curva americana hanno aperto delle opportunità di rendimento nel mondo obbligazionario in dollari rispetto agli strumenti quotati in euro. Il differenziale sulla parte medio-lunga della curva inizia ad essere interessante e, anche al netto del costo di copertura del rischio valutario, offre spunti che vale la pena cogliere per aumentare la redditività della componente obbligazionaria dei portafogli. Infine, l’introduzione di obbligazioni quotate in Yuan. Per la prima volta abbiamo inserito nei portafogli Moneyfarm obbligazioni denominate in valuta cinese: una scelta coerente alla grande attenzione che la nostra gestione riserva ai trend di lungo periodo dell’economia globale. Il mondo obbligazionario a livello globale sta cambiando, soprattutto sul fronte degli emergenti, e questo tipo di strumenti ricoprirà una quota rilevante del mondo finanziario negli anni a venire. Le obbligazioni cinesi hanno storicamente mostrato caratteristiche di rischio e rendimento uniche nel nostro universo investibile. A prescindere dalle prospettive specifiche di rendimento per questa asset class, la sua esposizione a fattori di rischio come politica monetaria e inflazione cinese, che seguono traiettorie quasi indipendenti dai corrispettivi occidentali, la rende un diversificatore importante all’interno del portafoglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: