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Scuola e PA: Riforma reclutamento

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Ogni amministrazione pubblica definirà il concorso più adatto. “La novità – dice oggi il ministro Renato Brunetta – è rendere obbligatoria la fase iniziale della valutazione dei titoli di studio legalmente riconosciuti per l’ammissione alle prove successive, al posto dei test preselettivi a crocette. Una decisione coerente con le pratiche internazionali, ad esempio quella europea di Epso. Non saranno invece valutati all’inizio titoli di servizio o esperienza professionale”. Non vi sarebbe, quindi, alcuna intenzione di realizzare una preselezione per titoli di servizio. “Non è assolutamente vero. Servizio ed esperienza, insieme ai titoli di studio, potranno soltanto concorrere alla formazione del punteggio finale. Una facoltà, quest’ultima, nelle disponibilità delle singole amministrazioni da rendere eventualmente esplicita nei bandi di reclutamento, coerentemente con il livello di specializzazione del profilo da reclutare”, specifica il ministro.“La fase di valutazione – continua – prevista implica invece che le singole amministrazioni potranno individuare un numero massimo, più o meno ampio, di candidati, da ammettere alle prove successive, anche senza fissare un punteggio minimo che deve essere posseduto dai candidati. In base alla composizione della platea di partecipanti, potrebbero dunque accedere alle fasi successive anche tutti coloro che sono semplicemente in possesso dei requisiti di partecipazione”.Di questa possibilità e dell’intervento del ministro per la PA parla stamani Orizzonte Scuola: secondo la rivista specializzata “ad oggi l’unico dato certo è che i concorsi ordinari potranno essere avviati dalla data del 3 maggio, ma di fatto per la scuola non è stata ancora assunta nessuna decisione. I bandi non sono stati modificati e le indicazioni fornite nell’articolo” pubblicato oggi dal ministro Renato Brunetta “derivano dal nuovo Decreto ma non sappiamo come e se le novità saranno applicate”.Ma a quali concorsi della scuola già banditi si fa riferimento? Riguardano il DD n. 498 del 21 aprile 2020 per infanzia e primaria (12.861 posti) e il DD n. 499 del 21 aprile 2020 per la scuola secondaria I e II grado, i cui posti sono stati incrementati a 33.000 con il DD n. 649 del 3 giugno 2020. Quindi per complessivi oltre 45 mila cattedre da assegnare. A queste procedure vanno aggiunte quelle dei concorsi riservati ai docenti di Religione Cattolica e agli insegnanti specializzati sul Sostegno, per i quali si attendono ancora i bandi. Sommando tali procedure con quella straordinaria della secondaria, le cui prove uniche sono in fase di svolgimento, dovendo svolgere ancora le suppletive, come indicato dal Tar del Lazio, si arriva ad oltre 90 mila posti da docente da assegnare.Il sindacato Anief ribadisce l’importanza di attivare selezioni sulla base di titoli e servizi, andando ad utilizzare tutte le graduatorie già esistenti. Poi vanno attuati corsi abilitanti periodici, abbandonando il numero chiuso, oltre alla riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto e l’addio all’organico di fatto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief “abbiamo nella scuola oltre 100 mila posti in deroga o in organico di fatto, che fanno dell’Italia l’unico Paese europeo dove dominano le cattedre libere che ogni anno vengono affidate a docenti diversi. Diamole, quindi, a chi ha dimostrato sul campo di portare avanti egregiamente la professione”.

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