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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Covid-19, dopo la dimissione ospedaliera in aumento la prevalenza di danno d’organo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

Non solo i polmoni, ma anche altri organi sono coinvolti nella malattia da Sars-CoV-2 e i tassi di prevalenza dei danni, raggruppati sotto il termine di disfunzione multiorgano, sembrano in aumento tra i dimessi dall’ospedale dopo un’infezione da questo Coronavirus rispetto alla popolazione generale. Ecco quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Medical Journal, primo autore Daniel Ayoubkhani dell’Office for National Statistics, Government Buildings di Newport, Regno Unito. «Sappiamo che Covid-19 può causare gravi problemi respiratori, ma può colpire anche altri organi e sistemi all’interno del corpo, inclusi cuore, reni e fegato» spiegano gli autori, ricordando che i sintomi persistenti per più di 12 settimane dopo la malattia da Covid-19 fanno parte della cosiddetta sindrome post-Covid, nota anche come long-Covid, ma che il modello a lungo termine del danno d’organo post-infettivo non è ancora chiaro.Per approfondire l’argomento i ricercatori britannici dell’Ufficio per le statistiche nazionali in collaborazione con l’University College di Londra e l’Università di Leicester hanno confrontato i tassi di disfunzione multiorgano in 47.780 ricoverati in ospedale in Inghilterra con Covid-19 e dimessi vivi entro il 31 agosto 2020, confrontandoli con un gruppo di controllo formato da coetanei della popolazione generale. «In un follow-up medio di 140 giorni quasi un terzo dei dimessi dopo il Covid-19 acuto è stato di nuovo ricoverato, e più di 1 su 10 è deceduto dopo la dimissione» precisa Ayoubkhani, aggiungendo che i tassi di malattie respiratorie, cardiovascolari e diabete sono aumentati in modo significativo nei pazienti Covid-19, con 539, 66 e 29 nuove diagnosi per 1.000 anni-persona, rispettivamente maggiori di 27, 3 e 1,5 volte rispetto a quanto osservato nei controlli. E in un editoriale di commento Manoj Sivan dell’Università di Leeds e Leeds Teaching and Community NHS Trusts, scrive: «Il Covid lungo è un esempio urgente di come i fornitori di servizi sanitari devono gestire la multimorbilità, concentrandosi sui sintomi multisistemici riferiti dai pazienti e sulle loro esigenze riabilitative con programmi di gestione individualizzati. Oggi la necessità più urgente è imparare quale sia la miglior cura multidisciplinare, grazie ai dati sul mondo reale e alle esperienze dei pazienti, da sempre parte importante nella lotta alla disuguaglianza nell’accesso all’assistenza sanitaria». (fonte Doctor33)

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