Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Esodo dei carabinieri verso le regioni del Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

By Fornicola Michele il paventato esodo non può essere l’alibi per impedire ancora qualunque tentativo di delimitare il potere discrezionale in materia di ricongiungimento familiare.Se un carabiniere coniugato/convivente abita in località diversa dalla Sede di servizio ma non riesce a raggiungere il reparto di appartenenza entro un’ora, è costretto a rinunciare all’unità familiare, perché è obbligato a dimorare nella Sede di servizio. Il legislatore, nel tentativo di agevolare la ricomposizione delimitando questo “potere discrezionale in materia di impiego”, ha cercato di fissare dei diritti anche per i Carabinieri che aspirano ad una diversa sede di impiego (avvicinamento), ma è dovuto arretrare per i timori rappresentati dal Comando Generale. Argomenti che appaiono pretestuosi, visto che i legittimi interessi a dimorare in località diversa dalla Sede di servizio, le legittime aspettative dei Carabinieri, ancora troppo spesso soffrono, anche a livello locale, in termini di effettività e concretezza. Diversamente da quanto rappresentato dal Comando Generale, troppo spesso le istanze per un avvicinamento al coniuge/convivente, senza deregionalizzazione, appaiono contemperate in maniera NON adeguata, ed i riflessi negativi, nella concreta trattazione della materia, esporrebbe i Carabinieri in modo da diminuire la loro sicurezza (itinere).Il compendio del 2017 a firma del Comandante Generale ha tentato di svolgere una funzione di tutela del personale ma, nella realtà, l’applicazione poco impegnativa delle disposizioni generali dimostrerebbe, al livello locale, che la forma spesso non è sostanza e non giustificherebbe la compatibilità della posizione di impiego vincolata anche alla permanenza, rispetto il maggior valore del “ricongiungimento familiare” sotteso alla legittima domanda di trasferimento, allo scopo di poter così costituire il nucleo familiare con la propria compagna convivente nella medesima unità abitativa e, in questo modo, riducendo notevolmente l’impegno economico, affitto, e le spese di viaggio di oltre 100 chilometri e viceversa, per recarsi sul posto di lavoro. Michele FORNICOLA delegato CoBaR CC Lombardia

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