Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Threesome: a game or activity for three people

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Milano FPAC via San Rocco 11 Dal 29 aprile al 29 maggio 2021. Threesome è un progetto trasversale di commistione tra linguaggi che coinvolge artisti visivi legati alla galleria Francesco Pantaleone ponendoli in dialogo con artisti esterni e, insieme, con autori letterari.L’obiettivo è quello di proporre una prospettiva dinamica della fruizione dell’arte, in una logica che vede spazi, opere e artisti come soggetti attivi, dilatando i confini concettuali della narrazione e riposizionando lo sguardo anche su dettagli o particolari nuovi e non immediati. Rimescolamento delle carte in cui nulla è ovvio e tutto è possibile.Progetto già iniziato con due mostre precedenti: Loredana Longo, Mona Hatoum e Ágota Kristóf presso la sede di Milano in un confronto tutto al femminile sulla libertà e necessità di autodeterminazione; Ignazio Mortellaro, Roman Signer e Publio Virgilio Marone a Palermo, riflessione acuta sulla circolarità del Tempo e sulla Natura come elemento generatore. Entrambi momenti di intenso scambio e rinnovata attenzione in cui è stato suggestivo muoversi tra analogie e distanze con assoluta armonia.Threesome dunque, attingendo a questa forza del dialogo, pone linguaggi differenti e differenti sguardi sul confine della conoscenza, della curiosità, colloquio che va oltre e non si arresta, che esplora sempre strade nuove, gli fa eco la parola che lenisce e conduce il pensiero sul sentiero della riflessione. Nell’attuale esposizione Threesome #3 la natura morta di Concetta Modica fragile e imperfetta, allo stesso tempo così presente nel suo testimoniare lo stato d’animo della collettività provata dalle circostanze della vita, vanitas contemporanea che non guarda all’immortale bensì all’ordinario, alla consapevolezza di essere polvere dell’universo, privilegio dolente e potente. Allo stesso modo, facendosi scudo della sua libertà, l’artista immagina una vita dell’oggetto come traccia di un passaggio, una sorta di resistenza materiale che è indipendente dalla sua stessa natura.Accanto, lo scatto intimo e onirico di Clegg & Guttmann che condensa nella luce appena accennata una miriade di dettagli del quotidiano, di vite che passano, vivono forse sopravvivono.Infine il brano tratto dal Re pallido di Forster Wallace che nel suo essere incompiuto e postumo rappresenta l’incertezza dell’umanità in cerca della luce, in cerca della verità, auto confessione tragica della lotta contro la noia, il male di vivere, consapevole della fragilità e incapacità di dover essere, per forza, degli eroi. By Agata Polizzi

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